Differenza tra Pasta Caffaro e Poltiglia Bordolese: Composizione e Uso

Le piante possono essere ostacolate nel loro sviluppo sia da cause abiologiche, cioè dall'ambiente fisico-chimico, che da cause biologiche, cioè dai parassiti. Tali parassiti, oltre a impedire il normale sviluppo delle piante, possono determinare in queste, o in alcuni loro organi, cambiamenti tali da diminuirne o annullarne la capacità d'impiego economico, o anche causare addirittura la morte delle piante o distruggere completamente i prodotti vegetali.

Con il termine "Poltiglia Bordolese" si indicano le sostanze chimiche impiegate per combattere le crittogame parassite delle piante. I danni causati da questi parassiti sono enormi e raggiungono nel mondo molti miliardi di lire ogni anno. È naturale quindi che l'uomo fin dai tempi più antichi abbia cercato di difendersi contro questi terribili nemici.

Oggi si possiedono mezzi di lotta curativi, con i quali si cerca di distruggere nel modo più rapido e completo i parassiti, e mezzi preventivi che si applicano prima che la causa patogena sia comparsa per impedirne od ostacolarne lo sviluppo o la diffusione. Gli stessi rimedi non servono in generale per combattere i parassiti vegetali e quelli animali, e perciò i rimedi stessi si distinguono in Fitocidi e Zoocidi.

Sali di rame: anticrittogamici

Tra gli anticrittogamici più importanti, i composti di rame occupano un posto di rilievo, avendo conseguito finora i migliori risultati nella terapia vegetale. Dapprima si impiegavano semplici soluzioni di solfato di rame, che però, anche in forti diluizioni, causavano fenomeni di bruciature sulle parti verdi e venivano rapidamente dilavati dalla pioggia. In seguito, fu proposto di aggiungere latte di calce alla soluzione di vetriolo, in maniera da precipitare il rame sotto una forma difficilmente solubile, e s'introdusse così l'uso della poltiglia bordolese. Invece della calce, si impiega talvolta la soda, ottenendo così la miscela di Borgogna, e, più di rado, l'ammoniaca che dà l'azzurrina o acqua celeste.

Una miscela cuprica, per essere efficace contro la peronospora, deve poter esercitare un'azione immediata contro l'invasione improvvisa o prevista, e un'azione duratura contro le invasioni che potranno verificarsi in un avvenire più lontano. L'azione immediata si attribuisce al rame solubile presente nella miscela e che viene dilavato dalle prime piogge, mentre l'azione lenta, posteriore, sarebbe prodotta dall'azione dissolvente esercitata sui composti insolubili di rame dalle acque meteoriche contenenti acido carbonico, ammoniaca, acido nitrico e nitroso, e, secondo alcuni, anche dagli essudati dell'epidermide della pianta.

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Le miscele cosiddette acide esercitano un'azione più pronta ed energica di quelle neutre e soprattutto di quelle alcaline. I tre tipi di miscele si ottengono impiegando rispettivamente una quantità di alcali leggerissimamente inferiore, equivalente o superiore a quella necessaria per precipitare tutto il sale di rame.

Composizione chimica delle poltiglie bordolesi

La composizione chimica delle poltiglie bordolesi è stata oggetto di numerosi studi. Bell e Taber hanno esaminato la composizione dei precipitati e delle soluzioni risultanti dalla mescolanza di calce e soluzioni di solfato di rame in diverse proporzioni e concentrazioni. Per le miscele alcaline gli autori hanno studiato i due tipi di esse, la miscela azzurra e quella verde, che risultano a diverse condizioni di preparazione. Nelle miscele azzurre, che si ottengono versando rapidamente in una soluzione diluita di solfato di rame una dose di latte di calce concentrato in leggiero eccesso, si ha un precipitato azzurro formato in maggior parte dall'idrato rameico normale stabile Cu (OH)2, assieme con piccole quantità di sali basici.

Oggi si desidera nelle poltiglie anche un altro requisito di gran valore pratico, cioè che esse siano dotate di proprietà bagnanti, per cui invece che scorrere sugli organi verdi vi si distendano largamente, ricoprendoli di uno strato continuo e si secchino sul posto senza lasciare vuoti. Le prime fissano adunque il rame, sugli organi da proteggere, più uniformemente, diffusamente e in maggior quantità che non le seconde. Il potere bagnante è in rapporto con la viscosità e la tensione superficiale delle soluzioni, ma non dipende esclusivamente da esse.

