Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato: Curiosità e Segreti del Film del 1971

Alzi la mano chi non ha mai segretamente desiderato di trovare un biglietto d’oro aprendo una barretta di cioccolato. Poco plausibile, è vero, ma l’importante è tenersi sempre stretta l’immaginazione. È quello che accade a Charlie Bucket (Peter Ostrum), un bambino povero che vive con la madre e i quattro nonni in una piccola e misera casa, poco distante da una maestosa Fabbrica di Cioccolato.

A dirigere la fabbrica c’è Willy Wonka (Gene Wilder), magnate del mondo dei dolciumi, creatore di magiche e misteriose ricette, che decide inaspettatamente di aprire le porte della sua casa-fabbrica ai cinque fortunati che troveranno il biglietto d’oro dentro una delle barrette Wonka. Quando Charlie ha ormai perso le speranze, ecco che finalmente trova l’ultimo biglietto dorato.

Accoglienza e Consacrazione di un Cult

Nonostante Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato sia indiscutibilmente un film culto, di quelli capaci di sedimentarsi nella mente e nei cuori di generazioni di spettatori, quando uscì nel 1971 non fu accolto con grande entusiasmo. Nonostante venne definito da Roger Ebert “un nuovo Il Mago di Oz“, guadagnò appena 4 milioni di dollari a fronte di un budget di 3, tanto che la Paramount cedette presto i diritti di distribuzione.

Un’accoglienza sicuramente migliore la ebbe invece al momento del rilascio della versione home-video negli anni ’80 e con la re-release Warner Bros. del 1996, che segnarono la definitiva consacrazione della pellicola a classico della storia del cinema.

Regia e Sceneggiatura

Alla regia di questa storica trasposizione del romanzo di Roald Dahl c’è Mel Stuart, che nonostante una brillante carriera di produttore non può certo dirsi un regista di particolare fama o prolificità, nonostante la nomination all’Oscar per il suo documentario Quei Quattro Giorni di Novembre.

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Lo script invece porta la firma di David Seltzer, che proprio negli anni ’70 stava vivendo il periodo più proficuo della propria carriera di sceneggiatore: nel 1975 avrebbe infatti pubblicato la trasposizione romanzata del suo copione di The Omen - Il Presagio, che, essendo uscita prima del debutto in sala della pellicola diretta da Richard Donner con le interpretazioni di Lee Remick e Gregory Peck, venne da molti ritenuta erroneamente la fonte d’ispirazione letteraria del film ed ebbe un inaspettato successo.

L'Iconico Willy Wonka di Gene Wilder

Il merito principale dietro il successo di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è però senza dubbio soprattutto dell’iconica interpretazione consegnataci dal geniale Gene Wilder, che costruisce un Willy Wonka straordinariamente carismatico, ambiguo e imprevedibile. Riassume bene tale approccio la zoppia presente nella sua apparizione in scena, che progressivamente sparisce e ‘cede il passo’ a salti e capriole: non una semplice burla, ma un modo per sottolineare quanto sia sfuggente e misterioso il personaggio di Wonka; un espediente che Wilder mise come conditio sine qua non per l’interpretazione dello strambo cioccolatiere.

Wilder solo tre anni prima di questa interpretazione aveva lasciato un segno con il provocatorio Per favore non toccate le vecchiette di Mel Brooks e, in seguito, avrebbe costruito una galleria di personaggi straordinari con pellicole come Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) di Woody Allen, il capolavoro di Brooks Frankenstein Junior, ma anche con il celebre La signora in rosso e il divertentissimo Non guardarmi… Non ti sento in coppia con Pryor.

Gli Umpa Lumpa: Dietro le Quinte di un Personaggio Iconico

Una delle più caratteristiche presenze nel film di Mel Stuart sono di certo gli Umpa Lupa, minuti e colorati operai nella magica fabbrica di cioccolato. Quel che tutti non sanno è che il lavoro di adattamento su pellicola dei personaggi si dimostrò particolarmente ostico: infatti nel libro di Dahl gli Umpa Lumpa erano degli Africani pigmei, e in quegli anni ’70 in cui la popolazione nera stava iniziando a conseguire le prime conquiste civili e politiche, le sfumature razziste dello scritto di Dahl andavano opportunamente modificate.

Dietro a tanta attenzione al politicamente corretto non c’è però solo un’espressa volontà politica del regista, ma anche la necessità da parte dei produttori di tenersi lontani da ulteriori polemiche.

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Tabella: Confronto tra le rappresentazioni degli Umpa Lumpa

Versione Descrizione
Libro di Roald Dahl (1964) Pigmei africani
Film del 1971 Omini arancioni con capelli verdi
Film di Tim Burton (2005) Interpretati da Deep Roy con tecniche digitali

Curiosità sulla Produzione

Mel Stuart si deve certamente esser divertito molto in scena: nonostante la chocolate room sia mostrata all’inizio del film, non fu permesso di vederla a nessun attore se non al momento di girare le scene lì ambientate. Discorso simile vale per la scena in cui Willy Wonka, nel proprio ufficio, si scaglia contro Charlie e Nonno Joe urlando.

Un Classico Intramontabile

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è stato in grado, anno dopo anno, di insinuarsi tanto nei cuori degli spettatori da diventare un tassello indispensabile nel nostro immaginario filmico collettivo. La sua forza iconica è diventata una costante della cultura pop, portando a una moltitudine di citazioni (basti pensare a quante ve ne siano ne I Simpson), e non è stata adombrata nemmeno dall’adattamento realizzato nel 2005 da Tim Burton, così come il Wonka di Johnny Depp non ha minimamente scalfito il ricordo della straordinaria interpretazione di Wilder.

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