Intossicazione da Olio Fritto nel Cane: Sintomi, Cause e Trattamenti

L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella vita del nostro amico peloso. Come per noi umani, una dieta corretta e sana permette a Fido di vivere nel pieno delle energie e di prevenire problemi e malattie.

Può accadere, però, che Fido agisca da solo e inconsapevole, che ingerisca alimenti di cui non conosciamo gli effetti. Vediamo, allora, cosa accade se il cane lecca olio fritto, cosa dobbiamo sapere per lui.

Perché l'olio fritto è pericoloso per il cane?

L'olio fritto è altamente pericoloso per il nostro animale. L'olio usato per friggere è ricco di calorie e grassi dannosi per il suo organismo e può scatenare in lui patologie molto gravi, come la pancreatite.

Se si ha intenzione di far assaggiare l’olio al cane, bisogna verificare che lui possa tollerarli e sapere che l’olio di oliva e quello di semi, in poca quantità, possono anche apportare benefici al peloso. Questi oli sono utili per la cura e la salute del suo pelo. L’olio fritto non può essere, in nessun caso e in nessun modo, ingerito dal cane. É assolutamente vietato.

Gli enzimi pancreatici, sono prodotti nella ghiandola, in forma inattiva (gli zimogeni) in modo che si attivino solo quando arrivano a destinazione, cioè nel duodeno, il primo tratto dell’intestino. In questo modo non digeriscono la struttura che li produce, ma soltanto le sostanze che devono essere degradate.

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Cibi fritti: cosa sono?

I cibi fritti sono alimenti cotti ad altissime temperature e immersi in un elevato e "bollente" quantitativo di lipidi, come l’olio, che è una sostanza vegetale, o come il burro, questa invece sostanza animale.

Il risultato? Un alimento super calorico che di nutrizionale non ha proprio nulla. Nei cibi fritti è il grasso che la vince. Ed è per questa ragione, che se sconsigliati per noi, lo diventano ancora di più per il nostro cane.

Pancreatite nel cane

Per pancreatite si intende un’infiammazione del pancreas. Il pancreas è un organo ghiandolare, che si trova nell’addome, annesso all’apparato digerente. La sua funzione è molto importante per diversi processi fisiologici.

La sua infiammazione può sfociare in una patologia piuttosto grave e dolorosa: la pancreatite acuta o cronica.

Le cause della pancreatite acuta non sono del tutto note. Pare che ci possano essere dei fattori predisponenti, che possono quindi diventare scatenanti: dieta eccessivamente ricca di grassi e dieta troppo povera di proteine, diete incondizionate (dare alimenti di qualunque genere, anche scarti della tavola-fritti e altri alimenti non adatti alla loro alimentazione), assunzione di rifiuti, alcool, indigestioni alimentari, somministrazione di farmaci (fenobarbital e bromuro di potassio) obesità, ma anche l’assunzione di sostanze tossiche (organofosforici), traumi diretti sull’organo, ostruzione dei dotti pancreatici (tumori).

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Anche alcune malattie metaboliche sembrano essere predisponenti: Sindrome di Cushing, ipotiroidismo, stati di ipercalcemia, diabete mellito.

Il sintomo più frequente è il dolore addominale acuto, che si presenta con questo atteggiamento tipico, chiamato del “cane a preghiera”.

Sintomi della pancreatite acuta

I sintomi della pancreatite acuta sono infatti molto gravi e impattati sull’animale. Il cane colpito da pancreatite acuta manifesta un fortissimo dolore addominale, nausea molto pronunciata con inappetenza, vomito incoercibile, diarrea più o meno liquida.

Il sintomo forse più importante è il dolore addominale, che se non trattato, può essere insopportabile per il nostro amico con la coda. Questo è causato da un rilascio di enzimi digestivi ad opera del pancreas infiammato, che vanno ad irritare tutti i tessuti circostanti ad esso causando una peritonite chimica.

Altri sintomi includono:

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  • Anoressia
  • Debolezza
  • Disidratazione
  • Febbre
  • Aumento della sete e urine prodotte (PU/PD)

Purtroppo, la pancreatite acuta può causare anche l’exitus del nostro amico con la coda, soprattutto se non viene immediatamente trattata presso un centro veterinario, che possa emettere la diagnosi e impostare subito una terapia adeguata.

Il decesso può avvenire sia per la forte disidratazione, che comporta il vomito continuo, sia per fenomeni ischemici, causati dagli squilibri elettrolitici, che provocano alterazioni della pressione, aumento della viscosità del sangue, shock ipovolemico, coma e morte.

