Oggi abbiamo la possibilità di scegliere fra un vasto assortimento di pentole, padelle e utensili per la cucina di materiale diverso. Pochi, tuttavia, mostrano la stessa attenzione nella scelta del materiale con cui cuocere le proprie pietanze. Ogni materiale invece ha le sue caratteristiche, e può essere più adatto o meno a determinati tipi di cottura o ad alcune tipologie di alimenti.
Caratteristiche generali delle pentole
Prima di trattare in maniera estesa dei vari materiali, è opportuno fare una breve introduzioni in cui evidenzieremo quali sono le caratteristiche e specifiche di cui è sempre importante tenere conto, nel momento in cui si pensa all’acquisto di una pentola. Questa caratteristica, spesso snobbata da chi acquista pentole e padelle per un ambito non professionale, dovrebbe essere sempre tenuta in considerazione. Anche il peso dei recipienti è un fattore di cui occorre tener conto, sia in ambito professionale che non. Ciascun materiale ha, infatti, un diverso peso specifico.
Materiali per pentole: una panoramica
Abbiamo già brevemente introdotto come ciascun materiale presenti delle caratteristiche specifiche che impongono regimi e metodi di cottura differenti.
- Acciaio: Gli acciai usati per produrre pentole sono di solito acciai inossidabili, ovvero leghe cromo-nichel a cui sono aggiunti altri elementi come titanio e molibdeno al fine di migliorare la resistenza alla corrosione. Le pentole d’acciaio sono adatte soprattutto per cotture che sfruttano l’acqua come mezzo di trasmissione del calore. Gli acciai inox sono caratterizzati da un’eccellente resistenza e durezza. Per risolvere questo problema, le pentole di questo materiale vengono dotate di fondelli in alluminio saldati o incapsulati al fondo. Le pentole d’acciaio vengono rivestite per evitare che gli alimenti si attacchino alla superficie. Gli articoli da forno non vengono prodotti con acciaio inox, quindi potrebbe verificarsi la comparsa di ruggine se dopo il lavaggio l’utensile non viene immediatamente asciugato.
- Alluminio: Caratteristica specifica dell’alluminio è la sua alta conducibilità termica. L’alluminio, infatti, con i suoi 225W/m°K è il quarto materiale con la più alta capacità di condurre il calore dopo oro, argento e rame. Tanto più una pentola di alluminio è spessa, tanto più la sua qualità è elevata. Un elevato spessore infatti permette una distribuzione uniforme del calore e riduce la possibilità di formazione di punti di surriscaldamento. Da studi scientifici è emerso che l’alluminio è un metallo idoneo al contatto con gli alimenti; tuttavia è consigliato evitarne il contatto prolungato con cibi acidi o ricchi di sale a temperatura ambiente. Come nel caso degli utensili in acciaio il rivestimento più impiegato da decenni è il teflon. Un altro tipo di rivestimento antiaderente per le pentole in alluminio è quello in ceramica. Questo rivestimento è però dotato di potere antiaderente inferiore rispetto al teflon ed è comunque necessaria l’aggiunta di grassi.
- Ferro: Il ferro è un materiale con scarsa conducibilità termica, ottimo da usare per la cottura della carne e dei fritti. Le padelle in ferro sono particolarmente utili nelle fritture, dato che la contenuta capacità di condurre il calore limita l’innalzamento della temperatura dell’olio al punto di fumo. Gli utensili di questo materiale hanno però lo svantaggio di essere molto pesanti e difficili da manovrare. Menzione d’obbligo per la manutenzione, che risulta essere cruciale nell’utilizzo di pentole di questo materiale per evitare l’arrugginimento.
