La raccolta di piante spontanee è una pratica che ha accompagnato l’uomo sin dalla preistoria, in particolare nei periodi di carestia. L’apertura nei confronti dell’alimentazione biologica ed ecosostenibile dei recenti anni ha portato un rinnovato interesse verso questa pratica detta anche foraging, accrescendo la consapevolezza riguardo le maggiori proprietà e benefici delle piante spontanee mangerecce rispetto a quelle provenienti da coltivazioni e l’importanza della stagionalità e del nutrirsi con alimenti la cui biodiversità non è stata intaccata da processi guidati di crescita.
Ma quali sono le più diffuse erbe commestibili, e come e quando devono essere raccolte? Le piante selvatiche e spontanee, che da molti sono considerate infestanti, sono una grande risorsa dell’erboristeria e dell’alimentazione, costituendo in periodi storici diversi-in particolare durante le carestie- il fulcro della nutrizione e di molte ricette della tradizione. L’accezione ‘alimurgiche’ deriva proprio dall’alimurgia, la scienza che classifica e riconosce le piante selvatiche edibili e ne testimonia l’importanza storica e salutistica.
Perché Scegliere le Erbe Spontanee?
Le piante ed erbe spontanee hanno infatti molte più proprietà rispetto alle stesse specie coltivate: per questo Terza Luna inserisce nel suo shop erbe di raccolta spontanea, fornendo un prodotto fitoterapico nella sua forma più naturale. La pianta selvatica è infatti una pianta cresciuta spontaneamente nel luogo in cui la troviamo, poiché in quel luogo si sono verificate le condizioni ottimali per la sua crescita.
Si tratterà dunque di una pianta più in salute, anche dal punto di vista botanico: le piante spontanee crescono dal seme, a differenza delle piante coltivate che spesso e volentieri crescono dalle talee. La talea è una riproduzione di una pianta a partire da un taglio di una stessa pianta progenitrice, processo assimilabile ad una “clonazione”. Le piante da talea sono dunque più deboli, hanno meno micronutrienti e sono più passibili di subire malattie, per questo necessitano di essere protette con antiparassitari e fertilizzanti, di cui invece le piante spontanee non hanno bisogno.
Come Riconoscere e Raccogliere le Erbe Spontanee
Essendo la raccolta di piante spontanee tornata alla ribalta, sono moltissimi i raccoglitori esperti ma anche agriturismi ed aziende che offrono corsi per il riconoscimento delle piante spontanee. In alternativa è possibile utilizzare libri specifici per il riconoscimento delle piante che possono essere facilmente trovati anche in pdf, oppure app per il cellulare che consentono di scattare una fotografia ad una pianta che non si conosce, rivelandone la specie.
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È comunque importante non improvvisarsi raccoglitori, e raccogliere una pianta solo se si è assolutamente certi della sua specie. È preferibile evitare di raccogliere le radici, perché altrimenti si va ad intaccare l’ecosistema e a pregiudicare la crescita di quella pianta in quella zona. Anche quando si raccolgono fusto e foglie, non bisognerebbe dunque estrarre tutta la pianta dalla radice ma tagliare alla sommità, in modo che la pianta possa ricrescere.
Se si opta per la raccolta in proprio, la prima cosa da sapere è che la raccolta di erbe spontanee di campagna è disciplinata da regole ben precise e per effettuarla, a meno che non venga fatta sul proprio terreno, è necessario un patentino del raccoglitore. L’esistenza di queste normative non deve scoraggiare dalla raccolta o attenuare l’interesse verso queste straordinarie erbe, che nascondono proprietà importanti e possono essere utilizzate in cucina per la preparazione di moltissimi piatti.
