Come Conservare il Lievito Madre: Guida Completa

Che sia nato da zero, impastando acqua, farina e attesa, o che sia arrivato in regalo da amici, conoscenti o fornai, il lievito madre va custodito e curato, come una “creatura” viva. In realtà è un insieme di creature, una coltura di lieviti e batteri lattici. Ecco una guida completa su come conservare al meglio il tuo lievito madre.

Valutazione dello Stato di Salute del Lievito Madre

La prima cosa è analizzarlo e valutarne lo stato di salute. Intanto è facile verificare se si presenta come un panetto solito o una poltiglia liquida. Il primo è solitamente un lievito madre idratato al 50% (quello che utilizzo anche io), il secondo può avere idratazioni differenti che vanno dal 70% a oltre il 100% e di solito si identifica come “LiCoLi” cioè lievito in coltura liquida.

Idratazione? Un impasto si dice idratato al 50% quando il peso dell’acqua è esattamente metà (il 50%, appunto) del peso della farina. Questo vuol dire che 120 g di lievito madre (il peso è di esempio) contengono sempre 80 g di farina e 40 g di acqua. Per individuare questa quantità è sufficiente ricavare per la farina i 2/3 del peso totale del lievito e per l’acqua 1/3 rimanente. L’operazione matematica è semplice: si divide il peso per 3, quel numero di moltiplica per 2 per ottenere il peso della farina e per 1 per ottenere il peso dell’acqua.

Prima di utilizzarlo e conservarlo dobbiamo valutare se il lievito madre è sano. Un lievito madre sano si presenta di un colore adeguato alla farina con cui è stato creato (quindi potrebbe essere più scuro nel caso di farine integrali o di cereali particolari), senza macchie più chiare o più scure all’interno e senza presenza di muffe.

L’odore di un lievito madre sano sa di pane, con una leggera punta acida, un lievito che abbia un forte odore d’aceto o di formaggio è squilibrato e prima di poter essere utilizzato occorre curarlo affinché ritrovi il giusto equilibrio di microrganismi al suo interno. In ultimo il lievito madre deve triplicare il proprio volume dopo il rinfresco in 3-4 ore.

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Rinfresco del Lievito Madre

Come una creatura viva il lievito madre va nutrito con costanza, con acqua e farina a sufficienza da garantirgli nuova energia e mantenere la sua idratazione. Il lievito madre idratato al 50% si rinfresca con metà peso in acqua e stesso peso di farina. Cioè si preleva la porzione di lievito da rinfrescare e si pesa. Si calcola la metà di quel peso per l’acqua e lo stesso peso per la farina.

Una volta rinfrescato, il lievito deve essere riposto in un barattolo con un coperchio senza guarnizione, in modo che i gas emessi durante la fermentazione non ristagnino e ci possa essere una minima ossigenazione, pur preservandolo da contaminazioni. Se conservato a temperatura ambiente il lievito madre va rinfrescato ogni 24 ore. Si può conservare in frigorifero a patto che sia un lievito sano ed equilibrato e, in quel caso, si può rinfrescare ogni 5-7 giorni. Se si vuole rinfrescare più spesso, il lievito non ne avrà a male.

Si conserva in un barattolo, adeguato alle sue dimensioni, meglio se con base stretta e abbastanza alto, che gli permetta di sviluppare verso l’alto, aiutandolo a mantenersi in forma. Se lo tieni a temperatura ambiente tienilo al riparo da fonti di umidità e calore o freddo eccessivo. Se lo tieni in frigorifero mettilo sul ripiano più alto, in modo che non sia troppo al freddo. Lì dovrebbe triplicare molto lentamente, tra i 5 e i 7 giorni. Se dovesse triplicare più in fretta, si può rinfrescare nuovamente e mettere su un ripiano più in basso.

Quando si tiene il lievito in frigorifero occorre estrarlo dal frigo con qualche ora di anticipo rispetto al rinfresco, in modo che torni a temperatura ambiente.

Non è sempre necessario rinfrescare tutto il lievito, ANZI. Bisogna tenere conto che a ogni rinfresco il lievito aumenta il suo peso moltiplicato per 2,5, quindi si fa in fretta, partendo da 100 g a ritrovarsene 250 g e poi 625 e siamo solo al terzo rinfresco. Di solito si rinfresca una quantità adeguata agli usi successivi che ne faremo e ad essere contenuta dal barattolo in cui lo teniamo.

