Quando cucini gli spaghetti, prima di metterli in acqua, preferisci spezzarli? Ci riferiamo a una pratica che, secondo molti, non si dovrebbe mai fare prima della cottura. Spezzare gli spaghetti è considerato un errore che potrebbe compromettere il risultato finale del piatto. La cottura della pasta è un'arte che troppo spesso tendiamo a dare per scontata.
I Motivi per Non Spezzare gli Spaghetti
Diverse sono le motivazioni per cui in cucina si tende a spezzare lo spaghetto. Molte persone, nella vita di tutti i giorni, vanno di fretta e cercano di ottimizzare tempi e preparazione. Per rendere tale procedimento più rapido, una pasta come gli spaghetti viene spezzata in due per farla entrare subito in pentola.
In altre parole, quando un oggetto lungo e sottile viene piegato uniformemente da ambo le estremità, questo si spezzerà vicino al centro, dove la curvatura è maggiore. Questa rottura porterà a una propagazione di onde che fletteranno ancora di più lo spaghetto, innescando un effetto a cascata di rotture elementari.
La matematica alla base della scoperta non è delle più semplici. Sono coinvolte le cosiddette equazioni di Kirchhoff per barre elastiche: quando viene rilasciato, spiegano i fisici, gli spaghetti sono sottoposti a tre regimi in successione: l’estremità rilasciata si raddrizza rapidamente (primo regime), il che provoca la generazione di onde di flessione (secondo regime) che, a loro volta, viaggiano lungo lo spaghetto fino all’estremità tenuta in mano. Qui (terzo regime) vengono riflesse e amplificate. Il che porta alle rotture multiple.
Il Galateo e gli Spaghetti
Tagliare gli spaghetti con il coltello può sembrare un vero abominio per noi italiani: ma perché è vietato secondo il galateo?
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- Tradizione: La pasta lunga fa parte della tradizione culinaria italiana e il suo modo di consumo è codificato da secoli: tagliarli con il coltello viene visto come un gesto poco raffinato che rompe con questa tradizione.
- Eleganza: L'atto di mangiare gli spaghetti con la forchetta e avvolgerli intorno ai rebbi è considerato un gesto elegante e raffinato, che richiede manualità e abilità. Tagliarli con il coltello, invece, rende l'operazione più grossolana e meno piacevole, privandola di quel fascino che la contraddistingue.
- Gusto e consistenza: Tagliare o spezzare gli spaghetti può alterare anche la loro consistenza, rendendoli più difficili da mangiare e disperdendo i loro succhi e sapori.
- Abilità: Mangiare gli spaghetti con la forchetta senza tagliarli è visto come una dimostrazione di abilità e capacità, un segno di padronanza della tecnica e del galateo.
- Praticità: Mangiare gli spaghetti con la forchetta è il modo più veloce e pratico per consumarli. Tagliarli con il coltello rallenta il processo e lo rende più macchinoso, snaturando la convivialità e la spontaneità che caratterizzano il pasto.
Eccezioni alla Regola
Nonostante queste regole, esistono alcune eccezioni in cui tagliare gli spaghetti con il coltello può essere più che accettabile. Per i bambini piccoli che ancora non hanno sviluppato la manualità necessaria per mangiare gli spaghetti con la forchetta, può essere utile tagliarli a pezzetti più piccoli con il coltello, ma anche con persone anziane o con disabilità, che hanno difficoltà a masticare o a tenere la forchetta.
Anche se è sempre bene conoscere le regole del galateo, che comunque sono sempre in evoluzione, la scelta di tagliare o meno gli spaghetti con il coltello è una questione di personale preferenza e contesto.
Alternative e Consigli
Se hai l'abitudine di spezzare gli spaghetti perché non hai una pentola profonda, puoi semplicemente adagiare gli spaghetti fino alla metà; dopo alcuni secondi inizieranno a piegarsi. Basta solo accompagnarli girandoli delicatamente ed entreranno anche in pentole non tanto capienti.
In alternativa, considera l'acquisto di una pentola più alta per cuocere gli spaghetti interi. Questo ti permetterà di rispettare la tradizione e di gustare al meglio questo formato di pasta.
Formati di Spaghetti
Gli spaghetti si possono trovare sulle nostre tavole in molteplici dimensioni e questo è solo uno dei motivi per cui questo tipo di pasta si presta a essere servito in tantissime versioni. Esistono diverse tipologie di spaghetti che si differenziano per forma: gli spaghetti, gli spaghettoni, gli spaghettini, lo spaghetto quadrato, lo spaghetto quadrato bucato e, infine, lo spaghettino quadrato. Come per la maggior parte dei nomi di formati di pasta, gli spaghetti devono il loro nome alla loro forma che ricorda, appunto, uno spago.