Le sostanze che vengono impiegate per rendere bagnanti le comuni miscele anticrittogamiche sono specialmente i saponi, le saponine, le sostanze albuminoidi e qualche sale organico di produzione più o meno limitata. In complesso i saponi da soli corrispondono abbastanza allo scopo, ma il potere bagnante non è molto duraturo, mentre risultati migliori si hanno con le saponine, che alcune piante, come le Quillaya, l'Aesculus, la Saponaria e specialmente i Sapindus, accumulano nel legno o nella corteccia dei loro frutti. Le saponine peraltro vengono più o meno alterate nelle loro preziose qualità dall'alcalinità dei liquidi e perciò vanno impiegate con le miscele acide. Fra le sostanze albuminoidi si usano le gelatine per le poltiglie acide e le caseine per quelle basiche. Esse s'impiegano nella proporzione di 25-50 gr.

Ossicloruro di rame e Pasta Caffaro

Tra i composti cuprici, oltre al solfato, trova impiego come anticrittogamico l'ossicloruro di rame, che si ottiene come sottoprodotto nella preparazione elettrolitica del sodio e del potassio, secondo il processo Granier, dagli anodi di rame. Forma una polvere verde chiara che è insolubile in acqua, ma rimane in questa bene sospesa, fornendo una poltiglia che manifesta una buona aderenza sulle foglie, e che possiede ottime qualità fungicide.

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Il prodotto posto in commercio dalla società elettrica ed elettrochimica del Caffaro, sotto il nome di Pasta Caffaro, è anche una poltiglia concentrata a base di ossicloruro di rame, la quale contiene circa il 16% di rame, e per l'uso deve essere stemperata nell'acqua nella proporzione di kg. 1 per hl., elevando la dose a kg. 1,50-2 nel caso d'infezioni violente.

La preparazione in certo modo circostanziata delle miscele cupriche ha spinto da anni l'industria a facilitare il lavoro ai viticultori mediante l'apprestamento di preparati sempre più adatti. Così si possiede attualmente una serie di prodotti di rame già pronti per l'uso, che vengono tuttavia impiegati in massima parte solo dai piccoli viticultori e dai proprietarî di giardini.

Poltiglia Bordolese Caffaro 20

La Poltiglia Bordolese Caffaro 20 è un fungicida rameico, nello specifico solfato di rame neutralizzato con calce spenta, efficace contro numerose malattie fungine e batteriche. È consentito in Agricoltura Biologica. Questo prodotto è una miscela di solfato di rame metallo neutralizzato con calce spenta, utile per la disinfezione nei periodi invernali oppure subito dopo la potatura. Nelle colture a foglie caduca è importante intervenire in assenza di foglie.

La Poltiglia Bordolese Caffaro è un prodotto storico, utilizzato da tanti anni per combattere le più comuni patologie fungine su alberi da frutto e orto.

Campi di impiego

La Poltiglia Bordolese Caffaro 20 è utilizzabile in diversi contesti:

