Gli Spaghetti alla Bolognese: Storia di un Mito Culinario

Se chiedete a un turista straniero quale piatto rappresenti al meglio la cucina italiana, è probabile che vi risponda: "Spaghetti alla Bolognese". Questo piatto, associato alla città di Bologna, è servito in innumerevoli ristoranti in tutto il mondo, dalla Florida a Tokyo. Tuttavia, a Bologna, patria del celebre ragù, gli spaghetti alla bolognese non esistono.

La loro popolarità internazionale è, paradossalmente, quasi del tutto sconosciuta nella città da cui prendono il nome. Il concetto di "spaghetti alla bolognese" è un mito che è cresciuto esponenzialmente al di fuori dei confini italiani. Molti ristoranti all'estero offrono questa pietanza come simbolo autentico della cucina bolognese, ma la realtà è ben diversa. Gli abitanti di Bologna, infatti, non ordinerebbero mai un piatto di spaghetti con ragù nei loro ristoranti locali.

Origini del Mito e Vera Cucina Bolognese

Il ragù alla bolognese è una salsa ricca e saporita, preparata con carne macinata, pomodoro, vino e una base di soffritto, e cotta lentamente per ore. Questo sugo denso e robusto si sposa perfettamente con le tagliatelle, una pasta all'uovo dalla superficie ruvida che permette alla salsa di aderire al meglio. Gli spaghetti, sottili e lisci, sono considerati troppo leggeri per sostenere il ragù.

La Diffusione del Mito all'Estero

Le radici di questa confusione affondano nella diffusione della cucina italiana all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, durante il XX secolo. Gli immigrati italiani, arrivati in massa in queste nazioni, hanno portato con sé le loro ricette e tradizioni. È in questo contesto che gli "spaghetti alla bolognese" hanno cominciato a emergere.

Negli Stati Uniti, ad esempio, la pasta lunga come gli spaghetti era più economica e facilmente reperibile rispetto alle tagliatelle all'uovo. Inoltre, la salsa di pomodoro, economica e versatile, era un ingrediente popolare tra le famiglie italoamericane. Nel Regno Unito il piatto ha ottenuto un'enorme popolarità durante gli anni '60 e '70 diventando un elemento fisso nei menù delle case e dei ristoranti. La semplicità della ricetta e l'accessibilità degli ingredienti lo resero una scelta pratica e gustosa per molti.

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La Vera Cucina Bolognese

Per comprendere meglio la distanza tra il mito e la realtà, è importante esplorare cosa si intende veramente per cucina bolognese. Bologna, soprannominata "La Grassa" per la sua ricchezza gastronomica, è una città che vanta una delle tradizioni culinarie più illustri d'Italia. La base della cucina bolognese è la pasta fresca all'uovo, fatta a mano e spesso preparata in casa. Le tagliatelle, le lasagne, i tortellini e i tortelloni sono alcuni degli esempi più noti.

Le tagliatelle al ragù sono il piatto che più si avvicina a ciò che gli stranieri chiamano "spaghetti alla bolognese", ma la differenza è sostanziale. Un altro piatto celebre è la lasagna alla bolognese, dove il ragù si alterna a strati di pasta verde all'uovo e besciamella, creando un insieme ricco e saporito. I tortellini, piccoli fagottini ripieni di carne, vengono solitamente serviti in brodo, ma possono anche essere accompagnati da una salsa alla panna.

Per i bolognesi, la cucina non è solo cibo, ma cultura, identità e orgoglio. La preparazione del ragù, ad esempio, è un processo che richiede tempo e attenzione. Le famiglie bolognesi tramandano le loro ricette di generazione in generazione, ciascuna con la sua variazione, ma tutte rispettose delle basi tradizionali.

Nonostante ciò, i bolognesi sono consapevoli del successo internazionale del cosiddetto "spaghetti alla bolognese". Alcuni lo considerano con ironia, altri con una punta di fastidio, ma tutti concordano sul fatto che non rappresenti affatto la vera essenza della loro cucina.

Gli Spaghetti alla Bolognese "di Bologna": Una Variante Inaspettata

I veri spaghetti alla bolognese, sorprendentemente, sono col tonno, una variante nata tra gli studenti universitari di Bologna con budget limitato. Nei loro piccoli appartamenti, lontani dalle tradizioni familiari, i giovani bolognesi hanno iniziato a sostituire la costosa carne con il più economico tonno in scatola. Questa versione pratica e veloce, chiamata "spaghetti alla bolognese col tonno", è diventata un classico tra chi cercava di risparmiare senza rinunciare al gusto.