Anche se la pancreatite acuta è un’evenienza molto grave, molto cani se ben assistiti e curati possono guarire. A questo scopo, va ribadita l’importanza di effettuare una diagnosi rapidamente.

Sintomi della pancreatite cronica

Nelle forme croniche di pancreatite la sintomatologia è abbastanza subdola e non sempre chiara. Le feci possono essere poltacee, molli o comunque poco formate e di colorazione più chiara. Il cane quando portato al parco può mangiare molta erba e avere rigurgiti o episodi sporadici di vomito.

L’appetito può essere capriccioso o diminuito. Molto spesso la diagnosi di pancreatite cronica è fortuita e viene rilevata a un controllo routinario attraverso analisi del sangue alterate o un’ecografia addominale, che mette in evidenza alterazioni strutturali a carico del pancreas.

Diagnosi

A volte si deve arrivare per esclusione di altre forme acute e dunque sarà necessario effettuare una serie di esami per capire la situazione, non essendo la sola sintomatologia sufficiente ad avere certezza diagnostica.

Ecco perché il tuo medico ti dirà che avrai bisogno di fare alcuni esami, anche se non specifici: ematologici e biochimici, delle urine e del sangue.

L’ecografia invece sarà significativa a seconda della gravità, tempi di insorgenza, estensione delle lesioni. E’ altrettanto vero che può essere probante soprattutto se gli strumenti utilizzati sono di alta qualità.

In realtà sarebbe la TAC l’esame con la più alta capacità di definire la malattia, che però, per problemi di costi, viene poco spesso utilizzata.

Test specifici

Esistono però dei test specifici: la misurazione della lipasi pancreatica immunoreattiva. Questo è un esame del sangue che misura la quantità dell’enzima in circolo. Questo enzima è prodotto solo dal pancreas e aumenta la sua concentrazione nel sangue in caso di pancreatite. Il suo aumento è proporzionale alla gravità della malattia.

Trattamento

Il cane affetto da pancreatite acuta va gestito in regime di ricovero o al massimo di day hospital almeno per i primi giorni. La terapia della pancreatite acuta può durare anche diversi giorni, in alcuni casi settimane.

Altro cardine della terapia della pancreatite cronica sono i farmaci antiemetici, che servono per bloccare il vomito.

Il trattamento principe è comunque il digiuno da cibo e acqua. Recenti studi inoltre hanno posto l’accento sull’importanza dell’alimentazione attraverso il sondino naso-gastrico: aumenta la possibilità di guarigione.

Sarà necessario inoltre: fluidoterapia (flebo); in casi gravi ci potrebbe essere la necessità di una alimentazione con sonda che faccia arrivare gli alimenti direttamente nel duodeno (sotto allo sbocco del pancreas), con boli molto zuccherini, poco proteici e non grassi; per la riduzione del dolore, si potrà ricorrere ad analgesia, terapia antibiotica per la presenza di possibili complicanze di origine settica.

In generale il trattamento è quello in emergenza veterinaria e sarà quindi lo staff medico a dover affrontare la situazione. Sappi che, in casi refrattari al trattamento, potrebbe anche esserci una (limitata) possibilità di dover intervenire chirurgicamente, in caso di ostruzione dei dotti, ad esempio, o forme tumorali.

Una volta regredita la sintomatologia, sarà l’alimentazione a dover essere fortemente controllata e ripristinata solo sotto stretto controllo medico, sia nei tempi che nei modi. Una volta che il vomito e la diarrea saranno scomparsi, si dovrà tornare ad alimentare il cane, con una dieta specifica ad alto contenuto proteico e con proteine di altissima qualità.

La quantità di grassi deve essere la minore possibile.

Cosa fare se il cane ha mangiato olio fritto?

Evitare di far mangiare cibi fritti al nostro cane è sicuramente la cosa più appropriata e ottimale per la sua salute.

Ma se ci accorgiamo che, in un nostro momento di distrazione, Fido ha fatto scorpacciata dei “Fish and Chips” che avevamo preparato per cena, ad esempio, cosa dobbiamo fare? Semplice, fargli smaltire tutto il grasso che ha ingerito, con una corsetta ma anche con una lunga passeggiata.

L’attività fisica è fondamentale non solo per evitare al nostro cane tutte le problematiche collegate all’accumulo di lipidi, ma anche per non farlo ingrassare.

Quando notiamo che il nostro cane è tanto sofferente, urla e si piega su sé stesso per il forte dolore, quasi sicuramente si tratta di pancreatite acuta e correre dal veterinario è l’unica cosa da fare.

Questa patologia, purtroppo, è abbastanza difficile da curare, la prognosi è quasi sempre riservata e, se non presa e trattata rapidamente, provoca la morte.

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