Chinotto: Il Frutto Esotico e le Sue Molteplici Ricette

Il chinotto è un frutto esotico dal sapore unico e dalle proprietà benefiche. È una varietà di cedro, originaria della regione mediterranea, che cresce in Italia, Spagna, Francia, Grecia e Turchia. Il chinotto è un frutto di colore scuro, con una buccia sottile e una polpa dolce e succosa.

Questa guida fornirà informazioni su come scegliere, preparare e servire il chinotto. Inoltre, esamineremo le proprietà nutrizionali e i benefici per la salute del chinotto. Il chinotto è un frutto esotico che cresce in climi caldi e umidi. Sebbene sia originario dell’Africa settentrionale, può essere coltivato anche in altre parti del mondo.

Coltivazione del Chinotto

La coltivazione del chinotto è un’attività agricola che richiede una certa conoscenza e competenza. Il chinotto è un frutto originario della regione mediterranea, che è stato introdotto in Italia nel XIX secolo.

  1. Scegli un luogo adatto. Il chinotto cresce meglio in climi caldi e umidi, con temperature comprese tra i 18 e i 25 gradi Celsius.
  2. Prepara il terreno. Il chinotto cresce meglio in terreni ricchi di sostanze nutritive.
  3. Acquista una pianta di chinotto. Puoi acquistare una pianta di chinotto presso un vivaio locale o online.
  4. Pianta la pianta. Prima di piantare, assicurati di scavare un buco abbastanza grande da contenere la pianta. Quindi, riempi il buco con terra ben drenata e fertilizzata.
  5. Annaffia regolarmente. Il chinotto ha bisogno di una buona quantità di acqua per crescere.
  6. Fertilizza regolarmente. Per assicurare che la pianta cresca sana e forte, è importante fertilizzarla regolarmente.
  7. Proteggi la pianta. Il chinotto è una pianta sensibile che può essere danneggiata da parassiti e malattie.
  8. Raccogli i frutti. Quando i frutti sono maturi, saranno di un colore giallo-arancio.

Seguendo questi semplici passaggi, è possibile coltivare il chinotto in modo sicuro e con successo.

Per coltivare il chinotto, è necessario scegliere una varietà adatta al clima locale. Il chinotto cresce meglio in climi caldi e umidi, con temperature comprese tra i 15 e i 25 gradi Celsius. Una volta scelta la varietà adatta, è necessario preparare il terreno. Il chinotto cresce meglio in terreni ben drenati, ricchi di sostanze nutritive.

Leggi anche: Chinotto: Ricetta Tradizionale

Una volta preparato il terreno, è necessario piantare i semi di chinotto. I semi devono essere piantati a circa un centimetro di profondità, e devono essere coperti con uno strato di terra. Una volta che le piante hanno raggiunto un’altezza di circa 30 cm, è necessario effettuare la potatura. La potatura deve essere effettuata con cura, per evitare di danneggiare le piante.

Una volta che i frutti sono maturi, è possibile raccoglierli. Il chinotto è pronto per essere raccolto quando la buccia è di un colore arancione intenso. Questa guida fornisce una panoramica generale su come coltivare il chinotto.

Benefici per la Salute del Chinotto

Il chinotto è un frutto esotico che ha un sapore amaro e un aroma intenso. È una varietà di cedro che cresce in Medio Oriente, Africa settentrionale e alcune parti dell’Europa meridionale. Uno dei principali benefici per la salute del chinotto è la sua capacità di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Il chinotto contiene una grande quantità di antiossidanti, che aiutano a ridurre il colesterolo cattivo e a prevenire l’accumulo di placche nelle arterie. Il chinotto è anche ricco di vitamina C, che aiuta a rafforzare il sistema immunitario. Inoltre, il chinotto contiene anche una grande quantità di fibre, che aiuta a regolare il metabolismo e a prevenire la stitichezza.

Infine, il chinotto contiene anche una grande quantità di minerali come calcio, ferro, magnesio e potassio. Questi minerali aiutano a mantenere una buona salute ossea e muscolare. In conclusione, il chinotto è un frutto esotico ricco di nutrienti che offre molti benefici per la salute.

