L'ingobbio è una tecnica di colorazione che si applica sulla ceramica cruda. È composto da argilla colorata in massa ed acqua miscelati insieme. L’engobbio si applica sulla ceramica ancora non del tutto asciutta, per la precisione a durezza cuoio, e ha un finish opaco. Gli engobbi sono versatili, disponibili praticamente in ogni colore, e aderiscono bene all’argilla, rimanendo stabili in fase di cottura.
Cos'è l'Ingobbio?
L'ingobbio è un rivestimento non smaltante che viene applicato sul biscotto. Sul biscotto viene steso uno strato spesso di ingobbio (caolino+quarzo). Si possono usare come finitura oppure essere smaltati. I rivestimenti non-smaltanti di solito hanno quantità più basse di fondente e danno luogo a superfici che stanno tra l’argilla nuda e lo smalto.
Ricetta Base per l'Ingobbio
- Caolino
- Quarzo
Viene steso uno strato spesso di ingobbio (caolino+quarzo). Questa tecnica è utilizzata per sviluppare colori e sfumature originali.
Tecniche di Applicazione
La smaltatura dei manufatti artigianali solitamente si effettua per immersione, a spruzzo o con pennello. A ognuno di questi sistemi deve corrispondere una differente densità dello smalto da applicare; ciò si rende necessario in considerazione di molteplici fattori: lo spessore sul biscotto, il suo colore, il grado di opacizzazione dello smalto, il tipo di smalto da applicare, ecc.
In generale comunque, nel caso del metodo a immersione, la densità deve essere compresa nell’intervallo di 45-60°BE (gradi Baume); per l’applicazione a spruzzo, invece, la densità deve essere minore, ma non inferiore ai 45°BE. La misurazione della densità si effettua per mezzo di uno strumento: l’areometro.
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Tra questi due metodi di smaltatura il più economico è quello a immersione, perché consente un minore consumo di smalto. Nell’applicazione a pennello, invece, la densità può variare e ciò spesso anche in relazione al raggiungimento di particolari effetti estetici.
Applicazione in Monocottura
Per la smaltatura in monocottura è opportuno calibrare il contenuto di acqua alla minima quantità possibile, per questo motivo è indispensabile l’uso di fluidificanti e di colla cmc (ca. 0,2-0,4%) per favorire l’adesione della barbottina sull’impasto crudo, e l’impiego di sospensivante per evitare la precipitazione della sospensione. Il manufatto da smaltare deve essere secco e riscaldato a una temperatura di almeno 50°C, per garantire una buona applicazione dello smalto.
Differenze tra Ingobbio e Smalto
Qual è allora la differenza tra un ingobbio e uno smalto? Quando si passa da uno all’altro?
| Componente | Ingobbio | Smalto |
|---|---|---|
| Vetro | 20-50% (nefelina sienite, feldspato sodico, feldspato potassico, cenere di legna, quarzo) | 50-70% (nefelina sienite, feldspato sodico, feldspato potassico, cenere di legna, quarzo) |
| Argilla | 50-70% (bentonite, ball clay, caolino, allumina) | 5-20% (bentonite, ball clay, caolino, allumina) |
| Fondenti | 10-40% (carbonato di calcio CaCO3, dolomite, carbonato di bario BaCO3, talco, wallastonite, cenere di ossa) | 10-40% (carbonato di calcio CaCO3, dolomite, carbonato di bario BaCO3, talco, wallastonite, cenere di ossa) |
| Coloranti | Al 100% di smalto o ingobbio si può aggiungere colorante | |
Il Raku Sigillato
Il Raku Sigillato è una variante del raku nudo tradizionale. Ecco i passaggi:
- Sul biscotto viene steso uno strato spesso di ingobbio (caolino+quarzo).
- Si inforna e si toglie l’oggetto a 900°.
- Un breve passaggio in ambiente riducente e si raffredda in acqua.
Successivamente, si spazzola via lo strato protettivo dell’ingobbio, rivelando vetrine sulla superficie.
