Le Isole Sandwich Australi, scoperte da James Cook, sono un arcipelago remoto e inospitale situato nell'Oceano Atlantico meridionale. La loro storia è strettamente legata alle esplorazioni antartiche e alla caccia alle balene e alle foche.
Le Esplorazioni di James Cook
Il navigatore inglese James Cook (1728-1779) è tra i maggiori esploratori di tutti i tempi dopo Colombo, Vasco da Gama e Magellano. Nominato tenente di vascello, nel 1768 l’Ammiragliato inglese incaricò James Cook di effettuare un viaggio nell’Oceano Pacifico. Partì quindi nell’agosto 1768 sull’Endeavour, doppiò Capo Horn e giunse nel marzo 1769 a Tahiti, allora chiamata isola di re Giorgio III. Dopo aver scoperto le isole Tubuai o Australi, si diresse verso sud-ovest, per cercare la favolosa Terra Australis, e s’imbatté nella Nuova Zelanda.
Partito con le navi Resolution e Adventure, Cook incontrò a sud di Città del Capo grandi iceberg e il 17 gennaio 1773 passò per primo il Circolo polare antartico, toccando 67° 17′ lat. Dalla Nuova Zelanda tentò di nuovo di avvicinarsi alle zone antartiche e nel gennaio 1774 si spinse fino a 71° 10′ lat. Toccò le Ebridi e la Nuova Caledonia; scoprì l’isola Norfolk e tornò in Nuova Zelanda. Visitata la Georgia Australe e scoperte le Sandwich Australi, a Città del Capo seppe che l’Adventure si era già diretta in Inghilterra con gravi perdite dovute ai Maori neozelandesi.
Partito nel luglio 1776, si riunì con la Discovery (comandata dal capitano Charles Clerke) al capo di Buona Speranza. Dalla Nuova Zelanda, per le isole della Società e Tahiti, dopo aver scoperto il giorno di Natale 1777 l’isola Christmas, pose piede per primo (febbraio 1778) nelle isole che egli chiamò Sandwich in onore del primo lord dell’Ammiragliato (odierne Hawaii).
La Scoperta delle Isole Sandwich Australi
Durante il suo secondo viaggio, tra il 1772 e il 1775, con la Risolute e l’Adventure, Cook circumnavigò il mondo a latitudini meridionali inesplorate. Scoprì una nuova terra, di cui non fu in grado di accertare la natura continentale o insulare, che chiamò Terra di Sandwich.
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Dopo una nuova puntata verso la Kamciatka, morto anche il Clerke, la spedizione passò sotto il comando di James King. Le due imbarcazioni rientrarono nel 1780.
Geografia delle Isole Sandwich Australi
Da un punto di vista geologico la South Georgia fa parte di un frammento di crosta continentale un tempo unito alla Penisola Antartica e al Sud America. Tutti i frammenti di questa crosta continentale (Georgia A, Isole Sandwich Australi, Isole Orcadi Meridionali, ecc) si sono spostati verso est nel corso di milioni di anni.
Geograficamente l’arcipelago presenta numerose vette montuose, con ben undici cime sopra i 2000 metri di altitudine; la più alta è Monte Paget con i suoi 2935 metri s.l.m.
Il Ghiaccio e l'Ambiente Antartico
Il ghiaccio continentale deriva dalla trasformazione della neve sotto la pressione del suo stesso peso. Forma una calotta che ricopre il continente e i suoi rilievi e scivola verso la costa e il mare, estendendosi sulla superficie dell’oceano per alcune centinaia di chilometri. Dall’altro canto, le fredde acque dell’Oceano Antartico raggiungono durante l’inverno temperature così basse che il loro strato superficiale congela, formando il ghiaccio marino. Si forma così la banchisa, la distesa marina di ghiaccio che circonda il continente fino a 1300 Km dalle coste, imprigionando la calotta e gli iceberg che da essa si distaccano.
Il ghiaccio non è una materia statica bensì dinamica. Infatti si forma e si dissolve. Ha un suo bilancio di massa, che esprime il rapporto tra i processi d’accumulo e quelli di sottrazione, determinati dall’evaporazione, dalla fusione e dal distacco degli iceberg. Inoltre la calotta glaciale si muove. Il movimento è determinato dalle pendenze dei rilievi del terreno sottostante, dal suo peso e dalla temperatura atmosferica.
