La Cardioaspirina è un farmaco ampiamente utilizzato nella prevenzione cardiovascolare. Contiene lo stesso principio attivo dell’aspirina, ovvero l’acido acetilsalicilico. La Cardioaspirina è disponibile solo al dosaggio di 100 mg in una forma gastroresistente. A questo dosaggio l’acido acetilsalicilico è in grado di inibire l’aggregazione piastrinica.
Cos'è e come funziona la Cardioaspirina?
La cardioaspirina è un farmaco in grado di bloccare l’azione dell’enzima ciclossigenasi COX1 che, a sua volta, induce il blocco della sintesi del trombossano A2, una molecola che favorisce l’aggregazione delle piastrine. Grazie a questa azione è così in grado di ridurre la formazione di trombi e, quindi, il rischio di ostruzioni all’interno dei vasi sanguigni.
Il principio attivo della cardioaspirina è l’acido acetilsalicilico che, ad un dosaggio un po' più alto (noto come aspirina), ha un’azione antinfiammatoria e agisce anche come antipiretico e analgesico. Invece, la cardioaspirina (nota anche come aspirinetta), contiene un dosaggio inferiore di acido acetilsalicilico e svolge pertanto un’azione antitrombotica. Il dosaggio ridotto di acido acetilsalicilico, particolarità della cardioaspirina, è in genere compreso tra 75 e 100 mg al giorno, una “piccola dose” è sufficiente per proteggere il sistema cardiovascolare senza esercitare un effetto antinfiammatorio sistemico.
Un aspetto rilevante è che l’inibizione esercitata dalla cardioaspirina sulle piastrine è irreversibile: ogni piastrina che entra in circolo resta “inattivata” fino al termine del suo ciclo vitale, che dura circa 7-10 giorni. Per questo motivo l’effetto protettivo si mantiene costante con una somministrazione giornaliera a basso dosaggio.
Indicazioni terapeutiche della Cardioaspirina
Perché si usa Cardioaspirin? Cardioaspirin è un antitrombotico, cioè un medicinale che previene la formazione di coaguli di sangue (trombi) nei vasi sanguigni. Grazie alla sua azione antitrombotica, la cardioaspirina viene prescritta per la prevenzione delle malattie cardiovascolari (CVD), come ad esempio l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale, tra le principali cause di morte, responsabili di oltre un decesso su quattro.
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Cardioaspirin si usa nella:
- Prevenzione degli eventi atero-trombotici maggiori:
- dopo infarto del miocardio (attacco di cuore);
- dopo ictus cerebrale (improvvisa interruzione del flusso di sangue al cervello) o attacchi ischemici transitori (TIA) (temporanea interruzione o riduzione del flusso di sangue al cervello);
- in pazienti con angina pectoris instabile (attacchi che si manifestano con dolore e senso di oppressione al torace in corrispondenza dello sterno, a riposo);
- in pazienti con angina pectoris stabile cronica (o angina da sforzo, che si manifesta con forte dolore toracico e senso di oppressione nella regione dietro lo sterno, generalmente in seguito ad uno sforzo).
- Prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici (la tecnica chirurgica che consente di ripristinare il corretto afflusso di sangue al cuore) e nell'angioplastica coronarica percutanea transluminale (PTCA) (la tecnica d'intervento non chirurgica che consente di ripristinare il corretto afflusso di sangue al cuore).
- Prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia ateromasica conclamata (malattia che porta all'irrigidimento ed al deposito di grassi all'interno delle arterie), nei pazienti sottoposti alla dialisi del sangue e nella prevenzione della trombosi durante circolazione extracorporea.
- Prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio.
Cardioaspirina nella prevenzione cardiovascolare primaria
L’uso della cardioaspirina in prevenzione cardiovascolare primaria, ovvero nelle persone che non hanno ancora avuto una malattia cardiovascolare, rimane controverso. Infatti, in questa popolazione la probabilità di sviluppare un evento trombotico è più bassa rispetto a chi invece ha già avuto un primo episodio. In questi casi, è importante valutare il rischio cardiovascolare bilanciandolo con quello di poter subire effetti indesiderati legati alla terapia.
Il rischio cardiovascolare viene calcolato dal medico sulla base dei fattori di rischio della persona (età, sesso, fumo, pressione arteriosa, colesterolo totale e HDL, diabete), in modo da stimare la probabilità che si verifichi un evento trombotico negli anni successivi. Sulla base di questi presupposti, la cardioaspirina può essere prescritta, in prevenzione primaria, nelle persone considerate ad elevato rischio cardiovascolare, cioè che hanno una probabilità di oltre il 20% di avere un primo evento cardiovascolare nei 10 anni successivi. Questa probabilità viene calcolata sulla base delle carte di rischio del Progetto Cuore dell'Istituto Superiore di Sanità.
