Il periodo natalizio è un'esplosione di suoni e magia, con le piazze immerse in atmosfere incantate. La tradizione degli addobbi natalizi gioca un ruolo centrale in questa straordinaria sinfonia di luci, dipingendo paesaggi urbani con colori vivaci e restituendo un’aria di festa che stuzzica l'immaginazione. Le strade si trasformano, le vetrine dei negozi diventano finestre su mondi fatati che ti invitano a immergerti nella bellezza delle festività e a vagare tra lo sfavillio delle luci.
Perché a Natale si regalano monete di cioccolato?
Regalare monete di cioccolato durante le feste di Natale è una tradizione antica. Chi non è più tanto giovane ha ben presente quanto questi piccoli dolcetti di cioccolato sono attesi e graditi. Da San Nicola alla Befana tutti i bambini aspettano con gioia le loro calzette piene di dolcetti e regalini, e le monetine di cioccolato con i loro incarti lucidi e scintillanti sono sempre una delle tentazioni più grosse. Ma veniamo al sodo: perché si regalano monete di cioccolato a Natale?
Tutto comincia da San Nicola che ogni anno si festeggia il 6 Dicembre. La leggenda del Santo (da cui poi nascerà la figura di Babbo Natale) ce lo racconta come un vescovo che amava fare regali ai bambini. In molte di queste storie il Santo benefattore e protettore dei bambini regalava senza mai farsi riconoscere, sacchettini di monete alle famiglie più in difficoltà.
Da questa figura di Santo e dalle leggende legate alla sua carità e gentilezza, nacque in tutta Europa questa tradizione che vide inventare le prime “rudimentali” monete di cioccolato nell’Inghilterra vittoriana. Ma è negli anni ’20 del ‘900 che i produttori di cioccolato inventarono i soldi di cioccolato come li conosciamo oggi. Le monete di cioccolata sono un vero simbolo del Natale, uno di quei dolcetti stagionali che non possono mancare nel tuo negozio di caramelle durante tutto il periodo Natalizio.
Questo Natale sarà differente dagli altri ma i simboli, quelli non cambiano mai. Sul nostro shop di dolciumi all’ingrosso puoi acquistare tanti tipi diversi di soldi di cioccolato. Dalle monete di cioccolato in retina, alle monete sfuse di cioccolato, fino ai medaglioni di cioccolato.
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La Storia di Babbo Natale
Quella di Babbo Natale è una storia molto particolare, che agli albori della leggenda trovò particolare successo nel territorio oggi corrispondente agli Stati Uniti. L’identikit di questa figura ne ritrae le componenti caratteriali generali, definendo San Nicola come una persona umile e molto generosa, il cui spirito di protezione si volgeva principalmente verso donne e bambini piccoli. Nel corso degli anni della sua vita, poi, San Nicola divenne il protettore dei Marinai Bizantini, prendendo definitivamente la via del mare.
Si parte infatti dagli Stati Uniti, con i coloni Olandesi le cui tradizioni di festa includevano anche quella dedicata a San Nicola. È famoso il componimento del poeta americano Moore, che con una poesia definisce alcuni aspetti di quello che oggi è conosciuto come Babbo Natale. La consacrazione di Babbo Natale nell’immaginario collettivo con il suo aspetto iconico, tuttavia, arriva solo alla fine del 1800. In questi anni, infatti, venne pubblicato un famoso ritratto di Santa Claus dell’artista Nast.
La Letterina a Babbo Natale
La letterina - Caro Babbo Natale…i ricordi più belli delle feste spesso iniziano così. Quel misto di speranza e magia che guidava la nostra mano incerta di bambini e che ci faceva stare svegli (almeno per un po’) la notte della Vigilia ad aspettare questo signore panciuto con la barba e il vestito rosso, carico di doni. L’abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che si perde nella notte dei tempi e oggi in molti paesi, le poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale.
In alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari. In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0(in riferimento all’espressione “ho ho ho!” di Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere.
