La “candida” vaginale è una delle più frequenti infezioni che colpiscono l’apparato genitale femminile. In realtà “candida” è il microorganismo responsabile dell’infezione, che in medicina prende invece il nome di candidosi o infezione da candida. Delle diverse specie di Candida esistenti la Candida albicans è quella che più frequentemente causa l’insorgenza dell’infezione. Nella donna la candida si manifesta con sintomi molto fastidiosi, come prurito intenso, bruciore, dolore durante la minzione e nei rapporti sessuali. Non tutte le forme infettive però sono sintomatiche, soprattutto se a essere colpiti sono gli uomini.
Prima di affrontare l'argomento alimentazione/candida è bene fare alcune premesse: la candida è una delle infezioni fungine più diffuse fra tutte e non nasce come elemento patogeno, è sempre presente nel nostro intestino (e nelle mucose delle cavità naturali) come saprofita, ovvero un fungo che si nutre di materia organica (il cibo) e che facilita i processi digestivi. Prova ad immaginare l’intestino come un campo di battaglia: da una parte la candida, dall’altra tanti altri batteri buoni e vittoriosi che la tengono a bada e che ne impediscono l'iperproliferazione e la conseguente dannosità.
La candidosi è un'infezione fungina causata da lieviti appartenenti al genere Candida. La dieta per la candida ha, lo scopo di impedire che questo fungo proliferi eccessivamente all’interno dell’organismo umano. Sembra opportuno, prima di addentrarsi nella questione prettamente dietetica, fornire qualche informazione sulla specie più importante del genere Candida, la Candida albicans. La Candida albicans è un microrganismo saprofita (il termine saprofita indica quegli organismi che traggono nutrimento da materiale organico morto o in fase di decomposizione) che accompagna naturalmente la vita dell’individuo sano senza arrecare danni al suo organismo. Quando però, per le più svariate ragioni, l’efficacia del sistema immunitario diminuisce, la Candida albicans può essere fonte di notevoli problemi per la salute del soggetto; il quadro patologico provocato dalla Candida albicans viene definito come candidosi, o candidiasi.
Cause e Fattori di Rischio
Nell’intestino risiedono miliardi di microrganismi tra batteri, che sono la tipologia predominante, funghi e virus. Il problema sorge quando si crea una disbiosi intestinale, cioè uno squilibrio della flora microbica (o microbiota). Questo può accadere a seguito di terapie antibiotiche: è stato dimostrato che esiste un rapporto diretto tra antibiotici e candida, tanto che il rischio di sviluppare l’infezione triplica dopo un ciclo di soli tre giorni di cura. Oppure in presenza di malattie importanti, come diabete o Aids, o anche più semplicemente in condizioni che indeboliscono il sistema immunitario come le malattie virali o, ancora, in periodi di stress intenso. Fattore molto influente è anche la predisposizione individuale. L’ambiente vaginale è di per sé acido, ostile alla crescita di batteri dannosi. In alcune donne però, anche lievi modificazioni del pH vaginale (che normalmente è pari a 4-4,5) possono innescare l’infezione.
Candida: le causeMa la sorte di questa battaglia può ribaltarsi: quando siamo vittime di un trauma intestinale (terapia antibiotica prolungata, periodo di stress molto prolungato, riduzione delle difese, menopausa, nella prolungata ed abbondante assunzione di additivi alimentari e nell'uso frequente di estrogeni) i batteri cattivi della candida vincono, uccidono quelli batteri, e si verifica così uno stato di disbiosi intestinale, in cui la candida si fa sempre più spazio, cioè crea un terreno favorevole per la sua proliferazione.
