Insalata Russa: Storia e Ricetta Originale

Vi siete mai chiesti quale sia l’origine della tanto amata insalata russa? Le leggende che ruotano attorno a questo piatto sono davvero tante! Verità o fantasia la golosità di questo piatto l’ha portato a diffondersi in tutto il mondo! Pranzi, picnic, stuzzichini, l’insalata russa è caratteristica delle rimpatriate con amici e parenti. Come può mancare nei nostri menù?

Le Origini dell'Insalata Russa: Un Viaggio nella Storia

La storia dell'insalata russa è avvolta nel mistero, con diverse teorie che ne rivendicano la paternità. Ripercorriamo le ipotesi più accreditate:

Teoria Sabauda

La prima ipotesi riconduce la nascita dell’insalata russa al Regno Savoia nell’Ottocento. Si narra che il cuoco di corte, in occasione della visita dello zar in Italia alla fine del secolo, abbia voluto ricreare un piatto a base di verdure comuni in Russia come patate e carote. La ricetta prevedeva un composto di ortaggi tagliati a quadretti, uniti da una cremosa panna che doveva ricordare la neve.

La Leggenda di Lucien Olivier

La seconda teoria, più accreditata, riconduce la creazione del piatto alla seconda metà dell’Ottocento, per mano di Lucien Olivier, cuoco di origine francese, nelle cucine del ristorante Hermitage di Mosca. Olivier ideò uno sfarzoso e consistente piatto freddo composto da petti di pernice, quaglie, gamberi e tartufi, il tutto coperto da gelatina e condita con maionese (quest’ultima al tempo era ancora poco conosciuta in Russia). Si narra che uno dei commensali, non comprendendo l’estetica del piatto, mescolò gli ingredienti nel proprio piatto. Olivier, infuriato, decise di servire il piatto nella versione “scomposta” al banchetto successivo. Fu un successo straordinario, ma destinato a subire profonde trasformazioni.

La ricetta prevedeva pernici, patate lesse, uova sode, cetrioli sottaceto, tartufi neri, gamberi di fiume, cubetti di gelatina e sottaceti. Domanda scontata: e in Russia? Si chiama insalata alla Olivier, dal nome del cuoco di origine belga, Lucien Olivier, cuoco così geloso della ricetta da prepararla senza alcun assistente e in una stanza a lui riservata, nell'elegante e prestigioso ristorante Hermitage che i Soviet chiusero durante la Rivoluzione russa. Dopo la morte dello chef, e con la Rivoluzione russa del 1917, gli ingredienti di lusso come il caviale, i tartufi e le pernici vennero sostituiti con alternative più accessibili: patate, carote, piselli in scatola.

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L'Ipotesi di Caterina de' Medici

L’ultima patriottica e romantica possibilità, prevede che l’insalata russa risalga al Cinquecento, quando Caterina de Medici si trasferì in Francia. Lontana dalla penisola, la Regina sentiva fortemente nostalgia di casa.

Testimonianze Scritte e Curiosità Storiche

Secondo alcuni, il piatto risale al 1860, ma è anche vero che negli anni precedenti apparvero una Russian Salad (in The Modern Cook dello chef anglo-italiano Charles Elmé Francatelli, pubblicato nel 1845) e une Salade Russe (in Cuisine classique di Urbain Dubois ed Emile Bernard nel 1856). Detto che la ricetta di Olivier era lontanissima da quella che mangiamo oggi (c'erano carni fredde, gamberi di fiume, alici, tartufo…), gli storici della cucina hanno tirato in ballo un politico francese omonimo del cuoco - Lucien Olivier che durante il periodo napoleonico la introdusse a Parigi fissando per sempre il nome di insalata Olivier nel suo Paese - e persino Caterina de' Medici che (forse) l'avrebbe introdotta nella corte di Versailles a metà del XVI secolo.

Origini incerte, affascinanti e comunque internazionali, perché l'insalata russa si trova quasi ovunque nel Vecchio Continente con tutte le varianti del caso. Se dobbiamo fissare il via ufficiale alla (gloriosa) vicenda italica del piatto - dopo le prime tracce alla fine dell’800 - appartiene a due leggende quali Pellegrino Artusi (La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene) e Ada Boni (Il talismano della felicità) a riportare la ricetta, fissando almeno qualche paletto: patate, carote, fagiolini, capperi, barbabietole... E naturalmente la maionese come salsa mentre per la guarnizione erano consigliate uova sode e cetriolini. Dicono peraltro che in Piemonte esistesse nell'800 una insalata rusa (cioè rossa) che prevedeva l'uso di barbabietole: il piatto sarebbe stato proposto da un cuoco di corte dei Savoia, in occasione della visita dello zar Nicola II in Italia nell'ottobre del 1909.

Nomi Diversi in Tanti Paesi

Le parole sono importanti: quella che da noi è insalata russa prende i nomi più diversi negli altri Paese. In Italia si chiama insalata russa, ma cambia nome quando oltrepassa i confini.

