Origine delle Patatine Fritte: Una Storia Contesa tra Belgio, Francia e Stati Uniti

La storia delle patatine fritte - dal sostituto del pesce a star della gastronomia. Sia che si trovino al ristorante come contorno, da mangiare durante una passeggiata in città o a casa, preparate in friggitrice o in forno, le patatine fritte sono diventate un piatto amato da tutti, i ristoranti lo sanno bene! Ma a chi dobbiamo la nascita di questo versatile snack di patate?

In questo articolo del blog, vi sveleremo tutto sull'origine delle patatine fritte, chi le ha inventate, il motivo del loro nome e l'intera storia delle patatine fritte. Inoltre, scoprirete variazioni internazionali delle patatine, incredibili record mondiali di frittura e fantastiche proposte di prodotto per i vostri esperimenti culinari attorno alle patatine.

Origine del Nome "Pommes"

"Pommes de terre frites" - ovvero "patate fritte", questo è il nome completo dei nostri amati bastoncini di patate dorati. In Italia, abbiamo abbracciato il termine 'patatine fritte', diretta traduzione dell'espressione francese 'pommes frites', che letteralmente significa 'mele fritte'.

Nonostante l'origine francese del nome, nel nostro Paese le patatine fritte sono universalmente riconosciute con questo termine, diventato sinonimo di un contorno amato e diffuso in tutte le regioni. La popolarità e la familiarità del nome 'patatine fritte' riflettono l'affetto che gli italiani nutrono per questo piatto, elemento fisso nei menu di ristoranti, pizzerie, pub e trattorie.

La Nascita delle Patatine nella Regione del Fiume Mosa in Belgio

Il nome "patatine fritte" potrebbe evocare un'origine francese (dall’inglese french fries), ma esiste un interessante dibattito sulla loro vera provenienza. Sebbene alcuni ritengano che siano state vendute per la prima volta a Parigi dagli ambulanti pre-Rivoluzione del 1789, documenti del XVII secolo indicano che le prime patatine siano state effettivamente preparate nella regione fluviale del Mosa, in Belgio, dove si parla francese.

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Questo fa pendere la bilancia verso il Belgio, precisamente Namur, il capoluogo della Vallonia, come luogo di nascita delle patatine fritte, nonostante Francia e Belgio continuino a disputarsi l'origine di questo amato piatto.

Chi ha Inventato le Patatine

Gli abitanti di Namur, Huy e Dinant, nelle regioni fluviali del Belgio, hanno originato la pratica di friggere patate tagliate a forma di pesce quando i fiumi gelati impedivano la pesca, creando così le prime patatine come sostituto del pescato. Quest'innovazione, nata per necessità, si è evoluta nella forma attuale delle patatine fritte, più pratiche per il consumo.

Non esiste un unico inventore di questo metodo, ma è frutto della tradizione di queste comunità. Le varietà di patate preferite per le patatine fritte, come la Bintje, l'Innovator o l'Agria, riflettono l'evoluzione culinaria, infatti tutt’ora le patatine fritte che offriamo al settore del Foodservice e più in generale della ristorazione, vengono da queste varietà di patate.

Secondo Joseph Gérard, queste patate fritte servivano come alimento sostitutivo e nutriente nei freddi inverni belgi, diventando un simbolo di resilienza e ingegnosità. Oggi, le patatine fritte sono celebrate in Belgio come parte integrante della loro cultura culinaria e nelle cucine dei ristoranti in tutto il mondo per il loro sapore.

In inglese si chiamano “French fries”, letteralmente fritti francesi. Pare infatti che nel 1789 le patatine fritte venissero vendute a Parigi dai mercanti ambulanti del Pont Neuf, insieme a castagne e polpette di patate. Eppure, l’origine della ricetta non è così scontata. Il Belgio rivendica la paternità delle patatine fritte citando un manoscritto del 1781.

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Mentre Parigi abbracciava la patata come simbolo rivoluzionario, in Vallonia, regione francofona del Belgio, la popolazione già da un secolo friggeva bastoncini di patate. Secondo un manoscritto del 1781, scoperto e citato da studiosi belgi, gli abitanti della regione erano soliti friggere piccoli pesci del fiume Mosa e, d’inverno, quando il fiume ghiacciava, li sostituivano con patate tagliate a forma di pesci e fritte nello stesso modo. Questa fonte è spesso richiamata dai belgi come prova della priorità culturale sulla Francia. Tuttavia, si tratta di un manoscritto che parla di un’usanza popolare, non di una vera ricetta.