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Anche indossare biancheria intima in tessuti sintetici o pantaloni troppo aderenti, che impediscono la traspirazione e creano un ambiente caldo-umido, favorisce la crescita della candida. Il rischio di sviluppare l’infezione è legato alla quantità di estrogeni in circolo, per questo la candidosi inizia a presentarsi a partire dalla pubertà. Gli estrogeni infatti modificano il livello degli zuccheri della mucosa vaginale, creando un ambiente favorevole alla proliferazione del fungo. L’infezione può essere trasmessa per via sessuale da un partner infetto, anche se non presenta alcun sintomo. È importante quindi astenersi dai rapporti sessuali nel periodo di infezione acuta o utilizzare sempre il profilattico. Un altro modo di contrarre l’infezione è per auto-contaminazione da parte delle feci contenenti il fungo. Per questo è particolarmente importante curare l’igiene intima, detergendo la zona vulvare dalla vagina verso l’ano e mai il contrario, utilizzando preferibilmente detergenti con pH fisiologico.
Gestire l’Alimentazione in Caso di Candida
Una buona alimentazione, ricca ed equilibrata è il modo migliore per prevenire l’insorgenza di problematiche di vario tipo. Variare il più possibile: alla base di questa infezione gioca un ruolo importante la salute dell’intestino, la varietà nell’alimentazione sostiene la variabilità del microbiota intestinale; zuccheri si, ma con consapevolezza: è comune il pensiero di eliminare gli zuccheri dalla dieta in periodi alterni come soluzione per prevenire questa fastidiosa infezione. Questo porta ad una dieta monotona e poco varia e quindi a sfavore del benessere intestinale. Una corretta alimentazione è una dieta ricca in zuccheri, ma di questi una buona parte risulta formata da carboidrati complessi, di cui ne sono ricchi i cereali e gli alimenti amidacei (es. patate), e solo una piccola percentuale risulta essere costituita da zuccheri semplici. Sono quest’ultimi da controllare, evitando di eccedere durante la giornata, senza eliminarli completamente.
Quali sono gli zuccheri semplici e dove sono contenuti?
C’è una distinzione importante da fare:
- Zuccheri naturalmente presenti nel cibo, come quelli contenuti nella frutta (fruttosio) o nel latte (lattosio). Una buona pratica è quella di prediligere frutta meno “zuccherina”, meglio se non molto matura, evitare il consumo di frutta disidratata e di limitare il consumo di latticini in particolare se delattosati.
- Zuccheri aggiunti, come quelli presenti negli alimenti confezionati, in particolare negli snack confezionati, sughi già pronti, salumi, insaccati e affettati, cereali glassati, pane in cassetta, salse, bevande gasate, succhi di frutta/concentrati di frutta/nettare di frutta, yogurt alla frutta, formaggi “light”, prodotti impanati, dolci. In questo caso leggere l’etichetta è fondamentale: oltre al saccarosio esistono diversi tipi di zuccheri nascosti, come il glucosio o in generale le parole che terminano con -osio e destrine. È possibile inoltre trovare zuccheri “naturali” come ad esempio lo sciroppo d’acero, miele, zucchero d’uva, succo di mele concentrato.
Alimenti a Basso Contenuto di Zucchero
- Verdura e frutta fresca (a seconda della stagione)
- Legumi (piselli, fagioli, lenticchie, ecc.)
- Prodotti integrali (pane, pasta, riso, ecc.)
- Noci, semi e frutta secca (mandorle, semi di chia, semi di girasole, ecc.)
- Pesce, carne e uova (non lavorati e senza marinature pronte)
- Latticini naturali come il formaggio, lo yogurt naturale senza zucchero, kefir
- Oli e grassi (burro, olio di cocco, olio d’oliva, ecc.)
- Erbe fresche o secche (erba cipollina, prezzemolo, ecc.)
- Acqua minerale, caffè o tè non zuccherato
- Dolci senza zucchero
Alimenti da Evitare
Il fungo (micete) Candida albicans risiede normalmente nel tratto gastrointestinale dell’individuo sano. Poiché è un organismo opportunista cercherà di riprodursi e proliferare non appena le condizioni fisiologiche dell’organismo ospite glielo permettono. Come si può dedurre dalla lista qui sotto, i sintomi correlati ad un’eccessiva crescita della Candida sono molti e diversi tra loro.