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Compatibilità e Coefficiente di Espansione Termica
Importantissimo! per far funzionare l’aderenza argilla/rivestimento dopo la cottura, argilla e rivestimento devono avere lo stesso coefficiente di espansione termica. Durante l’uso del pezzo, ovvero durante la sua vita, quando l’oggetto subisce sbalzi termici, le contrazioni/dilatazioni di argilla e rivestimento devono essere simili.
Con un brusco sbalzo termico, è possibile che l’ingobbio si sfaldi se non c’è giusta compatibilità tra ingobbio e argilla. In presenza anche di uno smalto l’espansione dell’ingobbio deve avere compatibilità sia con l’argilla sottostante che con lo smalto applicato sopra.
Si trova prima la compatibilità tra smalto e argilla, si adatta poi l’ingobbio alla compatibilità smalto/argilla. Cioè bisogna prima testare l’aderenza dello smalto al pezzo, quando si ha lo smalto adatto, si passa a verificare l’adesione ingobbio/pezzo per assicurarsi un buon legame sul prodotto cotto.
L'Evoluzione della Ceramica
Le prime testimonianze archeologiche dell’origine della ceramica risalgono al periodo neolitico, quando a causa della nascita dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame l’uomo primitivo cominciò ad insediarsi in comunità e a costruire villaggi. oriente nei millenni 9000 7000 a. C.. in Europa nel 7000 a. che costruivano stoviglie e contenitori per i cibi.
La caratteristica primaria della ceramica neolitica è di essere cotta nel fuoco e s imanifesta in due tipi di manufatti: figurine a tutto tondo e contenitori (ciotole, tazze stoviglie vasi) plasmati e levigati a amano di forme semplicissime che traggono l’ispirazione dai vegetali.
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Nella società Europea tradizionale il mestiere del vasaio era spesso esercitato da un gruppo più che da individui singoli. Esistevano famiglie di vasai ed ogni membro metteva “le mani in pasta”.
Colorazione e Cottura
Esistono diversi modi per colorare la ceramica, e per ciascuno ci sono dettagli e tecniche da conoscere per scegliere la strada più adatta da seguire. Questa scelta dipenderà da fattori unici e personali, come il tuo gusto e l’effetto estetico desiderato, ma anche dall’utilizzo finale del prodotto.
Parliamo ora di cottura. Come abbiamo già anticipato, mentre l’engobbio si può applicare sulla ceramica fresca, lo smalto deve invece essere applicato sulla ceramica biscottata, per poi effettuare una seconda cottura. Il forno viene portato lentamente alla temperatura necessaria per la fusione della silice nello smalto, e poi viene lentamente raffreddato. Questo rende la ceramica forte, solida, impermeabile e resistente agli elementi.
Tutti gli smalti sono classificati per livelli di cottura, che vanno da temperature medio basse a temperature estremamente alte: è importante quindi rispettare i range indicati, per scongiurare difetti e rotture.
Range di Temperatura per la Cottura dello Smalto
Come abbiamo visto, infatti, la temperatura sbagliata può creare molti problemi.
| Tipo di range | Temperatura approssimativa | Dettagli |
|---|---|---|
| Very low fire range | 600/850° C | Gli smalti a bassissima temperatura vengono applicati su ceramiche che hanno già passato almeno la biscottatura, se non già una seconda cottura. Il vaso viene riportato nel forno per la cottura a bassissima temperatura per fissare lo strato ulteriore. |
| Low fire range | 822/1120° C | È il più comune tra i livelli di cottura (soprattutto in passato, a causa della limitata disponibilità di forni ad alte temperature). Permette ai ceramisti di utilizzare coloranti che perderebbero di stabilità e qualità a temperature più alte. Per contro, c’è il rischio che l’argilla rimanga troppo porosa e che la smaltatura, per via dell’alta percentuale di flussante, sia morbida e poco duratura. |
| Lower mid fire range | 1110/1145° C | Molto poco utilizzato, ma con risultati interessanti soprattutto per la stabilità dell’argilla. La maggior parte dei colori che si usano per i range più bassi possono essere usati anche in questo. |
| Mid fire range | 1165/1210° C | I vantaggi di questa cottura comprendono la stabilità dell’argilla, la lunga durata dello smalto e la grande disponibilità di colori |
| High fire range | 1260/1390° C | A questo livello di cottura si ottengono maioliche e porcellane. |
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