La Storia del Cioccolato Gay Odin: Un Viaggio nel Cuore di Napoli

Quella di Gay-Odin è la storia di un amore, di una famiglia e di una grande passione per il cioccolato.

Era l'ormai lontano 1888 quando nel capoluogo partenopeo, crocevia internazionale della cultura e del bon vivre, arrivò da Luserna San Giovanni, nel lontano Piemonte, culla della tradizione cioccolatiera italiana, un giovane con la valigia piena di speranze e i segreti della lavorazione del cioccolato appresi in famiglia. Il suo nome è Isidoro Odin e non ha sogni ma un progetto: vuole aprire una cioccolateria che si faccia conoscere ed apprezzare per l’eccellenza dei suoi prodotti.

Il giovane cioccolatiere piemontese Isidoro Odin si trasferisce a Napoli in cerca di fortuna, lasciando la sua Val Pellice, terra d'antica tradizione dolciaria. Si innamora della città essendo una vivace capitale culturale, e in breve realizza il suo sogno: una cioccolateria nel cuore di Chiaia.

Dal Piemonte nel 1888 Isidoro Odin si trasferì a Napoli. Era un maestro ciocollatiere in cerca di realizzazione. Nel giro di poco tempo riuscì ad avviare una cioccolateria nel centro di Chiaia: la bottega di Odin.

La Nascita del Marchio Gay Odin

Anno di nascita del brand: dal romantico incontro tra Isidoro e Onorina Gay, discendente di una nota famiglia di Maître Chocolatier.

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Prima di arrivare a Napoli, Isidoro Odin aveva scritto ad un amico di famiglia e rinomato cioccolataio, Bartolomeo Gay, chiedendo la mano della secondogenita. Erano tempi in cui le decisioni dei padri non si discutevano e le figlie andavano spose in ordine di nascita. A Isidoro Gay concede quindi la mano della figlia, ma quella della primogenita, Onorina. Il matrimonio avviene nel 1898. La loro unione attraverserà due guerre e costituirà un sodalizio per la vita e la professione. Onorina collabora infatti all'attività del marito nel settore vendite.

Nel 1894, in seguito all’incontro con Onorina Gay, discendente di una nota famiglia di Maître Chocolatier, che sposò, cambiò nome alla bottega in Gay Odin.

In poco tempo i loro bon bon - una fava di cacao rivestita di cioccolato e ricoperta di minuscoli confettini bianchi - diventano un must assai richiesto dalla nobiltà e dall'alta borghesia, sinonimo di bon ton e bontà, raffinatezza e sapore.

La cioccolateria - la prima delle 8 presenti oggi in città - apre al civico 329 nel 1920.

L'Iconico Tronchetto di Cioccolato e la Fabbrica di Via Vetriera

L’iconico tronchetto di cioccolato al latte è figlio della fervida creatività di Isidoro. Nel tempo diverrà la specialità più amata di Gay Odin: perfetto per l’equilibrio di gusto e leggerezza.

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L'iconico tronchetto di cioccolato al latte nacque proprio dalla creatività di Isidoro che arrivò a crearne un brevetto esclusivo del marchio: un dolce al cioccolato realizzato con sottili sfoglie di pasta di cacao ripiegate a mano su loro stesse a forma di tronchetto.

È sempre nel 2020 che Odin mette a punto uno dei suoi prodotti più iconici, la "cioccolata Foresta" come la chiamano confidenzialmente da generazioni i napoletani. Brevetto esclusivo Gay-Odin, è costituita da una sfoglia sottilissima di cioccolato ripiegata a mano infinite volte su sé stessa dal maestro cioccolatiere, a mano oggi come allora, fino a sembrare un tronchetto d'albero.

Per la produzione servono spazi più grandi: nel 1920 Isidoro trova i locali adatti in via Vetriera, poco distante dalla bottega di via Chiaia. Il progetto viene affidato all'architetto veneto di gran fama Angelo Trevisan, che anticipa lo stile liberty napoletano. Quella fabbrica dal 1993 è riconosciuta monumento nazionale.

Nel 1922 venne inaugurata la fabbrica di via Vetriera. Fu disegnata da Angelo Trevisan noto architetto veneto, anticipatore del liberty napoletano, che la rese un vero gioiello.

Si inaugura la fabbrica di via Vetriera dall’estro di Angelo Trevisan, architetto veneto tra i primi rappresentanti della ceramica Liberty in Italia, e progettista della famosa Villa Maria.

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Il Passaggio di Testimone a Giuseppe Maglietta

Passaggio di testimone. Il cambio generazionale avviene negli Anni '60, quando il giovane Giuseppe Maglietta eredita dagli zii - Nino e Giulio Castaldi, imprenditori assai attivi nel settore dell'alta ristorazione - quote della Gay Odin.

Nel 1960 Giuseppe Maglietta ereditò Gay Odin, che ormai era divenuto uno dei marchi napoletani più prestigiosi, dagli zii Nino e Giulio Castaldi. Per anni Giuseppe aveva affiancato Isidoro Odin, apprendendone i segreti nella produzione del cioccolato artigianale.

Anche questa è una storia d'amore. Giuseppe Maglietta sceglie infatti di fare del cioccolato la sua vita e la sua storia: da Roma, dove viveva, si trasferisce a Napoli e studia a bottega con Isidoro Odin, ne apprende i segreti e la magia di delizie senza tempo.

Con Giuseppe Maglietta, Gay Odin diviene uno dei marchi napoletani più amati al mondo.