In questo contesto va considerato che i diabetici hanno un rischio cardiovascolare 2-4 volte più elevato rispetto ai non diabetici e un rischio di mortalità cardiovascolare da 1.5 a 4.5 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Perciò l’uso della cardioaspirina nei diabetici, anche se non hanno ancora avuto un primo evento trombotico, può essere indicato per prevenire un primo evento cardiovascolare purché non siano presenti controindicazioni all’uso di questo farmaco (Linee Guida della Società Europea di Cardiologia ESC per la gestione della malattia cardiovascolare nel diabete).
Sulla base di una recente revisione della letteratura scientifica, (Aspirin Use to Prevent Cardiovascular Disease US Preventive Services Task Force Recommendation Statement, JAMA 2023 - link) le raccomandazioni sull’uso della cardioaspirina per la prevenzione primaria degli eventi cardiovascolari sono state aggiornate in relazione all’età. Dai 40 anni in su, nelle persone con aumentato rischio cardiovascolare, ma senza storia di malattie cardiovascolari, il farmaco ha un beneficio modesto nel ridurre il rischio di infarto del miocardio e ictus cerebrale. In questi casi, i vantaggi derivanti dall'assunzione del farmaco aumentano con l'aumentare del rischio cardiovascolare e il beneficio aumenta nel corso della vita. Tuttavia, l'uso cronico di cardioaspirina espone al potenziale rischio di avere anche effetti collaterali, come sanguinamento gastrico o cerebrale, che sono tra quelli più gravi. Il rischio di sanguinamenti aumenta nei più anziani, oltre i 60 anni, per i quali non sarebbe consigliabile iniziare la terapia con cardioaspirina in prevenzione primaria.
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Rimane comunque sempre compito del medico valutare coloro che presentano un rischio cardiovascolare elevato a fronte di un basso rischio di sanguinamento, per poter decidere se sia opportuno iniziare la terapia con cardioaspirina in prevenzione primaria.
Cardioaspirina nella prevenzione cardiovascolare secondaria
Il beneficio dell’uso cronico di cardioaspirina nella prevenzione cardiovascolare secondaria, cioè nelle persone che hanno già avuto una malattia cardiovascolare, è stato ampiamente dimostrato in diversi studi clinici condotti su ampie popolazioni. Questo farmaco, quindi, è raccomandato dalle Linee Guida nella prevenzione secondaria quando il beneficio nel ridurre il rischio di avere un evento vascolare supera i rischi associati all’insorgenza di effetti collaterali. Il rapporto rischio/benefico, come per ogni farmaco, deve sempre essere valutato dal medico sulla base delle caratteristiche del singolo paziente.
Prevenzione dopo interventi
Dopo un intervento cardiovascolare la cardioaspirina viene spesso utilizzata come parte della terapia di prevenzione. In chi ha ricevuto uno stent coronarico, di solito si associa ad un secondo farmaco antiaggregante per circa un anno, soprattutto dopo un infarto; nei casi più stabili il trattamento può essere più breve e in seguito si prosegue solo con la cardioaspirina. Dopo un bypass coronarico, invece, l’aspirina va iniziata subito e mantenuta nel tempo, mentre se l’intervento è stato fatto in seguito a un infarto si può proseguire per alcuni mesi con la doppia terapia.
Anche negli interventi sulle carotidi la cardioaspirina ha un ruolo importante: dopo lo stent viene affiancata per alcune settimane da un altro antiaggregante, mentre dopo l’endarterectomia resta la terapia principale a lungo termine. Nelle procedure come la TAVI, cioè l’impianto di valvola aortica transcatetere, oggi si preferisce spesso la sola aspirina perché garantisce protezione riducendo il rischio di sanguinamenti.
In caso di rivascolarizzazione degli arti inferiori la cardioaspirina può essere usata da sola o insieme ad altri farmaci per un periodo limitato, a seconda del rischio del paziente. Se invece c’è bisogno anche di un anticoagulante, come accade per chi ha fibrillazione atriale, la strategia prevede di ridurre al minimo la combinazione con più farmaci e interrompere l’aspirina appena possibile per limitare i sanguinamenti.
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In ogni situazione la scelta su come e per quanto tempo assumere la cardioaspirina deve essere fatta dal medico, valutando attentamente il rapporto tra benefici e rischi per la singola persona.