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Faccio un esempio concreto: io faccio il pane semplice circa una volta a settimana. Tiro fuori il mio barattolo dal frigo poi ricavo dal cuore 50 g di lievito, li peso in una scodella, saranno quelli che rinfrescherò e metterò di nuovo in frigorifero. In una seconda scodella metto circa 27 g di quello che resta nel barattolo che una volta rinfrescati saranno gli 80 g che mi servono per la mia ricetta. Rinfresco i 50 g che diventeranno 125 g e li metto nel barattolo pulito e subito in frigo. Rinfresco i 27 g e li lascio a triplicare a temperatura ambiente in una ciotola separata. Faccio tante ciotole quanti sono gli impasti che devo preparare.

Nelle ricette con lievito madre - salvo dove espressamente indicato - si parla sempre di lievito madre già rinfrescato e triplicato in volume. Per sapere da quanto lievito partire si deve dividere il peso indicato per 2,5 (sempre che si parli di lievito idratato al 50%). Il levito - come tutto nell’universo - non è in grado di generare materia del niente, una volta rinfrescato non prende peso, prende solo volume.

Problemi Comuni e Soluzioni

Se il lievito presenta muffe, macchie scure e puntini all’interno che non siano causati dalla farina è da buttare. Senza se e senza ma. Se invece il lievito presentasse un forte odore di aceto o di formaggio è necessario intervenire per rimetterlo in sesto. Lo squilibrio può essere causato da molteplici fattori: dal freddo del frigorifero a un cambio di acqua o farina e generalmente si può normalizzare semplicemente facendo rinfreschi più frequenti e avendo pazienza di farli per più giorni.

Esistono altri metodi come la legatura o il bagnetto in acqua e zucchero ma sono tecniche che richiedono un certo rigore e una buona conoscenza scientifica e dunque sconsiglio l’applicazione a chi non fosse formato in materia.

Conservazione a Lungo Termine

Quando si ha necessità di assentarsi da casa per più di una settimana, il lievito potrebbe patire. Un’opzione potrebbe essere quella di portarselo dietro, se si va in vacanza in un appartamento o in camper, potrebbe tornare anche utile per preparare qualche lievitato strada facendo. Diversamente si potrebbe lasciare in custodia a un amico o un parente con istruzioni chiare su come fare.

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Infine c’è chi decide di fare un rinfresco con peso doppio o triplo di acqua e farina, per dare più nutrimento al lievito, lasciato sempre in fresco, in frigorifero. Negli anni ho scoperto che c’è anche chi azzarda a congelarlo o essiccarlo per poi sbriciolarlo ma questi metodi non assicurano sempre che il lievito possa poi tornare in forma. Quindi si possono tentare mettendo in conto un eventuale fallimento.

Come Conservare il Lievito Madre: Metodi a Confronto

Una volta utilizzato nelle ricette, il Lievito Madre può essere conservato in 3 modi, a secondo del periodo di conservazione che desiderate. Per prima cosa dovete infatti valutare se volete avere il lievito disponibile tutti i giorni, oppure preferite usarlo di tanto in tanto. Nel primo caso dovrete rinfrescare il lievito GIORNALMENTE e nel secondo caso potete invece optare per una conservazione di più giorni in frigorifero o in congelatore.

Conservare il Lievito Madre a Temperatura Ambiente (per 24 ore)

Conservare il lievito madre a temperatura ambiente è indispensabile nel caso si abbia la necessità di usare ogni giorno il Lievito Madre (ma difficilmente succederà a livello casaligo), oppure si debba rimettere in forza il lievito dopo una conservazione di più giorni in frigorifero.

Se quanto detto descrive la vostra esigienza, allora dovrete rinfrescare il lievito madre OGNI GIORNO e conservalo a temperatura ambiente (circa 19°C - 20°C) per 24 ore. Sia che conseviate il lievito naturale in acqua o legato, potrete trovare le istruzioni dettagliate nella pagina dedicata al Rinfresco del Lievito Madre.

Conservare il Lievito Madre in Frigorifero (per 7-10 giorni)

Questi tipo di conservazione è sicuramente quello che vi consiglio a livello casalingo, perché vi permette di conservare il lievito per circa 1 settimana senza causarna un’eccessiva perdita di forza.

Dopo il bagnetto, strizzare ed impastare:

  • 1kg di lievito
  • 2kg di farina
  • 800gr di acqua a 30°C

Impastare, laminare a 1-2 cm, arrotolare ed immergere in acqua di rete. Lasciare il lievito a temperatura ambiente finché non verrà a galla e poi porre in frigorifero a +4°C , scoperto, per 7-10 giorni.

Il lievito naturale non assorbe gli odori che possono essere nel frigo. E’ importante valutare la temperatura del frigo, perché se troppo lontana dai 4°C, accorcerebbe il periodo di conservazione del lievito anche a 4-5 giorni.

Per riattivare il Lievito Madre, lasciarlo 24 h a temperatura ambiente e procedere con il normale mantenimento giornaliero per almeno 4-5 giorni prima di usarlo nella ricetta.