Cosa mangia Babbo Natale durante la sua lunga notte di lavoro?
La notte tra il 24 e il 25 dicembre è una delle più magiche dell’anno, non trovi anche tu? In un silenzio sospeso, tutti noi - grandi e piccoli - ci immaginiamo Babbo Natale mentre si fa strada tra i cieli stellati a bordo della sua slitta, trainata da renne instancabili. Ma c’è una domanda che, se ci pensi, sorge spontanea: cosa mangia Babbo Natale durante questa lunga notte di lavoro? Anche lui, d’altronde, ha bisogno di energia per consegnare doni in ogni angolo del pianeta… ed è qui che entrano in gioco i bambini (e, diciamolo, i genitori dietro le quinte).
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Lasciare del cibo a Babbo Natale è molto più di un semplice gesto simbolico: è un atto di generosità, gratitudine e, soprattutto, magia. Durante la notte più lunga e speciale dell’anno, il cibo diventa un modo per entrare in connessione con un mondo fantastico e, per un momento, sospendere l’incredulità. In molte culture, in realtà, questo gesto affonda le radici in tradizioni antiche, quando si offriva cibo agli dei, agli spiriti dei defunti o ai visitatori per assicurarsi prosperità e protezione.
Altri collegano le origini di questa tradizione alla mitologia norrena, in cui compare una leggenda che narra che, durante il solstizio d’inverno, il dio Odino intraprendesse una lunga caccia in compagnia di Sleipnir, il suo leggendario cavallo a otto zampe. Per nutrire l’animale, i bambini scandinavi iniziarono a lasciare accanto al camino stivali colmi di carote, zucchero e paglia. Con il tempo, Babbo Natale è diventato il destinatario di questa pratica, simboleggiando lo spirito del dono e della condivisione.
Ma c’è anche un lato pratico: lasciare latte, biscotti o qualsiasi altra leccornia è un modo per coinvolgere i bambini e alimentare la loro fantasia. Non solo immaginano Babbo Natale che mangia quello che hanno preparato con cura, ma si sentono parte di un rituale che li collega a milioni di altri bambini nel mondo. Gli anni sono passati, e così Paesi di tutto il mondo hanno fatto loro questa antica tradizione del lasciare qualcosa da mangiare per Babbo Natale. L’usanza più comune? Latte a biscotti!
Tradizioni nel Mondo
- Stati Uniti: I bambini americani lasciano sul caminetto un piattino con un assortimento di cookies - dai classici al cioccolato a quelli speziati allo zenzero - accompagnati da un bicchiere di latte freddo. A volte, per addolcire la serata anche alle renne, spunta una carota o due.
- Canada: L’usanza è quasi identica a quella americana, ma a volte il latte viene sostituito da cioccolata calda per un tocco più “nordico”.
- Paesi Scandinavi: In alcune famiglie si offrono i classici biscotti di pan di zenzero insieme al latte, mantenendo un tocco tradizionale. In Norvegia, in particolare, si lasciano solo i biscotti, nella versione Omini di pan di zenzero!
- Gran Bretagna: Babbo Natale (o meglio, Father Christmas) viene accolto con un’eleganza che non ti sorprenderebbe. Qui i bambini preparano un piattino con le tradizionali mince pies, piccole tortine ripiene di un mix dolce di frutta secca e spezie.
- Australia: Spesso birra fresca e dolcetti tipici come i lamingtons, quadratini di pan di spagna ricoperti di cioccolato e cocco. Oppure, si lasciano i biscotti Anzac.
- Germania: Babbo Natale è accolto con i lebkuchen, i biscotti speziati che profumano di cannella e zenzero. Oppure, con i caratteristici zimtsterne, dei biscotti alla cannella a forma di stella.
- Austria: Ci sono i vanillekipferl, dei biscotti alle mandorle a forma di ferro di cavallo.
