Insalata di Tarassaco: Benefici e Controindicazioni

Il tarassaco (Taraxacum officinale) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteracee. Si conoscono numerose sottospecie e varietà di tarassaco, ma la più rinomata è proprio il Taraxacum officinale. Il tarassaco è una pianta perenne che cresce spontanea in molte zone d’Italia e del mondo: utilizzato sin dall’antichità per le sue innumerevoli proprietà e benefici è apprezzato per le sue proprietà colagoghe, diuretiche e coleretiche che lo rendono un ottimo supporto per la digestione e la disintossicazione del fegato.

Noto anche come “soffione” o “dente di leone”, il tarassaco è diffuso in tutte le zone ed altitudini, crescendo sia in climi temperati che freddi e fino ai 2000 m di altitudine. Come abbiamo detto il tarassaco cresce spontaneo in tutto l'emisfero settentrionale, dunque anche in Italia e nella zona Mediterranea, grazie al clima temperato. La pianta del tarassaco cresce spontanea in molte zone d’Italia e del mondo: è molto simile alla cicoria ma può essere riconosciuto per la forma delle foglie, oblunghe e dentellate, per i fiori di colore giallo intenso. Il tarassaco si riconosce facilmente per i suoi capolini floreali di colore giallo intenso, che si chiudono al calar del sole e si riaprono al ritorno della luce (il tarassaco è conosciuto anche come girasole dei prati). La pianta cresce spontaneamente in natura ed è semplice da riconoscere.

Le prime notizie dell’utilizzo del tarassaco ci giungono dai testi di medicina araba del X e XI secolo, che riportavano testimonianze circa le proprietà digestive, toniche, depurative del sangue e del fegato e diuretiche della pianta. Già i nativi americani sfruttavano le sue qualità per curare malattie del fegato o facilitare i processi digestivi e, ancor prima, gli arabi al pari dei cinesi lo usavano per elaborare particolari medicamenti. Il suo uso era noto già in antichità; di fatto, nel Medioevo, gli venivano già attribuite proprietà curative per il fegato.

Componenti e Principi Attivi

Il tarassaco contiene varie sostanze bioattive e principi attivi, distribuiti principalmente tra radici e foglie. La parte più ricca di virtù terapeutiche sono sicuramente le radici, che contengono tarasserolo, steroli, vitamine e inulina, oltre che sali minerali. Le foglie contengono in particolare flavonoidi, come la luteina, vitamine (specie A e C) e potassio, oltre che alcuni sali minerali antiossidanti.

Benefici del Tarassaco

Al tarassaco vengono associate diverse proprietà e benefici, che fanno di questa pianta uno dei fitorimedi più apprezzati al mondo. Ma anche un prodotto per aumentare le difese immunitarie, disintossicare il fegato e dunque proteggere a 360 gradi il nostro organismo. Le sue foglie altro non fanno che stimolare le attività epatiche, biliari e renali: da qui un’accelerata dell’eliminazione delle tossine attraverso le feci, il sudore e l’urina. Inoltre, le stesse foglie, ma anche i fiori, contengono betacarotene, vitamina C, ferro e calcio. Gli organi che più beneficiano delle qualità del tarassaco (presenti nella radice, nella pianta e nel fiore) sono il fegato e i reni, per non parlare del fatto che questa erba favorisce la produzione e la circolazione della bile, consentendo così una corretta funzione intestinale. Senza contare l’attività rigenerante svolta invece sul sistema nervoso centrale, come rilevato invece da una ricerca eseguita in Corea del Sud.

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  • Digestivo: grazie ai principi amari che favoriscono l’appetito e la secrezione gastrica. Aiuta a coordinare il processo digestivo e favorisce la dimissione della bile e dei succhi pancreatici, in quanto stimola l’attività del pancreas.
  • Drenante epato-biliare: in quanto sollecita a livello epatico le vie enzimatiche responsabili della coniugazione dei metaboliti e della loro eliminazione.
  • Effetti sul fegato e sulla bile: può stimolare la funzionalità biliare e depurare il fegato.
  • Contrasta l’invecchiamento della pelle: essendo ricco di vitamine, minerali e oligoelementi, si tratta probabilmente di una delle piante con la maggior azione contro i radicali liberi.
  • Azione antitumorale: alcuni studi sembrano dimostrare che l’estratto acquoso fermentato di Taraxacum officinale mostri effetti preventivi.

I benefici del Taraxacum sono connessi principalmente a disturbi di tipo digestivo, specie se lievi, che includono sensazione di pienezza, digestione lenta, inappetenza e flatulenza. Aldilà delle proprietà diuretiche universalmente note, il tarassaco - in particolare il rizoma e la radice - aumenta la produzione della bile e il suo deflusso dal fegato all'intestino (proprietà rispettivamente definite colagoghe e coleretiche). L'aumento della produzione di bile favorisce, a sua volta, i movimenti intestinali.

Nella tradizione contadina, la pianta era nota con il termine di “pisciacane”, appellativo che suggerisce le sue importanti proprietà diuretiche. Di tali proprietà sono responsabili i flavonoidi e i sali di potassio, che favoriscono appunto l’eliminazione dei liquidi in eccesso stimolando la diuresi.

Come Consumare il Tarassaco

Sono in molti a chiedersi come consumare il tarassaco. Oltre ad essere uno dei rimedi più noti della tradizione popolare, il tarassaco è utilizzato anche come alimento, data la sua abbondanza nei campi e nei prati dove cresce spontaneo.

  • Foglie: Le foglie sono facilmente reperibili in erboristeria ma possono essere raccolte anche in natura. Le foglie andrebbero raccolte prima della fioritura e possono essere consumate crude o cotte, da sole o con altre erbe. Hanno un sapore amaro ma gradevole, per cui sono ottime per insalate o aggiunte a frittate, torte salate o ripieni. Le foglie giovani di tarassaco possono essere consumate crude o cotte, impiegate per delle insalate primaverili depurative, in frittate o pesti per condire la pasta, magari speziati con del timo o della santoreggia. In Liguria viene utilizzato per il ripieno dei pansoti, una pasta tipica, assieme ad altre verdure.
  • Boccioli: I boccioli vengono consumati crudi, generalmente in insalate, o leggermente scottati in acqua o conservati sott’aceto.
  • Fiori: I fiori aperti, invece, vengono utilizzati spesso per decorare insalate o preparare uno sciroppo noto come “miele di tarassaco”. I fiori, ad esempio, vengono utilizzati in cucina. Potete utilizzare i fiori per decorare dei piatti o per preparare uno sciroppo a base di fiori di tarassaco, zucchero e acqua, chiamato “miele” di tarassaco.
  • Radice: La radice può essere consumata cruda, cotta al forno o lessata, anche se molto amara. Le radici sono anche ricche di fruttosio e inulina; tali sostanze, ma specialmente i principi amari, sono responsabili delle innumerevoli proprietà della pianta, in grado di migliorare l’attività del fegato e la digestione. Oltre ad essere utilizzate nella preparazione dell’infuso, le radici di tarassaco tostate e macinate vengono utilizzate per realizzare una bevanda surrogato del caffè.

Come Preparare l'Infuso di Tarassaco

Una tisana a base di tarassaco si prepara con 5-10 g di foglie in infusione in acqua bollente per 10 minuti e si consuma da una a tre volte al giorno. Per prepararla si utilizza un cucchiaio di radici di tarassaco essiccate per una tazza d’acqua. Le foglie sono facilmente reperibili in erboristeria ma possono essere raccolte anche in natura. Una volta che siano state lavate, asciugate ed essiccate, è possibile utilizzare per preparare infusi.

Ricette a Base di Tarassaco

Per preparare una frittata a base di tarassaco occorrono circa 500 g di foglie di tarassaco, 100 g di pancetta e 1 uovo a persona. Per prima cosa bisognerà sminuzzare la pancetta e passarla in padella, per poi sbollentare le foglie di tarassaco. Una volta tolte dall’acqua, dovranno essere passate nel tritatutto e si potrà aggiungere la crema ottenuta alla pancetta. Le uova vanno battute a parte con il sale, per poi essere unite agli altri ingredienti. Altra ricetta gustosa sono le frittelle preparate utilizzando i fiori. Si dovrà per prima cosa preparare una pastella mescolando la farina setacciata con vino, brandy, zucchero, un pizzico di sale e gli albumi montati a neve. I fiori, lavati e asciugati delicatamente con uno strofinaccio, dovranno poi essere immersi nella pastella.

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Controindicazioni del Tarassaco

Nonostante sia considerato come un prodotto sicuro, che non presenta effetti collaterali gravi, in alcuni soggetti predisposti l’assunzione può provocare reazioni allergiche. Il tarassaco non ha particolari controindicazioni, a patto che non si presenti una particolare sensibilità o intolleranza alla famiglia delle Ateraceae e che se ne consumino le quantità raccomandate. Il tarassaco può presentare comunque delle controindicazioni in casi specifici, come in persone che soffrono di acidità di stomaco o se si prendono medicinali come i diuretici.

A causa delle sostanze che contiene, non devi consumare il tarassaco se soffri di gastrite, reflusso gastroesofageo e ulcera peptica perché aumenta l'acidità dello stomaco (aspetto da tenere presente anche se si stanno assumendo farmaci antinfiammatori come i FANS). Inoltre il suo uso è controindicato in gravidanza, durante l'allattamento e in caso di insufficienza renale e presenza di calcoli. Il tarassaco è controindicato in caso di gastrite e ulcera peptica, epatite e infiammazione o calcoli delle vie biliari: la bile, più abbondante e più fluida, potrebbe smuovere i calcoli e provocare una colica. Ne è sconsigliata l'assunzione in gravidanza e allattamento.

Non si dovrebbe poi somministrare tarassaco in concomitanza con terapie che possono determinare iperkaliemia, tra cui beta-bloccanti, Fans, Ace-inibitori e nei pazienti che assumono terapie con litio. Dovrebbe essere evitata l’assunzione anche in concomitanza di terapie antibiotiche con farmaci a base di ciprofloxacina, levofloxacina e moxifloxacina, perché il tarassaco potrebbe ridurre l’assorbimento di questi principi attivi e diminuirne l’efficacia. Può interferire anche con l’efficacia di alcuni farmaci per il fegato, aumentandone i livelli ematici. Si dovrebbe inoltre prestare attenzione anche qualora si soffra di disturbi alla tiroide, evitando di non eccedere con il consumo. La dose consigliata è di non più di 3 tazze al giorno con 5 g in 250 ml di acqua, specie nel caso della tiroidite di Hoshimoto.

Interazioni Farmacologiche

Considerata l'elevata presenza di potassio nelle radici e nelle foglie di tarassaco, la concomitante assunzione di supplementi dietetici del minerale può causare un apporto dietetico eccessivo di potassio.

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