Conservazione in Congelatore

Lasciare a temperatura ambiente fino a che il Lievito salirà a galla e porre quindi in frigorifero, scoperto, a +4°C per 24h. Il giorno successivo, passare in freezer sempre scoperto ed attendere il completo congelamento di tutta la massa, prima di coprire il lievito con un foglio di pellicola per alimenti.

Per riattivare il Lievito, passarlo 24 h in frigo, ancora 24 h a T ambiente ed infine, procedere con il normale mantenimento.

Domande Frequenti

Non uso molto spesso il lievito Madre. Come posso conservarlo senza sprecare troppa farina?
Se non si usa spesso il Lievito Madre, la soluzione più razionale è di conservalo in frigorifero e rinfrescarlo ogni 5/7 giorni. Per periodi di tempo superiori ad 1 mese, potrete conservare il lievito in congelatore.

Come posso utilizzare il Lievito Madre scartato durante i rinfreschi?
Uno dei modi di recuperare il lievito in esubero è farlo essiccare prima all’aria e poi in forno a 100°C per circa 40/60minuti ed infine polverizzarlo nel mixer. La polvere che si ottiene può essere aggiunta negli impasti di pane e pizza (circa 10gr/kg di farina) per esaltarne la nota acidula.

Devo rinfrescare il Lievito Madre tutti i giorni?
Se il Lievito Madre viene lasciato a temperatura ambiente, va rinfrescato tutti i giorni.

Quanti giorni si conserva il Lievito Madre in Frigorifero?
Se ben conservato ad una temperatura (costante) di +4°C, potrete conservare il Lievito Madre in frigorifero fino a 7 giorni. Ovviamente dovrete fare un rinfresco specifico, prima di mettere il lievito in frigorifero.

Ogni quanti giorni devo rinfrescare il lievito madre?
Se il Lievito Madre viene lasciato a temperatura ambiente, va rinfrescato tutti i giorni. Se invece decidete di conservalo in frigorifero, allora potrete rinfrescarlo ogni 5/7 giorni.

Il Lievito si disperde nell'acqua durante il bagnetto. Ho poco lievito a disposizione. Come faccio ad averne di più?
Nel caso vi capitasse di perdere molto lievito durante il bagnetto, la soluzione migliore è di raccoglierne il più possibile ed effettuare 2/3 rinfreschi ravvicinati per riottenere una buona massa.

Conservo il lievito madre in frigo? Dopo quanto lo posso utilizzare?
Il lievito madre non può essere usato direttamente dal frigo. Una volta tirato fuori, va lasciato a temperatura ambiente per 24 ore e poi rinfrescato giornalmente per 4/5 giorni, prima di procedere ai rinfreschi per la preparazione della ricetta.

Se conservo il lievito a temperatura ambiente, lo devo rinfrescare tutti i giorni?
Sì, se conservato a temperatura ambiente, il lievito va rinfrescato tutti i giorni. In maniera alternativa, potrete conservare il lievito in frigorifero e rinfrescarlo ogni 5/7 giorni.

Posso aggiugnere il sale nel rinfresco del lievito? Se sì, quanto?
L’aggiunta dello 0,1% di lievito sul peso della farina (1 grammo ogni kg di farina) permette di controllare la fermentazione, soprattutto quando la temperatura della stanza in cui viene conservato il lievito, sale sopra i 25°C.

Devo lasciare il Lievito Madre a temperatura ambiente prima di metterlo in frigo?
Sì, è buona regola lasciar il lievito a temperatura ambiente finché non venga a galla e poi metterlo in frigo.

Quanto lievito devo conservare?
Vi consiglio di conservare almeno 700gr di lievito, in modo da non perderne troppo durante il bagnetto.

Il Lievito viene subito a galla durante il bagnetto. Cosa devo fare?
Se il lievito sale a galla troppo presto durante il bagnetto, è un chiaro segnale che il lievito è troppo debole. Per riequilibrarlo, basterà rinfrescarlo con un rapporto di lievito:farina di 1:0,8 (1kg di lievito e 800gr di farina).

Il lievito non viene a galla durante il bagnetto. Cosa devo fare?
Molto probabilmente il lievito è troppo acido e va riequilibrato rinfrescandolo con un rapporto di lievito:farina di 1:1,2 (1kg di lievito e 1,2kg di farina).