Leggi anche: Chinotto: un tesoro ligure

Contiene antiossidanti, vitamina C, fibre e minerali che aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari, le infezioni e le malattie croniche. Il chinotto è un frutto esotico che ha un sapore amaro e un aroma intenso. È una varietà di cedro che cresce in Medio Oriente, Africa settentrionale e parti dell’Asia. Il chinotto è ricco di antiossidanti, vitamine e minerali che possono aiutare a migliorare la salute.

Contiene una grande quantità di vitamina C, che può aiutare a rafforzare il sistema immunitario e a prevenire le malattie. Il chinotto contiene anche una grande quantità di flavonoidi, che possono aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre, il chinotto contiene anche una buona quantità di potassio, che può aiutare a ridurre la pressione sanguigna e a prevenire le malattie cardiovascolari.

Il chinotto è ricco di vitamine, minerali e antiossidanti, che aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari, il cancro e le malattie infiammatorie. Il chinotto può essere consumato sia fresco che in bevande, come il chinotto, una bevanda analcolica a base di chinotto.

Usi Culinari del Chinotto

Il chinotto è un frutto unico e delizioso che può essere usato in una varietà di modi. Può essere usato come una bevanda, come una salsa, come un condimento o come una marmellata. È un frutto ricco di vitamine e minerali, ed è anche una buona fonte di antiossidanti.

Il chinotto di Savona sciroppato è una ricetta tradizionale della Liguria, in particolare della zona di Savona appunto. Il chinotto di Savona, un agrume alla vista simile a un mandarino, ma dal profumo e dall’aroma totalmente diversi, è infatti una tipicità Ligure e presidio Slow Food. Si coltiva nel territorio rivierasco da Varazze a Finale, ma è una pianta originaria della Cina. Anche il chinotto sciroppato o candito fanno parte della tradizione ligure.

Leggi anche: Segreti Marmellata di Chinotto

Verso la fine del 1800 a Savona nacque la “Società Cooperativa dei chinotti” che, sull’esempio delle Camere Agrumarie del sud Italia, era produttore, trasformatore e commercializzava i frutti. L’attività più intensa per i frutti canditi fu a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Nel 1877 la Silvestre-Allemand si trasferisce a Savona dalla città di Apt, nel sud-est della Francia, dove era attiva già dal 1780. Anche la nascita di questa ricetta sembra legata indissolubilmente con il suo territorio di origine: un tempo l’immersione dei chinotti in acqua avveniva utilizzando l’acqua di mare infatti.

Il chinotto di Savona candito sciroppato è una ricetta tradizionale ligure riportata alla conoscenza grazie al progetto comunicato Mare di Agrumi che ha diffuso il procedimento. L'agrume, amaro al naturale, candito sprigiona tutto il suo aroma ed è un ottimo digestivo. Immergere i chinotti interi in acqua salata e lasciarli per circa 25 giorni, cambiando l'acqua ogni 5 o 6 giorni.

Per preparare lo sciroppo fate bollire acqua e zucchero (in rapporto, 1 parte di acqua e 2 parti di zucchero, vale a dire che per ogni 100 ml di acqua occorrono 200 g di zucchero semolato) finchè il liquido non assumerà una consistenza densa (di sciroppo appunto).

In un mondo di agrumi strani e frutta esotica di forme, colori e gusti bizzarri, è facile dimenticarci che a volte i frutti più buoni ce li abbiamo in casa. Come il chinotto. L’agrume Citrus myrtifolia non ha un’origine chiara - pare sia una mutazione dell’arancio amaro - ed è tanto affascinante quanto oggettivamente poco conosciuto: è più nota la bevanda chinotto del frutto stesso.

Pare che il nome del chinotto provenga dalla Cina da cui, intorno al Cinquecento o al Seicento, la pianta chinotto sarebbe stata importata. La fioritura produce zagare bianche molto belle a vedersi, mentre i frutti, che maturano a giugno, sono piccoli e schiacciati alle estremità, arancioni quando sono maturi. L’agrume è troppo amaro per essere consumato da solo: anche nella tradizione culinaria italiana lo si ritrova più come ingrediente, ad esempio nelle marmellate, che come prodotto in purezza. Il Chinotto di Savona è Presidio Slow Food.

