Le Origini della Pasta Fini e la Tradizione dei Fini Fini

La cucina italiana è ricca di storia e tradizioni, e due esempi emblematici sono la pasta fresca Fini e i fini fini, un piatto tradizionale della Ciociaria. Scopriamo insieme le loro origini e peculiarità.

Fini: Un Marchio Storico di Pasta Fresca

Fini, il marchio di tortellini e pasta fresca ripiena, nasce nel 1912 grazie a Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia. L'azienda appartiene al Gruppo Fini Spa (di proprietà di Holding Carisma), un'azienda alimentare italiana con sede a Modena. Fini è specializzata principalmente nella produzione di pasta fresca ripiena con il marchio Fini.

Oltre alla pasta fresca, Fini si distingue per la creazione di conserve vegetali, passate di pomodoro e deliziose confetture commercializzate con il marchio Le Conserve della Nonna.

Dalla Bottega al Mercato Internazionale

Nel retrobottega, Giuditta, la moglie di Telesforo, preparava tortellini per i clienti più affezionati. Per aumentare la produzione, nel 1958 viene realizzato un grande laboratorio artigianale all’interno della villa di famiglia. L’entrata nel mercato internazionale viene celebrata con la creazione del primo logo Fini da parte del grafico Pino Tovaglia. Il logo è caratterizzato dal celebre leone rampante, che richiama lo stemma della famiglia Fini, in uso già dal 1924.

Nel 2012, Fini ha rinnovato la propria identità di marca, con l’obiettivo di affermare un nuovo posizionamento: un brand premium, vicino alle persone, orgoglioso della sua storia e del suo territorio d’origine, ma con uno stile contemporaneo.

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Le Conserve della Nonna

Le Conserve della Nonna offre un'ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, con sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, garantendo la sicurezza di un grande gruppo industriale.

I 'Fini Fini': Un Tesoro Gastronomico del Lazio

Il Lazio è una regione ricca di tesori, tra cui spicca una ricca tradizione gastronomica. Se vi trovate nei dintorni di Anzio, non potete non assaggiare i cosiddetti ‘fini fini’. Questo piatto, originario della Ciociaria, vanta una tradizione molto lunga, comparendo per la prima volta sulle tavole nel 1500. La tradizione locale vuole che vengano serviti con un sugo di ragù a base di frattaglie di pollo.

Origini e Caratteristiche

La cucina ciociara affonda le proprie origini nel mondo contadino, utilizzando ingredienti essenzialmente poveri. I ‘fini fini’, meglio noti come maccaruni, sono ancora oggi uno dei primi piatti più apprezzati tra la popolazione locale e i turisti. Si tratta di fettuccine all’uovo artigianali, tagliate rigorosamente a mano con un coltello affilato per ottenere un prodotto finale molto sottile. Tradizionalmente, vengono serviti con un ragù a base di frattaglie di pollo, ma possono anche essere gustati con un sugo di pomodoro fresco, basilico e parmigiano grattugiato, talvolta arricchito con spuntature di maiale.

I maccaruni si gustano in ogni momento dell’anno, ma diventano un piatto irrinunciabile durante festività, occasioni particolari e il Carnevale frusinate. In queste occasioni, la pasta viene servita nel tradizionale piatto di legno locale chiamato scifa.

Come Preparare i 'Fini Fini'

Preparare i ‘fini fini’ non è difficile. Ecco la ricetta per quattro persone:

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  • ½ kg di farina
  • 4 uova
  • Sale quanto basta

Setacciate la farina e disponetela a fontanella sul piano da lavoro. Aggiungete sale e uova, e lavorate il tutto per circa dieci minuti fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Formate un panetto, avvolgetelo in un panno umido e lasciatelo riposare per circa un’ora.

Tirate la sfoglia con la macchina per la pasta o il mattarello, cospargete il tavolo di farina e lavorate l’impasto fino a ottenere una forma rotonda e sottile. Avvolgete la pasta su se stessa e tagliatela con un coltello affilato per realizzare i ‘fini fini’, che devono avere una larghezza di circa ½ millimetro. Srotolate la pasta e lasciatela riposare sul piano da lavoro per circa un’ora.

Condimenti Consigliati

Nei mesi più caldi, si consiglia un sugo semplice e leggero a base di pomodoro fresco e basilico, sfumato con vino bianco o arricchito con pepe/peperoncino a seconda dei gusti. Servite il piatto con una spolverata di parmigiano o pecorino.

Nella stagione fredda, si può optare per un condimento più sostanzioso, come il ragù con gli scarti del pollo (o rigaje). Per prepararlo, occorrono:

  • 1 cipolla
  • Sedano quanto basta
  • Olio extravergine di oliva
  • Frattaglie di pollo a pezzetti
  • Vino rosso per sfumare
  • Pomodoro
  • Sale quanto basta

Preparate un soffritto con cipolla e sedano, aggiungete la carne e fate insaporire. Sfumate con il vino rosso, salate e cuocete per circa 30 minuti. Unite la polpa di pomodoro e completate la cottura.

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Cuocete i ‘fini fini’ in acqua bollente salata, scolateli al dente e versateli nella padella con il sugo. Fate insaporire la pasta per alcuni secondi e mantecate con parmigiano o pecorino locale. I ‘fini fini’ si sposano bene anche con burro e parmigiano, sughi con funghi porcini, tartufo, molluschi e molto altro. Servite sempre i maccaruni con un buon bicchiere di vino, come il Cesanese di Affile.

