Evgeny Prigozhin: ascesa e caduta del "cuoco di Putin"

Mercoledì sera l’aereo privato di Yevgeny Prigozhin, il capo del gruppo mercenario russo Wagner, è precipitato a nord di Mosca, la capitale russa, mentre era in volo per raggiungere San Pietroburgo. Le autorità russe hanno fatto sapere che Prigozhin risultava tra i passeggeri e con ogni probabilità era a bordo, ma per ora non ci sono conferme ufficiali sulla sua morte.

Prigozhin è uno dei leader politici e militari più importanti degli ultimi anni in Russia. La caduta del suo aereo è avvenuta a poco meno di due mesi dalla rivolta armata compiuta a fine giugno da alcune migliaia dei suoi uomini del gruppo Wagner. La storia dell’ascesa di Prigozhin da imprenditore a oligarca a capo del più grande esercito privato russo - fino a diventare un rivoltoso e un fuggiasco - è estremamente notevole.

Gli inizi e la carriera criminale

Prigozhin è nato nel 1961 a San Pietroburgo, e in gioventù fu un piccolo criminale che commise numerosi furti e piccole truffe: e uscì e rientrò dal carcere più volte, rimanendoci in tutto nove anni. Come ha scritto l’Economist in un ritratto di qualche mese fa, negli anni Ottanta a San Pietroburgo non c’era molto da rubare: in un’occasione assieme a dei complici entrò in un appartamento ma portò via soltanto un vaso, un porta tovaglioli e sei bicchieri da vino.

Nel 1981, secondo il sito investigativo Meduza, viene arrestato e condannato a 13 anni di carcere per furto e altri crimini. Uscì dalla prigione nel 1990, in concomitanza con il crollo dell’Unione Sovietica: in quel periodo la società e l’economia russe stavano crollando.

Dagli hot dog ai ristoranti di lusso

Uscito di prigione, cominciò a lavorare come venditore ambulante di hot dog. In varie interviste raccontò che ottenne immediatamente successo, e che in poco tempo cominciò a guadagnare cifre notevoli: «Preparavamo la senape nella cucina del mio appartamento. Mia madre teneva conto degli incassi. Facevo [l’equivalente di] 1.000 dollari a settimana.

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Dal chiosco di hot dog, Prigozhin fece rapidamente carriera e nel giro di qualche anno arrivò a gestire una serie di ristoranti di lusso a San Pietroburgo. Questo è uno dei primi punti poco chiari della vita di Prigozhin: come da venditore ambulante sia riuscito in pochissimo tempo a gestire numerosi ristoranti frequentati da tutto l’establishment russo.

Gli affari vanno bene e Prigozhin si dimostra un abile investitore. Apre un primo ristorante, 'La vecchia dogana'. Poi un secondo locale, questa volta di lusso, situato su un battello sulla Neva: 'New Island'.

L'incontro con Putin e l'ascesa al potere

In uno dei suoi ristoranti Prigozhin incontrò Putin, che allora era vicesindaco di San Pietroburgo (e anche lui, tra le altre cose, è sempre stato sospettato di legami con la criminalità organizzata pietroburghese, mai confermati). E' lì che Putin ama portare i suoi illustri ospiti, da Jaques Chirac a George W. Bush.

Quando Putin divenne presidente della Russia, Prigozhin cominciò a organizzare le cene di gala con i dignitari invitati dal presidente a Mosca: ci sono foto di Prigozhin con George W. Bush, con l’allora principe Carlo del Regno Unito, con il primo ministro indiano Narendra Modi e moltissimi altri. Fu in quel periodo che Prigozhin divenne famoso come “il cuoco di Putin” o “lo chef del Cremlino”.

Al tempo stesso, ha ricordato l’Economist, essere “il cuoco di Putin” è un ruolo tutt’altro che triviale, per due ragioni. La prima è che gli avvelenamenti sono molto comuni in Russia, e la persona che prepara cene e banchetti per il presidente deve essere estremamente fidata.

