La Silene non è solo una pianta spontanea, ma un vero e proprio simbolo della cucina contadina italiana. Conosciuta e amata dalle nostre nonne, è un ingrediente che vale la pena riscoprire e portare sulle nostre tavole, per mantenere viva la tradizione e tornare ai sapori autentici della natura.
Cos'è la Silene?
Si tratta di una piccola pianta perenne e spontanea, tipica dei terreni incolti e calcarei, che viene ricercata per la bontà e la delicatezza del suo gusto e che va raccolta tra marzo e aprile quando le sue foglie sono più tenere e prima che compaiano i suoi fiori. È una pianta dal portamento eretto o strisciante, con fusti spesso ricoperti di peli ghiandolari. Le foglie sono opposte e di forma lanceolata, mentre i fiori, generalmente bianchi o rosati, hanno una caratteristica corolla con cinque petali profondamente intagliati.
Il calice gonfio, che avvolge il fiore, è un elemento distintivo e aiuta a riconoscerla facilmente: si dice che debba il nome a Sileno, divinità minore dei boschi nella mitologia greca dall’aspetto di un anziano calvo, corpulento e peloso e amante del vino, raffigurato con una grande pancia. Il periodo migliore per la raccolta della silene è la primavera, tra marzo e maggio, quando i germogli sono ancora teneri e ricchi di sapore. Si trova facilmente nei campi incolti, nei prati e ai bordi delle strade di campagna.
In Emilia-Romagna la silene è conosciuta come stridoli o strigoli, in Veneto e nel dialetto bergamasco come sciopeti o sciopetin, in Friuli Venezia Giulia sclopit, in Toscana viene chiamata bubbolini. Al Sud è nota come ninnoli o grispigno selvatico, e poi ancora come grisol, cornagì, erba del cucco, carletti. Le nostre nonne conoscevano bene il valore di quest’erba e ne utilizzavano foglie e germogli per preparare piatti genuini e saporiti.
La silene è ottima per arricchire minestre, risotti, frittate, polpette, formaggi e torte salate. Una delle ricette più tradizionali è la Frittata di strigoli, semplice ma dal gusto inconfondibile.
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Proprietà Nutritive e Benefici
Fin dal passato la silene è stata usata anche per le sue funzioni terapeutiche, pur non essendo una pianta officinale. Innanzitutto fornisce vitamina C, saponine, mucillagini, acidi grassi (acido oleico, linoleico, linolenico, palmitico e stearico). È inoltre un potente anti-ossidante poiché contiene un’elevata quantità di sali minerali e fenoli.
Frittata con Silene: la Ricetta
Ingredienti:
- Silene vulgaris (strigoli o sclopit)
- Cipolla (o scalogno)
- Uova
- Parmigiano grattugiato
- Vino bianco
- Olio extra vergine di oliva
- Sale e pepe q.b.
Preparazione:
- Prendere la silene vulgaris, lavarla sotto l'acqua corrente e asciugarla tamponandola con un canovaccio.
- Eliminare i fusti più duri e tagliare a pezzetti di circa 2-3 cm le foglioline.
- Pulire la cipolla e tagliarla a fette sottili.
- In una padella, possibilmente antiaderente, mettere l'olio e la cipolla a soffriggere per 1 minuto.
- Aggiungere la silene vulgaris e cuocere ancora per un minuto, aggiungere infine il vino bianco e far sfumare mescolando di tanto in tanto.
- In una ciotola a parte sbattere le uova con il sale e il parmigiano.
- Versare le uova sbattute sulla silene cotta in padella e continuare la cottura.
- Dopo 2 minuti rigirare la frittata in padella aiutandosi eventualmente con un piatto per rivoltarla, terminare la cottura della frittata in 2 minuti circa.
- Togliere dalla padella e posizionare in un piatto da portata con carta assorbente per togliere eventuale olio in eccesso.
- Tagliare a fette e servire.
Per una variante più leggera, si può cucinare la frittata in forno. Foderare una pirofila alta con la carta da forno, amalgamare il composto di uova con le verdure e versarlo nella pirofila.
Varianti e Consigli
La frittata con lo sclopit è un piatto semplice, ma pieno di gusto. Per chi non conosce già questa piantina, il suo nome botanico è Silene vulgaris; lo potete riconoscere dai caratteristici fiori a palloncino, che se schiacciati producono un suono simile ad un piccolo scoppio.
La frittata di cannatedda è buonissima, ha un gusto particolare, sembra una frittata preparata con verdure diverse, il suo sapore assomiglia anche a quello degli asparagi, delle bietole, è un mix di sapori.
La silene bianca è buona, secondo me, anche stufata o ripassata in padella. Il suo gusto delicato e inconfondibile e la fa apprezzare come ingrediente base per risotti e condimenti per pastasciutte, anche se personalmente la trovo particolarmente gradevole nelle frittate primaverili, da sola o con altre erbe di campo.
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Tabella Nutrizionale (Valori medi per 100g)
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Vitamina C | *Dato variabile* |
| Sali Minerali | *Dato variabile* |
| Acido Oleico | *Dato variabile* |
Le nostre nonne conoscevano bene il valore di quest’erba e ne utilizzavano foglie e germogli per preparare piatti genuini e saporiti.
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