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Ricetta degli Spaghetti alla Bolognese col Tonno

La ricetta degli spaghetti al tonno alla Bolognese ammette due varianti: l'aggiunta di sapore dato da una acciuga da sciogliere con la cipolla o nel pomodoro. Gli ingredienti sono:

  • 1/2 cipolla rosata o bianca
  • 30 g di burro
  • 60 g di olio d'oliva
  • 1 pizzico di sale o 1 filetto di acciuga
  • 150 g di passata di pomodoro
  • 50 ml di acqua
  • 180 g di tonno sott'olio
  • 320 g di spaghetti
  • q.b. di prezzemolo fresco tritato finemente

Preparazione:

  1. Taglia la cipolla a fette sottilissime.
  2. In una padella sciogli il burro nell’olio d’oliva e uniscila cipolla, mescola e aggiungi un pizzico di sale o una acciuga.
  3. Soffriggi dolcemente la cipolla su fiamma bassa e fornello piccolo fino a quando diventa traslucida o per 5 minuti. Se necessario, aggiungi qualche cucchiaio di acqua.
  4. Unisci la salsa di pomodoro, acqua, ancora un filo di olio d’oliva e continua la cottura a fuoco basso per circa 10 minuti. A 5 minuti dalla fine della cottura, aggiungi il tonno scolato e sbriciolato con una forchetta. Poi mescola.
  5. Cuoci al dente gli spaghetti in acqua bollente salata. Scola, condisci, spolvera con il prezzemolo fresco tritato e servi.

La Storia degli Spaghetti alla Bolognese: Un'Evoluzione Culturale

La storia degli spaghetti alla bolognese è un esempio affascinante di come la cultura culinaria possa trasformarsi e adattarsi nel corso del tempo e dello spazio. Quello che è nato come un piatto di necessità e adattamento, lontano dalla sua terra d'origine, è diventato un'icona globale, rappresentativa, seppur erroneamente, della cucina di Bologna.

È uno dei piatti italiani più famosi nel mondo, ma l’attribuzione a Bologna è fuorviante: qui gli spaghetti alla bolognese non esistono, col ragù si condiscono le tagliatelle. Difatti non è Bologna il luogo di invenzione della ricetta, bensì Torino. La prima apparizione è sul quotidiano La Stampa il 22 aprile 1898, quando l’Hôtel Ville et Bologne pubblicizza il suo menù che include, al secondo posto, gli «Spaghetti di Napoli alla bolognese».

La triangolazione Torino-Napoli-Bologna ci fa intuire la finalità dell’operazione: creare un emblema cucina italiana, quando l’Italia è appena agli esordi come Stato unitario. A Torino si era ideata e realizzata l’avventura dell’unificazione italiana. Proprio qui - non a caso - si mettono insieme due icone della cultura nazionale, gli spaghetti e il ragù, simboli di due città che nei secoli si erano delineate come i luoghi più illustri della nostra gastronomia.

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Certo, l’Italia era sempre stata (e rimane, e ci auguriamo rimarrà) il Paese delle cento città e delle mille cucine, sempre all’insegna dell’eccellenza diffusa, della varietà condivisa. Ma in questo quadro alcune città, come Napoli e Bologna, avevano costruito un patrimonio di saperi e di pratiche particolarmente ricco. Se si cercava un’immagine sintetica della cucina italiana, erano i nomi giusti.

Ritroviamo gli spaghetti alla bolognese il 17 dicembre 1910, sempre a Torino, al Ristorante della Zecca. Il piatto è ormai diventato di moda nelle case dell’élite piemontese. Negli anni Venti appare anche in ambito popolare - prima al Nord, poi al Sud - e non tarda a oltrepassare i confini nazionali grazie agli emigranti italiani che portano con sé la tradizione degli spaghetti, unitamente a un atavico desiderio di carne con cui arricchire la pasta: negli Stati Uniti la prima menzione di spaghetti alla bolognese è del 1925, nella rubrica di cucina del Los Angeles Times.

Nei Paesi europei d’Oltralpe sono testimoniati fra gli anni Trenta e Quaranta. Nel secondo dopoguerra il marketing dell’industria alimentare, al di là e al di qua dell’oceano, li propone in scatola con preparazioni e salse differenti, accomunate dal riferimento a qualcosa che pretende di essere italiano ed è simboleggiato da una bandierina bianco-rosso-verde o da immagini dell’Italia da cartolina, come le gondole di Venezia, la torre di Pisa, il Colosseo... Fra i numerosi fake, è interessante che mai nulla richiami Bologna.

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