Ma la maggior parte di noi associa il frutto alla bevanda chinotto: scura, dolciastra, con un retrogusto amarognolo che la rende deliziosamente beverina. Già in Europa, tra fine Ottocento e inizio Novecento, i frutti sciroppati si consumavano come aperitivo o digestivo insieme a soluzioni alcoliche. Le prime tracce della commercializzazione una bevanda a base dell’agrume risalgono agli anni Trenta, anche se non è chiaro quale azienda possa prendersi il merito di averla prodotta per prima. Quello che è certo è che negli ultimi anni, in cui le bibite vintage sono tornate di moda, lo si può bere anche al tavolo di grandi ristoranti.

Dietro il cancello di ferro battuto corre dritto un viale sterrato bordato da alte colonne in pietra: taglia a metà un ampio frutteto dai folti alberi di foglie verdi scuro su cui affaccia un’antica chiesa romanica del IX secolo. Basta avvicinarsi alla soglia per sentire già un dolce profumo di zagare, mentre è indispensabile addentrarsi per poter notare tra i fitti rami degli alberi grossi grappoli di sferette verde brillante quasi perfettamente mimetizzati. Sono chinotti, chinotti di Savona per la precisione.

E’ fine settembre e mi trovo sul limitare dei terreni di proprietà di Luca Ottone, uno dei il più giovani coltivatori di chinotti della Riviera Ligure. Sono venuta a trovarlo proprio per conoscere finalmente da vicino questo agrume così speciale di cui tanto ho sentito parlare e che dal 2004 è tutelato come presidio Slow Food della Liguria.

Luca mi accoglie sorridente e subito mi accompagna entusiasta a fare un giro nel suo frutteto per raccontarmi delle sue piante, che peraltro sono le più antiche dell’intero presidio Slow Food avendo alcune più di cento anni. Innanzi tutto mi dice che recenti studi hanno dimostrato che il chinotto è uno dei pochissimi agrumi originario delle coste mediterranee.

Sarebbe, infatti, il risultato di una mutazione genetica locale dell’arancio amaro, agrume, come molti altri, originario invece della lontana Cina e giunto da noi solo nell’alto medio evo. Forse importato sulle coste liguri da qualche lungimirante mercante, il chinotto ha trovato nella provincia di Savona, e più precisamente nella fascia di territorio estremamente limitata che va da Varazze a Finale Ligure, un habitat perfetto tanto da acquisire col tempo proprietà organolettiche del tutto speciali che lo contraddistinguono dagli altri chinotti coltivati in Italia (tra cui, ad esempio valori altissimi di vitamina C).

Il chinotto di Savona è una pianta che raggiunge fino ai 3 metri e mezzo di altezza, anche se per facilitare la raccolta dei frutti viene generalmente tenuta più bassa. Le sue foglie lanceolate ricordano quelle del mirto, seppur più grandi, ed è per questo che viene chiamato in botanica Citrus Myrtifolia.

I frutti, tanto piccoli da stare nel pugno di una mano, si raccolgono da fine settembre a fine novembre. Si raccolgono generalmente quando sono ancora verde brillante: questo è infatti il punto di maturazione in cui il frutto presenta le migliori caratteristiche organolettiche ed aromatiche; con il virare verso il giallo/arancio, invece, le speciali proprietà vanno via via affievolendosi tanto che l’impiego in questo caso è limitato prevalentemente alla preparazione di conserve.

Si raccolgono rigorosamente a mano, ad un ad uno, aiutandosi con delle forbicine con le quali si recide il peduncolo che deve rigorosamente restare attaccato al frutto per evitare che questo traspiri troppo o marcisca più in fretta dopo la raccolta. I chinotti appena colti hanno un gusto amarissimo e sono praticamente immangiabili.

Pietro mi spiega che inizialmente questo agrume - ricchissimo di vitamina C - veniva largamente consumato a bordo delle navi come rimedio contro lo scorbuto. Essendo molto piccolo, infatti, riusciva a conservarsi in salamoia (ovvero in barili pieni di acqua di mare) molto più a lungo di altri agrumi di maggiori dimensioni.

Si racconta che flotta inglese di Elisabetta I sconfisse l’Invincibile armada spagnola alla fine del XVI secolo proprio perché i marinai inglesi erano più robusti e sani grazie al consumo di chinotti in salamoia. Ciò sia vero o meno, è però un fatto che fino agli inizi del 1900, il chinotto verrà venduto come medicinale rinvigorente alle marine francesi, inglesi e russe.

