La Definizione di Insalata e l'Uso dei Termini "Caspo", "Cespo" e "Cesto"

I quesiti dei lettori sull’uso di caspo per cespo o cesto nell’ambito del lessico alimentare, con particolare riferimento a lattuga e insalata, sono del tutto legittimi poiché si tratta sostanzialmente di tre sinonimi che servono a indicare, in questo caso specifico, l’insieme delle foglie che nascono dalla stessa radice di una pianta. Sono quindi tre parole collegate tra loro sul piano del significato, ma distanti l’una dall’altra per fortuna lessicografica, diffusione e frequenza d’uso nell’italiano odierno e, secondo alcuni dizionari, anche per etimologia.

Cespo: Origini e Significato

Partiamo da cespo, forma presente nella lingua italiana fin dal XIII secolo, come segnala il TLIO, con il significato di ‘insieme di foglie e erbe nate da un’unica radice’, la cui prima attestazione sembra risalire a un testo in versi di area lombarda, di autore anonimo, Disputatio roxe et viole, 328, p. 112.

A questa attestazione segue, ancora nel TLIO, quella del Trecento, tratta dal Canzoniere di Francesco Petrarca, 160-11: “Qual miracolo è quel, quando tra l’erba / quasi un fior siede, o ver quand’ella preme / col suo candido seno un verde cespo!”, riportata come prima attestazione dal GDLI, s.v. cespo per ‘insieme di rametti, steli, foglie, fiori (a forma di ciuffo o viluppo più o meno espanso), cresciuto dalla stessa radice’. È sempre il TLIO a ricordare come la voce fosse usata anticamente anche al femminile, forse in riferimento all’uva, per indicare ‘l’insieme dei chicchi che formano un grappolo’.

Dal punto di vista della distribuzione geolinguistica, possiamo quindi concludere, sulla base della documentazione offerta dal TLIO, che la forma avesse anticamente una diffusione piuttosto ampia.

La voce cespo è registrata anche nel Vocabolario della Crusca, fin dalla prima impressione del 1612, con l’accezione di ‘mucchio d’erbe, o di virgulti’, affiancata dalla citazione petrarchesca. All’attestazione tratta dal Canzoniere segue nel Vocabolario quella di Giovanni Boccaccio, tratta dall’Elegia di madonna Fiammetta, lib. 4. 148: “Quanto è grazioso, ec. sopra i nudi cespi menare i lievi sonni”.

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Più o meno con lo stesso significato fornito dai vocabolari storici, la voce è registrata nei più autorevoli dizionari dell’uso della lingua italiana, come il Nuovo De Mauro (che marca la voce come “comune”), Vocabolario Treccani, Garzanti, Sabatini-Coletti, Hoepli, che allegano quasi sempre come esempi d’uso, per l’appunto, le espressioni cespo di lattuga o cespo di insalata. La maggior parte di questi dizionari definisce il cespo come una sorta di “ciuffo” di foglie, fiori o rami, che nascono dalla stessa radice o dalla base del fusto principale di una pianta (Nuovo De Mauro, Treccani, Garzanti), mentre il dizionario Hoepli glossa la parola con “cespuglio” (‘gruppo di steli, di rami, di fiori nascenti dalla base di un fusto, che formano un piccolo cespuglio’). Sabatini-Coletti definisce cespo ‘complesso di steli, rami, foglie spuntati dalla stessa radice in una pianta priva di fusto’, aggiungendo, prima dell’esemplificazione cespo di lattuga, il sinonimo cesto.

Rimanendo ancora su cespo, uno sguardo ai dizionari etimologici (cfr. DELI e l’Etimologico) ci consente di ricostruire l’etimologia della parola: cespo (con la é chiusa) deriva dal latino parlato *cēspu(m) ‘zolla erbosa’, per il classico cāespite(m), accusativo di caespes, -ĭtis ‘zolla erbosa, ceppo’ (voce probabilmente di origine preindeuropea), da cui l’italiano ha ereditato per via dotta anche il sostantivo cespite (questa volta con la è aperta).

Da cespo, a sua volta, come ci ricorda ancora il DELI, hanno avuto origine in italiano, tramite suffissazione, sia il sostantivo cespuglio ‘insieme intricato di pianticelle emesse da una sola radice’ (ovvero ‘insieme di cespi’: -ùglio è infatti un suffisso che ha prodotto pochi nomi con valore collettivo), sia l’aggettivo cespuglioso ‘pieno di cespugli’.

Cesto: Sinonimo di Cespo

Il significato di ‘accestire’, citato poc’anzi in relazione all’espressione far cespo, ci permette di passare a cesto, l’altra forma sollevata nel secondo quesito dei lettori, sempre a proposito di insalata, lattuga ecc., segnalata dal Sabatini-Coletti come sinonimo di cespo (cui si è fatto già cenno). Anche il Nuovo De Mauro conferma questa sinonimia, s.v. cesto2, ma la marca con BU = basso uso.