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Ma lo chef di Putin non si ferma: apre più società di catering al servizio dei militari e delle mense del potere. E allarga il suo raggio di azione.

I contratti pubblici e la fondazione del gruppo Wagner

Grazie all’appoggio di Putin, Prigozhin ottenne numerosi contratti pubblici estremamente vantaggiosi: le sue aziende ottennero la licenza per rifornire le mense delle scuole pubbliche russe, degli ospedali e dell’esercito.

Nel 2014 fondò il gruppo paramilitare mercenario Wagner, che operò in numerosi conflitti nel mondo, spesso per sostenere gli interessi nazionali russi, e altrettanto spesso commettendo violenze, atrocità e crimini di guerra. Ma la creatura più famosa di Prigozhin resta la brigata Wagner. "Senza pietà, senza vergogna, senza legge", si legge in una descrizione del New York Times.

La Wagner non è inquadrata istituzionalmente nell'esercito russo ma riceve copiosi finanziamenti dal Cremlino. Nel 2018, parlando di Prigozhin in un incontro con Donald Trump, Putin si limitava a descriverlo come "un privato cittadino". Il gruppo però, nel frattempo, estende i suoi tentacoli in Medio Oriente, in Libia, nell'Africa sub-sahariana. E in Ucraina.

Utkin, un militante neonazista e grande ammiratore di Adolf Hitler (aveva scelto lui il nome del gruppo, per la sua passione per il compositore Richard Wagner e la sua opera L’anello del Nibelungo) era da anni a capo di tutte le operazioni militari più importanti.

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Il ruolo nella guerra in Ucraina e le tensioni con il Cremlino

Con l'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio 2022, lo chef di Putin diventa uno dei protagonisti della guerra. In primavera Prigozhin si fa fotografare in mimetica, nel Donbass. Mettendo in chiaro, anche nei confronti del Cremlino, che l'operazione speciale si regge anche sulla Wagner e - a detta del suo fondatore - sui 50mila uomini da lui schierati.

Il gruppo Wagner cominciò a combattere in Ucraina a fianco dell’esercito russo poco dopo l’inizio dell’invasione. Nel corso dell’ultimo anno aveva assunto un ruolo fondamentale in diverse battaglie, come per esempio quello della cittadina di Bakhmut, dove di fatto i mercenari di Wagner avevano affrontato il grosso delle operazioni e subìto gran parte delle perdite.

Dall'Ucraina i video dello chef di Putin aumentano esponenzialmente, così la crudezza delle immagini da lui postate. E anche le sue invettive: prima contro le colombe russe, poi contro i vertici militari, più volte tacciati di incompetenza. Come il ministro della Difesa Sergey Shoigu, colpevole a suo dire di aver abbandonato la Wagner sul fronte di Bakhmut senza munizioni né supporto aereo, e perfino di aver bombardato una sua base nelle scorse ore. E' l'inizio, precipitoso, della fine dell'idillio tra Prigozhin e il Cremlino.

A mano a mano che aumentava il coinvolgimento di Wagner nella guerra d’Ucraina, Prigozhin aveva intensificato le rimostranze nei confronti dei comandi militari russi, accusandoli di scarsa lungimiranza strategica.

La rivolta armata e l'esilio in Bielorussia

Questa influenza era di fatto svanita dopo la rivolta armata compiuta dal gruppo Wagner a fine giugno, quando alcune migliaia di mercenari avevano occupato la città di Rostov, nel sud-ovest della Russia, e avevano iniziato a marciare verso Mosca, arrivando a 200 chilometri dalla città. Quel giorno, Putin definì Prigozhin un traditore.

Nel giugno 2023, Prigozhin ha minacciato di marciare su Mosca per rovesciare la leadership militare russa in aperto conflitto con il ministro della Difesa, Sergei Shoigu, accusato di mandare giovani in guerra senza una strategia. La crisi politica e militare è poi rientrata, anche grazie alla mediazione del presidente bielorusso Lukashenko.