- Qualsiasi tipo di zucchero e cibi che lo contengano (quindi anche la maggior parte della frutta). Ricordare di evitare anche sciroppi, miele, cioccolata, glassa, marzapane, gelati, pasticceria fresca e secca, biscotti, torte, budini, bibite (comprese quelle che apparentemente sono “sugar free/senza zucchero”). Ricordarsi di controllare bene le etichette: noterete per esempio che anche ad alcune verdure in scatola o congelate viene aggiunto dello zucchero. Nutrono direttamente la Candida. Evitare qualsiasi cibo che lo contenga o che ne derivi.
- Tutti i prodotti caseari (formaggi, burro, panna etc.) che lo contengano.
- Generalmente sconsigliata se troppo matura: sia fresca, secca, disidratata o in scatola. La frutta secca è permessa solo se appena sgusciata. E’ permesso il succo di limone spremuto fresco per condire le insalate o da aggiungere all’acqua minerale. Altra frutta permessa: agrumi, mele, pere in piccole quantità.
- Anche se decaffeinati! Ingredienti chimici che appesantiscono il fegato!
- Bevande zuccherate come acqua tonica, tè freddi, aranciata, etc.
- Frutta essiccata e quella particolarmente zuccherina come uva, cachi, etc..
- Caffè, tè e bevande contenenti caffeina o altre sostanze nervine (es.
- Frutta per il contenuto naturale di fruttosio.
Alimenti Permessi
Malgrado la lunga lista di cibi da evitare ci sono comunque molti cibi con cui si può essere felici. Basta avere un po’ di immaginazione! Molte persone trovano questa dieta poco interessante ma permette di perdere in breve tempo la voglia di dolci o di cibi confezionati e artificialmente saporiti.
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- Muesli (meglio se fatto in casa) senza zucchero con semi e granaglie integrali gustato con latte di soia o altri tipi di alternative al latte.
- Riso soffiato, gallette di riso, di farro o di avena.
- Di qualsiasi tipo ed in gran quantità. Per variare si possono consumare crude, padellate, bollite, cotte o grigliate. In ogni caso evitare le cotture prolungate.
- Olio di oliva, di girasole, di semi di lino, di sesamo. Usare oli spremuti a freddo per condire o per preparare la maionese (fatta in casa).
- Normalmente non sono un grosso problema. Se non si è vegetariani si può scegliere tra un’ampia varietà di carni biologiche (la carne potrebbe contenere ormoni ed antibiotici che aiutano la crescita della Candida. Il pesce soprattutto di acque fredde (salmone, sgombro, aringa e sardine) è ricco di acidi grassi insaturi benefici.
- Fagioli, lenticchie e legumi sono una buona fonte di proteine se propriamente accoppiati con una porzione di cereali nello stesso pasto (per esempio pasta e fagioli, riso e piselli, pasta e lenticchie… la cucina italiana è ricca di questi piatti).
- Cannella, chiodi di garofano, noce moscata, cumino, zafferano etc.
- Il latte di soia è forse il più famoso ma vale la pena di provare quello di riso, d’avena di capra e di pecora. L’unico prodotto caseario (oltre allo yogurt) concesso sono i fiocchi di latte (tipo Jocca). In assenza di particolari allergie può venir utilizzato come dessert o per merenda. Cercare di comperarlo biologico e senza aromi aggiunti.
- Verdure. Consumare almeno una porzione di verdure a pasto per garantire il corretto apporto di vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibre.
- Pesce.
- Legumi.
- Latte fermentato e suoi derivati (es.
Consigli Aggiuntivi
Una buona igiene personale aiuterà a eliminare l’infezione. Lavare l’area interessata attentamente con acqua calda (tendenzialmente la doccia è più igienica del bagno). Limitare l’uso di antibiotici. Un diabete non controllato aumenta il rischio di candidosi.