Espansione e Nuove Creazioni

Dopo aver aperto negli anni a Napoli numeri punti vendita, nel 1980 Giuseppe sbarcò Roma, avviando un negozio ai Parioli: aumentata così molto la visibilità del marchio, crebbero pure gli ordini da tutta Italia.

Dopo aver aperto diversi store a Napoli si decide di far scoprire la bontà del cioccolato partenopeo ai romani: con l’entusiasmo di Giuseppe Maglietta, viene inaugurato un negozio ai Parioli.

A Roma, nel 2001, avvia un punto vendita ai Parioli.

Tra le nuove creazioni dolciarie si segnalano i cioccolatini "Vesuvio" o la rivisitazione del famoso tronchetto di cioccolato nella versione fondente.

A cavallo della fine del secolo vengono creati tanti nuovi cioccolatini, tra cui il “Vesuvio” dall’architetto Fabrizio Mangoni. Il food designer lo descrive così: “Dall’esterno amarissimo come i popoli che ne abitano le pendici, come l'amaro realismo dell'ironia, che contiene una passione seducente, inebriante, magma indurito al rhum…”.

Battezza un altro dei prodotti più iconici, i cioccolatini "Vesuvio", firmati dall’architetto Fabrizio Mangoni, e la versione fondente della foresta, resa possibile da un'intuizione geniale: una punta di miele nella lavorazione della pasta di cacao all'80%.

Il famoso tronchetto di cioccolato viene proposto anche in versione fondente grazie a un’idea di Giuseppe Maglietta: intuendo che con meno zucchero, una consistenza più compatta e un sapore più asciutto rispetto al classico latte, l’80% di cacao addolcito da un goccio di miele, sarebbe stato un successo.

La fama di Gay Odin arriva nella capitale della moda e del design: si inaugura la boutique milanese, in pieno centro a due passi dal duomo. Un'elegante sala da cioccolato che oggi, dopo essere stata rivisitata nel design, è un concept space contemporaneo dove fare colazione, gustarsi un coffee break o gustare il cioccolato Gay Odin durante lo shopping.

L'Arte della Lavorazione Artigianale

Passeggiare nel dedalo di vicoli accarezzati dal profumo del caffè e del bucato fresco. Gustarsi il sussurro colorito di genti eclettiche o il silenzio aristocratico dei quartieri eleganti. È nella lavorazione di un cacao come il Criollo, importato crudo e tostato a legna, e considerato tra i migliori al mondo che si ottiene un cioccolato artigianale d’eccellenza.

Si tratta di un sistema molto antico, che non altera le proprietà del cacao ma ne esalta l’aroma. Anche la selezione della frutta secca è estremamente accurata, così come le altre materie prime, per garantire abbinamenti originali nel rispetto di tempi di tostatura. Gli ingredienti più pregiati ed importantissima è la scelta di non utilizzare conservanti, ecco perché nella fabbrica non ci sono grandissime scorte.

È proprio in questi anni che Odin perfeziona le tecniche di lavorazione del cioccolato tostato lentamente a legna, a basse temperature, per mantenere inalterate le proprietà organolettiche del cacao.

Ancora oggi la Gay-Odin è un’azienda orgogliosamente a conduzione familiare. La Fabbrica, nel palazzo Liberty di via Vetriera, e dal 1993 Monumento nazionale, è in piena attività: il metodo di lavorazione rimane ancorato alla tradizione, le mani prevalgono sulle macchine e i processi produttivi sono ancora artigianali.

La Riapertura della Sede Storica

Il 17 febbraio 2025 Napoli può festeggiare la riapertura della sede storica di Via Chiaia, quella dove tutto cominciò nel 1920, più di cento anni fa. La location è stata sottoposta a un importante intervento di ristrutturazione che ha permesso di curare e far riemergere i dettagli art nouveau della sede, con i mobili e le finiture antiche, esempio tra i più fulgidi del liberty napoletano con lo stile floreale art-nouveau presente sui supporti e sul bellissimo bancone in legno, fatto di intarsi che rievocano le cabosse del cacao. Il negozio, in locazione, era stato lasciato oltre 20 anni ed aperto punto vendita nella vicina Via Toledo. Oggi è ritornato nelle mani della famiglia di gestori.

Gay Odin Oggi

Qualità, ricerca e creatività diventano le linee guida della fabbrica. Ogni cioccolatino nasce dalla perfetta combinazione delle migliori materie prime in commercio, a cominciare proprio dal cacao: il criollo, varietà rara e particolarmente aromatica, e fave di provenienza centro americana lavorate ad arte per diventare nudi 100% naturali e dal gusto autentico.

Ma il vero merito della famiglia Maglietta è quello di aver fatto di Gay-Odin un’icona di eccellenza napoletana in tutta Italia, un brand al passo con i tempi, capace di rispondere ad un mercato sempre più dinamico e in continuo cambiamento.

«Nessuna scorciatoia è concessa in laboratorio, eliminati conservanti e coloranti, gli unici ingredienti impiegati dagli artigiani del cioccolato Gay-Odin sono materie prime italiane ed eccellenze del territorio: dalle mandorle siciliane alle nocciole di Giffoni, dalle noci di Sorrento alle scorzette d’arancia a Km 0 provenienti in parte, dal giardino che circonda la fabbrica, impiegate per realizzare ricette senza tempo che hanno deliziato intere generazioni di golosi.

Al momento la strada scelta è questa, una crescita gentile non aggressiva che ha come centro del progetto la qualità del proprio prodotto.

Punti Vendita Gay Odin
Città Numero di Punti Vendita
Napoli 7
Milano 1
Roma 1

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