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  • VITE: Peronospora, Marciume nero degli acini, Melanosi, azione collaterale su Escoriosi e Rossore parassitario.
  • AGRUMI: Cancro gommoso, Antracnosi, Mal secco, Allupatura, Marciume o gommosi del colletto, Fumaggine. Azione collaterale nei confronti di Batteriosi.
  • Melo: Ticchiolatura, Monilia, Cancro delle pomacee, Marciume del colletto
  • Pero: Ticchiolatura, Septoriosi, Monilia, Cancro delle pomacee, Marciume del colletto, Colpo di fuoco batterico
  • Cotogno: Monilia, Cancro delle pomacee
  • Mandorlo: Corineo, Monilia.
  • Albicocco: Corineo, Monilia
  • Ciliegio: Monilia, Bolla, Marciume del colletto, Cancro batterico
  • Pesco, Nettarine e percoche: Corineo, Cancro delle drupacee, Monilia, Bolla, Cancro batterico
  • Susino: Corineo, Monilia, Maculatura batterica, Cancro batterico
  • Fragola: Vaiolatura, Marciume del colletto
  • Olivo: Fumaggine, Piombatura, Lebbra, Rogna, Cicloconio o occhio di pavone
  • Actinidia: Marciume del colletto, Batteriosi (Pseudomonas viridiflava)
  • Fruttiferi a guscio (nocciolo, castagno, mandorlo, noce, pino da pinoli e pistacchio) e fruttiferi vari: Cancri rameali, Batteriosi
  • Aglio, Cipolla, Cipolline, Scalogno: Peronospora, azione collaterale su Muffa grigia e Marciumi batterici
  • Pomodoro: Cladosporiosi, Septoriosi, Peronospora, Marciume zonato, Batteriosi, Marciume nero. Azione collaterale su Muffa grigia e Alternariosi
  • Melanzana: Vaiolatura dei frutti, Moria delle piantine. Azione collaterale su Muffa grigia e Alternariosi
  • Melone, Cocomero, Zucca, Zucchino, Cetriolo, Cetriolino: Maculatura angolare, Peronospora. Azione collaterale su Muffa grigia e, Marciume molle batterico
  • Cavoli: Peronospora, Ruggine bianca, Marciume molle batterico, Marciume nero, Micosferella. Azione collaterale su Muffa grigia e Alternariosi
  • Asparago: Ruggine. Azione collaterale su Muffa grigia
  • Carciofo, Cardo: Peronospora della lattuga. Azione collaterale su Marciume molle batterico
  • Finocchio, Sedano, Prezzemolo: Cercosporiosi del sedano, Septoriosi del sedano. Azione collaterale su Marciume molle batterico
  • Ortaggi a foglia ed erbe fresche, legumi: Peronospora, Cercospora, Antracnosi, Batteriosi.
  • COLTURE INDUSTRIALI Oleaginose: Peronospora, Antracnosi
  • Patata: Peronospora, Alternariosi delle solanacee
  • Barbabietola da zucchero: Cercospora, Peronospora, Ruggine
  • Tabacco: Peronospora, Batteriosi, Antracnosi
  • FLOREALI, ORNAMENTALI: Peronospora, Cercospora, Antracnosi, Ruggini, Batteriosi
  • Cipresso: Cancro del cipresso

Principio Attivo: Rame Metallo (da solfato neutralizzato con calce spenta)

Patogeni controllati:

  • Venturia inaequalis Ticchiolatura del melo
  • Taphrina deformans Bolla del pesco
  • Erwinia amylovora Colpo di fuoco batterico
  • Plasmopara viticola Peronospora della vite
  • Bremia lactucae Peronospora della lattuga
  • Pseudoperonospora cubensis Peronospora delle cucurbitacee
  • Pseudomonas syringae Maculatura batterica
  • Phytophthora infestans Peronospora
  • Alternaria spp. alternariosi
  • Peronospora destructor Peronospora
  • Guignardia bidwellii Black rot - Marciume nero degli acini
  • Phomopsis viticola Escoriosi
  • Spilocaea oleagina Occhio di pavone
  • Monilia sp. moniliosi
  • Nectria galligena Cancro delle Pomacee
  • Pseudomonas savastanoi Rogna dell’olivo
  • Xanthomonas campestris Maculatura batterica
  • Phytophthora brassicae Peronospora
  • Pseudomonas spp Batteriosi
  • Xanthomonas spp. Batteriosi
  • Phytophthora citrophthora - Phytophthora nicotianae Allupatura
  • Alternaria porri Alternaria
  • Mycosphaerella brassicicola Micosferella del cavolo
  • Colletotrichum gloeosporioides Lebbra - Antracnosi
  • Venturia pirina - Fusicladium pyrorum (o pirinum) Ticchiolatura del Pero
  • Coryneum beijerinckii Stigmina carpophila Corineo o Vaiolatura
  • Cercospora apii Cercosporiosi del Sedano
  • Gnomonia juglandis Antracnosi del noce
  • Seiridium cardinale Coryneum Cancro del cipresso
  • Albugo candida Ruggine bianca delle crocifere
  • Cytospora juglandina Cancro rameale del Noce

Ossicloruro di Rame vs Idrossido di Rame

L'ossicloruro di rame - formula chimica Cu2Cl(OH)3 - é un composto inorganico dal colore blu o verde scuro (la colorazione varia in base all'idratazione del composto). L' ossicloruro di rame è un composto inorganico formato da rame, cloro ed ossigeno. Tendenzialmente, è opportuno trattare dopo ogni potatura.

Una delle principali differenze fra l'ossicloruro di rame e l'idrossido di rame riguarda la loro rispettiva composizione. Una volta entrato in contatto con la pianta, Cobre Nordox è in grado di rilasciare lentamente gli ioni rameici che contiene al proprio interno.