Quando è sconsigliato prendere la Cardioaspirina: Controindicazioni
Non prenda Cardioaspirin se:
- è allergico all'acido acetilsalicilico, ai salicilati o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale
- soffre di mastocitosi (un tumore del sangue), perché l'utilizzo di acido acetilsalicilico può causarle gravi reazioni allergiche (che comprendono shock circolatorio con vampate di calore, ipotensione, tachicardia e vomito);
- ha sofferto in passato di asma indotta dalla somministrazione di salicilati o sostanze ad attività simile, in particolare i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS);
- soffre di ulcera gastroduodenale (ulcera allo stomaco o alla prima parte dell'intestino);
- soffre di diatesi emorragica (tendenza al sanguinamento);
- soffre di grave insufficienza renale (ridotta funzionalità dei reni) o epatica (del fegato) o cardiaca (del cuore);
- è in trattamento concomitante con metotrexato a dosi di 15 mg/settimana o più (vedere "Altri medicinali e Cardioaspirin");
- è nell'ultimo trimestre di gravidanza (vedere "Gravidanza e allattamento").
Precauzioni per l'uso di Cardioaspirina
Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere Cardioaspirin:
- Se è allergico ai medicinali analgesici (antidolorifici), antinfiammatori o antireumatici, e/o soffre di altre allergie. Interrompa l'uso di Cardioaspirin ai primi segnali di reazione cutanea, lesioni alle mucose e altri segni di allergia;
- Se ha sofferto di ulcere gastrointestinali, o di emorragie gastrointestinali;
- Se è in trattamento concomitante con anticoagulanti (farmaci per fluidificare il sangue/prevenire i coaguli di sangue) (vedere "Altri medicinali e Cardioaspirin");
- Se ha problemi renali o cardiocircolatori, ad esempio vasculopatia renale (alterazioni nei vasi sanguigni dei reni), insufficienza cardiaca congestizia, deplezione di volume (riduzione del volume di sangue), chirurgia maggiore, sepsi (grave infezione generalizzata) o emorragie maggiori, poiché l'acido acetilsalicilico può aumentare ulteriormente il rischio di compromissione della funzionalità dei reni e di insufficienza renale acuta (rapida riduzione della funzionalità dei reni);
- Se soffre di grave deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD, enzima la cui assenza, geneticamente determinata, comporta una malattia caratterizzata da ridotta sopravvivenza dei globuli rossi, detta favismo). L'acido acetilsalicilico può indurre emolisi (distruzione dei globuli rossi) o anemia emolitica;
- Se ha problemi al fegato;
- Se sta assumendo ibuprofene come antidolorifico (vedere "Altri medicinali e Cardioaspirin ");
- Se soffre d'asma, febbre da fieno, poliposi nasale (piccole escrescenze lungo la mucosa nasale o all'interno dei seni paranasali, dette polipi) o malattie respiratorie croniche. Queste condizioni aumentano la probabilità che l'acido acetilsalicilico possa provocare broncospasmo (contrazione della muscolatura delle vie aeree che ostacola il passaggio dell'aria) e indurre attacchi d'asma o altre reazioni allergiche. Queste reazioni possono manifestarsi anche in pazienti che presentano reazioni allergiche (ad esempio reazioni cutanee, prurito, orticaria (piccole macchie sulla pelle e prurito)) ad altre sostanze;
- Se ha più 70 anni di età, soprattutto se sta seguendo anche altre terapie;
- Se deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico anche di piccola entità, come ad esempio l'estrazione di un dente, poiché, a causa dell'effetto inibitorio sull'aggregazione piastrinica, che persiste per diversi giorni dopo la somministrazione, l'acido acetilsalicilico può aumentare la tendenza al sanguinamento durante e dopo gli interventi chirurgici;
- Se ha mai avuto la gotta, poiché, a basse dosi, l'acido acetilsalicilico riduce l'escrezione di acido urico e questo può talvolta causare attacchi di gotta nei pazienti predisposti.
Cardioaspirina e bambini
Cardioaspirin non è indicato per l'uso nella popolazione pediatrica. I medicinali contenenti acido acetilsalicilico non devono essere utilizzati nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni con infezioni virali (come influenza e varicella) a prescindere dalla presenza o meno di febbre. L'acido salicilico può provocare la Sindrome di Reye, una malattia molto rara, ma pericolosa per la vita, che richiede un immediato intervento medico.
Interazioni farmacologiche
Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. L'effetto del trattamento può essere modificato se Cardioaspirin è assunto in concomitanza con altri medicinali quali:
- anticoagulanti (per fluidificare il sangue/prevenire i coaguli di sangue, ad esempio warfarin);
- medicinali antirigetto (per prevenire il rigetto di organo trapiantato, ad esempio ciclosporina, tacrolimus);
- antipertensivi (per trattare la pressione alta del sangue, ad esempio diuretici e ACEinibitori);
- antidolorifici e antinfiammatori (per il dolore e l'infiammazione, ad esempio steroidi, FANS);
- medicinali per la gotta (probenecid);
- medicinali per il trattamento del cancro e per l'artrite reumatoide (metotrexato).
