Insalata Russa: La Ricetta di Sonia Peronaci

L’insalata russa, un classico intramontabile della tavola, ha origini molto dibattute. I paesi che se la contendono sono la Francia, nominando lo chef Lucien Olivier in stallo a Mosca, altri la Russia antica e altri ancora l’Italia.

Uno dei nomi più ingannevoli che ci sia in cucina! Mi piacerebbe un sacco sapere tutta la verità su questo tipo di misteri ma al momento mi preme di più preparare una leccornia con le mie mani.

Origini e Storia

Secondo la leggenda più nota a inventarla sarebbe stato il cuoco belga Lucien Olivier, che negli anni ’60 del XIX secolo aprì un ristorante di cucina francese di lusso, l’Hermitage a Mosca. Ma l’invenzione fu del tutto casuale, o meglio “decorativa”, dal momento che egli decise di aggiungere patate, tartufi, sottaceti e uova solo per rendere esteticamente più accattivante la maionese con cui accompagnava i suoi pasticci di carne.

Dopo la morte di Olivier, vennero introdotti diversi ingredienti che modificarono la ricetta originale (tra cui lingua di vitello e cetrioli ma anche caviale,capperi e polpa di granchio mentre la gelatina fu eliminata). Dopo la rivoluzione russa del 1917, l’influenza francese in cucina non era più vista così di buon occhio e gli ingredienti più costosi cominciavano a scarseggiare, quindi nacque anche una versione sovietica, chiamata stolichny salat (insalata della capitale).

La Ricetta Classica

Per fare l’insalata russa devi pulire e tagliare le verdure. Pela, monda e riduci a cubetti di 1 cm per lato le carote e le patate. Tagliale prima a listarelle, poi a cubetti per far più in fretta e con precisione. Sbollenta per 5 minuti anche i piselli, quindi scola anche questi.

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Lascia raffreddare tutte le verdure dentro ad un colino e trasferiscile assieme in una ciotola. A parte, emulsiona l’olio e l’aceto, insaporiscili con un pizzico di sale e di pepe e usali per condire le verdure.

Rendi sode le uova. Affetta le uova e i cetriolini. Per le uova ho usato un apposito strumento, molto comodo.

Appoggia sull’insalata un coppa pasta cilindrico del diametro di 10 cm (o più grande, se non vuoi fare monoporzioni). Riempilo con l’insalata russa livellando poi bene la superficie. Io ne ho usato uno dotato di pressa, simile a quelli per fare gli hamburger o i tortini, ma in alternativa puoi usare il dorso di un cucchiaio.

Servi l’insalata russa decorandola con un paio di fettine di uovo sodo, di cetriolino, l’aneto e l’erba cipollina.

Consigli Utili

  • Quando non è stagione, puoi usare anche i piselli surgelati: sbollentali direttamente in acqua, senza scongelarli.
  • Se vuoi puoi preparare in casa la maionese, è semplicissimo.
  • Addirittura, se togli le uova dalla decorazione questo piatto può diventare vegano! Come?

Come Servire e Conservare

L’insalata russa non può mancare se organizzi un banchetto o se pensi ad un’occasione speciale! Durante le Feste se ne prepara sempre in abbondanza perché piace a tutti, inoltre la bontà supera le aspettative se fai tu in casa la maionese.

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Puoi conservare l’insalata russa per 2-3 giorni in frigorifero, chiusa in un contenitore ermetico.

Varianti e Alternative

Per rendere vegano questo piatto, o se ci sono ospiti intolleranti alle uova, perché non farla con la maionese senza uova?

Ma nulla vieta di personalizzare il piatto con le verdure che si hanno a disposizione nel frigorifero (meglio se di stagione) né di utilizzare del pollo arrosto avanzato, per trasformare questo piatto in una ricetta economica e antispreco.

Per quanto il protagonista dichiarato di questa ricetta sia il pollo (insieme alle verdure che gli fanno da “comparsa”), a essere il vero deus ex machina di questa preparazione è il condimento, che deve aggiungere sapore, conferire cremosità e armonizzare insieme tutti i sapori delle verdure che altrimenti resterebbero slegati tra loro.

In ogni tipo di cucina e in molte ricette all’interno di ciascuna c’è qualche ingrediente che più degli altri, può necessitare di una particolare attenzione, tanto per la riuscita del piatto quanto per quanto riguarda la sicurezza per la salute. Quando si parla di pollo, grande attenzione va prestata alla cottura ma, ancor prima, alla provenienza e alla qualità della materia prima. Ma come fare stare tranquilli? Affidandosi all’etichetta!

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