Ossicloruro di Rame vs Poltiglia Bordolese

Si tratta di due prodotti utilizzati in agricoltura con funzione fungicida. Tuttavia, differiscono per la loro composizione. Infatti, la poltiglia bordolese è composta da una bassa percentuale di ossicloruro di rame (pari al 20%), ma contiene al proprio interno calce idratata.

Ossicloruro di Rame vs Solfato di Rame

Oltre che ad essere differente per composizione, la principale differenza tra ossicloruro e solfato di rame (rame + acido solforico) riguarda la loro velocità d'azione.

Cos'è la Poltiglia Bordolese?

La poltiglia bordolese è un fungicida a base di rame, utilizzato per prevenire malattie fungine in agricoltura e giardinaggio, soprattutto nella coltivazione di frutta, vite e ortaggi. Questo prodotto si chiama "poltiglia" poiché è una miscela composta da solfato di rame, che ha un pH acido, e idrossido di calcio, con pH alcalino. Il rame utilizzato proviene da miniere, mentre l'idrossido di calcio è tipicamente ottenuto dalla cottura di rocce calcaree.

La poltiglia bordolese, è uno dei primi prodotti a base di rame utilizzati in agricoltura, fu introdotta nel XIX secolo e continua a essere largamente impiegata per proteggere frutteti, vite, ortaggi e piante ornamentali da diverse malattie fungine.

La poltiglia bordolese, simile ad altri prodotti a base di rame, serve da barriera protettiva: non penetra nei tessuti della pianta ma rimane sulla sua superficie. La poltiglia bordolese è un fungicida di natura PREVENTIVA: ciò significa che, per essere efficace, deve essere applicato sulle piante prima che le spore dei funghi trovino le condizioni idonee per crescere e prosperare sulle coltivazioni!

La poltiglia bordolese ha in media 14 giorni di carenza in base alla coltura; per l'olivo è bene attendere i 30 giorni di carenza prima di raccogliere i frutti.

Uso della Poltiglia Bordolese

La poltiglia bordolese è uno dei primi prodotti rameici sperimentati in agricoltura: introdotta nel XIX secolo, resta tuttora un prodotto ampiamente usato per difendere le piante da frutto, gli ortaggi e le specie ornamentali da molte patologie fungine.

Si chiama “poltiglia” perché in effetti è un miscuglio, ovvero una miscela di solfato di rame, a pH acido, e idrossido di calcio, a pH alcalino. In base al rapporto tra i due composti, i risultati possono essere diversi. In commercio possiamo trovare confezioni di poltiglia bordolese già pronte all’uso e altre coi due composti separati, da miscelare autonomamente.

Il prodotto ha l’aspetto di polvere bagnabile da diluire in acqua nelle dosi indicate sulle confezioni. Il prodotto a base di rame libera gli ioni rameici, i quali hanno un effetto tossico sulle spore dei funghi patogeni, che vengono bloccate nella loro germinazione.

Prima di accingersi ad utilizzare la poltiglia bordolese, è sempre necessario leggere attentamente ogni informazione riportata sulla confezione. Le dosi sono appunto variabili in base alle specie vegetali e anche ai periodi dell’anno. Per quanto riguarda le modalità d’uso bisogna tenere presente che si tratta di un prodotto di copertura, per cui bisogna sempre trattare attentamente tutta la vegetazione garantendo una copertura omogenea e uniforme.

Di tutti i prodotti fitosanitari bisogna avere presente il tempo di carenza, ovvero quell’intervallo di tempo che deve intercorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta. Leggendo la scheda di sicurezza di una Poltiglia bordolese, si può sapere quali effetti ha sulla salute di chi ne fa uso e sull’ambiente.

Il rame distribuito non si degrada nel tempo, e dalla vegetazione viene dilavato dalla pioggia per cadere al suolo, dove si lega alla sostanza organica e all’argilla per formare composti insolubili. A volte i trattamenti rameici sulla vegetazione causano fitotossicità, che si può notare soprattutto sugli organi fiorali e sui frutticini, ma anche con un ridotto rigoglio vegetativo in generale.

È sempre sconsigliato fare trattamenti rameici durante il periodo della fioritura.

Quale importante novità, il rame è stato messo nella lista delle “sostanze candidate alla sostituzione”, ovvero quelle sostanze di cui la ricerca studia sostituti della stessa efficacia ma a minore impatto.

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