Nell’ottocento, poi , l’arte della canditura (importata dalla Francia) trasforma i chinotti da amara medicina a prodotto dolciario raffinato. “Pelle dura, cuore tenero” era la battuta che accompagnava allora il chinotto candito. E infatti, una profumata buccia verde brillante resistente al morso quando finalmente cede schiude una polpa morbida, squisitamente amara e dolce allo stesso tempo.

Tra fine ottocento e inizi del novecento, durante la belle epoque, non c’era infatti caffè alla moda della Costa Azzurra e della Riviera Ligure che non ostentasse sul bancone grossi vasi contenenti chinotti canditi conservati sotto maraschino da servire come aperitivo.

Il settore della coltivazione e dellavorazione del chinotto prospera così tra Varazze e Finale fino agli anni ’20 del novecento, quando entra in crisi sia per motivi di tipo economico - i margini di redditività sono troppo bassi rispetto ad altre coltivazioni - sia a causa di due grandi gelate (nel ’29 e nel ’59) che uccidono la maggior parte delle piante.

Quando nel 2004 arriva Slow Food a risollevare le sorti del chinotto, le piante coltivate nella pianura del savonese sono poche decine. Oggi sono arrivate a qualche centinaio e molti confidano nelle grandi potenzialità di questo eccellente prodotto, anche se probabilmente a causa del lungo impegno che richiede resterà un prodotto di nicchia per grandi intenditori.

Come Si Consuma il Chinotto di Savona?

Sicuramente il chinotto candito resta una vera prelibatezza. Specializzati nella canditura dei chinotti sono i trasformatori della zona di Finale Ligure, primi tra tutti la storica ditta Besio. Poi c’è la marmellata di chinotto.

Io l’ho preparata con i chinotti ormai tendenti al giallo comprati da Luca ed ho utilizzato la ricetta di sua mamma. Un lavoro abbastanza lungo perché come per tutte le marmellate d’agrumi ho dovuto bucherellare i frutti e lasciarli a bagno in acqua corrente per 3 giorni perché dessero via l’amaro. Ma l’attesa è stata ben ricompensata. Il gusto, tutto particolare, ricorda l’amaro del pompelmo e il dolce del mandarino. L’ho utilizzata per preparare una focaccia dolce, per farcire una crostata e varie volte per accompagnare formaggi stagionati (decisamente il mio impiego preferito).

Sempre con i chinotti di Luca e sempre con sua la ricetta di famiglia, ho poi preparato il famoso “chinottino”, il liquore di chinotto. La preparazione è la stessa del limoncello ( per 1 lt di alcol si usano le bucce di 5-6 chinotti freschi verdi, non di più) e il gusto simile, salvo per le note più amare tipiche di questo agrume e per le notevoli proprietà digestive.

Altro prodotto molto in voga al momento è poi la mostarda di chinotto, anche se in quella non mi sono cimentata, nonché i chinotti sciroppati. E ancora, non bisogna dimenticare che l’aroma di chinotto è quello che caratterizza la famosa bibita Chinotto, che ne porta appunto il nome (non cadete nell’errore di pensare che la bibita Chinotto sia a base di china!).

Dalla mia visita al frutteto di Luca non vedo l’ora che torni settembre per poter fare incetta di Chinotti di Savona e preparare marmellate e chinottello da consumare tutto l’anno (le mie scorte, ahimè, sono finite troppo in fretta). Visto però che è praticamente impossibile trovare chinotti freschi sui banchi del mercato, se volte provare anche voi dovete acquistarli direttamente dai coltivatori. I loro indirizzi li trovate sul sito della Fondazione Slow Food nella pagina dedicata al presidio Chinotto di Savona.

Ciao! Leggendo questa pratica e semplice guida si possono avere alcuni utili consigli e delle corrette informazioni su come è possibile preparare il famoso e diffuso chinotto. Non solo il frutto ha proprietà particolarmente benefiche, ma anche la scorza del frutto ed i fori della pianta. Il chinotto frutto, come tutti gli agrumi, è ricco di vitamina C. Esso veniva utilizzato dai marinai per prevenire lo scorbuto (malattia causata dalla carenza oppure dalla cattiva assimilazione della vitamina C).

