Cioccolato Mon Chéri: Ingredienti e Storia di un Classico

La storia del cioccolato Mon Chéri è un racconto di successo che parte da una piccola città del Piemonte, Alba, per poi conquistare il mondo intero. È qui che la Ferrero ha ancora oggi il suo stabilimento più grande, dove tutto ebbe inizio grazie agli esperimenti di Pietro Ferrero in via Rattazzi.

La vita di Michele Ferrero è una "dolce" storia fatta di amore per la sua famiglia, per i suoi collaboratori, per la sua azienda e per i suoi prodotti. È fatta di idee e di tante golose specialità, un lungo cammino partito da una piccola città del Piemonte per arrivare in tutto il mondo. Un viaggio nel tempo affascinante, ricco di informazioni e curiosità.

Le Origini e la Nascita della Ferrero

Durante la guerra, la ricerca degli ingredienti divenne complicata, e Pietro Ferrero decise di sfruttare una delle maggiori ricchezze del territorio: le nocciole. Il suo scopo era quello di rendere i dolci accessibili a tutti, non solo ai ricchi. Questa intuizione lo portò verso un successo globale.

La Pasta Gianduja non era più un prodotto d'élite, ma aveva un pubblico più vasto che la apprezzava, creando un successo oltre ogni aspettativa. Il laboratorio di via Rattazzi divenne troppo piccolo, e Pietro decise di costruire la prima fabbrica su un terreno acquistato ad Alba, in via Vivaro (dove oggi sorge la Fondazione).

Il 14 maggio 1946, con tanto di atto costitutivo alla Camera di Commercio, nacque ufficialmente l’industria Ferrero. Per far conoscere la Pasta Gianduja anche fuori da Alba e dal Piemonte, Giovanni, fratello minore di Pietro, organizzò una rete di vendita molto efficiente e capillare. L’idea gli venne un giorno a Milano quando, aspettando un grossista, il suo veicolo fu circondato da una folla di persone che volevano acquistare la Pasta Gianduja.

Leggi anche: Come fare la Torta Cioccolato e Caramello Salato

L'Alluvione del 1948

Ferrero si stava preparando ad affrontare la produzione in vista del Natale quando una violenta alluvione si abbatté sulla fabbrica. È il 4 settembre 1948: il fango invade la fabbrica, sommerge tutte le apparecchiature e tutto sembra perduto. Per fortuna non ci sono vittime ma i danni riportati sono enormi e l’azienda resta isolata. I dipendenti però non la abbandonano: insieme ai fratelli Ferrero si mettono a spalare la melma per cercare di salvare i macchinari.

L'Espansione in Europa e nel Mondo

La Germania fu solo la prima tappa di un cammino alla conquista degli altri paesi europei. In pochi anni, i prodotti Ferrero furono richiesti dai negozianti che avevano conosciuto l’azienda nelle fiere internazionali di Francoforte e Marsiglia. E proprio la Francia divenne la seconda sede fuori dai confini italiani.

Dopo la Francia, fu la volta di Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna, dove Ferrero affermò la propria presenza. Alla fine degli anni Sessanta, le società Ferrero in Europa erano otto. Questo significava grandi mercati, gusti diversi fra un paese e l’altro e, di conseguenza, l’opportunità di creare prodotti sempre più innovativi.

Dopo la conquista dell’Europa, Ferrero decise di attraversare l'Oceano e arrivò negli Stati Uniti nel 1969 aprendo un ufficio a New York. Si presentò sul mercato americano non con le praline o con la Nutella, ma con gli astucci di Tic Tac. Il successo fu notevole; presto gli espositori “ad albero” riempirono i negozi e persino il claim della campagna pubblicitaria - Put a Tic Tac® in your mouth and get a bang out of life! - si diffuse in tutti gli States.

Mon Chéri: Un Successo Tedesco

Con la pralina Mon Chéri, uno scrigno di cioccolato che racchiude una gustosa ciliegia, Ferrero si affermò sul mercato tedesco e non solo. Il successo in Germania era ormai consolidato; Mon Chéri compariva nell’80% dei negozi tedeschi e l’azienda era riuscita a occupare un posto ragguardevole in un mercato dove erano presenti competitor temibili. A Stadtallendorf, nel frattempo, venne costruito il nuovo stabilimento, che dava lavoro a 3.500 persone. Per gestire meglio la rete commerciale, fu inaugurato a Francoforte un centro direzionale.

Leggi anche: Ricette Vasocottura

Sul grattacielo una grande insegna è dedicata a Mon Chéri, prodotto al quale la Ferrero deve molto.

L'Innovazione Continua e i Nuovi Prodotti

Negli anni del baby boom, Michele Ferrero, imprenditore attento all’evoluzione dei costumi e della società, seppe cavalcare questo momento di benessere per il paese, lanciando una nuova linea di prodotti pensati soprattutto per bambini e ragazzi. Erano le “merendine”, che sostituivano la fetta di torta che ormai le madri non avevano più tempo di preparare, confezionate “monodose” e pronte per essere gustate.

Per rilanciare i prodotti Kinder in Italia, in un momento in cui la concorrenza si faceva sentire, ci voleva un’iniziativa forte che sapesse valorizzare il marchio. La soluzione arrivò con “Italia 90”, il Campionato mondiale di calcio; la promozione si chiamò “Vinci Campione” e utilizzò come testimonial i calciatori più famosi delle varie nazionali: Gullit, Vialli, Cabrini, Matthëus, Ruben Sosa.