Non prenda Cardioaspirin insieme al metotrexato a dosi maggiori o uguali a 15 mg/settimana, perché aumenta la tossicità del metotrexato nel sangue. Prenda Cardioaspirin insieme ai seguenti medicinali solo sotto stretto controllo del medico:
- Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg/settimana;
- Ibuprofene: il trattamento con ibuprofene in pazienti con aumentato rischio cardiovascolare può limitare gli effetti cardioprotettivi dell'acido acetilsalicilico;
- Anticoagulanti, trombolitici/altri agenti antipiastrinici: aumento del rischio di sanguinamento;
- Altri medicinali antinfiammatori non steroidei contenenti salicilati ad alte dosi: aumento del rischio di ulcere ed emorragia gastrointestinale;
- Inibitori selettivi del re-uptake della serotonina (medicinali usati nella depressione): aumento del rischio di sanguinamento dell'apparato gastrointestinale superiore;
- Ciclosporina e altri farmaci immunodepressivi: aumento della tossicità renale. Presti particolare attenzione se è una persona anziana.
- Digossina (medicinale usato nell'insufficienza cardiaca): aumento della concentrazione di digossina nel sangue;
- Antidiabetici, ad esempio insulina, sulfoniluree: aumento dell'effetto ipoglicemico per alte dosi di acido acetilsalicilico;
- Diuretici in associazione con acido acetilsalicilico ad alte dosi;
- Glucocorticoidi (cortisonici) sistemici, ad eccezione dell'idrocortisone usato come terapia sostitutiva nel Morbo di Addison (insufficienza della ghiandola surrenale);
- Inibitori dell'Enzima di Conversione dell'Angiotensina (ACE-inibitori) in associazione con acido acetilsalicilico ad alte dosi: ridotta filtrazione del rene e riduzione dell'effetto antipertensivo;
- Altri antipertensivi (beta bloccanti): diminuzione dell'azione antipertensiva;
- Acido valproico (medicinale usato contro l'epilessia): aumento della tossicità dell'acido valproico;
- Fenitoina (medicinale usato contro l'epilessia): aumento dell'effetto della fenitoina;
- Uricosurici (medicinali che aumentano l'eliminazione di acido urico) come benzbromarone, probenecid: diminuzione dell'effetto uricosurico.
Cardioaspirina con alcol
L'assunzione di alcool con Cardioaspirin provoca un aumento del danno sulla mucosa gastrointestinale e un prolungamento del tempo di sanguinamento.
Cardioaspirina in gravidanza e allattamento
Se è in corso una gravidanza, se sospetta o sta pianificando una gravidanza, o se sta allattando con latte materno chieda consiglio al medico prima di prendere questo medicinale.
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. Non prenda Cardioaspirin durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere "Non prenda Cardioaspirin"). Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, assuma questo medicinale solo in caso di effettiva necessità e su consiglio del medico. Se sta pianificando una gravidanza assuma medicinali contenenti acido acetilsalicilico per il più breve periodo possibile e la dose la più bassa possibile.
I salicilati ed alcuni loro derivati passano nel latte materno in piccole quantità. Dal momento che non sono stati osservati effetti indesiderati nel lattante in seguito ad un uso occasionale, l'interruzione dell'allattamento non è di norma necessaria. Tuttavia, in caso di uso regolare o di assunzione di dosaggi elevati, si deve prendere in considerazione la possibilità di uno svezzamento precoce.
Come assumere Cardioaspirina
Prenda questo medicinale seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Se ha dubbi consulti il medico o il farmacista.
La dose raccomandata è: 1 compressa al giorno in un'unica somministrazione. Assuma il medicinale con un'abbondante quantità di liquido (½ - 1 bicchiere d'acqua), prima dei pasti. La prevenzione degli eventi cardiovascolari in pazienti ad elevato rischio dovrà essere effettuata con il dosaggio di 100 mg (1 compressa). Non assuma Cardioaspirin a dosaggi maggiori senza espressa prescrizione del medico.
Cosa fare in caso di sovradosaggio
In caso di ingestione accidentale di una dose eccessiva di Cardioaspirin, avverta immediatamente il medico o si rivolga al più vicino ospedale. La tossicità da salicilati (un dosaggio superiore a 100 mg/kg/giorno per 2 giorni consecutivi può indurre tossicità) può essere la conseguenza di un'assunzione cronica (per lungo tempo) di dosi eccessive, oppure di sovradosaggio acuto, potenzialmente pericoloso per la vita, che comprende anche l'ingestione accidentale nei bambini.