Le prime ricette risalgono al 1822 in Inghilterra E qui arriviamo a un punto chiave. L’unica prova documentaria concreta dell’esistenza delle patatine fritte - intese non come leggenda o racconto orale, ma come ricetta codificata - appare nel 1822 in Inghilterra, nel libro The Cook’s Oracle di William Kitchiner, che parla esplicitamente di “potatoes fried in slices or shavings”. Il concetto viene ripreso nel 1832 nel ricettario The Cook’s Own Book di N.K.M. Lee, con una descrizione molto simile. È in quel momento che le fritte iniziano a diventare una presenza stabile anche nel mondo anglosassone.

Dall’Inghiliterra dobbiamo volare oltreoceano, perché negli Stati Uniti, la popolarità arriva nel tardo Ottocento, in particolare grazie al cuoco George Crum (vero nome: George Speck). Pur non essendone l’inventore, Crum fu determinante nel trasformare le patatine in una pietanza comune: lavorando alla Moon’s Lake House di Saratoga, prima le rese famose, poi le commercializzò nel suo ristorante.

Curiosamente, il termine viene oggi usato quasi esclusivamente negli USA. In Inghilterra si dice “chips”, in Francia si dice “frites”, e in Belgio - patria più plausibile della ricetta moderna - si dice “frites”. Qui, quello delle patate è un vero culto, tanto che nel 2008, a Bruges è stato fondato il Frietmuseum, il primo museo al mondo dedicato esclusivamente alla storia della patata e delle sue preparazioni fritte. In più, Belgio ha perfino chiesto all’UNESCO il riconoscimento della cultura del fritkot (chioschi di patate) come patrimonio immateriale.

Ma perché si chiamano “French fries”?

Durante la Prima Guerra Mondiale, i soldati americani stanziati in Belgio vennero a contatto con le patatine fritte locali. Poiché molti soldati belgi parlavano francese, gli americani li scambiarono per francesi, e iniziarono a chiamare il piatto "French fries". La terminologia ha quindi origini linguistiche, non geografiche: è uno di quegli errori storici che, diffuso su scala globale, è diventato uno standard.

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La patata arriva in Europa nel XVI secolo dall’America Latina (Perù e Bolivia), grazie agli esploratori spagnoli. Inizialmente diffidata per via della somiglianza con piante velenose (è un tubero della famiglia delle Solanacee), era usata come pianta ornamentale o al massimo per nutrire gli animali. Solo nel XVIII secolo, grazie all’azione di scienziati come Antoine-Augustin Parmentier, farmacista militare francese, che durante la prigionia in Prussia comprese l’enorme potenziale nutrizionale del tubero, la patata divenne un alimento utilizzato in cucina.

Parmentier riuscì a convincere re Luigi XVI e la popolazione a consumare patate, promuovendole persino come "cibo patriottico" durante le carestie pre-rivoluzionarie. Da allora la patata entrò nelle cucine parigine e iniziò ad essere venduta per strada dai cosiddetti marchands de pommes frites, già nel 1789.

I diversi tipi di patatine fritte nel mondo!

Dai fiumi ghiacciati alla friggitrice, il principio è sempre lo stesso: gettare bastoncini di patate in olio caldo e attendere che diventino dorati e pronti per essere mangiati. Eppure, ogni paese ha sviluppato nel tempo il proprio modo unico di gustare le patatine fritte. Abbiamo esaminato da vicino le abitudini alimentari di diversi paesi.