In caso non ci si voglia cimentare di persona nella raccolta, è possibile cercare in erboristeria piante ed erbe spontanee e selvatiche, con la certezza di stare acquistando un prodotto genuino, dalle proprietà importanti, raccolto in zone protette e certificate. In caso invece si voglia procedere con la raccolta in proprio delle erbe, sarebbe preferibile effettuarla nelle aree dedicate, zone protette, parchi, dove si ha la garanzia di raccogliere un prodotto biologico che non è stato intaccato o danneggiato da inquinamento, terreno impoverito di nutrienti o contaminazione di pesticidi e fertilizzanti di altre coltivazioni.
In Italia è possibile richiedere l’autorizzazione a enti parco, enti regionali e forestale per effettuare la raccolta delle erbe commestibili in determinate zone protette per un determinato periodo di tempo. Per le piante che crescono in Italia i principali periodi di raccolta sono la primavera e l’autunno, i periodi dell’anno in cui grazie alle numerose piogge le piante spontanee sono più rigogliose. I fiori generalmente dovrebbero essere raccolti in estate, in quanto la pianta avrà raccolto tutti i suoi nutrienti che si troveranno proprio in questa parte della pianta, che d’estate espleta la sua funzione riproduttiva.
Le erbe spontanee andrebbero raccolte al mattino presto, quando sono ancora bagnate dalla rugiada della notte ed hanno una maggiore vitalità, in quanto il sole va ad indebolire foglie e fiori, disidratandoli e ‘stancandoli’.
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Erbe Spontanee Comuni e Come Utilizzarle
1. Tarassaco (Taraxacum officinale)
Il tarassaco, Taraxacum officinale, è conosciuto anche come dente di leone o soffione, ed è una delle piante spontanee più comuni e più facilmente riconoscibili, in quanto cresce nei luoghi erbosi di tutta Italia, nei prati, ai bordi delle strade, sui bordi di fiumi e ruscelli ed in zone con un clima umido. Appartiene alla famiglia delle Asteracee e fiorisce all’inizio della primavera: sono proprio i fiori la sua parte più riconoscibile, dei capolini di colore giallo che si chiudono alla notte e si riaprono con il sole, a cui segue il “soffione”, un globo bianco dall’aspetto piumoso.
Del tarassaco si possono utilizzare sia le foglie, dal sapore amaro e ricche di ferro, che i fiori, che in alcune zone d’Italia vengono conservati sott’aceto, come i capperi, ma possono essere impiegati anche per preparare confetture.
2. Malva (Malva sylvestris)
La malva, Malva sylvestris, è una delle erbe spontanee più conosciute e più facilmente riconoscibili. Appartiene alla famiglia delle malvacee, e cresce spontanea in pianura ed in collina, nei campi incolti e sui bordi delle strade nelle regioni a clima temperato. Il periodo di raccolta è la primavera, quando è possibile raccoglierne i fiori di colore lilla e violaceo.
La malva è tra le erbe selvatiche edibili più raccolte, per via delle straordinarie proprietà terapeutiche per le vie respiratorie e le mucose del corpo, dovute alla presenza di mucillagini che esercitano un’azione protettiva di pelle e mucose.
3. Amaranto (Amaranthus retroflexus L.)
L’amaranto, Amaranthus retroflexus L., è un’erba spontanea spesso considerata un infestante dei campi e degli orti, come il tarassaco e la portulaca, e cresce in campi e prati incolti e tra i ruderi, in terreni dalla ricca componente minerale. In realtà si tratta di un’erba dalle importanti proprietà benefiche, e dai molteplici usi gastronomici.
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Il nome dell’amaranto deriva dal greco, e significa “che non appassisce”, in quanto i suoi fiori dal caratteristico colore rosso e dalla forma di una spiga, che lo rendono facilmente riconoscibile per la raccolta, mantengono il colore a lungo anche dopo l’essiccazione. La pianta dell’amaranto è un cespuglio che può raggiungere altezze anche di 2 metri in terreni molto fertili, ma generalmente non supera gli 80-100 cm.
Dell’amaranto si utilizzano i semi, ai quali vengono attribuite straordinarie proprietà benefiche, ma anche le foglie, che possono essere mangiate cotte come gli spinaci o la bieta: si tratta di una delle poche piante completamente eduli. Le foglie vanno raccolte da giugno fino all’inverno, mentre i semi maturano tra agosto ed ottobre, e possono essere raccolti quando sono semplici da separare.
I semi dell’amaranto vengono utilizzati come cereali, dunque nelle zuppe, minestre, ma anche per farne una farina, o come quinoa per creare polpette e sformati. Possono essere soffiati, oppure messi in acqua per crearne una gelatina.
4. Ortica (Urtica dioica)
L’ortica, Urtica dioica, è una delle piante spontanee più diffuse sul territorio italiano. Molti potrebbero essere scoraggiati nella sua raccolta, temendone il principio urticante che irrita la pelle nel toccarla. In realtà l’ortica è una pianta spontanea dalle molteplici proprietà: non solo funge da antiparassitario e concime naturale, e può dunque essere piantata negli orti a beneficio delle altre piante, ma nasce spontaneamente in zone fertili ed è indice di un buon ecosistema per altre piante che le crescono attorno.
L’ortica è una delle erbe spontanee mangerecce più utilizzate in cucina, indicata grazie al suo gusto delicato per la preparazione di risotti, frittate, ma anche pasta e gnocchi. È molto importante cuocere le foglie di ortica prima di utilizzarle, in modo da eliminare il principio urticante che si trova nei sottili peli che le rivestono.
L’ortica è una pianta perenne, e può essere raccolta in primavera, quando raggiunge il tempo balsamico e le foglie sono più tenere.
5. Borragine (Borago officinalis)
La borragine, Borago officinalis, è una pianta appartenente alla famiglia delle Boraginaceae che cresce spontanea in molte zone d’Italia. È facilmente riconoscibile grazie ai fiori di un caratteristico colore blu, che crescono a campanula che volge verso il basso.
La borragine ha molte proprietà benefiche, è un ottimo febbrifugo, ha proprietà antinfiammatorie ed è un riequilibrante del sistema ormonale femminile, utile in caso di ciclo irregolare, cisti ovariche e dolori mestruali.
6. Cardo Mariano (Carduus marianus)
Il cardo mariano, Carduus marianus, è una pianta selvatica che cresce in tutta l’area mediterranea, molto semplice da riconoscere grazie al fiore di colore fucsia acceso e alle foglie verde intenso maculate di bianco.
Se ne utilizzano i semi, ai quali si attribuiscono numerose proprietà benefiche per il fegato grazie alla silimarina, una sostanza estratta dagli acheni nota per le proprietà depurative e protettive sull’organo. Il cardo mariano è funzionale anche per l’astenia, inappetenza e meteorismo.
7. Foglie di Betulla
Le foglie della betulla sono un ingrediente molto utilizzato in fitoterapia. Sono facilmente riconoscibili grazie alla forma triangolare-rombica, al colore verde scuro e ai margini dentati. L’albero di betulla è tipico dei paesi del Nord Europa, in quanto cresce in climi piuttosto freddi e si adatta facilmente a condizioni di siccità: ha un tronco snello e può raggiungere altezze molto importanti.
Le foglie di betulla hanno proprietà diuretiche, depurative e drenanti. Oltre alle foglie di betulla per la tisana, su Terza Luna puoi trovare la betulla all’interno della tisana drenante, in quanto la presenza di flavonoidi, tannini, vitamina C, acido betulinico e clorogenico ne fanno il drenante per eccellenza.
8. Equiseto (Equisetum arvense L.)
L’equiseto, Equisetum arvense L., noto anche come coda cavallina, per via della conformazione dei fusti che costituiscono la parte principale della pianta, è una importante pianta officinale spontanea, ritenuto una delle piante più antiche del mondo. Si tratta di una pianta spontanea che cresce ovunque, in particolare in zone con alta umidità, ma è in grado di adattarsi a diversi climi, caratteristica delle piante più longeve, che le ha permesso di sopravvivere per milioni di anni senza estinguersi.