- Paesi Bassi: Durante la notte che precede il 6 dicembre - il 5 dicembre - i bambini olandesi lasciano vicino ai camini uno zoccolo o una scarpa con una carota o del fieno per il cavallo di Sinterklaas, un frutto per ringraziare i Pieten e la classica lista dei desideri. A questo proposito, nel XVI secolo, con la nascita della tradizione di Sinterklaas, fecero la loro comparsa i pepernoten, piccoli biscotti ricchi di spezie.
- Danimarca: I bambini preparano il tradizionale risengrød, un dolce natalizio simile al riso latte piemontese.
- Italia: In alcune famiglie si lasciano i mostaccioli o i roccocò al Sud, mentre al Nord non mancano i panettoni in miniatura o i torroncini.
- Svezia: Una ciotola di porridge di riso spolverato di cannella e zucchero, spesso accompagnata da una noce di burro che si scioglie lentamente.
- Messico: Qui i bambini lasciano spesso i tamales, piccoli involtini di mais ripieni, accompagnati da una tazza di cioccolata calda messicana, densa e aromatica.
- Giappone: Babbo Natale potrebbe trovare una torta di fragole e panna ad aspettarlo, il dolce simbolo del periodo festivo.
Samichlaus in Svizzera
Tra tutte queste tradizioni, una è particolarmente cara agli svizzeri, sia grandi che piccini: quella di Samichlaus. Tutto nasce dal culto di San Nicola, Vescovo di Myra, vissuto nel IV secolo, venerato sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa. In Svizzera e in Italia divenne popolare a partire dal XI secolo quando il 6 dicembre, giorno della sua morte, si usava appellarsi proprio a lui per commemorare la sua vita e le sue opere.
La figura di San Nicola di Myra ha influenzato lo sviluppo di Babbo Natale come lo conosciamo oggi, perché portare doni ai bambini durante il periodo natalizio ha radici nella generosità e nell’animo caritatevole di San Nicola, venerato come simbolo di benevolenza. Il culto di San Nicola si diffuse rapidamente in tutto il mondo cristiano e diede origine a numerose leggende e tradizioni. Nel corso dei secoli la sua figura è stata associata a diverse celebrazioni, come il Natale. In molte culture San Nicola è conosciuto come Babbo Natale o Santa Claus, una figura che porta doni ai bambini la notte della Vigilia di Natale.
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Nel folklore natalizio Schmutzli, che deriva da Schmutz (parola svizzero tedesca usata per indicare la sporcizia), è un personaggio che si contrappone in modo dicotomico a San Nicola. Se da una parte il caritatevole Santo viene rappresentato tradizionalmente da una folta barba bianca e dalle tipiche vesti canoniche, al contrario il malvagio assistente indossa una lunga tunica scura e ha i capelli irsuti. Inoltre Schmutzli porta spesso con sé una scopa, una frusta di rami e un grande sacco ovunque vada.
I giorni antecedenti l’arrivo di Samichlaus sono caratterizzati da un’atmosfera magica. La notte del 5 dicembre, giorno della Vigilia, i bambini sono invitati dagli adulti a pulire le loro scarpe e metterle fuori dalla porta di casa, perché il mattino seguente, nel caso si fossero comportati bene durante l’anno, troverebbero, al loro risveglio, il Chlaussack consegnato dal Santo stesso dentro le loro calzature. Il Chlaussack è un sacchetto ricco di delizie stagionali, contenente mandarini, cioccolato, pan di zenzero e noci. Secondo la tradizione, carbone o bastoni sono invece riservati ai bambini poco virtuosi.
I nonni hanno l’abitudine di raccontare ai nipoti i viaggi estivi di Samichlaus. Nella maggior parte delle città e dei centri urbani, ogni 6 dicembre, si tengono delle sfilate: grandi e piccini accolgono San Nicola muniti di torce e lanterne, creando così un’atmosfera ancora più suggestiva.