  • I belgi gustano il loro piatto nazionale senza molte chiccherie, magari con una salsa. Tuttavia, per la preparazione, optano per una doppia frittura dei bastoncini di patate, così da renderli particolarmente croccanti all'esterno e morbidi all'interno. Per i vegetariani: alcuni locali in Belgio friggono le patatine in grasso di manzo o cavallo per arricchirne il sapore; quindi, verificate il tipo di grasso utilizzato prima di ordinare!
  • Anche gli inglesi hanno integrato le patatine fritte nel loro piatto nazionale insieme al pesce. Fish 'n' Chips, chi non lo conosce?
  • Noi italiani, insieme ai francesi e ai tedeschi concordiamo una cosa: le patatine fritte, soprattutto nel foodservice, si gustano al meglio come contorno di una bella bistecca succulenta, di una cotoletta o di un hamburger.
  • In Canada, le patatine fritte sono spesso usate per preparare la poutine, servite con formaggio cheddar e salsa di carne.
  • Anche gli olandesi sono noti per le loro patatine fritte. Chi ordina una "Patat oorlog" può aspettarsi l'insolita combinazione di patatine fritte con maionese, salsa al curry, salsa di arachidi e cipolle tritate (da provare se si visitano i Paesi Bassi!)

Record mondiali delle patatine fritte

E se pensate che questo sia tutto ciò che c'è da sapere sulle incredibili curiosità riguardanti le patatine fritte, vi sbagliate. Ecco tre incredibili record delle patatine fritte che vi lasceranno a bocca aperta:

  • Le patatine fritte sono l'articolo surgelato più popolare al mondo. Solo in Italia, ogni anno, circa 250.000 tonnellate di patatine fritte surgelate finiscono nei carrelli dei supermercati.
  • 24,5 cm - questa è la lunghezza della patatina fritta più lunga del mondo, tagliata da un agricoltore a nord della Francia, da una patata lunga 26 cm. E con questo ha ottenuto un posto nel Guinness dei Primati.
  • Il record di frittura più lunga ha trovato posto nei libri di storia: un signore belga è riuscito a friggere 1,5 tonnellate di patatine fritte in 83 ore consecutive. Questa impresa, degna di un vero amante delle patatine fritte, supera di gran lunga anche gli sforzi dei nostri clienti più affezionati e incalliti, che, pur essendo grandi locali, non hanno mai raggiunto tale quantità di frittura in un'unica frittura.

McCain Foods: Un Leader Sostenibile nel Mercato delle Patatine Fritte

Se la prima ricetta delle patatine fritte è ancora oggi un piccolo mistero, l’invenzione della variante surgelata non lascia dubbi. Dal 2017 McCain Foods è il primo fornitore di patate fritte surgelate a livello internazionale. Oltre 20.000 dipendenti, 51 stabilimenti, 160 Paesi e 6 continenti.

La storia dell’azienda ruota da sempre intorno a tre parole chiave: famiglia, integrità e ricerca. Queste sono racchiuse nell’originale motto dei fratelli Harrison e Wallace McCain: “It’s all good!”. McCain Foods è sostenibile a tutto tondo, non solo nell’accezione ambientale, ma anche in quella sociale ed economica. Il concetto di integrità sta nel fare la cosa giusta nel rispetto dei dipendenti e dei clienti.

McCain segue un’agricoltura “intelligente” che riduce al minimo l’impatto ambientale. Gli stabilimenti in Europa sorgono a meno di 150 km dai campi, così da garantire la tracciabilità e la sicurezza delle materie prime. Questo impegno continua anche all’interno degli stabilimenti. Tra il 2016 e il 2019 McCain ha ridotto del 4% le emissioni di CO2 per tonnellata di prodotto finito.

La sostenibilità riguarda anche le scelte che facciamo a tavola. Per questo McCain sostiene un programma zero sprechi che prevede di trasformare in rösti o purè quelle patate più piccole che non possono diventare patatine fritte. Essere sostenibili è poi una sfida che si accompagna a quella di offrire prodotti di qualità superiore. McCain inoltre modifica continuamente le proprie ricette per migliorarne il profilo nutrizionale. Oggi l’azienda è presente sul mercato con più di 20 referenze.

Nel triangolo Belgio-Francia-USA, poche storie sono dibattute come quella delle patatine fritte: le chiamiamo “french fries”, ma non sono francesi! La verità è che non hanno un inventore in senso stretto: probabilmente, sono nate tra Belgio e Francia, ma la prima ricetta documentata risale all'Inghilterra, nel 1822.

Un errore linguistico fatto dai soldati americani durante la Prima Guerra Mondiale ha poi diffuso il nome "French fries".

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