Dell’equiseto possono essere raccolti fusti e foglie, che in erboristeria vengono impiegati nella preparazione di infusi e tisane, per sfruttare le proprietà diuretiche e remineralizzanti della pianta, importanti per ossa, denti e capelli, e per l’azione dilavante delle urine, utile dunque nell’alleviare le infezioni del tratto urinario.
9. Biancospino
Il biancospino è un’erba spontanea che può essere raccolta in autunno, a cui sono attribuite importanti proprietà fitoterapiche, maggiori nel biancospino di raccolta spontanea, che non è soggetto all’indebolimento di fertilizzanti e pesticidi. Il biancospino è una delle principali piante rilassanti ed antistress: in particolare si tratta di un sedativo e miorilassante, ovvero un rilassante dei muscoli, ed è utile per chi soffre di scompensi cardiaci in quanto regola la pressione arteriosa.
10. Artemisia
L’artemisia, detta anche erba del brigante o assenzio selvatico (in quanto molto simile all’assenzio), è una pianta di raccolta spontanea appartenente alla famiglia delle Asteraceae e caratterizzata da un forte principio amaro. Si tratta di una pianta che cresce in particolare nelle zone Mediterranee, ed è riconoscibile dalla forma particolare delle foglie pennopartite. L’artemisia è una pianta molto utilizzata in erboristeria, e da essa si ricavano oli essenziali con proprietà medicamentose antisettiche ed antispasmodiche, ma se ne possono utilizzare le foglie, raccolte dalle piante selvatiche, anche in cucina. Le foglie di artemisia possono infatti essere consumate cotte o crude, e favoriscono la digestione, per questo vengono spesso accostate come contorno a piatti particolarmente grassi. È inoltre possibile preparare un infuso di artemisia, o utilizzarla nella distillazione di liquori come l’assenzio.
Ricetta Base: Insalata di Erbe Selvatiche
Prendete qualche erba selvatica e via! Una semplice insalata di erbe selvatiche darà al vostro repertorio culinario il massimo della freschezza. E non preoccupatevi, ci atteniamo a piante autoctone che potete trovare facilmente nei prati e nelle foreste. Questa insalata non solo è ricca di vitamine e minerali, ma ha anche un ottimo sapore!
- Raccogliete una manciata di erbe selvatiche commestibili.
- Tritare grossolanamente le erbe.
- Tagliare il pomodoro e il cetriolo a cubetti e il cipollotto ad anelli.
- Mescolare l'olio d'oliva e l'aceto balsamico in una piccola ciotola.
Altre Erbe Spontanee da Scoprire
- Melissa: L’erba spontanea del buonumore, ottima in insalate e frittate.
- Robinia: I fiori sono squisiti in insalata, ma attenzione alle altre parti tossiche.
- Rovo: Germogli e frutti prelibati, da maggio a settembre.
- Sambuco: Conosciuto per le proprietà diuretiche, ideale per succhi e bevande.
- Spinacio selvatico: Ricco di ferro, perfetto contro l'anemia.
- Erba alliaria: Aroma di aglio, usabile in mille modi diversi.
- Cicoria: Ricca di vitamina C, ottima sia cruda che cotta.
- Piantaggine: Previene il raffreddore, versatile in molte preparazioni.
Tabella Riassuntiva delle Erbe Spontanee
| Erba Spontanea | Periodo di Raccolta | Utilizzo | Proprietà |
|---|---|---|---|
| Tarassaco | Primavera | Insalate, confetture | Diuretico, depurativo |
| Malva | Primavera | Insalate, zuppe | Emolliente, lenitiva |
| Ortica | Primavera | Risotti, frittate | Ricca di minerali, diuretica |
| Borragine | Estate | Tisane, piatti vari | Antinfiammatoria, febbrifuga |
| Cicoria | Primavera-Autunno | Insalate, contorni | Ricca di vitamina C, depurativa |
| Piantaggine | Tutto l'anno | Insalate, frittate | Antinfiammatoria, emolliente |
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