Per il trattamento della candida vengono impiegati farmaci antimicotici, sia localmente, sotto forma di creme od ovuli, sia per via orale. Sarà il medico a consigliare la terapia più adatta alla situazione, soprattutto se si tratta di una prima infezione. Meglio evitare le terapie fai-da-te, a base di rimedi naturali come per esempio l’olio di cocco o l’aceto bianco, in quanto non esistono studi che ne confermino l’efficacia.
Nei casi più gravi e recidivanti, il medico può prescrivere l'uso di un antibiotico per contenere la candida. E' importante però associare uno stile di vita sano e un'alimentazione anti-candida in modo da poter agire davvero sulla causa - l'intestino - che la scatena e prevenire recidive.
A queste strategie alimentari viene consigliato di abbinare uno stile di vita salutare, che preveda tutte le attività che hanno effetti positivi sull’eliminazione delle tossine da parte dell’organismo: movimento fisico, sonno regolare, assunzione abbondante di acqua. Anche assumere integratori a base di probiotici, particolarmente del genere dei lattobacilli, può apportare dei benefici e ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale.
La candida non è sempre facile da debellare; i trattamenti farmacologici infatti non eliminano il germe, che è fisiologicamente presente nell’organismo, ma ne bloccano la moltiplicazione. Anche per questo l’infezione, specialmente in alcune donne, tende a ripresentarsi; se si verificano più di tre episodi nell’arco di un anno, la candidosi è definita recidivante. Soprattutto in questi casi è opportuno adottare una serie di misure e comportamenti preventivi per eliminare possibili fattori che aumentano il rischio di sviluppare la candida.
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Una nutrizione sana e in grado di contrastare le infezioni da candida è utile sia nella fase acuta, durante la quale dovrà essere seguita scrupolosamente, sia per la prevenzione delle recidive.
È bene rivolgersi al medico curante o allo specialista ginecologo/urologo nei casi riguardi il tratto genitale per una corretta diagnosi. Analisi più approfondite in genere richiedono l’esecuzione di un tampone (il prelievo di un piccolo campione di pelle tramite un apposito bastoncino).
In presenza di sovrappeso, è indispensabile applicare una dieta ipocalorica per raggiungere una composizione corporea che miri all'omeostasi generale. L'eccesso ponderale, infatti, si correla statisticamente ad alterazioni del quadro infiammatorio, della funzionalità immunitaria, dell'equilibrio intestinale ecc. L'attività fisica, come sempre, è associata a una minor incidenza di candida; quindi, in caso di sedentarietà, è bene iniziare a muoversi di più.
Probabilmente, la limitazione dei carboidrati, piuttosto che la restrizione calorica generalizzata, funziona soprattutto nei diabetici, perché, spesso, lamentano un indebolimento immunitario causato dall'iperglicemia cronica. Viene suggerito di eliminare il lattosio (da latte, ricotta e formaggi freschi), perché potrebbe fungere da substrato per questo lievito. Tuttavia, non ci sono prove a sostegno di questa affermazione.
La durata della dieta per la candida dipende dalla salute generale dell'organismo, dalla severità dei sintomi e dalla loro durata; a tal proposito, si registrano pareri discordanti, ma le persone che rispondono con successo alla dietoterapia affermano che è necessario seguirla per almeno quattro settimane prima di vedere i primi risultati. Tra le modifiche dietetiche statisticamente più difficili da tollerare, troviamo la restrizione dei carboidrati. Rispetto alle abitudini di molti, l'apporto glucidico complessivo può scendere considerevolmente.
Con una certa moderazione, è possibile consumare pasta e riso se integrali. Viene raccomandato il consumo di yogurt non zuccherati, di probiotici e di prebiotici, di aglio, anice, carciofo, cumino, curcuma, finocchio, kefir e miso.
Un regime alimentare siffatto può risultare molto penalizzante visto il basso apporto glicidico (nei casi considerati più severi si consiglia di non superare un apporto giornaliero di carboidrati superiore ai 60 grammi).
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