Maccheroncini di Campofilone

La tradizione pastaia di Campofilone inizia secondo leggende popolari-gastronomiche scritte sin dal 1400, dove in una particolare ricetta si citano i “Maccheroncini fini fini“. I primi documenti certi che si riferiscono a questa pasta denominata anche capelli d’angelo, risalgono al Concilio di Trento del 1560, dove viene menzionata con la dicitura “così sottile da sciogliersi in bocca”. Persino Giacomo Leopardi li cita tra le sue 49 pietanze preferite della cucina marchigiana. Il nome Maccheroncini, diminutivo di maccheroni, deriva dal fatto che le massaie di Campofilone facessero a gara a chi riuscisse a tagliarli in modo più sottile.

La ricetta tipica campofilonese ne prevede il condimento, sopra una tavola di legno che ne possa trattenere l’acqua di cottura in eccesso, con un ragù rosso di carni miste (manzo, maiale e anatra muta). La ricetta secolare è stata tramandata inalterata: l’impasto preparato con le migliori farine di grano duro e uova fresche, senza l’aggiunta di acqua, viene steso in sottili sfoglie e tagliato in fili sottilissimi disposti ad asciugare su caratteristici fogli di carta.

Nell’anno 2013 L’Unione Europea attribuisce ai “Maccheroncini di Campofilone” il marchio di origine “Indicazione di Origine Protetta I.G.P.”. Nel Disciplinare di Produzione della Indicazione Geografica Protetta “Maccheroncini di Campofilone” è indicato il nome di NELLO SPINOSI, riconoscendogli di diritto la titolarità dell’apertura del PRIMO LABORATORIO ARTIGIANALE per la produzione dei Maccheroncini a Campofilone. A VINCENZO SPINOSI, figlio di Nello, va il merito di aver fatto conoscere i Maccheroncini di Campofilone in tutto il mondo.

Evoluzione del Marchio Fini

La nostra storia inizia nel 1912. Telesforo Fini, amante della buona cucina e dei piccoli piaceri quotidiani, apre un’elegante bottega nel centro storico di Modena. La ricerca dell’eccellenza in tavola è una vocazione di famiglia. Nel retrobottega la moglie di Telesforo, Giuditta, prepara per i clienti più affezionati tortellini speciali dal gusto inimitabile. Chi li assaggia non può più farne a meno. Una passione è più buona se condivisa. Per questo nel 1930 il sig. Fini decide di aprire un vero e proprio ristorante dove i clienti possono gustare i tortellini di famiglia e sentirsi a casa. Questo tempio della gastronomia modenese diventa subito famoso in tutta Italia.

Nel 1958 viene creato un grande laboratorio artigianale all’interno della villa di famiglia. Il suo obiettivo? Portare la bontà dei tortellini Fini sulle tavole di tutta Italia. Prende in gestione alcune aree di ristoro autostradali e inaugura un punto vendita nell’aeroporto di Linate. Negli anni Ottanta la bontà dei tortellini Fini scavalca i confini nazionali. I prodotti Fini ora sono disponibili nelle gastronomie di tutto il Paese. Per celebrare questo traguardo con gli italiani, si manda in onda il primo spot televisivo dell’azienda.

La Federazione Italiana Calcio sceglie Fini come fornitore ufficiale della Nazionale Italina per la la genuinità dei suoi prodotti. I tortellini Grandi Classici Fini con trafilatura al bronzo diventano così gli allenatori della tavola di Coverciano. La continua ricerca dell’eccellenza in tavola ha permesso a Fini di raggiungere un grande traguardo, quello dei 100 anni di attività. Un’occasione speciale che abbiamo voluto festeggiare con i nostri clienti lanciando due nuove linee. Nascono così gli Autentici, un prodotto dall’anima tradizionale che ripropone il sapore classico della pasta ripiena, e la Selezione, una linea di ricette sfiziose e originali.

Fini si impegna ogni giorno per perseguire la qualità, per questo ha inaugurato a Ravarino un moderno stabilimento in cui si produce una pasta fresca premium ancora più unica riconoscibile: ruvida, opaca e trafilata al bronzo. Con una sfoglia dal colore giallo dorato, che evidenzia la presenza equilibrata e la freschezza dei due ingredienti primi, le uova e la farina. Inoltre, all’insegna della dell’ecosostenibilità, i pannelli solari ci permettono di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 e ottimizzare la produzione.

Fini rinnova la sua identità di marca, con l’obiettivo di fare tesoro delle caratteristiche che hanno reso il brand memorabile fino ad oggi ed evolverle per comunicare al meglio il suo posizionamento attuale: premium, ma anche vicino alle persone, fiero della sua storia e della sua terra di origine, ma con uno stile contemporaneo. Fini vince con la linea "I Granripieni" il premio “Eletto Prodotto dell'Anno” per la categoria pasta fresca ripiena. Parte il rilancio di alcuni tra i principali prodotti della gamma Granripieni, attraverso la collaborazione con altrettanti marchi leader nel proprio settore, 100% italiani e che condividono i valori fondanti di FINI: storicità, territorialità, tradizione e qualità. -Per i “Ravioli ricotta erbette” si è intrapresa invece una collaborazione con il Gruppo Granarolo, la più importante e grande filiera italiana del latte.

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