Il Lievito ha un odore troppo acido. Cosa devo fare?
Se il lievito ha un odoro troppo acido, significa che ha sviluppato un’eccessiva acidità. Per riequilibrarlo va prima capito se si tratta di acidità lattica o acetica e poi rinfrescato secondo il caso specifico come spiegato in questo articolo sui problemi più comuni del Lievito Madre

Il Contenitore Ideale

Se ti sei appena avvicinato al meraviglioso mondo della lievitazione naturale, probabilmente ti starai chiedendo qual è il miglior contenitore per il tuo lievito madre. La scelta non è banale: il contenitore giusto ti aiuta a mantenere il tuo lievito in perfetta salute, riducendo gli sprechi e facilitando la gestione quotidiana. Ma quali sono le opzioni più valide?

Contenitori in Vetro

Pro:

  • Igienico e sicuro: Il vetro è un materiale che non trattiene odori o macchie, e non reagisce con l’acidità del lievito.
  • Facilità di controllo: Essendo trasparente, il vetro ti permette di monitorare l'andamento della lievitazione senza dover aprire il contenitore.

Contro:

  • Fragilità: per quanto resistente, il vetro è pur sempre un materiale fragile. Se ti scivola dalle mani, rischi di romperlo e di dover buttare il tuo lievito.
  • Forma: Generalmente i contenitori di vetro hanno forma cilindrica con l'apertura più stretta, il che rende più difficile sia prelevare correttamente tutto il lievito per eseguire le procedure di rinfresco, che pulire correttamente il contenitore anche sul fondo.

Contenitori in Plastica

Pro:

  • Facilità di Lavaggio: Nei contenitori in plastica il lievito si aggrappa meno alle pareti, e rende più facili le operazioni di pulizia.

Contro:

  • Rischio di macchie e odori: A lungo andare, la plastica può assorbire odori e macchiarsi. Se non puliti correttamente, potrebbero alterare l’ambiente del lievito.

Forme e Chiusure

  • Cilindrico: I contenitori cilindrici sono ideali per chi vuole seguire la crescita del lievito con precisione.
  • Altre forme: Per rinfrescare e conservare il lievito puoi optare anche per una tazza o una ciotola: il lievito però anziché sviluppare verso l'alto tenderà ad allargarsi e ad aprirsi, rendendo più difficile una misurazione puntuale della crescita.
  • Tenuta ermetica: Un contenitore con una buona chiusura è essenziale per mantenere l'umidità e prevenire contaminazioni.
  • Facilità di pulizia: Tieni in considerazione anche la forma, perché impatta molto sulla facilità di pulizia del contenitore.
  • Capacità: Un contenitore troppo piccolo fa traboccare il tuo lievito nel momento in cui questo cresce, un contenitore troppo largo ostacola la crescita e rende molto più difficile valutare lo sviluppo.

Idratazione: Se scegli di gestire una pasta madre liquida l'ideale è il contenitore cilindrico, perchè il liquido riempie completamente lo spazio e la valutazione della crescita verso l'alto è molto precisa.

Lievito Madre Secco

Il lievito madre secco, noto anche come lievito madre disidratato o lievito madre in polvere, è una forma essiccata del lievito madre attivo utilizzato nella panificazione. Il lievito madre secco viene prodotto essiccando il lievito madre attivo in una forma granulare o in polvere. Durante il processo di essiccazione, l’acqua viene rimossa dal lievito madre, ma i microrganismi rimangono in uno stato di quiescenza, dormienti ma ancora vivi.

Una delle principali ragioni per cui viene utilizzato il lievito madre secco è la sua comodità. Rispetto al lievito madre liquido o solido, non richiede cure e alimentazioni regolari per mantenere la coltura viva e attiva. Per utilizzare il lievito madre secco nella panificazione, è necessario reidratarlo prima dell’uso. Di solito, viene miscelato con una quantità di acqua calda o a temperatura ambiente, seguita da un breve periodo di riposo per permettere al lievito di riattivarsi.

Un vantaggio del lievito madre secco è che è più facile da misurare e dosare rispetto al lievito madre liquido o solido. Poiché viene prodotto in una forma granulare o in polvere, può essere misurato con precisione utilizzando un cucchiaino o una bilancia da cucina. In termini di prestazioni lievitanti, il lievito madre secco può essere efficace come il lievito madre tradizionale. Tuttavia, può richiedere un po’ più di tempo per attivarsi e iniziare la fermentazione rispetto al lievito madre liquido o solido.

È importante notare che il lievito madre secco potrebbe non offrire lo stesso carattere aromatico e il sapore complesso del lievito madre tradizionale. La fermentazione con il lievito madre tradizionale permette ai microrganismi di sviluppare una vasta gamma di composti aromatici che conferiscono al pane il suo sapore unico.

In conclusione, il lievito madre secco è una forma essiccata del lievito madre attivo che offre praticità e comodità nella panificazione. È facile da conservare e misurare, richiede meno cure rispetto al lievito madre tradizionale e può essere utilizzato con successo per la lievitazione del pane.

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