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| Tipo di Spaghetto | Descrizione |
|---|---|
| Spaghetti | Il formato classico, di diametro medio. |
| Spaghettoni | Più spessi degli spaghetti, per sughi più corposi. |
| Spaghettini | Più sottili degli spaghetti, ideali per sughi leggeri. |
| Spaghetto Quadrato | Con sezione quadrata, offre una consistenza diversa. |
Spezzare gli spaghetti: per alcuni un vero e proprio delitto culinario, per altri un rito casalingo legato ai piatti poveri della tradizione, in ogni caso un gesto quantomeno curioso che ha suscitato perfino l'interesse di fisici e scienziati. Da qualche tempo li troviamo facilmente già confezionati sui banchi dei supermercati, pronti per essere cotti e gustati nei nostri piatti: se il mercato li richiede, vuol dire che gli italiani gli spaghetti spezzati li apprezzano e non poco.
Spaghetti Spezzati: Ricette e Tradizioni
Impossibili da spezzare perfettamente a metà, gli spaghetti sminuzzati risultano a tutti gli effetti, un elemento delle nostre cucine: come usarli al meglio? In quali ricette possono davvero fare la differenza? I puristi della tradizione molto probabilmente stanno storceranno il naso solo al pensiero, eppure nella cucina italiana spezzare gli spaghetti è un'abitudine molto più diffusa e accettata di quanto si possa pensare tanto che, nel tempo, diverse aziende hanno provveduto a mettere sul mercato questo formato di pasta "già spezzata".
Concordato che spezzare gli spaghetti non è un gesto da condannare, tanti sono i piatti poveri della tradizione popolare che ben si prestano a questo formato. In Sicilia, in particolare nella tradizione palermitana, gli spaghetti spezzati fanno coppia fissa con i tenerumi, foglie delle zucchine lunghe, in una deliziosa minestra condita con olio, aglio e pomodori pelati.
Ultimo ma non certo per importanza, il brodo: è proprio nel piatto caldo per eccellenza, in ogni sua versione, che gli spaghetti spezzati possono dare il meglio di sé.
Spezzare gli spaghetti a metà, una questione di fisica quantistica
Hai mai provato a spezzare uno spaghetto a metà, in due parti perfettamente uguali? Lasciaci indovinare, si è rivelata un'impresa impossibile. Il "caso" venne studiato già negli anni '30 dal fisico premio Nobel Richard Feyman, ma per trovare una risposta al quesito dobbiamo aspettare il 2005, quando due scienziati francesi dimostrano che piegando uno spaghetto facendo la stessa pressione da entrambi le parti, una sorta di energia "elastica" rimbalza nel punto di maggiore curvatura dello spaghetto, rompendolo in più parti.
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Una rottura centrale degli spaghetti sarebbe possibile solo attraverso un movimento di torsione e con una forza tale da non essere replicabile a mani nude: è quanto ci dicono tre ricercatori del MIT di Boston che, per dimostrarlo, hanno perfino costruito uno strumento meccanico. Dopo tutte queste informazioni, siamo sicuri che non ti cruccerai più dei tuoi spaghetti spezzati così tanto diversi tra loro.
Quando e Come Spezzare gli Spaghetti: Consigli Pratici
È considerato un vero e proprio oltraggio per molti italiani, eppure gli spaghetti spezzati sono largamente diffusi, non solo all'estero ma proprio nel nostro Paese. Non è un caso che alcuni marchi propongano un formato già bello e pronto di spaghetti spezzati: probabilmente c'è una parte di italiani che non lo trova poi così oltraggioso. È permesso, però, farlo soltanto per alcune ricette ben precise. Quali?
Non avete in dispensa un pacco di spaghetti già spezzati? Dovrete essere proprio voi a compiere quel gesto inconsulto.
Se avete già fatto un tentativo, avrete sicuramente notato che è praticamente impossibile spezzare uno spaghetto in due parti uguali e con molta probabilità avrete ottenuto più frammenti. Si tratta di un mistero studiato già negli anni 30 dal fisico Richard Feynman, Premio Nobel 1965 per l'elaborazione dell'elettrodinamica quantistica, e risolto soltanto nel 2005 dai fisici Basil Audoly e Sébastien Neukirch: la loro teoria spiega che piegando uno spaghetto in maniera uniforme da entrambe le estremità, quest'ultimo si spezza nel punto di maggiore curvatura, ma la rottura genera un'onda che lo frantuma ulteriormente in più punti.
