La ricetta è un documento redatto da un medico, abilitato e iscritto all'albo professionale, che consente al paziente di prenotare visite specialistiche, esami di laboratorio e diagnostici o di acquistare i farmaci che richiedono una prescrizione medica. Esistono 2 principali tipologie di ricette mediche: quella rossa e quella bianca.
Struttura della Ricetta Rossa
La ricetta rossa è il documento utilizzato per la prescrizione di visite ed esami medici. Anche se oggi è in parte sostituita dalla ricetta elettronica, è ancora in uso per determinate prestazioni. Nell’immagine qui sotto trovi i numeri corrispondenti alle principali informazioni della ricetta rossa:
- Identità del Paziente: Riporta l’identità del paziente a cui è destinata la prescrizione.
- Numero Univoco: Ogni ricetta ha un numero univoco che la identifica e serve per la gestione della prescrizione.
- Indirizzo di Residenza: In alcuni casi, la ricetta riporta anche l’indirizzo di residenza del paziente.
- Codice Identificativo del Paziente: Elemento fondamentale per identificare il paziente nel sistema sanitario.
- Codice di Esenzione: Se il paziente ha diritto all’esenzione, viene riportato un codice identificativo (es. E01 per reddito, 048 per patologie oncologiche).
- Priorità della Prestazione: In un riquadro specifico, il medico segna con una X il livello di priorità della prestazione.
- Firma e Timbro del Medico: Il medico che prescrive la prestazione deve firmare la ricetta e apporre il timbro della struttura sanitaria.
- Data di Emissione: Indica il giorno in cui la ricetta è stata emessa. È fondamentale perché ogni prescrizione ha una scadenza.
- Visita o Esame Prescritto: La ricetta indica la visita o l’esame che deve essere effettuato, con il relativo codice identificativo.
Tipologie di Ricette Mediche
Per prenotare una prestazione medica o per ritirare medicinali in farmacia, l'assistito deve essere munito di apposita ricetta.Esistono 2 principali tipologie di ricette mediche: quella rossa e quella bianca. La ricetta bianca differisce da quella rossa in quanto viene compilata sul ricettario personale del medico e i medicinali prescritti sono a totale carico del cittadino.
La ricetta rossa è utilizzata per prescrivere esami diagnostici, visite specialistiche e farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, che rientrano nella fascia A. In quest’ultima ipotesi, ha validità in tutte le farmacie del territorio italiano e consente all’assistito di potere ritirare i medicinali che richiedono la prescrizione medica ovunque si trovi.
Nella propria Regione, l’assistito deve pagare solo l’importo del ticket e l’eventuale differenza rispetto al prezzo di riferimento del farmaco generico al costo più basso.
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Validità della Ricetta Rossa
La ricetta rossa che prescrive farmaci ha una durata di 30 giorni. La ricetta rossa che prescrive visite specialistiche o esami di laboratorio e diagnostici, ha validità nazionale. Il cittadino può effettuare la prenotazione anche in una Regione diversa da quella di residenza, chiamando i Cup (Centri unici di prenotazione) competenti.
Quanto dura la validità della ricetta rossa? In generale, la durata di una ricetta rossa, ossia il periodo di tempo entro cui la prescrizione può essere utilizzata per ritirare farmaci o per prenotare prestazioni, dipende dal tipo di ricetta e di prestazione riportata. Pertanto, l’assistito può usufruirne per una volta e per il quantitativo di scatole prescritto, fino a 30 giorni dalla data di compilazione, che è visibile sulla ricetta stessa.
Per visite ed esami diagnostici, la validità è di 180 giorni.
Ricetta Bianca: Caratteristiche e Utilizzo
La ricetta bianca può essere redatta da tutti gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi. Sulla ricetta bianca possono essere prescritte tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio, di norma correlate alla branca di specializzazione del medico che la rilascia. Possono essere prescritti anche farmaci e più precisamente quelli che sulla confezione recano la dicitura “Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica”.
La ricetta bianca con prescrizione di farmaci ha validità non superiore a 6 mesi a partire dalla data di compilazione. Perciò, può essere utilizzata per acquistare medicinali fino a 10 volte nell’arco di 6 mesi, salvo diversa indicazione da parte del medico e ad eccezione di alcune categorie di farmaci come gli ormoni o gli ansiolitici, per i quali il periodo di durata è più breve. Entro questi limiti, la ricetta è ripetibile nel senso che l’assistito può esibirla al farmacista per acquistare i farmaci, fino al termine della sua validità.