Il Treno di Babbo Natale
Quasi un sogno al cioccolato per grandi e piccini: arriva infatti il Treno di Babbo Natale che parte dalla stazione sbuffando, formato da una locomotiva e diversi vagoni carichi di doni pronti per essere consegnati. Creatività e tradizione danno vita a un dolce perfetto in ogni piccolo particolare, creato e decorato a mano utilizzando tre diversi tipi di cioccolato.
E’ il Natale creativo della maitre chocolatier Simona Solbiati che ogni anno disegna ed elabora una collezione sorprendentemente ricca di soggetti natalizi. «Fantasia è la parola d’ordine nel mio laboratorio, si può trovare in ogni mia creazione, nelle forme, negli abbinamenti, nei colori e nei sapori. Amo lavorare il cioccolato e per me ogni festività rappresenta lo spunto per nuove idee. Ogni anno, l’attesa del Natale genera un turbinio di emozioni non solo per i più piccoli, ma anche per gli adulti che possono tornare ad essere bambini.
Kinder e il Natale
Ed è proprio durante questo periodo magico, che Kinder® è ancora una volta al fianco di grandi e piccini, perché aspettare il Natale è importante tanto quanto viverlo. La novità 2023 è il calendario dell’avvento Kinder®&Co, un’edizione speciale pensata per gli adulti e ricca di bontà Kinder® e Ferrero, tra cui due ricette esclusive: Hanuta Minis, un mini wafer con crema al cioccolato al latte e pezzi di nocciola, e il Duplo Stick Nocciola, un guscio di cioccolato al latte ripieno di crema alla nocciola e wafer croccante.
Ma la magia del Natale Kinder® non finisce qui. Tornano anche le varianti classiche e alcuni dei calendari dell’avvento più amati degli ultimi anni, tra cui il Kinder Calendario Libro, il Kinder Calendario Stella, il Kinder Chalet e il Kinder Chalet grande, dove i protagonisti sono i prodotti Kinder® più amati.
Un’altra novità di quest’anno è anche la Kinder® Mix Bustina, una nuova idea regalo, per fare felici sia i grandi che i bambini. Un sorridente Babbo Natale che tiene tra le mani un biglietto di auguri da personalizzare con una dedica speciale. Al suo interno quattro prodotti: due Kinder Cereali, una confezione di Kinder Schoko Bons e una di Kinder® Cioccolato. In occasione del Natale, arrivano anche sugli scaffali i nuovi Kinder Mini Friends, piccoli bocconcini di cioccolato a forma di Babbo Natale, incartati singolarmente, per sorprendere i bambini durante il momento di festa e scatenare la loro immaginazione, sempre in compagnia del gusto unico di Kinder®.
Le tradizioni pre-natalizie non riguardano solo i calendari dell’avvento, ma anche l’allestimento del proprio albero di Natale, che può diventare davvero unico con Kinder Decotin, un guscio che contiene quattro Kinder® Cioccolato Mini e due Kinder Mini Eggs Nocciola.
Il Mito e la Tradizione di Latte e Biscotti per Babbo Natale
Ogni anno in tutto il mondo e in ogni casa vengono lasciati latte e biscotti così da aiutare Santa Claus a continuare il proprio viaggio e portare i doni a tutti i bimbi del mondo. La tradizione di lasciare latte e biscotti per Babbo Natale spesso varia oltre che di paese in paese anche solo da una zona all’altra: in Italia, per esempio, nelle zone alpine lasciano il vin brûlé con i biscotti per riscaldare Babbo Natale. Al Sud, invece, per moltissimi anni questa tradizione è stata legata all’Epifania e solo le nuove generazioni hanno cominciato a servire latte e biscotti per Babbo Natale.
Questa tradizione è comune un po’ in tutto l’Occidente anche se con delle variazioni sul tema e sugli ingredienti dei biscotti. L’usanza originale è legata alla mitologia nordica, è molto antica e ci sono diverse leggende legate a questa tradizione. Quella più comune sembra sia nata in Olanda, grazie a Sinterklaas o, come lo conosciamo noi, San Nicola, il protettore dei bambini, dei poveri e degli emarginati.
In questa leggenda San Nicola porta i doni ai bambini del villaggio e resta un po’ con loro per vedere l’effetto che questi doni hanno sull’umore dei più piccoli. Si attarda durante le visite e nell’ultima casetta trova i bambini già addormentati ma che, nonostante la stanchezza, gli hanno lasciato biscotti e latte alla finestra per farlo rifocillare. In realtà questa usanza ha preso piede più nei paesi americani che europei per questo arriva in Italia solo con il boom economico.
La Tradizione in America
Il rito americano è legato alla Grande Depressione: la povertà dilaga e i genitori cercano in tutti i modi di far vivere un felice Natale ai propri figli. Il modo più semplice, insieme a qualche dono, è giocare sullo stupore: convincono i bambini a dare latte e biscotti per Babbo Natale. Mentre i bambini dormono, mamma e papà prendono un assaggio di latte e biscotti senza finirli in modo da lasciare ugualmente ai figli il cibo “donato” e una “prova tangibile” del passaggio di Santa Claus.
Cosa mangia nello specifico Babbo Natale durante il suo lungo tragitto?
- Negli USA ancora oggi si lascia un bicchiere di latte caldo e un piatto di caratteristici cookies;
- In Canada i biscotti sono accompagnati da una bottiglia di sciroppo d’acero;
- In Italia utilizziamo biscotti tipici della Regione.
- in Germania insieme al latte lasciano i caratteristici zimtsterne, dei biscotti alla cannella a forma di stella;
- In Austria ci sono i vanillekipferl, dei biscotti alle mandorle a forma di ferro di cavallo;
- In Svizzera spopola ovviamente il latte con cioccolato al latte.
Il Legame tra Odino e Babbo Natale
Questa usanza affonda le proprie radici nel mito norreno ed è legata al culto pagano del dio Odino. Secondo questo mito, a inizio dicembre, Odino è solito cacciare nelle foreste con il suo cane a otto zampe, Sleipner e i bambini, per ingraziarsi i favori del dio, cercavano di conquistare il bene dell’animale lasciando carote e altre verdure lungo il tragitto nella speranza che la divinità in persona riconoscesse il lavoro dei bambini donando loro dei regali.
Per questa ragione, in molte zone del Nord del mondo, il pensiero è tutto per gli “aiutanti” di Babbo Natale. In Svezia si pensa alle renne offrendo del porridge di riso speziato alla cannella a cui alcuni aggiungono una tazza di caffè per tenere sveglio Babbo Natale; In Danimarca invece le attenzioni sono tutte per gli elfi: I bambini lasciano il tradizionale risengrød, un dolce simile al risoelatte piemontese, tipico del Natale; In Belgio e Olanda sono molto più tradizionalisti: i bimbi aspettano San Nicola tra il 5 e il 6 dicembre lasciando carote e fieno per i cavalli che lo portano in giro; In Argentina i bimbi lasciano acqua, carote e fieno come spuntino per le renne.
La Tradizione di Latte e Biscotti per Babbo Natale a Chi Appartiene?
È noto in quasi tutte le culture del mondo che la “casa” di Babbo Natale è in Lapponia, precisamente nel villaggio di Rovaniemi in Finlandia mentre in Norvegia la collocano a Drøbak, con tanto di ufficio postale che ogni anno smista circa 30 mila letterine.
In Norvegia lasciano due tipi di biscotti: i tradizionali omini di pan di zenzero, i pepperkaker e i sirupsnipper, biscotti di pasta frolla aromatizzati all’anice. Per la Finlandia invece qualcosa di più sostanzioso, il munajuusto. Un formaggio basso e sottile, davvero gustoso a base di uovo prodotto con latte di capra (il kutunjuusto) o con il latte bovino (leipajuusto).
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