- Rame: Il rame è un buon conduttore termico e questa caratteristica lo rende ottimo per realizzare pentole. Inoltre, le pentole in rame sono costituite dal materiale più conducibile tra quelli comunemente utilizzati in cucina con i suoi 392W/m°K. Purtroppo non è idoneo al contatto con gli alimenti e di solito viene ricoperto internamente con uno strato di stagno: le pentole così ottenute sono molto durature nel tempo, perché possono essere ristagnate internamente e lucidate esternamente. Meglio evitare la lavastoviglie per la pulizia. l’esposizione ad alte temperature, cibi acidi e sale possono portare alla formazione di un alone scuro sulla stagnatura.
- Ghisa: Le nuove tendenze nell’ambito della cucina professionale puntano sempre maggiormente verso il recupero delle ricette tradizionali e popolari. La ghisa è un materiale formato da una lega ferrosa contenente carbonio caratterizzata dalla capacità unica di irradiare il calore perfettamente: le pentole in ghisa, difatti, hanno una conducibilità termica relativamente bassa di 50W/m°K che risulta quattro volte inferiore all’alluminio. Questa proprietà permette loro di mantenere a lungo il calore incamerato e di distribuirlo in modo uniforme alle pietanze poste nella pentola. non utilizzate spugne o altri strumenti abrasivi in una pentola in ghisa: questo materiale si lava in acqua calda con un normale decisivo per piatti.
- Terracotta: La terracotta è una ceramica isolante particolare, che si scalda e cede calore molto lentamente. Le pentole in terracotta risultano quindi ideali da impiegare per cotture a fiamma bassa senza sbalzi di temperatura. Purtroppo sono pentole molto fragili: il riscaldamento deve avvenire in modo graduale e uniforme, perché repentini shock termici potrebbero causarne la rottura. Le pentole per la cottura vengono smaltate sia internamente che esternamente, tranne sul fondo. Al primo utilizzo è consigliato porre le pentole in terracotta in ammollo per 12 ore con acqua fredda. Queste pentole si lavano facilmente, avendo l’accortezza di non usare utensili che ne graffino la smaltatura.
- Vetro: Il vetro è un materiale fragile e poco resistente a brusche variazioni di temperatura.
- Silicone: Gli stampi in silicone sono utilizzati per preparare torte e dolci. Idonei anche all’uso al microonde, presentano però lo svantaggio di avere scarsa consistenza. Alcuni studi hanno rilevato che si potrebbe verificare una migrazione di sostanze dal silicone all’alimento in occasione del primo utilizzo.
Casseruole in pietra lavica
Con questa pietra possono essere realizzate piastre e pentole per cuocere diversi tipi di alimenti come carne, pesce e verdure. La pietra è un materiale molto poroso, capace quindi di assorbire e rilasciare le sostanze utilizzate nel suo interno. Pur avendo una bassa conducibilità termica (6,4W/m°K), questo materiale è l’ideale per molti tipi di cotture lente, grazie alla sua capacità di mantenere il calore e di mantenerlo nel tempo. Questo materiale permette una cottura senza grassi e mantiene una temperatura costante e uniforme. Fin dall’antichità, la pietra ollare viene utilizzata dall’uomo per la produzione di contenitori finalizzati alla cottura del cibo. Il termine “ollare” deriva dal latino “olla”, che si può tradurre proprio con “pentola”. Per il primo utilizzo è consigliabile lavare la pietra con acqua salata e asciugarla con cura. Inoltre è necessario scaldarla sempre in modo graduale, collocandola su una fonte di calore omogenea. Ci sono modelli adatti al contatto con la fiamma diretta e altri in cui è meglio utilizzare appositi spargifiamma.
Bisogna sempre stare attenti però, perché in alcuni casi i produttori minori spacciano le pentole formate da leghe diverse per vere pentole in pietra.
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Vantaggi delle pentole in pietra lavica
Le pentole in pietra hanno diversi vantaggi, sia che si tratti di pietra ollare che lavica.
- Sono materiali antiaderenti (anche se non quanto il teflon) che permettono di cucinare nel modo più semplice possibile mantenendo le caratteristiche organolettiche degli alimenti.