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Il volume della calotta glaciale dell’Antartide è di circa 28 milioni di chilometri cubi. Se si sciogliesse interamente, il livello dei mari si alzerebbe di oltre 70 metri. Rappresenta il 90% del ghiaccio totale della Terra e il 70% delle riserve globali di acqua dolce. La calotta ricopre l’Antartide per il 98% della sua superficie e ha uno spessore medio di circa 2.000 metri; tuttavia non è uniforme e la sua altezza varia da poche centinaia a più di 4.000 metri. Si muove in senso centrifugo, dal centro del continente verso la costa, ad una velocità che varia da un minimo di 10-30 metri ad un massimo di 2.000 metri l’anno. Sotto la spinta del suo peso, la calotta scivola dalla superficie del mare per centinaia di chilometri, formando le banchise. Esse rappresentano l’11% dell’area dell’Antartide. Le due più grandi sono la banchisa di Ross (mezzo milione di chilometri quadrati ) e la banchisa di Ronne: esse occupano rispettivamente i bacini dei mari di Ross e di Weddell.
Dalle banchise e dai ghiacciai sulla costa si distaccano gli iceberg, che sono forse l’elemento più suggestivo del paesaggio antartico. Hanno forme e dimensioni assai variabili. Se ne distinguono due tipi: quelli simili a montagne, che originano dai ghiacciai, e quelli tabulari, che nascono da una frattura della banchisa. Questi ultimi sono i più numerosi: a volte sono larghi più di 100 chilometri e hanno uno spessore anche di 200 metri. Gli iceberg galleggiano sul mare, dal quale emerge solo la quarta parte della loro massa. Il cambiamento stagionale più straordinario in Antartide è il congelamento dell’Oceano. Verso la fine dell’estate, il mare inizia a ghiacciare formando il pack, che a settembre, al termine della stagione fredda, raggiunge l’immensa estensione di circa 20 milioni di chilometri quadrati: gli iceberg vi rimangono imprigionati e lo scenario marino assume un aspetto movimentato.
Sfruttamento e Conservazione
I primi decenni del XIX secolo furono caratterizzati dalla caccia alle foche dei mari del sud, dalle isole Falkland a quelle della Georgia del Sud e in seguito alla Penisola dell’Antartide. Rapidamente, la caccia si trasformò in un’attività industriale su larga scala, alla quale parteciparono numerose nazioni, con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Argentina ai primi posti. I cacciatori erano costantemente alla ricerca di luoghi nuovi, non ancora sfruttati, e divennero così i primi esploratori sistematici della Penisola dell’Antartide e delle isole vicine.
Poi fu la volta delle baleniere, che dapprima si dedicarono ai cetacei più lenti, come balene franche, megattere e capodogli; dopo il novecento, con l’avvento delle macchine a vapore, vennero erette stazioni baleniere direttamente lungo le coste della Georgia Australe, dedicandosi anche al massacro della balenottera comune e della balenottera azzurra.
Ma ora sono le stazioni baleniere a essere estinte sull’isola, sono i cacciatori di foche a essersi estinti, tutti scomparsi nel tempo. Eccettuata la balenottera azzurra, quasi tutte le specie cacciate sono ritornate in auge, con popolazioni da capogiro in alcuni casi. Vi è addirittura una colonia di pinguini reali (Aptenodytes patagonicus) che conta 300 mila individui; era scesa a circa 1100 individui.
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Nel 1959 fu stipulato a Washington il Trattato della Antartide. Costituisce la normativa internazionale che si applica in tutta l’area a sud dei 60° di latitudine.
Tabella delle Scoperte e delle Esplorazioni
| Esploratore | Anno | Evento |
|---|---|---|
| James Cook | 1773 | Primo attraversamento del Circolo Polare Antartico. |
| James Cook | 1775 | Scoperta della Terra di Sandwich (Isole Sandwich Australi). |
| Fabian von Bellingshausen | 1820 | Primo avvistamento dell'Antartide. |
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