Crema Fritta: Un Tesoro della Cucina Italiana

La crema fritta è un piatto che si colloca a metà strada tra il dolce e il salato, tipico di diverse regioni italiane. Viene spesso servito come antipasto o dessert e la sua preparazione è sorprendentemente facile.

Origini e Diffusione

La ricetta della crema fritta è comune in diverse regioni della nostra bella Italia. La crema fritta veneziana è molto diffusa sia nella città lagunare che nel veronese; si tratta di un dolce consumato prevalentemente nella stagione fredda ed in particolare nel periodo carnevalesco, in previsione delle astensioni quaresimali.

In Veneto, e in particolare a Venezia, la crema fritta è il tipico dolce consumato nel periodo che va dal Natale al Carnevale, spesso servito in accompagnamento ad un bicchierino di vino passito.

Nelle Marche la Crema Fritta è un baluardo della loro tradizione culinaria. Non è festa che sulle tavole se non fa bella mostra di sé, assieme a salmì, fettine fritte, vincisgrassi, insalata russa e lesso.

La crema fritta in Emilia Romagna e nelle Marche viene inserita nella frittura mista assieme ad altri fritti, come le olive ascolane, mini arancini e crocchette di patate, arricchendo così fantastici cartocci.

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Nelle Marche, soprattutto nella zona dell’Ascolano dove si parla più propriamente di “cremini”, questo piatto si trasforma invece in un contorno, essendo uno dei protagonisti del tradizionale fritto misto alla marchigiana che si gusta solitamente nei giorni di festa: qui troveremo quindi la crema fritta, spesso aromatizzata con un goccio di liquore all’anice, come unico elemento dolce accanto ad olive all’ascolana, maiale, agnello, carciofi e zucchine fritti. Il suo ruolo è, nello specifico, quello di smorzare e contrastare il retrogusto amarognolo dell’oliva fritta.

Le creme fritte nacquero molto tempo fa in piazza Erbe a Verona, quando erano vendute all'interno dei tradizionali banchetti.

La Ricetta Base

La ricetta prevede l’esecuzione di una crema pasticcera più soda rispetto a quella normalmente realizzata per una farcitura, quindi più ricca di farina, che viene impanata ed appunto fritta.

Per preparare la crema fritta iniziate con la preparazione della crema pasticcera, con le dosi indicate. Fate cuocere bene la crema fino a che avrà una consistenza piuttosto compatta, a questo punto versatela in una teglia che avrete ricoperto di pellicola trasparente e stendetela di modo che abbia uno spessore di 2 cm circa. Livellate bene la crema con una spatola e poi lasciatela raffreddare in un luogo fresco e asciutto per circa 2 ore (non riponete la crema in frigorifero e non copritela, altrimenti rimarrà molto umida).

Ingredienti

  • Per la crema:
    • 500 ml latte
    • 5 striscioline di scorza di limone bio
    • 3 tuorli
    • 100 g zucchero
    • 100 g farina
  • Per la panatura:
    • q.b. pane grattugiato
    • albumi avanzati o 1 uovo
    • q.b. olio di semi di arachide per friggere

Preparazione

  1. Per realizzare la crema fritta prepareremo insieme a Benedetta la sua crema pasticcera. A differenza della cottura solita, però, dovremo farla addensare di più, quindi lasciarla sul fuoco per altri cinque minuti, stando attenti a non farla bruciare.
  2. Una volta pronta, rovesciamo la crema su un tagliere infarinato e la appiattiamo cercando di darle la forma di un rettangolo alto un paio di centimetri. Per avere un’idea della consistenza: deve ricordarci un po’ quella della polenta classica.
  3. Per friggere la crema, assicuriamoci innanzitutto che l’olio sia giunto a temperatura: buttiamo dentro un solo cubetto di crema. Se dovesse impregnarsi troppo di olio perché la temperatura non è quella giusta, ne perderemmo solo un pezzetto.
  4. Per quanto riguarda la panatura della crema fritta, invece, uniamo alle uova anche due o tre cucchiai di latte.
  5. Friggete i bocconcini di crema in olio di semi di arachide ben caldo, fino a che saranno dorati. Scolateli con una schiumarola e ponete la crema fritta su della carta assorbente per far perdere l’olio in eccesso.

Consigli Utili

  • Un piccolo consiglio da parte di una vicina di casa di Benedetta: se non riusciamo a eliminare i grumi che si sono formati nella crema pasticcera, possiamo toglierla dal fuoco e passarla in un passaverdure a mano.
  • Tra le accortezze da avere durante la preparazione della crema fritta, c’è sicuramente quella di far cuocere a lungo la crema pasticcera sul fuoco, per almeno 5-6 minuti dal primo bollore, fino ad ottenere un composto piuttosto compatto.
  • Fondamentale è, poi, il riposo della crema per almeno un paio d’ore in un luogo fresco e non in frigorifero, così da evitare la formazione di umidità; molto spesso si preferisce preparare la crema con un giorno d’anticipo.

Varianti e Tradizioni

Nelle tradizionali osterie di Venezia, i bacari, non può mancare, così come nelle vetrine dei fornai e delle pasticcerie, esposta nel suo classico taglio romboidale ( ma nulla vieta, in una preparazione casalinga, di proporla a cubotti ).

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Non c’è dubbio che il successo e l’amore per la crema fritta, derivi proprio dall’alchimia dei sapori, la giusta nota d’equilibrio tra salato e dolce. Per chi non la conosce o non la mai assaggiata, può rimane un’esperienza un po’ contorta. Osservi questo piccolo boccone dorato, magari servito con olive all’ascolana e altri fritti, l’ho metti in bocca e, stupore.

Al momento di servire in tavola le creme fritte, non fate mancare una buona bottiglia di vino, molto indicato in questo caso il Recioto della Valpolicella.

Inutile dire che questa golosità è perfetta tanto come merenda quanto come fine pasto, magari accompagnata da un ottimo passito.

La crema fritta ha un forte potere evocativo, rappresentando un piatto del ricordo e della riscoperta delle tradizioni di famiglia. Essa infatti, viene tramandata dalle nonne e dalle mamme alle generazioni più giovani. In questa arte di scoperta dei sapori di famiglia, troviamo la caratterizzazione che nasce dall’aggiunta di quel piccolo particolare che lega la ricetta al ricordo e alle tradizioni della famiglia.

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