Attualmente il chinotto è una delle bevande gassate maggiormente diffuse in Italia. È importante sapere che il frutto che viene prodotto dall’albero del chinotto non può essere mangiato se non dopo delle particolari lavorazioni. Inoltre, soltanto queste operazioni rendono possibile il suo utilizzo in cucina. Secondo alcuni studiosi la pianta del chinotto è originaria della Cina (da cui deriva il nome).

Intorno al 1500 è arrivata in Italia ed in particolar modo nella provincia di Savona. Nella nostra penisola il chinotto è da sempre utilizzato per la preparazione di bevande e sciroppi. La caratteristica peculiare di questo agrume è la lunga persistenza sulla pianta. La maturazione è lenta e può durare anche un anno.

Ricetta per il Chinotto Fatto in Casa

La prima cosa da fare è quella di prendere lo zucchero di canna e cominciare pian piano a scioglierlo accuratamente nel caffè. Il caffè deve essere ben caldo per rendere questa operazione abbastanza veloce e semplice da eseguire. Successivamente bisogna anche aggiungere lo sciroppo di chinotto. Esso si può trovare nei supermercati oppure si può ordinare tramite internet.

A questo punto bisogna prendere una bottiglia di vetro dotata di un tappo a chiusura ermetica. Quindi si devono inserire al suo interno il composto preparato precedente a base di caffè e sciroppo di chinotto, il succo del limone, il succo dell’arancia. Poi, bisogna agitare la bottiglia in modo tale che il liquido al suo interno possa mescolarsi. Così facendo si riescono ad amalgamare tutti gli ingredienti.

Adesso si deve aprire la bottiglia e pian piano bisogna cominciare a versare l’acqua gassata a filo, fino al riempimento della stessa. Durante questo procedimento la bottiglia non va inclinata, altrimenti si rischia di far disperdere tutto il gas che è presente nell’acqua. In questo caso si rende dunque inutile l’utilizzo della stessa. Infatti, l’acqua gassata è indispensabile per conferire una nota frizzante al chinotto fatto in casa.

Successivamente con un “menarello” sufficientemente lungo bisogna mescolare delicatamente ancora una volta il tutto. In seguito bisogna tappare la bottiglia in modo ermetico; poi, si deve capovolgere per un paio di volte. Quindi bisogna mettere la bottiglia in frigorifero e farla raffreddare per bene.

Quando è trascorsa circa un’ora è possibile assaggiare la bevanda al chinotto. Essa è pronta per essere bevuta in compagnia di amici e parenti che sicuramente gradiranno. Vi diamo la ricetta per il chinotto candito, per preparare una dolce conserva casalinga utilizzando questo piccolo agrume molto profumato che fresco è amarissimo e non può essere consumato così com’è.

Il chinotto, e per la precisione dovremmo dire il chinotto di Savona, è stato recentemente riscoperto ed è diventato un Presidio Slow Food, e quindi viene sempre più coltivato e trasformato da medi e piccoli laboratori artigiani, situati appunto in provincia di Savona, che commercializzano i loro prodotti eccellenti.

L’idea in più: i chinotti vanno bene anche se sono ancora verdi oppure appena arancioni; se avete una pianta vostra attenzione a non farli maturare troppo perché potreste trovarli secchi all’interno e quindi inutilizzabili. Il chinotto di Savona è un sempreverde, alto circa un metro e mezzo, ma sui pochi rami produce un’incredibile quantità di fiori e frutti. Il chinotto di Savona è infatti una tipicità Ligure e presidio Slow Food.

Il nome con il quale questi frutti sono diventati famosi è una testimonianza dell’origine orientale. In Francia li chiamano “piccoli cinesi” e in Spagna “aranci amari di Cina”. A partire dal settembre 2004 è stato istituito nella zona un Presidio Slow food con l’obiettivo di recuperare la coltivazione della pianta e il rilancio della canditura.

Il chinotto di Savona candito sciroppato è una ricetta tradizionale ligure. Immergere i chinotti interi in acqua salata e lasciarli per circa 25 giorni, cambiando l’acqua ogni 5 o 6 giorni. Cuocere quando l’acqua comincia a bollire per circa 30 minuti - 1 ora. Per preparare lo sciroppo fate bollire acqua e zucchero (in rapporto, 1 parte di acqua e 2 parti di zucchero) finchè il liquido non assumerà una consistenza densa.

tags: #chinotto #frutto #ricette

Post popolari: