La seconda parte del 2016 è stata ricca di adattamenti cinematografici di romanzi famosi. Molti tra i più famosi romanzi e libri per ragazzi sono diventati dei film, offrendo ai lettori la possibilità di vedere “in carne e ossa” le storie che avevano immaginato.
Adattamenti Cinematografici di Romanzi
Ecco una selezione di romanzi che sono diventati film:
- LA LUCE SUGLI OCEANI: Tratto dall’omonimo romanzo dell’esordiente M.L., racconta la storia di Isabel che vive su un’isola quasi sperduta con suo marito, Tom, guardiano del faro. Un giorno, una barca arriva alla spiaggia con una bambina a bordo: Isabel decide di tenerla e nascondere la notizia alle autorità.
- IL GGG: Uscito nelle sale cinematografiche il 15 settembre 2016, è un libro che ricorda l'infanzia di molti.
- LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE: Film diretto da Tim Burton, è uscito nelle sale il 25 dicembre 2016.
- LA RAGAZZA DEL TRENO: Caso editoriale con milioni di copie vendute nel 2015, pubblicato in Italia da Piemme, è diventato un film diretto da Tate Taylor. La storia ruota attorno a tre donne, in particolare a Rebecca, che ogni mattina fantastica sulla vita di una coppia che vede dal finestrino del treno.
- PASTORALE AMERICANA: Uno dei più celebri romanzi di Philiph Rot, è diventato un film con Ewan McGregor, che è protagonista e regista.
- 7 MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE: Uscito nelle sale americane il 14 ottobre 2016, è tratto dal romanzo di Patick Ness e racconta la storia del giovane Conor che, per evadere dalla dura realtà, si rifugia in un mondo magico popolato da creature fantastiche.
- A DOG’S PURPOSE: Film tratto dal romanzo di W. Bruce Cameron.
Aquaman: Un Eroe Riluttante
Ideato da Mort Weisinger e Paul Norris nel 1941, Aquaman è uno dei personaggi DC Comics più noti. La versione delle sue origini più nota infatti è quella che vede Arthur Curry essere figlio di un guardiano del faro e dell’atlantidea Atlanna - in una delle versioni regina della mitica città perduta - dalla quale eredita i suoi poteri. Dopo aver sconfitto Steppenwolf e salvato il mondo, Arthur Curry torna alla sua vita di tutti i giorni, rifiutandosi ancora di sedere sul trono di Atlantide che gli spetta di diritto. L’eroe quindi si divide tra una birra con il solitario padre guardiano del faro e salvataggi in mare. Decisi a vendicarsi di secoli di soprusi gli atlantidei guidati da re Orm, fratellastro di Arthur, hanno intenzione di muovere guerra alla superficie. Starà ad Arthur, con l’aiuto della principessa del regno di Xebel Mera, fermare Orm ed evitare così una catastrofica guerra.
Così ci è stato presentato l’Aquaman di Jason Momoa, ma se nella precedente apparizione cinematografica queste due caratteristiche era ben evidenti, nel film stand alone a lui dedicato l’eroe è più maturo e consapevole del suo ruolo. Quella scritta da David Leslie Johnson-McGoldrick e Will Beall è un’avventura che porterà Arthur per mare e per terra sia alla ricerca del mitico tridente che racchiude il potere dei mari, sia alla scoperta di sé stesso e del suo destino. Una vicenda in cui azione ed adrenalina abbondano tra combattimenti corpo a corpo, inseguimenti sottomarini e mostri incredibili. 140 minuti che faranno la felicità dello spettatore che troverà proprio ciò che si aspetta: un blockbuster caciarone capace di intrattenere e divertire.
Se Aquaman funziona dal punto di vista dell’azione, del divertimento e dell’intrattenimento, è nella sceneggiatura che ha la sua grande pecca. Come Arthur Curry e Mera lasciano gli Oceani la storia naufraga, non tanto per le tante similitudini con altri franchise, ma perché tutto quello che accade non riesce a catturare lo spettatore. Gli spettatori si sentono dei veri e propri pesci fuor d’acqua, così come i personaggi, che si ritrovano a vagare per il deserto del Sahara e la Sicilia tra antiche rovine e mercatini in piazza.
Leggi anche: Informazioni sulla Spiaggia dei Popcorn
Aquaman è uno di quei cinecomic in cui il cattivo di turno non è una statuina, ma motore dell’azione e soprattutto uno che dà filo da torcere al nostro eroe. Due nemici, Orm e Black Manta, che rappresentano il passato e il presente che vengono a far visita al “peccatore” di turno. Perché se il primo è il fratellastro che rivendica per sé il potere e il trono che non gli spettano e pronto a scatenare la guerra contro gli abitanti di superficie nella più classica della trama shakespeariana, Black Manta è il simbolo della vendetta di un uomo che ha perso tutto a causa di un’eroe che in un momento di debolezza si è fatto guidare dall’ira. Due persone guidate dalla rabbia e dalla sete di vendetta verso colui che ritengono essere la causa dei loro mali e che gli ha tolto quanto di più caro avessero.
Quando entra nella parte centrale, Aquaman cambia pelle e si trasforma in un favoloso buddy movie “lui & lei”. Una versione con i supertizi di All’inseguimento della pietra verde, che permette al protagonista e alla sua inseparabile socia di scivolare senza reverenze lungo scene d’azione fuori misura, uscite da ganassa e improbabili linee comiche. Merito del cast, evidentemente affiatato, con Momoa e la Heard in testa, della messa in scena, che pennella i colori (un sacco di colori) fuori dai bordi ma mai troppo fuori, e soprattutto di una scrittura semplice e solida, che è sempre al servizio dei personaggi e mai viceversa. Wan è perfettamente consapevole della tamarrata che sta girando e se ne frega, fintanto che riesce a tenerla in equilibrio.
Chiaro che non siamo davanti a un action sofisticato né a una finezza tipo Spider-Man: Un nuovo universo; qui la regia si diverte a punteggiare l’azione con ralenti e pose plastiche tremendamente banali, eppure tremendamente efficaci. Tiene il ritmo e non arretra di un passo. C’è il ciclo arturiano a grana grossa, ovviamente, ma anche la roba tolkeniana di Peter Jackson, Pinocchio e addirittura i cinepanettoni. Tutta la parte in Sicilia è talmente stereotipata da fare il giro e diventare quasi originale, e l’italiano gode doppio, quando gli atlantidei iniziano a scoccare frecce a base di vino (sic.) davanti alla “Banca di Fiducia”.
Preso con lo spirito giusto, Aquaman fa ridere, diverte. Eppure, la via delle battute sguaiate, delle zinne de fori e dei pettorali tonanti, alla fine, riesce a trascinare il film verso la dimensione epica con più efficienza rispetto a tanta roba seriosa che gira. Un po’ alla maniera di Thor: Ragnarok, che probabilmente ha indicato la via, e proprio come per il film di Waititi, sui titoli di coda mi è presa una gran voglia di bere una birra assieme ai ragazzi del cast.
The Lighthouse: Un Horror in Bianco e Nero
Robert Eggers è tornato a lavorare con la società di produzione A24 per The Lighthouse, un film fantasy-horror che ha scritto e diretto. Il film parla di un vecchio guardiano del faro, chiamato Old. La storia si svolge in Nuova Scozia, all'inizio del XX secolo, con Willem Dafoe e Robert Pattinson come protagonisti.
Leggi anche: Popcorn: Calorie e Nutrienti
L'editrice Louise Ford ha rivelato che Eggers lo girerà in bianco e nero, utilizzando supporti in bianco e nero da 35 mm, una rarità al giorno d'oggi.
Leggi anche: Capire perché i popcorn non scoppiano
tags: #il #guardiano #del #faro #popcorn #trama

