Cornetto Algida: un classico intramontabile e le cause della cialda molle

Durante la stagione estiva, un buon gelato rinfrescante non può mai mancare per la merenda o da servire agli ospiti. Il Cornetto Classico dell'Algida è un ever green, un giusto mix tra panna e cialda di biscotto, con la croccantezza del cioccolato e delle noccioline, senza parlare della squisita punta al cioccolato.

Il cornetto è facilmente reperibile in tutti i bar e rivenditori Algida, in versione "sciolta", mentre al supermercato si trova in confezioni da 6. Da poco si è aggiunto anche il formato mini. Il costo è in linea con il prodotto se acquistato al supermercato, mentre al bar il prezzo può variare.

Il Cornetto Classico Algida è un gelato gustoso, sostanzioso e di facile reperibilità. È costituito da un cono di fine biscotto con la parte superiore composta da panna gelato e scagliette di cioccolato e granella di nocciole. La punta è il gran finale, e l'interno della cialda è ricoperto di cioccolato.

La bontà del Cornetto Algida

Il sapore forte di panna, unito ai mix di sapori tra nocciole, granella e cioccolato al latte, rende il tutto piuttosto convincente e delizioso, sempre nell'ottica di un gelato industriale. Il cornetto algida classico è il gelato preferito da molti, perché non è troppo dolce e il cioccolato finale sulla punta è il top. Piace a grandi e piccini ed è una merenda perfetta per l'estate.

Da sempre, il sapore dei cornetti classici Algida non è mai cambiato, offrendo lo stesso gusto che regalava quando eravamo piccoli. Hanno un buonissimo sapore e rinfrescano molto.

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Il gusto è classico: gelato bianco al fiordilatte con scaglie di cioccolato e granella di frutta secca. La cialda del gelato è croccante, non è molliccia o stantia, ma sembra fatta di vero biscotto, quindi è davvero buona. La consistenza è ottima, e anche il sapore è buonissimo: si sente la dolcezza ma non è eccessiva, è contenuta e gradevole, in modo che possa piacere a tutti, grandi e piccini.

Cialda molle: le cause

Quando si sceglie un cono gelato confezionato, è importante tastare la sua cialda. Se risulta un po’ molle, significa che l’impermeabilizzazione interna, che viene fatta dalle industrie solitamente con del cioccolato “spruzzato” all’interno del cono, non è avvenuta in modo corretto e il gelato è entrato in contatto con la cialda, ammorbidendola.

Per riconoscere il gelato confezionato ben conservato ancora prima dell’acquisto, è bene osservare che non ci sia uno strato di brina sulla superficie del prodotto. Gli aumenti di temperatura provocano una modificazione nello stato di cristallizzazione dell’acqua ghiacciata contenuta nel gelato con il parziale scioglimento di quest’acqua; in questo modo, le molecole di acqua passano dallo stato solido (ghiaccio) a quello liquido. Quando poi la temperatura si riabbassa, l’acqua solidifica nuovamente formando brina sul prodotto o all’interno della confezione. Per questo, quando in una confezione si trova molta brina, si deve sospettare che il prodotto abbia subito sbalzi di temperatura durante il trasporto o all’interno del punto vendita nel banco freezer.

Come riconoscere un gelato di qualità

  • Il gelato perfetto non deve essere né troppo freddo, né tendente al caldo.
  • La consistenza giusta è quella che ti fa percepire il “corpo” del gelato sulla lingua: un peso e una densità solitamente collegati anche alla temperatura.
  • La riconoscibilità dei diversi gusti, accompagnata dalla persistenza aromatica, è sinonimo di un prodotto di qualità.

La punta del cornetto: una gioia con qualche ombra

La punta del cornetto gelato è senza dubbio una piccola gioia per il palato, ma nasconde una realtà meno romantica: per ottenere quella consistenza perfetta, vengono utilizzati grassi trasformati poco salutari. Questo non significa dover rinunciare a quel morso goloso, ma imparare a consumarlo con moderazione, privilegiando alternative più genuine quando possibile. In fondo, anche la consapevolezza può rendere un piacere ancora più buono.

Per fare in modo che il cioccolato in fondo al cono rimanga solido, compatto e non si sciolga prima che ci arriviamo, l’industria alimentare utilizza un processo chiamato idrogenazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i grassi saturi non dovrebbero superare il 10% del totale dell’apporto calorico giornaliero. Un consumo eccessivo può aumentare i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, e contribuire allo sviluppo di patologie cardiovascolari.

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Negli ultimi anni, alcuni produttori hanno cercato di ridurre l’uso di grassi idrogenati. Tuttavia, la maggior parte dei gelati confezionati continua ad affidarsi a questo tipo di grassi per motivi legati alla resa, alla conservazione e alla consistenza.

Per capire se sono presenti grassi idrogenati, basta leggere con attenzione l’etichetta. Termini come “grassi vegetali idrogenati” o “oli parzialmente idrogenati” indicano la presenza di questi ingredienti trasformati. Se compaiono tra i primi posti della lista, significa che sono presenti in quantità significative.

Il Cornetto Algida: una storia napoletana

Nel cuore di Napoli, il secolo scorso ha visto la nascita di uno dei gelati più famosi del mondo: il cornetto gelato di produzione industriale (gelato alla crema di latte con copertura al cacao e granella di mandorle e nocciole).

Dalla intuizione della gelateria Spica di via Emanuele Gianturco, il cornetto gelato entra nella tradizione culinaria napoletana intorno agli anni ’50. Successivamente, per evitare che il gelato spalmato sul cono bagnasse la cialda rendendola molle, l’imprenditore ideò di spalmarlo con uno strato isolante ottenuto dalla lavorazione di olio, zucchero e cioccolato.

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