I sintomi da sovradosaggio lieve/moderato possono includere: respiro accelerato, sudorazione, nausea, vomito, mal di testa, vertigini. I sintomi del sovradosaggio moderato/grave possono includere: febbre, insufficienza respiratoria, asfissia, edema polmonare, aritmie (alterazioni del battito cardiaco), ipotensione (pressione del sangue bassa), arresto cardiocircolatorio (cessazione del battito cardiaco), disidratazione, oliguria (diminuzione delle urine) fino ad insufficienza renale (ridotta funzionalità dei reni), alterazione del metabolismo degli zuccheri, chetosi ("acetone"), tinnito (suono o sibilo nell'orecchio), sordità, sanguinamento gastrointestinale, ulcera gastrica, alterazione della coagulazione del sangue, encefalopatia (sofferenza del cervello), edema cerebrale (rigonfiamento del tessuto cerebrale) e depressione del sistema nervoso centrale, con manifestazioni variabili dalla letargia (profonda sonnolenza) e confusione fino al coma e alle convulsioni.
Possibili effetti indesiderati
Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Gli effetti indesiderati più comuni sono i disturbi gastrointestinali che possono essere o meno associate ad emorragia e possono presentarsi con qualsiasi dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza sintomi predittivi e con o senza storia di gravi eventi gastrointestinali.
Effetti sul sangue: ipoprotrombinemia (carenza di protrombina) (si verifica a dosi elevate), anemia, emolisi (distruzione dei globuli rossi) ed anemia emolitica in pazienti con gravi forme di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) (vedere "Cosa deve sapere prima di prendere Cardioaspirin"), sindromi emorragiche come : epistassi (sangue dal naso), sanguinamento delle gengive, sanguinamenti dell'apparato urinario e genitale, porpora (macchie rossastre sulla pelle), ecc.) con aumento del tempo di sanguinamento. Questa azione persiste per 4-8 giorni dopo l'interruzione del trattamento con acido acetilsalicilico.
Effetti sul sistema nervoso: A dosi elevate o prolungate possono comparire: sudorazione, mal di testa, confusione, emorragia cerebrale.
Effetti sull'orecchio e sul labirinto: A dosi elevate o prolungate possono comparire: vertigini, tinnito (ronzio/ fischio nell'orecchio), sordità. In questi casi interrompa immediatamente il trattamento.
Effetti sull'apparato respiratorio: rinite (naso che cola), broncospasmo parossistico (contrazione della muscolatura delle vie aeree), dispnea (affanno) grave, edema polmonare non cardiogeno durante l'uso cronico del medicinale e in un contesto di reazione allergica all'acido acetilsalicilico.
Effetti sull'apparato gastrointestinale: emorragia gastrointestinale, melena (emissione di feci nere, picee), ematemesi (vomito di sangue o di materiale "a fondo di caffè"), dolore addominale, nausea, dispepsia (cattiva digestione), vomito, ulcera gastrica, ulcera duodenale.
Effetti sul tratto gastrointestinale superiore: esofagite (infiammazione dell'esofago), duodenite erosiva (infiammazione del primo tratto dell'intestino), gastrite erosiva, ulcera esofagea.
Cardioaspirina e problemi alla vista
Molti studi recenti hanno però dimostrato che l’uso regolare di questo farmaco può causare patologie oculari anche molto serie come la degenerazione maculare (AMD). Discostandosi da queste posizioni, l’American Academy of Ophthalmology ha affermato nel 2019 che non esiste una relazione diretta tra l’uso dell’aspirina e l’incidenza della degenerazione maculare senile e, se anche ci fosse, i rischi sarebbero nettamente inferiori ai possibili benefici che questo farmaco può portare nella lotta contro le malattie cardiovascolari.
Molte ricerche sull’utilizzo dell’aspirina hanno mostrato come le persone che ne fanno uso più frequentemente sono pazienti sopra i 50 anni che hanno una maggiore predisposizione a soffrire di patologie cardiache, ipertensione e diabete. La degenerazione maculare viene provocata da un’interruzione del fisiologico metabolismo della retina. La cataratta è tra le principali forme di cecità e si forma in seguito al deterioramento della struttura del cristallino. Al momento non esistono studi che affermino con certezza che il glaucoma possa essere provocato dall’aspirina. La degenerazione maculare senile può portare alla perdita di acuità visiva e ad un conseguente offuscamento della vista.
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