La rivolta era stata presto contenuta con la mediazione del presidente bielorusso Aleksander Lukashenko e la promessa dei mercenari di ritirarsi dall'Ucraina e trasferire le proprie basi in Bielorussia. Ma il tentato golpe è stato definito da Vladimir Putin «una pugnalata alle spalle». E, da quel giorno, secondo gli esperti, Prigozhin era diventato «un morto che cammina».

Inizialmente era sembrato che Prigozhin e i suoi uomini si fossero rifugiati in Bielorussia, e per mesi non era stato del tutto chiaro - non lo è tuttora, in realtà - fino a che punto il gruppo mercenario fosse rimasto attivo e unito. Evgeny Prigozhin si è ritirato proprio in Bielorussia, insieme alla milizia Wagner non più impegnata nel conflitto in Ucraina.

Qualche settimana dopo il leader del gruppo è apparso in un video sui canali Telegram collegati al Gruppo che lo mostrava in Africa. "Lavoro. La temperatura è di +50°.

La presunta morte

Il corpo di Evgenij Prigozhin, il «cuoco di Putin», fondatore e leader del gruppo di mercenari russi Wagner, sarebbe stato identificato fra i resti dell’aereo su cui viaggiava, precipitato oggi pomeriggio nei pressi del villaggio di Kuzhenkino, nella regione di Tver, a nord di Mosca. Lo riferisce la televisione russa Tsargrad. Il jet privato, che veniva utilizzato regolarmente da Prigozhin, era partito da Mosca ed era diretto a San Pietroburgo.

Il 23 agosto un aereo con 10 persone a bordo si è schiantato tra Mosca e San Pietroburgo. Lo hanno reso noto i servizi di emergenza russi, aggiungendo che non ci sono superstiti. Secondo quanto riferito da Rosaviatsia, l'agenzia federale del trasporto aereo russo, citata dai media russi, “nell'aereo precipitato nella regione di Tver, in Russia, Evgeny Prigozhin era elencato tra i passeggeri”.

Sarebbe stato abbattuto dalla contraerea russa.Non ci sarebbe alcun superstite: sono morti anche gli altri 9 passeggeri a bordo, tra cui anche Dmitry Utkin, l’altro fondatore del gruppo Wagner, una società militare privata che opera come forza paramilitare non ufficiale al servizio del governo russo. Il gruppo, confermando il decesso di entrambi, fa sapere che ci saranno «conseguenze disastrose».

«Il capo del gruppo Wagner, eroe della Russia, un vero patriota, Evgenij Viktorovich Prigozhin», scrive il gruppo sul canale Telegram Grey Zone, «è morto a causa delle azioni dei traditori della Russia. Ma anche all'inferno sarà il migliore! Gloria alla Russia!».

Le reazioni

Prigozhin risponde mostrando il suo regalo agli eurodeputati: la custodia di un violino, con dentro un martello insanguinato.

«È ovvio che Putin non perdona nessuno», ha scritto su X il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak. «Lui aspettava il momento. È ovvio che Prigozhin avesse firmato una speciale condanna a morte per sé nel momento in cui ha creduto alle bizzarre garanzie di Lukashenko e all'altrettanto assurda parola d'onore di Putin. L'eliminazione dimostrativa di Prigozhin e del comando Wagner due mesi dopo il tentativo di golpe è un segnale di Putin alle élite russe in vista delle elezioni del 2024. Attenzione! La slealtà equivale alla morte».

Vita privata

Sposato con la farmacista Ljubov' Valentinovna Prigožina, proprietaria di una rete di boutique nota come “Muzej šokolada” a San Pietroburgo, avrebbe due figli Pavel e Polina e una casa a Gelendzhik, proprio dove Putin si sarebbe fatto costruire un palazzo da un miliardo di euro.

Tabella riassuntiva

Nome Evgeny Viktorovich Prigozhin
Nascita 1961, San Pietroburgo (allora Leningrado)
Soprannome "Cuoco di Putin", "Chef del Cremlino"
Attività principali Imprenditore, oligarca, capo militare, fondatore del gruppo Wagner
Presunta morte 23 agosto 2023, nei pressi di Kuzhenkino, regione di Tver, Russia

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