Il reflusso gastroesofageo, una condizione in cui i succhi gastrici risalgono nell'esofago, causando bruciore di stomaco e altri sintomi spiacevoli, è una problematica diffusa. La gestione di questa condizione spesso include modifiche alla dieta. Quando il bruciore di stomaco si fa sentire, alcuni credono che evitare la verdura cruda aiuti a tenere a bada il bruciore. Ma è vero?
Verdure e Reflusso: Cosa Evitare
In caso di bruciore di stomaco o sintomi da reflusso gastroesofageo è preferibile evitare la verdura cruda del tipo lattuga ma anche gli agrumi assunti a stomaco vuoto, come per esempio la spremuta d’arancia al mattino a colazione. Pertanto, se il bruciore di stomaco è conseguente a un periodo di abbuffate o ad un pasto troppo ricco di grassi e condimenti, evitare alcuni cibi come la verdura cruda, le fritture, i cibi speziati o con aglio, ma anche il caffè e gli alcolici, e seguire una dieta a base di alimenti altamente digeribili come carboidrati (pasta), pesce e carne bianca, limitando i formaggi grassi e gli insaccati, può aiutare ad alleviare il bruciore di stomaco.
In generale, è consigliabile evitare tutti gli alimenti “aciduli” (pomodoro, caffè, spezie etc...), verdure a foglia larga e formaggi particolarmente grassi. Prediligere cotture semplici (bollitura, vapore) e limitare il soffritto di olio.
Quali Verdure Consumare?
Le verdure non sono il problema; ovviamente bisogna tenere in considerazione la cottura, quindi privilegiare bollitura, forno, stufatura e al vapore. Le verdure che generalmente si tollerano meglio sono: zucchine, carote, patate, finocchi e zucca. Evitare invece cipolle, peperoni, aglio, pomodori, broccoli e cavoli, che possono peggiorare i sintomi.
Se le arance a stomaco vuoto vanno evitate, è possibile invece mangiare altra frutta quali mele, pere e banane di cui è sempre bene non eccedere nelle quantità soprattutto se si mangiano dopo i pasti. Infatti, spesso la frutta assunta dopo i pasti produce fermentazione e può rallentare la digestione dando luogo a gonfiore addominale e gas intestinale.
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L'Insalata Iceberg e il Colon Irritabile (IBS)
Generalmente le persone che soffrono della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) sanno bene come alcuni cibi possano innescarne i sintomi. Molti pazienti, infatti, vivono con ansia l’assunzione di cibo, selezionando meticolosamente gli alimenti della loro dieta. Tuttavia i cibi scatenanti possono essere difficili da identificare. Spesso il loro effetto varia da soggetto a soggetto o si confonde con quello degli altri cibi che compongono il pasto.
È questo il caso della lattuga, anche nota come “insalata“, spesso consumata a fine pasto e talvolta causa di sintomi dell’IBS, come il gonfiore e la distensione addominale. La lattuga ha un basso contenuto di fibre e FODMAP. Essa, infatti, è una buona alternativa alle verdure ad alto contenuto di FODMAP, come i carciofi, i cavoli, le barbabietole, i cavolini di Bruxelles e gli asparagi.
Perché Alcuni Soffrono di Gonfiore con la Lattuga?
Nei pazienti oggetto dello studio, infatti, l’aumento del volume gassoso dopo aver mangiato la lattuga è stato solo modesto e, soprattutto, non sufficiente a creare la distensione dell’addome, che invece si è osservata nei pazienti. L’aumento della circonferenza addominale non deriverebbe quindi da un eccesso di gas, ma da un’anomala coordinazione dei muscoli del diaframma e dell’addome, nota come dissinergia addomino-frenica.
Il gonfiore dopo aver mangiato la lattuga non deriverebbe quindi dalla lattuga di per sé, ma da un anomalo riflesso muscolare, potenzialmente attivabile da qualsiasi altro cibo. L’intervento terapeutico non deve quindi essere di tipo dietetico, ma deve essere finalizzato all’acquisizione di un maggior controllo dell’attività muscolare della parete addominale.
Le persone che soffrono di colon irritabile possono mangiare l’insalata. Essa, infatti, ha un basso contenuto di fibre e di carboidrati FODMAP. L’eventuale insorgenza di sintomi, come il gonfiore e la distensione dell’addome, sono invece da attribuire ad un’anomala risposta muscolare dell’addome, indipendente dalla composizione specifica della lattuga.
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Nel caso in cui volessi evitare il consumo di lattuga, puoi provare altri vegetali a foglia verde con un basso contenuto di FODMAP, come gli spinaci, la rucola, i cavoli e le bietole.
Consigli Generali per Gestire il Reflusso
Il reflusso può essere controllato mediante terapia farmacologica, i farmaci agiscono però sui sintomi. Mantenere il peso corporeo nella norma. Obesità e sovrappeso sono condizioni favorenti il reflusso: la pressione intraddominale infatti aumenta il rischio di risalita dei succhi gastrici. È bene dunque contrastare l’accumulo di grasso addominale, prestando attenzione a ciò che si mangia.
È meglio evitare di consumare cibi pesanti come sughi, insaccati, soffritti, ma anche caffè, cioccolato e alcol, che sono irritanti. Attenzione anche a cibi acidi come pomodori o agrumi, alla menta, che facilita il passaggio degli acidi, e anche alla lattuga, le cui fibre lunghe possono essere difficili da digerire.
- No alle gomme da masticare e al fumo.
- Evitare i pasti abbondanti, soprattutto a cena.
- Dedicarsi a una costante attività fisica.
Altri Alimenti Utili
Alcuni alimenti possono aiutare a gestire il reflusso gastroesofageo, tra cui:
- Cereali integrali
- Frutta e verdura a basso contenuto acido
- Carni magre
- Latticini a basso contenuto di grassi
- Zenzero
- Kefir
- Patate lesse
È importante ricordare che ogni organismo è diverso, e ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra. Pertanto, è sempre consigliabile consultare un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato.
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Inoltre, fare caso a quali verdure o altri alimenti creano fastidio, annotando tutto e capendo quali sono le porzioni/alimenti trigger. Tranne per allergie o reazioni avverse molto acute e invalidanti, non è consigliato eliminare del tutto un alimento in particolare altrimenti si vanno ad escludere potenziali micronutrienti utili.
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