- Sono pentole che non rilasciano particelle nocive per la salute, quindi anche qualche graffio non comporta l’inutilizzabilità della pentola.
- Sia la pietra lavica che quella ollare, sono degli eccellenti conduttori di calore.
- La pietra lavica risulta più porosa di quella ollare e questo la rende molto leggera e adatta a condurre bene il calore.
- Permette di cuocere i cibi nello stesso modo su tutta la superficie della pentola oltre che a poter cucinare anche quelle ricette che richiedono tempi i cottura molto lunghi.
- Il rivestimento di pietra lavica non trattiene gli odori: quindi dopo averla lavata, non avrete nessun odore di pesce o carne o spezie che potrebbe “contaminare” i piatti futuri.
- Permette un utilizzo anche a molti gradi ma anche un risparmio energetico: infatti, una volta che la pentola ha raggiunto la temperatura desiderata, questa viene mantenuta molto bene anche a fuoco molto basso.
Svantaggi e manutenzione delle pentole in pietra lavica
La manutenzione e la pulizia delle pentole in pietra lavica è sicuramente più semplice rispetto a quelle ollare. Quelle in pietra ollare invece, hanno qualche accorgimento in più da usare quando di utilizzano per la prima volta. Innanzitutto la pentola nuova deve essere lavata con acqua e sale, poi asciugarla e ungerla con olio, lasciandola impregnata per almeno 24 ore. Poi si dovà scaldare la pentola a una temperatura via via maggiore prima di poterla utilizzare per la cottura.
Come scegliere una pentola in pietra
Prima di scegliere una pentola in pietra dovete tenere a mente l’utilizzo che se ne fa: è vero che queste pentole possono essere utilizzate per qualsiasi tipologia di cottura e di alimento, ma sicuramente la loro caratteristica principale è quella di essere ottime per preparare ricette che richiedono una cottura lunga e costante. Altro dettaglio da tenere in considerazione sono le dimensioni e la marca, in quanto bisogna sempre affidarsi a produttori di qualità e certificati, per avere la certezza di un prodotto che abbia tutte le caratteristiche sopra descritte e non la pericoloso per la salute. I prezzi variano molto in base alla dimensione e alla marca, il nostro consiglio e di acquistare nello stesso momento anche il coperchio.
Alternative alle pentole in pietra tradizionali
Sfatiamo un mito televisivo, nel senso che è stato creato ad arte in televisione omettendo in buona o cattiva fede la realtà, è impossibile che la pietra intesa come superficie rigida possa stare nell’alluminio di una padella (per sua definizione, metallo duttile e ottimo conduttore) o addirittura da sola (una padella in pietra pura sarebbe bella ma vi immaginate muoverla in cucina?). Di un innovativo ed efficace antiaderente. L’effetto pietra è dato proprio da quelle particelle di minerale che sono presenti nelle padelle (o negli altri strumenti di cottura).
Caratteristiche dell’antiaderente con arricchimento minerale:
- Arricchito con particelle di minerale (Marmo- granito etc)
- Più resistente di un antiaderente tradizionale (anche se ce ne sono di ottimi anche in quest’ultima categoria)
- Più antiaderente nelle versioni più evolute
- È composto da ben 6 strati di rivestimento a parità degli altri antiaderenti
- Non contiene metalli pesanti
- Non contiene Nickel
- Non contiene PFOA
Naturalmente queste caratteristiche che ho elencato, valgono per i prodotti migliori del mercato e soprattutto fatti in Italia. Le migliori padelle con questo rivestimento sono altresì caratterizzate dall’avere una base in alluminio a spessori differenziati. In pratica il fondo e i bordi, per semplificare sono più spessi, il ché ha come primo grandissimo vantaggio quello di distribuire uniformemente il calore e garantire cotture ottimali, ma anche di preservare più a lungo l’utensile.
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