  • In Danimarca, Norvegia e Finlandia è insalata italiana.
  • In Olanda insalata degli Ussari.
  • In Lituania insalata bianca.
  • In Croazia, Slovenia e Ungheria insalata francese.
  • In Romania insalata boeuf.
  • In Germania e Danimarca diventa “insalata italiana”.
  • In Francia si parla di “salade piémontaise”.

Una Ricetta Internazionale

È un po' la storia di tutti i piatti più diffusi e amati, con la differenza sostanziale che la ricetta dell'insalata russa, per quanto soggetta alla massima interpretazione, che sia di un dilettante o di un professionista, profuma di mondo perché gli ingredienti e la cremosità di base non sono così “dentro” alla nostra tradizione come succede per altri piatti (pensiamo all'amatriciana o alla pizza, queste sì italianissime), ma, soprattutto di Natale. Prova ne sia la mancata codificazione nei Ricettari dell'Accademia della Cucina Italiana. Ed è una preparazione con un forte backgorund di gastronomia: ogni esercizio che si rispetti ne offre una. Il milanese Peck fa da riferimento, anche perché la prepara tutto l’anno e nella settimana di Natale arriva a venderne 12 quintali.

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L'Invenzione Casuale di Lucien Olivier

Lucien Olivier era un cuoco belga che aprì un ristorante di cucina francese di lusso, l'Hermitage a Mosca negli anni '60 del XIX secolo. Tale era la sua bravura, che spesso veniva pagato profumatamente per preparare sontuosi banchetti nelle case dell'oligarchia moscovita. In una di queste occasioni sperimentò un pastiche di petti di pernici, quaglie e code di gamberi ricoperti da gelatina e maionese (ai tempi non molto conosciuta in Russia): a scopo decorativo aggiunse patate, tartufi, sottaceti e uova. Si narra che uno dei commensali abbia mischiato senza pudore gli ingredienti così sapientemente collocati rendendo il proprio piatto qualcosa di molto simile ad un'insalata. Lo chef francese, orgoglioso delle sue creazioni e terribilmente permaloso, servì nei giorni seguenti il piatto nella versione “maltrattata”. Fu l'inizio di un successo straordinario, che portò l'insalata russa sulle tavole di tutta la città.

Piatto che Piace... Si Cambia

Dopo la morte di Olivier, vennero introdotti diversi ingredienti nel piatto. La lingua di vitello e i cetrioli furono le prime novità, poi arrivarono anche il caviale, i capperi e la polpa di granchio mentre la gelatina fu eliminata. Dopo la rivoluzione russa del 1917, l'influenza francese in cucina non era più vista così di buon occhio e gli ingredienti più costosi cominciavano a scarseggiare. La versione sovietica, chiamata stolichny salat (insalata della capitale) prevedeva il pollo al posto delle pernici e le carote grattugiate invece del granchio. Caviale, capperi e sottaceti lasciarono il posto ai piselli in scatola. Del piatto originario rimanevano praticamente soltanto le patate e la maionese, ormai una delle salse preferite dei russi.

Vittima dei Regimi

Durante il regime comunista, qualcuno pensò anche di nazionalizzare il piatto riconducendo la sua origine a un'evoluzione più nobile dell'okroshka, la zuppa fredda di verdure tipica delle campagne russe. Nello stesso periodo in Spagna fu proibito chiamarla insalata russa, perché il regime franchista non voleva nessun riferimento al nemico bolscevico. In nome dell'autarchia linguistica, l'insalata di patate e maionese diventò ufficialmente “la castigliana”.

Storie Alternative

Ma non tutti sono disposti a credere alla storia di Lucien Olivier. C'è chi pensa che l'insalata russa sia in realtà una creazione italiana: in questo caso il nome sarebbe l'omaggio del cuoco di corte dei Savoia alla visita di importanti dignitari del Paese a fine '800 ed era la panna a coprire e amalgamare tutti gli ingredienti. Ma la leggenda più curiosa risale al XVI secolo, quando Bona Sforza, figlia del duca di Milano, diventò regina di Polonia sposando Sigismondo I: i suoi cuochi di corte diedero vita a un piatto freddo di verdure miste, che successivamente fu arricchito con la maionese.

Un Intramontabile Piatto

L’insalata russa è una deliziosa ricetta della tradizione piemontese: un piatto freddo preparato principalmente con patate e verdure cotte condite con maionese. Presentato spesso come antipasto o come contorno in tutte le sue numerose varianti, l’insalata russa difficilmente abbandona le tavole italiane durante i giorni di festa.

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Tabella Riassuntiva delle Ipotesi sull'Origine

Teoria Origine Ingredienti Chiave
Sabauda Regno Savoia, Italia Verdure a cubetti, panna
Lucien Olivier Mosca, Russia Pernici, quaglie, gamberi, tartufi, gelatina, maionese
Caterina de' Medici Italia/Francia Verdure miste, panna/maionese

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