Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è un film fantasy del 1971 diretto dal regista Mel Stuart. Un mondo di pura immaginazione e design, quello di Willy Wonka: vero protagonista del lungometraggio musicale del 1971, nonostante Roald Dahl non ne fosse proprio entusiasta. Psichedelico, grottesco, frastornante: Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato rispecchia i tempi in cui viene prodotto, e si differenzia dal libro, soprattutto grazie alla sceneggiatura e ai dialoghi scritti per il sovrano “cappellaio matto” del regno dolce che cinque bambini hanno il piacere di visitare (ma solo in apparenza).
La Trama: Una Caccia al Tesoro Dolciaria
È la storia di un bambino di nome Charlie Bucket (Peter Ostrum) che vive in una situazione di grave indigenza con la madre e i suoi quattro nonni, in una decadente casetta situata nelle vicinanze della rinomata fabbrica di cioccolato del famoso Willy Wonka (Gene Wilder). A seguito degli iniqui tentativi di rubare le ricette speciali dei suoi dolci da parte di disonesti concorrenti nel settore dolciario, lo stavagante Wonka prende una drastica decisione: sparire dalla scena pubblica. Willy non esce più dalla sua fabbrica e nessuno è a conoscenza di chi siano gli operai che lavorano all’interno dei suoi laboratori.
Dopo anni di silenzio, un mattino di un giorno qualunque, il Signor Wonka torna a farsi vivo bandendo un curioso concorso internazionale: chi troverà i biglietti dorati contenuti solamente in cinque tavolette di cioccolato riportanti il marchio Wonka, avrà modo di visitare la misteriosa fabbrica e ricevere in omaggio una scorta a vita di dolciumi Wonka. Si scatena così in tutto il mondo una folle caccia ai biglietti dorati.
I Personaggi: Vizi e Virtù a Confronto
I primi quattro fortunati vincitori sono dei bambini provenienti da diverse città:
- Augustus Gloop dalla Germania, bambino golosissimo e obeso.
- Veruca Salt dall'Inghilterra, ragazzina benestante molto viziata e capricciosa.
- Violet Beauregarde dal Montana, campionessa masticatrice di chewing gum molto fanatica e sleale.
- Mike Travis, un bambino dell’Arizona dipendente dai videogiochi e dalla televisione, molto iroso e intrattabile.
Charlie spera in cuor suo di riuscire a rimediare miracolosamente dei soldi per poter acquistare una tavoletta ed essere l’ultimo fortunato vincitore. E i sogni ogni tanto si avverano: il bambino trova incredibilmente dei soldi per terra e si precipita ad acquistare una tavoletta di cioccolato Wonka. Dopo averla scartata con timore, rinviene al suo interno tra lo stupore e l’incredulità l'ultimo biglietto dorato. Sconvolto dalla felicità per la fortuna che ha avuto e per questa magnifica opportunità, Charlie decide di presentarsi alla fabbrica accompagnato dal suo vecchio adorato nonno Joe (Jack Albertson).
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Ma la tanto attesa visita dentro la misteriosa fabbrica si rivela essere alquanto particolare: tutti i bambini che vi partecipano vengono a turno eliminati dai loro stessi vizi, in modo bizzarro e surreale. Tra i cinque bambini vincitori, verranno puniti quelli capricciosi e premiato l'unico onesto. Con questo film dedicato ai piccoli, ma non solo il regista e l'autore del libro vogliono dire che l'onestà è la miglior virtù.
Dietro le Quinte: Genesi e Curiosità di un Cult
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è un musical divenuto cult, diretto nel 1971 dal regista americano Mel Stuart e basato su La fabbrica di cioccolato, romanzo per bambini del 1964 dello scrittore britannico Roald Dahl. L’idea di adattare cinematograficamente il libro nasce grazie alla figlia del regista, la quale, dopo aver letto la storia, chiese al padre di farci un film. Il progetto prese vita grazie anche all’interesse dimostrato dal produttore David L. Wolper, il quale stava proprio cercando in quel periodo un modo per promuovere un nuovo dolce di cioccolato realizzato dalla Breaker Confections (poi rinominata The Willy Wonka Candy Company).
La sceneggiatura fu realizzata dallo stesso Roald Dahl, il quale però poi decise di rinnegare il film: ciò accadde perché la sceneggiatura fu poi completamente riscritta da David Seltzer, stravolgendo alcune parti della storia originale e aggiungendo un senso dell’humor diretto ad un pubblico adulto. La colonna sonora e le canzoni del musical sono state realizzate dal compositore di colonne sonore Leslie Bricusse e dal cantautore Anthony Newley, i quali ricevettero nel 1972 una nomination agli Oscar per il loro lavoro. Il film ha acquisito nel tempo molta popolarità.
Roald Dahl scrisse il romanzo La fabbrica di cioccolato nel 1964, prendendo ispirazione dalla sua esperienza personale durante gli anni del college, presso la Repton School nel Derbyshire. All’epoca infatti esistevano in Inghilterra due importanti aziende di dolciumi: la Cadbury e la Rowntree's. Le ditte si facevano una concorrenza spietata, tanto da cercare di far infiltrare delle spie nell’azienda rivale, in modo da carpirne i segreti di produzione dei dolci. Ciò generò una situazione per cui sia Cadbury sia Rowntree's divennero molto misteriose riguardo il loro processi produttivi, dando allo scrittore Dahl l’idea per il suo libro.
L'Eredità di un Film Indimenticabile
Ed è questa la magia del film, che si cristallizza come in una favola in technicolor che non invecchia mai, facendo affidamento a dinamiche fantastiche seppur in pieno gusto 70s. Il caos multicolore di Willy Wonka, venato da un perturbante pizzico di follia, si affianca a canzoni che fanno la morale ai bambini cattivi, eseguite dal piccolo popolo di Umpa Lumpa che lo aiuta a produrre dolciumi.
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Può capitare che Willy (Gene Wilder) citi Shakespeare, o Wilde, e può essere che non ami affatto i più piccoli, ma desideri punirli con un sorriso sociopatico stampato sul volto. Originalissima e carinissima fiaba un po' musicata, diventata cult. L'ho sempre adorata sin da piccola poichè ricca di garbo e moralismo, possiede un fascino davvero unico e potente.
Film che ti riempe il cuore, belle musiche, begli interpreti, Wilder davvero perfetto nel suo ruolo: rende Willy Wonka non lo psicopatico decerebrato del remake, ma persona sì folle, ma buona e in cerca di una persona altrettanto buona alla quale dare in eredità la sua fabbrica. Un bel film sempre frizzante e allegro. Penso sia uno dei capolavori del genere, un film intramontabile che non stanca mai di guardare. La maggior parte dei protagonisti, anche se giovani sanno fare bene la loro parte rappresentando magnificamente le sfumature dei caratteri e personalità variegate dell'età giovanile.
Non credo di dire nulla di nuovo ma trovo questo film stupendo, adatto a tutti, con atmosfere e ambientazioni magiche! Un pezzo di bravura del regista per un film che oggi avrebbe quasi 40 anni ed è sempre bellissimo e moderno.
If you want to view paradise, simply look around and view it. Anything you want to, do it… Se vuoi ammirare il paradiso, semplicemente guardati attorno e ammiralo. È morto Gene Wilder, uno dei comici più amati di tutti i tempi. Ci ha lasciato all'età di 83 anni nella sua casa di Stamford, in Connecticut.
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