La soluzione del problema è arrivata un anno dopo dal MIT di Boston, grazie al lavoro dei ricercatori Ronald Heisser e Vishal Patil, guidati da Jörn Dunkel: insieme hanno realizzato uno strumento che torce lo spaghetto su se stesso con una forza non replicabile da un essere umano, riuscendo a spezzarlo in sole due parti.
Quindi non crucciatevi: potete spezzare gli spaghetti a meno in due o più pezzi, a seconda del formato che desiderate ottenere, ma non saranno mai perfetti.
Spaghetti spezzati: in quali ricette?
Dalla scienza passiamo finalmente in cucina, il luogo dove spezzare gli spaghetti diventa un vero e proprio rituale di famiglia per coinvolgere i più piccini. Eppure, non si tratta soltanto di un modo per facilitare i bambini nel mangiare col cucchiaio. E nemmeno di una scorciatoia per i turisti che non hanno ancora imparato ad arrotolare lo spaghetto intorno all forchetta. Si tratta di un vero e proprio guilty pleasure anche per gli adulti, da proporre esclusivamente in determinate occasioni.
Quando spezzare gli spaghetti? In inverno, a quanto pare, perché l'abbinamento più apprezzato è proprio quello col classico brodo per coccolarsi durante le sere più fredde. Poi le zuppe e le minestre, con fagioli, lenticchie, ceci, piselli, cavolfiori, zucca, broccoli e così via. Gli spaghetti spezzati sono concessi anche in alcune ricette povere della tradizione campana, come la pasta con patate e provola, originariamente preparata proprio con gli avanzi di pasta frantumata raccolta nelle antiche botteghe dei pastai.
Per tutti gli italiani spezzare gli spaghetti per cucinarli rappresenta un vero e proprio colpo diretto al cuore, ma si tratta di un’azione che possiamo evitare oppure no? Come vanno cucinati gli spaghetti, è una delle domande che spesso ci si chiede cucina trattandosi di un tipo di pasta inizialmente non entra in modo corretto all’interno della nostra pentola. Da questo punto di vista la soluzione pratica rappresentata dallo spezzare spaghetto e mettere l’interno della pentola, cosicché avere problemi durante la cottura dato che la pasta viene messa subito all’interno dell’acqua bollente.
Nonostante tutto, però, si tratta di italiani di una pratica barbarica che non andrebbe mai fatta perché lo spaghetto inserito così come si trova all’interno dell’acqua bollente e attendere che questa ma mano possa entrare tutto dentro la pentola. Ma esistono delle controindicazioni legata alla cottura per il quale lo spaghetto me andrebbe davvero mai spezzato?
Ebbene sì, come abbiamo avuto modo di spiegare precedentemente spezzare gli spaghetti rappresenta soprattutto per gli italiani una pratica barbarica. Si tratta di un metodo per facilitare la cottura che però va a rompere la pasta in questione prima di versarla all’interno dell’acqua bollente, perderla così quel bel effetto avvolgente tipico dello spaghetto.
La Scienza Dietro lo Spezzare gli Spaghetti
Facciamo riferimento a un’abitudine che però contiene al suo interno delle controindicazioni, motivo per cui anche alcuni cercatori francesi hanno deciso di realizzare uno studio in tal senso che è stato pubblicato sulla sul Physical Review Letters.
Questa volta intervenire sulla cottura degli spaghetti è stata pessima la scienza, il quale ha finalmente chiarito come doverci comportare per garantire una miglior cottura alla pasta spiegando quali sono le conseguenze del nostro gesto. Secondo quanto emerso dallo studio scientifico, dunque, sarebbero due le abitudini riguardanti gli spaghetti che non dovremmo attuare ma in cucina: spezzare lo spaghetto per farlo entrare in pentola o ridurlo a piccoli pezzettini per avere una pastina pronta da cucinare.
Gli scienziati hanno evidenziato uno stress meccanico che avviene durante la rottura dello spaghetto, generato dalla flessione e che causa più di uno spiazzamento dei frammenti della pasta in più parti. Questa pratica, quindi, va a intaccare la bontà della nostra pasta cambiando anche il gusto finale che non sarà più lo stesso di quello previsto inizialmente, prima che questa subisse uno stress così esagerato.