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Non deve necessariamente riportare il nome e cognome dell’assistito, a meno che il paziente stesso lo richieda.
Transizione verso la Ricetta Elettronica
La ricetta rossa sempre più frequentemente è sostituita dalla ricetta elettronica o dematerializzata, che viene compilata dal medico adoperando uno specifico programma del sistema sanitario della Regione, per cui è abilitato. La ricetta elettronica ha la stessa capacità di prescrizione e la medesima durata di quella rossa.
Per quanto riguarda la validità, quella che prescrive farmaci può essere utilizzata su tutto il territorio nazionale, pagando solo il ticket della Regione di residenza e l’eventuale differenza rispetto al prezzo di riferimento del generico al più basso costo.
La ricetta elettronica è un documento in formato digitale che va sostituire la ricetta rossa. Anziché consegnare al paziente un foglio dal suo ricettario, il medico si collega al portale del SSN per via telematica, inserisce i dati del paziente e della prescrizione e genera l’NRE, il Numero di Ricetta Elettronica. Stampa un promemoria cartaceo della prescrizione e consegna al paziente l’NRE e il promemoria.
Grazie a questo processo, tutte le informazioni riguardanti la ricetta medica sono già riportate al SSN e registrate sulla Tessera Sanitaria dell’assistito, che deve semplicemente presentare l’NRE, il promemoria o la TS per permettere la verifica dell’autenticità della prescrizione.
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Ampiamente utilizzata durante la pandemia, quando raggiungere il proprio medico fisicamente in ufficio era più complicato e pericoloso, l’invio della ricetta elettronica è stato prorogato di un anno, fino al 31 dicembre 2024. Lo prevede un emendamento al decreto Milleproroghe di M5s e approvato dalle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali del Senato.
Numero Ricetta Elettronica (NRE)
Il numero ricetta elettronica, altrimenti noto con l’acronimo NRE o con il più colloquiale “codice della ricetta”, è il numero univoco generato dal Sistema di Accoglienza Centrale tramite il quale è possibile numerare le ricette elettroniche. Si tratta di un codice alfanumerico, diviso in due blocchi, composto in totale da 15 cifre.
Il numero ricetta elettronica (NRE) è situato in alto a destra sulla prescrizione, o meglio del promemoria della ricetta, che il medico stampa o invia telematica al paziente, contenente i dati dello stesso e i farmaci e/o trattamenti a cui accedere.
Il numero ricetta elettronica (NRE) è essenziale per chi dovrà acquisire la prescrizione, perché è tramite il codice della ricetta che può verificarne la validità. Però, la vera comodità del numero ricetta elettronica si manifesta quando non si è in possesso della copia cartacea della prescrizione. In questi casi, infatti, è sufficiente fornire l’NRE a chi di dovere, anche senza la consegna cartacea del promemoria. Comodo, in particolare in questa fase di epidemia sanitaria.
Vantaggi della Digitalizzazione
La digitalizzazione semplifica il processo prescrittivo consentendo il controllo della spesa in tempo reale mediante l’uso di un codice e della tessera sanitaria che permettono al medico e al farmacista di comunicare contestualmente e rispettivamente la prescrizione e l’erogazione dei farmaci.
Il Ministero della Salute ritiene essenziale questo processo, in particolare sottolineando che ciò porterà ad un miglioramento del monitoraggio del processo clinico-assistenziale con maggiore facilità di accesso alle terapie oltre ad una migliore gestione a livello di prevenzione degli errori clinici, controllo più accurato e, di conseguenza, riduzione dei costi.
Il formato digitale ha il vantaggio di favorire, inoltre, un maggiore interscambio di informazioni. Infatti è fondamentale avere la possibilità di controllare l’appropriatezza prescrittiva e con la prescrizione elettronica, attraverso sistemi clinici di supporto alle decisioni, è possibile verificare le eventuali interazioni farmacologiche, le linee guida, i profili di cura, il quadro clinico generale del paziente e la terapia in corso, il tutto finalizzato alla riduzione del rischio.
Inoltre, sarà possibile iniziare a costruire il Fascicolo Sanitario Elettronico regionale degli assistiti, cioè l’insieme dei dati e documenti digitali relativi alla salute dei cittadini.
La prescrizione elettronica presenta anche il vantaggio di consentire un controllo della spesa più facile ed accurato, con una tempistica certamente più breve rispetto ai sistemi tradizionali di elaborazione delle ricette.
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