Per quanto riguarda i dizionari storici, il TLIO registra come equivalente sinonimico di cespo la prima entrata di cesto (cfr. s.v. cesto1 ‘lo stesso che cespo’), la cui prima attestazione risale a Dante, Inf., 13-142: “O anime, che giunte / siete a veder lo strazio disonesto / c’ha le mie fronde sì da me disgiunte, / raccoglietele al piè del tristo cesto”.

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Sulla sovrapponibilità di cesto e cespo è emblematico il caso della Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi (che si cita qui dall’edizione del 1911), testo nel quale, in almeno due punti, l’autore utilizza simultaneamente la coppia di sinonimi, mettendo cespo tra parentesi tonde subito dopo cesto, quasi a volerlo glossare.

L’equivalenza tra cespo e cesto è presente pure nella fraseologia: il TLIO e il GDLI riportano infatti, sotto cesto, la locuzione avverbiale far cesto, ma con significati diversi: per il TLIO, s.v. cesto1, significa ‘germogliare’; per il GDLI, s.v. cesto2, vuol dire ‘mettere le foglie riunite a cesto, accestire’ (in quest’ultimo caso, quindi, perfettamente corrispondente, come abbiamo visto, a far cespo ‘accestire’).

Quanto all’etimologia di cesto, i dizionari non sembrano essere d’accordo. Secondo il DELI (ma anche per il Nuovo De Mauro e Treccani), la forma deriva dal latino cĭsthu(m) ‘cisto, rosa canina’, dal gr. kísthos, di origine preindeuropea; mentre per l’Etimologico (ma anche per il GDLI, e già per il Vocabolario della Crusca, in cui la voce è presente in tutte e cinque le edizioni), l’etimologia dovrebbe essere la stessa di cespo (dal latino cespĭte), di cui cesto è variante per riduzione del nesso secondario -spt- a -st- e non a -sp-.

A questo punto è però opportuno fare una precisazione, a proposito di cesto, per non confondere le idee ai lettori. Il sostantivo cesto a cui abbiamo finora fatto riferimento, cesto2 nei vocabolari (tranne che nel TLIO, dove è cesto1), non ha niente a che fare con cesto per ‘paniere di vimini o altro materiale, cesta’. Si tratta infatti di due termini omografi e omofoni (hanno entrambi la e chiusa), cui corrispondono due lemmi distinti nei dizionari e due diverse etimologie. Diversamente da cesto2, di cui abbiamo già visto l’origine, cesto1 per ‘paniere, cesta’ (cistum nel lat. medievale, da cui l’italiano cesto a partire dal Quattrocento), muove direttamente da cesta, parola a sua volta discesa dal latino cĭsta(m) ‘cesta, urna’, dal gr. kístē ‘cesta, paniere’, di origine preindeuropea (cfr. l’Etimologico e DELI, s.v. cesta).

Caspo: Una Variante Dialettale

E ora veniamo a caspo: la forma è assente nei vocabolari dell’uso, dove troviamo, invece, la variante femminile caspa, parola di etimologia incerta, usata in passato (Nuovo De Mauro la registra infatti con la marca d’uso OB = obsoleto) come sinonimo di ‘ceppaia’, ovvero il ‘ceppo d’albero tagliato a fior di terra, da cui spuntano due o più polloni’ (Nuovo De Mauro). Un significato quindi non troppo lontano da quello visto sia per cespo sia per cesto, perché in tutti e tre i casi abbiamo a che fare con più elementi che in natura si originano dalla medesima “radice” di una pianta.

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Ancora più forte ed esplicita è la relazione tra caspo e cespo, se diamo uno sguardo ai dizionari storici. Per esempio, il GDLI, che lemmatizza caspa (ma riporta tra parentesi anche caspo), associa al sostantivo - marcato come “raro” - proprio il significato di ‘cespo (d’una pianta erbacea)’, accanto a quello di ‘ceppaia’; del sostantivo il GDLI non fornisce alcun esempio, limitandosi a citare la definizione del Dizionario di Tommaseo: “La ‘caspa’ è quando i rami partono da fior di terra, e vengono su divisi”.

In effetti la voce caspo (da non confondere con l’omonimo caspo (o caspio), aggettivo antico o letterario usato con il significato di ‘relativo al mar Caspio’), intesa con il significato di ‘cesto, mazzo’, si rintraccia anche in numerosi dialetti italiani. La diffusione di caspo per ‘cesto, mazzo’ nei dialetti dell’Italia settentrionale viene confermata da alcuni repertori lessicografici sette-ottocenteschi.

Tabella Riepilogativa

Termine Significato Principale Etimologia Diffusione
Cespo Insieme di foglie e erbe nate da un'unica radice Latino *cēspu(m) 'zolla erbosa' Ampia, comune
Cesto Sinonimo di cespo, germogliare Latino cĭsthu(m) 'cisto, rosa canina' o cespĭte Meno comune
Caspo Cesto, mazzo (dialettale) Etimo incerto Dialetti settentrionali

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