Negli anni è sempre stata fatta molto ironia sugli spaghetti spezzati, definita anche una pratica barbara, la quale è stata persino oggetto di uno studio scientifico che dimostra quali sono i motivi per i quali non andrebbe fatta in alcun modo. Gli italiani sulla pasta sono davvero molto intransigenti, delle regole ben specifiche e stiamo molto attenti come va cucinata e non solo… Gli spaghetti non si spezzano, questa volta lo dice anche la scienza: ecco cosa capita ogni volta che lo fai.
Modalità di Cottura e Stress Meccanico
Un esempio pratico per capire quanto stiamo dicendo è rappresentato proprio dalle modalità di cottura degli spaghetti, i quali richiedono un po’ più cura rispetto a qualsiasi altro tipo di pasta per varie motivazioni… ma per rispondere attiva il mondo vanno a respirare spezzati.
L’attenzione degli scienziati si è concentrata sulla modalità di cottura della pasta, rispondendo così a un interrogativo molto importante che fa riferimento agli spaghetti. Non di rado, ma raramente in Italia, capita che una persona decida di spezzare gli spaghetti in due per fare in modo che possa entrare all’interno di una pentola oppure cerca di ricavare della pastina da preparare la stringata. Abitudini che possiamo definire sbagliate sotto ogni punto di vista perché si tratta di un incredibile stress al quale viene sottoposta la pasta prima della cottura, andando a intaccare l’alimento molto più di quanto possiamo immaginare.
Come abbiamo avuto modo di spiegare in precedenza, spezzerei gli spaghetti significa sottoporre questo tipo di pasta ad uno stress incredibile prima di cucinarli e non solo. La pasta viene spezzata molto spesso perché erroneamente si crede che possa impiegare meno tempo del previsto a cucinare, ma in realtà non è così. A fa intervenire sulla questione così delicata sono stati un gruppo di scienziati che hanno pubblicato il loro studio sul Physical Review Letters, i quali hanno spiegato perché una pasta così delicata come gli spaghetti non andrebbe mai spezzata prima della cottura. Con questo atto andiamo a sottoporre la pasta ad uno stress meccanico mettendo in atto una successione a cascata di rilasci di sostanze portando poi delle nuove crepe sulla pasta.
E sulla base di tale motivazione non andremo più a degustare gli spaghetti così come intesi, ma una tassa che si sposerà più facilmente e non avrà più il sapore che tutti conosciamo.
Il Dilemma Italiano: Spaghetti Interi o Spezzati?
Noi italiani quando si parla di spaghetti ci sentiamo sempre e comunque citati in causa. In special modo, se a parlare di pasta sono degli stranieri, pensiamo che abbiano torto a prescindere. Tra tutti i tipi di pasta che esistono ce n’è forse uno a cui teniamo in particolar modo. Sono gli spaghetti, pasta lunga che mangiamo fin dalla nostra più tenera infanzia. In Italia li cuciniamo tutti allo stesso modo. Infatti, pensare di romperli a metà viene in mente davvero a pochissimi italiani.
Lo spaghetto dovrebbe essere ben lungo e arrotolato nel piatto, sia per prendere tutto il cibo sia per una questione estetica. Non tutti, però, sono concordi nell’affermare questo principio. Ciò che noi italiani non vogliamo, però, ammettere è che il vero problema di rompere gli spaghetti non è tanto romperli in sé. Il vero dilemma è quello di riuscire a romperli al massimo in due parti, e non in troppi piccoli pezzetti che sennò in pentola diventerebbero come dei vermicelli.
Nel 1939 un fisico di grande fama aveva provato a capire perché gli spaghetti si rompono in più punti. Richard Feynman, il fisico in questione, però, la risposta non l’aveva trovata.
Senza entrare in spiegazioni di natura fisica troppo complesse, gli esperti hanno detto che quando cerchiamo di spezzare uno spaghetto a metà e lo prendiamo dalle due estremità, la nostra forza si trasforma in onde che all’interno dello spaghetto causano tante piccole fratture. Per riuscire nel difficile intento dovremmo cercare non si spezzarlo, ma di attorcigliarlo. La forza che eserciteremo si concentrerà così soltanto in un punto, consentendo allo spaghetto di rompersi soltanto in due. In secondo luogo, anche quando andremo a far saltare lo spaghetto nei sughi anche in quelli più raffinati ed esigenti avremo sempre più manualità.
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