Omicidio di Rosa Gigante: "Giustizia è fatta"

"Giustizia è fatta" dice con le lacrime agli occhi Donato. Dopo un anno e due mesi di processo, questa mattina è stata emessa la sentenza per Stefania Russolillo. La sentenza è stata emessa 1uesta mattin, tra gli applausi dei parenti della vittima. La sentenza, accolta dagli applausi dei parenti della vittima, è stata emessa dalla Corte di Assise di Napoli, nell'aula 114 del Nuovo Palazzo di Giustizia.

"Sono passati quasi due anni e finalmente la giustizia ha fatto il suo percorso. Dovremmo essere felici, ma non lo siamo perché sappiamo che mia mamma non tornerà. Ti amerò per sempre mamma".

Rosa Gigante venne brutalmente uccisa nella sua abitazione, nel quartiere Pianura di Napoli, il 18 aprile 2023. La donna avrebbe compiuto 73 anni il prossimo 26 agosto.

Le dinamiche dell'omicidio

Il corpo privo di vita di Rosa Gigante fu trovato da alcuni vicini nella sua abitazione di via Sant'Aniello, a Pianura. Sul corpo della vittima erano presenti evidenti segni di aggressione e tracce di un principio di combustione. La vittima aveva ferite alla testa e ustioni alle mani: a quanto pare l'omicida l'aveva colpita ripetutamente e aveva anche provato a bruciarla dopo averla cosparsa con alcool. Rosa Gigante fu strangolata con un tubicino di gomma per aerosol quando la donna era sola in casa.

La Polizia di Stato ha sottoposto a fermo una donna, Stefania Russolillo, 47 anni, ritenuta gravemente indiziata dell'omicidio di Rosa Gigante. Il corpo senza vita della donna è stato trovato dagli agenti della Squadra Mobile e del commissariato Pianura in un'abitazione di via vicinale Santaniello.

Leggi anche: Yoi Sushi: ambiente e cucina a San Donato

Il movente e la confessione

“Voglio chiedere scusa, sono mortificata, non ho parole per i gesti che ho fatto, non riescono a dare un senso a quello che ho fatto. La donna ha confessato l’omicidio raccontando di averla "sbattuta contro il muro. Diverse volte, non ricordo quante volte", a seguito di una colluttazione. "L'ho ammazzata, ma non per soldi. Non volevo aggredirla, né rapinarla". A scatenare la furia omicida sarebbe stata una banale lite, secondo il racconto dell’assassina. "Mi ha chiesto se fosse arrivata la posta e le ho risposto di no. Poi mi aggredisce.

Per gli inquirenti la Russolillo aveva progettato la rapina all'interno dell'abitazione della Gigante da circa un mese, per appropriarsi di gioielli e denaro. Dopo averla sbattuta contro le pareti dell’abitazione e fatta cadere a terra, l’avrebbe strangolata con un tubicino di plastica per l’aerosol. A indirizzare le indagini sulla Russolillo fu proprio il marito della donna. Telefonò alla polizia per dire che era stata sua moglie a uccidere la 72enne.

La requisitoria e il processo

"Lucida, razionale, protagonista non di un raptus omicidiario ma di un delitto predatorio voluto e immaginato" così è stata descritta l'imputata nel corso della requisitoria dell'accusa dal pm De Marco. Nel corso della sua requisitoria il magistrato ha ricordato tutte le fasi dell'omicidio.

Il clima in aula era particolarmente teso, tra le urla piene di rabbia dei parenti della vittima, tanto che i giudici della Corte d'Assise di Napoli sono stati costretti ad intervenire per riportare la situazione alla calma.

La voglio ricordare con il suo panino preferito. Ovviamente smollicato con stracciatella, olive con le mandorle e mortadella.

Leggi anche: L'Eredità di Donato Panini

Leggi anche: Un viaggio nel mondo del panino romano

tags: #Donato #Panini #madre

Post popolari: