Lievito di Birra: Benefici e Controindicazioni

Il lievito di birra è un microrganismo naturale, costituito dal microscopico fungo Saccharomyces cerevisiae, utilizzato da secoli per le sue proprietà nutrizionali e terapeutiche. Utilizzato sia come integratore alimentare che in cosmetica, il lievito di birra è noto per i suoi effetti benefici su capelli, pelle, unghie, apparato digerente e immunità.

Cos'è il Lievito di Birra?

Per lievito di birra si intende un fungo microscopico, formato da colonie di Saccharomyces cerevisiae, ottenute per fermentazione. In particolare, le cellule del lievito vengono coltivate su un substrato di malto (orzo germogliato) all'interno di fermentatori dove si moltiplicano migliaia di volte.

«Il nome scientifico del “lievito di birra” è Saccharomyces cerevisiae» spiega Michela C. Speciani. «Si tratta di una specie di microrganismi che fa parte del più ampio regno dei funghi, chiamati anche miceti. Come esseri umani interagiamo quotidianamente con una miriade di specie diverse. Li abbiamo sulla pelle, li respiriamo, alcuni addirittura li mangiamo. Di solito si tratta per lo più di una convivenza felice e serena mentre, a volte, capita che alcuni lieviti possano, tra le altre cose, diventare causa di infezione. Pensiamo ad esempio alla celebre “candida” che è scientificamente detta “infezione da Candida albicans”, per l’appunto, un lievito, o alla pitiriasi versicolor legata all’infezione da alcuni funghi del genere Malassezia. Tra i lieviti “buoni da mangiare”, c’è proprio il Saccharomyces cerevisiae, ampiamente usato sia nella panificazione che nella fermentazione delle bevande alcoliche tra cui, appunto, la birra, ma anche come insaporitore e, talvolta, persino come integratore alimentare».

Tipologie di Lievito di Birra

Sul mercato è possibile acquistare diverse tipologie di lievito di birra:

  • Lievito di birra fresco: Si tratta dei classici panetti che si trovano nei banchi frigo dei supermercati. Si presenta come un panetto di circa 25 grammi di colore grigio chiaro/beige e ha consistenza morbida, in genere si utilizza sbriciolato e sciolto in acqua tiepida. Questa tipologia si conserva in frigo, mentre prima di adoperarlo per l'impasto, andrebbe riportato a temperatura ambiente. Questo prodotto permette una lievitazione della durata di poche ore che solitamente si considera conclusa quando l’impasto ha raddoppiato il proprio volume. Un panetto da 25 grammi permette la lievitazione di un impasto che preveda l’impiego di 500 grammi di farina. Si può utilizzare sia per ricette salate che per alcuni dolci.
  • Lievito di birra secco: Si trova essiccato in barattoli o bustine e non deve essere conservato in frigorifero. Si presenta sotto forma di polvere o granuli contenuti in bustine o barattoli. Per essere utilizzato necessita di essere “riattivato”, ovvero va messo in acqua tiepida zuccherata aspettando che produca una schiumetta. Viene utilizzato prevalentemente per la preparazione di pane e pizza ed in sostituzione del lievito di birra fresco nel caso di alcuni dolci. Una bustina di lievito di birra secco da circa 7 grammi corrisponde ad un panetto di lievito di birra fresco da 25 grammi e permette la lievitazione di impasti composti da 500 grammi di farina. Il lievito di birra secco non presenta ulteriori additivi quando tra i propri ingredienti prevede unicamente Saccharomyces cerevisiae attivi. Esiste anche una versione di lievito di birra secco che permette una lievitazione molto rapida degli impasti.
  • Lievito in scaglie: Questo particolare lievito si utilizza solo per insaporire, non per la lievitazione, come apporto di vitamine del gruppo B, sali minerali come zinco e magnesio e proteine. Si tratta sempre di lievito Saccharomyces cerevisiae ma a differenza del comune lievito di birra fresco, quello alimentare in scaglie può essere utilizzato solo per insaporire ma non per far lievitare il pane fatto in casa. Il lievito in scaglie ha infatti perso questa capacità a causa del procedimento di essiccazione a cui è sottoposto ma è un ottimo integratore naturale spesso consigliato nella dieta di vegetariani e vegani. Per questo viene usato come integratore alimentare, in particolare nella dieta di vegetariani e vegani.
  • Lievito in compresse: In farmacia ed erboristeria si trovano alcuni integratori in compresse a base di lievito di birra e il lievito di birra come integratore si trova disponibile sotto forma di pastiglie, capsule o tavolette.

Benefici del Lievito di Birra

Il lievito di birra costituisce una fonte ricca e completa di vitamine B, spesso assunte in scarse quantità nelle diete iperlipidiche, o iperglucidiche, o iperproteiche, oppure quando il consumo di alcool, sigarette o caffè è elevato. Il gruppo B è un insieme di vitamine molto importante anche per gli sportivi, i bambini in crescita e le persone convalescenti, perché facilita la trasformazione di proteine, carboidrati e lipidi in energia.