Ancora una volta, la creatività di Michele Ferrero mise a segno nuovi successi pensando di realizzare qualcosa di “fresco” da dare ai ragazzi. Nella sua mente, questa parola aveva molti significati: una sensazione gradevole al palato soprattutto quando fa caldo, qualcosa di genuino e naturale, un prodotto senza conservanti né additivi chimici da tenere in frigo.

Ferrero accompagnò i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori creando uno snack innovativo, “Kinder Bueno”, gustoso ma leggero: un wafer ripieno di crema alle nocciole e ricoperto di cioccolato al latte.

Leggi anche: Come Preparare i Biscotti Bicolore

Michele Ferrero provò a migliorare ulteriormente la formula della Supercrema e a cambiarle nome, per lanciarla sui mercati esteri. L’azienda si stava configurando come una vera multinazionale e Michele Ferrero radunò a Roma più di cento top manager delle società che operavano all’estero.

Le mamme erano sempre più attente all’alimentazione dei figli e i ragazzi sempre più esigenti. A trovare il giusto equilibrio fra questi due bisogni fu ancora una volta un’idea di Michele Ferrero. La sua soluzione si chiamò “Kinder Cioccolato”: una barretta di cioccolato ripiena di “più latte, meno cacao”.

Anche gli adulti avevano bisogno di essere coccolati e di concedersi ogni tanto una “dolce pausa”. Nacque così “Pocket Coffee”, una pralina di grande successo ancora oggi che racchiudeva in un guscio di cioccolato un ripieno di caffè.

Ferrero decise di diversificare la sua produzione e creò un confettino alla menta, Tic Tac, che divenne presto un successo mondiale. Alla sua riuscita contribuì anche la confezione: una mini-scatola dispenser che rappresentò una piccola rivoluzione nel mondo del packaging.

Comunicazione e Marketing

C’era bisogno di nuove strategie di comunicazione per supportare in modo adeguato la gamma di specialità che Ferrero proponeva ai consumatori ormai da 20 anni. La tv divenne un’alleata importante grazie ai primi spot pubblicitari, le réclame. Duravano un’eternità, confrontati con i messaggi di pochi secondi di oggi, raccontavano storie divertenti e, soprattutto, creavano dei personaggi diventati “cult”.

Ferrero è tra i big spender - cioè tra i maggiori investitori in pubblicità - sia in Italia sia all’estero; la sua comunicazione è caratterizzata da uno stile molto personale in tutto il mondo, trasmette una filosofia che necessita di professionisti in grado di capirla e di saperla esprimere. Per questo nacque l’esigenza di creare un’agenzia interna che sapesse comunicare la forza innovatrice di Michele Ferrero accanto ai valori che da sempre stavano alla base dell’azienda e dei suoi prodotti.

Ingredienti e Descrizione del Prodotto

Il Mon Chéri è una pralina di cioccolato extra con una ciliegia intera e liquore. Gli ingredienti principali sono:

  • Cioccolato extra (49%): zucchero, pasta di cacao, burro di cacao, emulsionanti: lecitine (soia); vanillina
  • Zucchero
  • Ciliegia intera (18%)
  • Liquore (13%): sciroppo di glucosio, acqua, alcool, zucchero, aromi
  • Burro di cacao

Può contenere tracce di latte.

Il Mon Chéri offre un gusto unico che stupisce all'assaggio grazie all'unione di cioccolato fondente, liquore e ciliegia. È un'emozione dopo l'altra.

Ferrero Oggi

Sono stati incredibili i cambiamenti da quando Pietro Ferrero inventò il Giandujot; dal laboratorio di via Rattazzi si è passati a sedi e stabilimenti in tutto il mondo; nel 1996 il fatturato era di circa 7.500 miliardi di lire e i dipendenti oltre 14 mila. Ad oggi la crescita del gruppo Ferrero prosegue senza sosta. L’ormai colosso dolciario di Alba ha chiuso l’esercizio al 31 agosto 2016 con un fatturato consolidato pari a 10,3 miliardi di euro, in aumento dell’8,2% rispetto al periodo precedente, quando aveva raggiunto i 9,5 miliardi di euro.

Se l'esperienza di Adriano Olivetti è stata unica e irripetibile, esistono imprese che hanno percorso una strada simile, enfatizzando i loro valori attraverso la loro presenza nei mercati e nelle comunità locali.

La Fondazione Ferrero, secondo i desideri di Michele Ferrero, deve essere quello di prendersi cura degli ex dipendenti Ferrero, incentivare iniziative culturali e artistiche e promuovere la cultura.

Quella di Ferrero è la storia di una famiglia, più che di un brand. Parte tutto nel 1923, ad Alba, dove Pietro Ferrero apre una piccola pasticceria di paese, vende ai locali e cerca qualche cliente più lontano. È, però, nel secondo dopoguerra che arriva il grande successo.

«Sa perché ho potuto fare tutto questo?», spiega Michele in un’intervista di Mario Calabresi pubblicata sulla Stampa nel 2015. «Per il fatto di essere una famiglia e di non essere quotati in Borsa: questo ha permesso di crescere con serenità, di avere piani di lungo periodo, di saper aspettare e non farsi prendere dalla frenesia dei su e giù quotidiani».

Tabella Riassuntiva

Anno Evento
1942 Pietro Ferrero apre un laboratorio in via Rattazzi ad Alba.
1946 Nasce ufficialmente l’industria Ferrero.
1969 Ferrero arriva negli Stati Uniti aprendo un ufficio a New York.
Anni '60 I marchi iconici come Nutella e Kinder Cioccolato diventano straordinariamente famosi.
31 agosto 2016 Il gruppo Ferrero chiude l’esercizio con un fatturato consolidato pari a 10,3 miliardi di euro.

tags: #cioccolato #mon #cheri #ingredienti #e #storia

Post popolari: