La ricetta medica è un documento essenziale, compilato da un medico abilitato e iscritto all’Albo professionale, che permette al cittadino di ottenere in farmacia i farmaci che necessitano di prescrizione.
Tipologie di Ricetta Medica
Esistono diverse tipologie di ricetta medica, tra cui:
- Ricetta ministeriale a ricalco: utilizzata per prescrivere sostanze psicotrope e stupefacenti.
- Ricetta limitativa: compilata solo da medici specialisti di centri autorizzati dalle Regioni che rilasciano un piano terapeutico.
- Ricetta rossa o rosa: appartenente al ricettario regionale ed è utilizzata per prescrivere i farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
- Ricetta bianca: compilata dal medico sul proprio ricettario personale per prescrivere medicinali di Fascia C, ovvero non rimborsabili dal SSN.
Ricetta Rossa (o Rosa)
La ricetta rossa o rosa, in forma cartacea, appartiene al ricettario regionale ed è così chiamata per la colorazione rossa dei bordi dei campi che il medico compila.
Viene utilizzata esclusivamente per prescrivere i farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che rientrano in Fascia A. Può essere compilata soltanto dai medici dipendenti di strutture pubbliche o convenzionate con il SSN ed esclusivamente nell’ambito dell’esercizio della loro attività di medici del SSN.
Il medico che svolge attività di libero professionista o il medico ospedaliero che svolge attività privata a pagamento nell’ospedale stesso (intramoenia), non può usare il ricettario regionale in tale ambito, ma deve utilizzare esclusivamente la cosiddetta “ricetta bianca” presente nel proprio ricettario personale.
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La ricetta rossa è valida in tutte le farmacie del territorio italiano e assicura al cittadino di poter ritirare i medicinali che richiedono prescrizione medica dovunque si trovi. Tuttavia, al di fuori della propria Regione di residenza, la persona dovrà pagare l’intero importo, anche se ha l’esenzione (diritto ad avere il farmaco gratuitamente). Nella propria Regione, invece, potrà ritirare i farmaci gratuitamente o pagando una piccola quota di compartecipazione o ticket, variabile da regione a regione.
Sempre più spesso la ricetta elettronica o dematerializzata sostituisce la ricetta rossa cartacea. Si tratta di una vera e propria ricetta virtuale identificata da un numero univoco (NRE) che il medico compila al computer usando uno specifico programma del Servizio Sanitario della Regione, inserendo le stesse informazioni richieste dalla ricetta rossa cartacea. Attraverso il sistema informatico, il farmacista potrà accedere direttamente alla prescrizione elettronica e ai dati dell’intestatario.
Non c’è alcuna differenza sostanziale tra la ricetta elettronica e la vecchia ricetta rossa di carta ma la prima ha il vantaggio di far risparmiare il costo della carta speciale filigranata utilizzata per la ricetta rossa. La ricetta elettronica ha la stessa validità temporale e, esattamente come quella rossa, serve a prescrivere i medicinali di Fascia A.
Tuttavia, al contrario di quella cartacea, la ricetta elettronica permette di ritirare i farmaci in qualunque regione senza pagare il prezzo completo del medicinale ma soltanto il ticket previsto dalla propria regione di residenza e l’eventuale differenza rispetto al prezzo di riferimento. Nei casi in cui ci fossero problemi di collegamento informatico, il cittadino potrà comunque ritirare i farmaci prescritti utilizzando il promemoria cartaceo stampato dal medico. In questi casi, però, il farmacista è tenuto ad applicare il ticket previsto dalla regione in cui opera e non quello applicato dalla regione di residenza del cittadino.
Nel marzo 2020 un primo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha introdotto la possibilità di utilizzare la ricetta elettronica anche per farmaci che richiedono un piano terapeutico e per i farmaci distribuiti attraverso modalità diverse dal regime convenzionale. Con un successivo decreto è stato attivato il formato elettronico anche per la ricetta bianca identificata con un numero univoco (NBRE).
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Ricetta Bianca
La ricetta cosiddetta bianca, a prescindere dal reale colore della carta, è quella che il medico compila sul proprio ricettario personale per prescrivere medicinali di Fascia C, ovvero non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ma completamente a carico del cittadino.
È utilizzata per quei medicinali che, pur essendo a carico del cittadino, richiedono la prescrizione medica. Sulla ricetta bianca devono essere indicati: nome, cognome, codice fiscale e eventuale struttura di appartenenza e firma del medico, luogo e data.
Esistono due tipi di ricetta bianca:
- Ripetibile: serve a prescrivere un farmaco che può essere dispensato più volte alla stessa persona in un certo periodo.
- Non ripetibile: serve a prescrivere un farmaco, in quantità sufficiente per la terapia, da ritirare una sola volta entro 30 giorni. È utilizzata per quei medicinali che con un uso prolungato potrebbero causare dei rischi per la salute.
Per legge, una confezione di farmaco prescritta con ricetta ripetibile può essere venduta fino a 10 volte nell’arco di 6 mesi, salvo diversa indicazione da parte del medico. Per questo il farmacista deve restituire ogni volta la ricetta al cittadino. Se il medico, invece, prescrive sulla stessa ricetta più di una confezione del farmaco, la ripetibilità decade e si può ritirare solo quel quantitativo in un’unica volta.
La ricetta bianca, appartenente al ricettario personale del medico, ha una validità di 6 mesi quando è ripetibile. Ciò vuol dire che può essere utilizzata per acquistare il farmaco prescritto fino a 10 volte nell’arco dei sei mesi a partire dalla data di compilazione, salvo diversa indicazione da parte del medico.
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La ricetta bianca che prescrive farmaci soggetti a prescrizione non ripetibile, invece, può essere utilizzata una sola volta entro 30 giorni.
Informazioni aggiuntive
Su una ricetta del ricettario regionale (rossa o elettronica) si possono prescrivere non più di 2 confezioni per farmaco. Per le persone con esenzione per malattia cronica si possono prescrivere fino a 6 confezioni per ricetta, fino a coprire un massimo di 180 giorni di terapia, a condizione che il farmaco sia stato già utilizzato dalla persona da almeno 6 mesi e sia specifico per la sua malattia cronica.
Una ricetta rilasciata da un medico italiano o da un medico di un altro Paese dell’Unione Europea (UE) è valida in tutti i Paesi UE. La ricetta elettronica non viene accettata in tutti Paesi UE, per cui è utile farsi rilasciare dal medico anche una copia cartacea. Un medicinale che si ritira in una farmacia di un Paese membro dell’UE con la prescrizione redatta in Italia, va pagato per intero al momento dell’acquisto.
Il farmacista può consegnare una sola confezione, la più piccola esistente, del farmaco richiesto in caso di:
- necessità di proseguire la cura per alcune malattie croniche (ad esempio, diabete, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva).
- necessità di non interrompere una cura, ad esempio la terapia con antibiotici.
Tabella Riassuntiva delle Differenze
| Caratteristica | Ricetta Rossa | Ricetta Bianca |
|---|---|---|
| Farmaci prescritti | Farmaci di Fascia A (rimborsabili dal SSN) | Farmaci di Fascia C (non rimborsabili dal SSN) |
| Chi può prescriverla | Medici dipendenti da strutture pubbliche o convenzionate con il SSN | Qualsiasi medico abilitato |
| Validità territoriale | Valida in tutta Italia, ma con ticket diverso fuori regione | Valida in tutta Italia |
| Tipologia | Cartacea o elettronica | Cartacea |
| Ripetibilità | No | Sì (ripetibile o non ripetibile) |
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