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Tra le caratteristiche nutrizionali del lievito di birra spicca innanzitutto la presenza di vitamine del gruppo B. «Il lievito di birra è ricco in particolare di tiamina, riboflavina, niacina e vitamina B6. Fornisce poi alcuni sali minerali tra cui il ferro, il calcio, lo zinco, il selenio e il cromo. Ha poi un buon quantitativo di proteine pari all’incirca al 30% del suo peso a secco. Il contenuto nutrizionale può però variare ampiamente da una preparazione all’altra. Le preparazioni per uso alimentare in fiocchi con lievito cresciuto in melassa ad esempio apportano un maggior contenuto di vitamine del gruppo B» spiega l’esperta.

Proprio la presenza delle vitamine del gruppo B ci consente di introdurre una delle principali proprietà del lievito di birra. Le vitamine B6 e la niacina, producono serotonina che rilassa il sistema nervoso e riduce lo stress. Il selenio è invece molto importante per il corretto funzionamento della tiroide ed espleta una preziosa azione antiossidante. Il lievito di birra è una fonte alimentare naturale di nucleotidi. L’integrazione di nucleotidi ha il potenziale per aumentare la resistenza e il recupero post allenamento negli atleti.

È proprio la presenza di queste vitamine e di alcuni minerali, come il selenio e lo zinco, ad aver reso il lievito di birra un integratore alimentare estremamente celebre per la salute dei capelli, ma anche delle unghie e della pelle. La presenza di cromo in alcune preparazioni ha invece stimolato la ricerca rispetto al suo utilizzo nell’ambito delle malattie metaboliche tra cui il diabete, mentre alcuni ne hanno suggerito la potenziale utilità in ambito di supporto al controllo della pressione arteriosa. Il suo sapore e la presenza di proteine di origine vegetale lo rendono un alimento interessante e particolarmente utilizzato anche nella alimentazione vegana o in quella di chi stia incrementando il proprio uso di proteine di origine non animale in cucina, dove viene spesso usato nella preparazione di creme o al posto del formaggio.

Il lievito di birra come integratore si trova disponibile sotto forma di pastiglie, capsule o tavolette. Viene consigliato solitamente durante i cambi di stagione, per combattere l’acne, in caso di unghie e capelli fragili, per nutrire la flora batterica intestinale e trattare colite e stipsi, per migliorare le difese immunitarie, migliorare la produzione di globuli rossi e integrare vitamine del gruppo B.

Inoltre, porta benefici al fegato poiché esercita una vera e propria azione depurativa, rendendo l’organo più sano e funzionante. Per questi motivi, in commercio è possibile trovare anche compresse di lievito di birra, utilizzate come integratori e supplementi di vitamine e di minerali. Ma i benefici non finiscono qui: “elimina, infatti, l’eccesso di sebo dalle pelli grasse, prevenendo quindi acne e dermatiti”, ha effetti positivi sulle ossa grazie alla componente di calcio, e agisce nella regolazione e nel miglioramento del metabolismo.

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La dottoressa sottolinea come l’impiego di alimenti che utilizzano il lievito di birra sia particolarmente utile in caso di anemie e carenze nutrizionali. La ragione risiede nella presenza di proteine e vitamine che favoriscono la formazione di globuli rossi e minerali.

Esistono, poi, anche altri gruppi specifici di persone che possono beneficiare in maniera particolare da una dieta che preveda l’impiego del lievito di birra: “È utile - spiega la biologa nutrizionista - nella dieta dello sportivo per via della presenza di minerali, così come è consigliatissimo, seppur senza esagerare, durante l’allattamento poiché aumenta la produzione di latte materno. Infine, ha un effetto cicatrizzante, in caso di ustioni lievi e antinfiammatorio/antidolorifico, in caso di dolori di varia natura, ed è utile anche per l’igiene orale, poiché svolge un’azione protettiva contro le carie.

Il lievito di birra è un rimedio perfetto per il benessere e la bellezza della pelle, soprattutto di quella grassa e mista; viene infatti spesso utilizzato nella prevenzione e nella cura dell'acne. Il suo consumo regolare può apportare benefici in caso di debolezza e caduta, in quanto è in grado di stimolare la crescita dei capelli.

Grazie alle sue caratteristiche, il lievito è un prezioso alleato per chi segue una dieta vegetariana, tanto più che contiene anche vitamina B12, praticamente assente negli alimenti vegetali. È interessante inoltre osservare che il lievito aiuta a riequilibrare la naturale flora batterica del nostro intestino, dando la forza ai microbi “buoni” che la compongono di eliminare le sostanze tossiche e contrastare l’azione dei germi nocivi. Infine, secondo alcune ricerche, il lievito agirebbe anche a livello del fegato, perché contiene sostanze particolari (per esempio il glutatione e la cisteina) che aiutano quest’organo a smaltire i residui di metalli pesanti nocivi, come il piombo e il cadmio.

Il lievito di birra è ricco di probiotici, che sono batteri benefici per la salute intestinale. Il lievito di birra contiene beta-glucani, polisaccaridi che hanno dimostrato di avere effetti immunomodulatori. Alcuni studi suggeriscono che il lievito di birra aiuta a controllare i livelli di colesterolo nel sangue. I beta-glucani sono polisaccaridi presenti nel lievito di birra che hanno dimostrato di avere effetti benefici sul colesterolo.

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Tabella dei Valori Nutrizionali del Lievito di Birra (per 100g):

Nutriente Quantità
Proteine 40-50 g
Carboidrati 30-40 g
Vitamine del gruppo B Variabile (alte concentrazioni)
Ferro Circa 3 mg
Calcio Circa 80 mg
Zinco Circa 7 mg
Selenio Circa 60 mcg
Cromo Circa 170 mcg

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

“Dal momento che è un prodotto naturale - spiega la dottoressa Evangelisti - il lievito di birra non presenta di per sé controindicazioni. Il lievito di birra è sconsigliato anche in caso di micosi e candida, discorso che vale anche per il lievito alimentare in scaglie e le sue controindicazioni: “abbassando il Ph della pelle, infatti, favorisce la proliferazione di funghi”. Inoltre, è preferibile evitarlo se si soffre di colite, gonfiore addominale, problemi articolari ed emicranie.

Vista l'assenza di studi relativi alla sicurezza e all'efficacia a lungo termine nelle gestanti, l'uso di integratori a base di lievito di birra andrebbe evitato durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno. Più in generale, l’assunzione di lievito di birra in presenza di condizioni patologiche o se si sta seguendo una terapia farmacologica è consigliata soltanto sotto controllo del medico che, conoscendo approfonditamente il quadro clinico del paziente, saprà dare i migliori consigli.

Tra i principali effetti indesiderati ascrivibili all’assunzione di lievito di birra si ricordano flatulenza, meteorismo, crampi addominali e diarrea. Se presenti, questi effetti collaterali hanno il più delle volte carattere transitorio e tendono a regredire spontaneamente; di solito si tratta di un fenomeno dovuto al generoso apporto di fibra e ai cambiamenti in atto a livello della flora intestinale.

Sessantacinque madri (11%) che assumevano il lievito di birra hanno riferito di aver avuto una reazione avversa, più comunemente aumento di peso, crampi allo stomaco, secchezza delle fauci e nausea. Il lievito di birra è disponibile sotto forma di polvere, scaglie, liquido o compresse come integratore. Non superare la dose giornaliera raccomandata.

Dovrebbero evitare l’utilizzo di lievito di birra le persone che hanno un’ipersensibilità a questa sostanza. Gli effetti collaterali che possono comparire quando si assume lievito di birra o prodotti alimentari che lo contengono sono gonfiore intestinale, meteorismo, dolori intestinali, ecc. Alcune persone possono essere allergiche al lievito di birra, manifestando sintomi come prurito, gonfiore, e difficoltà respiratorie. In alcune persone, il consumo di lievito di birra causa disturbi gastrointestinali come gonfiore, gas e diarrea.

Il lievito di birra può interagire con diverse classi di farmaci:

  • Inibitori delle monoaminossidasi (IMAO - MAO Inibitori): questi includono farmaci come tranilcipromina, selegilina e isocarbossazide, usati per il trattamento della depressione. La grande quantità di tiramina nel lievito di birra può scatenare una crisi ipertensiva se l’integratore viene assunto assieme agli IMAO.
  • Meperidina: questo è un antidolorifico narcotico.
  • Farmaci per il diabete: il lievito di birra può ridurre la glicemia.

Consultare il proprio medico prima di assumere lievito di birra in caso di gravidanza o allattamento. Alcune persone potrebbero essere intolleranti al lievito alimentare.

Bisogna assumere il lievito di birra in piccole quantità, anche per testarlo sul proprio organismo. Può anche provocare alterazioni della flora intestinale, con conseguente diarrea o flatulenza.

L’assunzione del lievito è da evitare poi nel caso in cui si assumano farmaci antidepressivi e narcotici, perché in associazione con il lievito viene potenziato il rilascio di tiramina, con possibile rischio di ipertensione.

Alla luce delle caratteristiche, delle proprietà e delle controindicazioni sottolineate dalla biologa nutrizionista, proviamo infine a rispondere a chi si chiede se il lievito di birra fa effettivamente male oppure no. Infatti, in elevate quantità, il lievito di birra a lungo andare può determinare un’alterazione della flora batterica e della parete intestinale. La conseguenza è un malassorbimento dei nutrienti, uno squilibrio del sistema immunitario e problemi digestivi.

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