Fabbrica Cioccolato Perugia: Storia di un'eccellenza Italiana

Da piccola confetteria nel cuore di Perugia a emblema del Made in Italy apprezzato in tutto il mondo: questa è la storia della fabbrica di cioccolato Perugina. Perugia incontra il cioccolato in tempi relativamente recenti, ma è decisamente interessante ripercorrere la vicenda perché permette di comprendere come anche una singola persona, spesso inconsapevolmente, possa dare avvio a una storia che cambia la vita di molti individui e di un intero territorio.

La storia del cioccolato a Perugia risale al 30 novembre 1907 quando, a pochi passi dal Mercato Coperto, in Via Angusta, nacque la prima sede de La Società Perugina, un piccolo laboratorio di confetti destinato a diventare un’industria. È il 1907 quando Francesco Buitoni - già imprenditore nel settore pasta -, Leone Ascoli, Francesco Andreani e Annibale Spagnoli, insieme alla moglie Luisa (sì, quella Luisa Spagnoli), avviano un laboratorio di confetti a Perugia.

Ben presto la sede in Via Angusta risultò troppo stretta, non riuscendo più a contenere l’aumento massiccio della produzione dettato da una domanda sempre più crescente. E così, nell’estate del 1915 la società si trasferisce a Fontivegge, in quella che allora era piena periferia, in una fabbrica costruita su un terreno pagato 30.000 lire dove viene strutturata la linea di produzione del cacao in polvere, con presse idrauliche per l’estrazione del burro di cacao. Nell’estate del 1915 la società si trasferisce in uno stabilimento a Fontivegge: si completa così il processo produttivo con la linea di produzione del cacao in polvere e le presse idrauliche per l’estrazione del burro di cacao.

L'Ascesa di Perugina

La Perugina nasce dall’idea di Francesco Buitoni nell’estendere l’attività al settore dolciario. Inoltre, la produzione era localizzata in Piemonte, mentre nell’Italia Centrale non esisteva un vero distretto del cioccolato. Sorge così, in una Perugia digiuna di esperienza e conoscenze del settore, quasi dal nulla, la fabbrica specializzata nella produzione del cioccolato più all’avanguardia d’Italia.

Nel 1923 l’impresa diventa una società per azioni, controllata dalla famiglia Buitoni, con Giovanni Buitoni amministratore delegato. La "Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti" cambia ragione sociale e diventa "La Perugina - Cioccolato e Confetture. A partire dal 1954 la produzione del cioccolato si diversifica verso prodotti maggiormente di massa. Nel 1969 la Buitoni viene incorporata alla Perugina: nasce l'IBP-Industrie Buitoni Perugina che nel 1985 viene venduta alla CIR di Carlo De Benedetti quando diventa Buitoni S.p.A.

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Grazie a un significativo piano di rilancio e sviluppo avvenuto pochi anni fa, lo stabilimento di San Sisto oggi è considerato l’HUB internazionale per la produzione del cioccolato in Europa, una realtà che opera coniugando eccellenza produttiva, tradizione e sostenibilità. Lo stabilimento si estende su un morbido panorama di colline, dolce scenario che stimola creatività e fantasia.

L'Invenzione del Bacio Perugina

L’exploit lungo oltre un secolo di Perugina si deve in buona parte all’invenzione, nel 1922, degli iconici Baci. È il 1913 quando venne creata la fabbrica di Fontivegge ed il primo mercato di sbocco per il cioccolato Perugina è proprio la guerra, mentre per gli italiani il cioccolato rimane un lusso. Anche al sopraggiungere della pace il nostro Paese non era ancora pronto a recepire il cioccolato come alimento di largo consumo e la capacità di leggere e tradurre l’indole dei tempi farà la fortuna della Perugina.

Torniamo per un attimo al 1922, al momento in cui Luisa Spagnoli intuisce la potenzialità di nocciole e granella, residui di molte lavorazioni, insieme al ripieno al gianduja, per creare un vero e proprio cioccolatino. Inizialmente battezzato “cazzotto” per la forma simile alla nocca di una mano, è Giuseppe Buitoni (figlio di Francesco e poi compagno della Spagnoli) a cambiarne forma, individuare l’elegante incarto argento con scritte blu e scegliere il più romantico nome di “Bacio”.

Il successo della pralina è legato a una strategia di marketing brillante. È lui a immaginare per la campagna pubblicitaria la coppia di amanti su fondo blu, ispirandosi al celebre Bacio di Francesco Hayez, nonché a inserire nell’incarto gli oggi immancabili cartigli. I “cioccolatini parlanti”, si racconta, sono nati ispirandosi ai bigliettini che Buitoni e Spagnoli si nascondevano a vicenda in mezzo ai dolciumi. “Meglio un bacio oggi che una gallina domani”, recita uno dei primi.

Grande classico del San Valentino - e di qualsiasi altra occasione in cui occorre un gesto romantico senza troppo impegno -, i Baci Perugina hanno saputo aggiornarsi, cambiando veste sull’onda delle tendenze, anche gastronomiche. Nel 2019 al grande hype intorno al cioccolato ruby Perugina risponde con un’edizione limitata tutta rosa. Focus sulla ricetta, ma anche sull’eleganza dell’involucro, con la versione Gold e quella firmata da Dolce&Gabbana, con echi siciliani nella granella al limone. Nel 2022 i designer progettano anche la linea celebrativa del secolo di carriera, con cristalli al lampone e incarto rosso rubino (nonché i bigliettini, anch’essi firmati). La nuova livrea? Tra l’ambra e il nocciola, con stelline dorate. Nonostante la campagna di comunicazione debba ancora partire, i Baci al caffè sono già disponibili sul mercato. Come anche un’edizione limitata, ancora più recente, dedicata al Natale: i Baci all’amaretto.

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Luisa Spagnoli: Un'imprenditrice Visionaria

In questo caso a far diventare Perugia la città del cioccolato non sono state antiche dominazioni straniere, come avvenuto in altre zone dove sono state introdotte abitudini alimentari prima sconosciute, o rapporti commerciali con paesi esotici. La storia è nota e ne è stata addirittura tratta una fiction televisiva: l’imprenditrice Luisa Spagnoli, compagna e socia di Giovanni Buitoni, proveniente da un’altra famiglia che ha fatto la storia dell’industria italiana, inventa un semplice cioccolatino. Certamente non immaginava che avrebbe poi avuto un successo tale da diventare un vero e proprio fatto di costume.

Il successo del Bacio Perugina, così venne chiamato il cioccolatino ideato dalla Spagnoli nel 1922, dà un fortissimo impulso allo sviluppo e alla crescita dell’azienda, che arriverà ad essere una delle principali realtà produttive italiane del settore. Sono poi stati proprio ex dipendenti della Perugina a sviluppare molteplici attività artigianali a tema dolciario. Più recentemente, sull’onda della accresciuta attenzione per i prodotti enogastronomici e in particolare per le produzioni di maggior qualità, sono state infatti avviate numerose piccole produzioni.

Il Museo Storico Perugina

Nato nel 1997 dal ricco archivio Perugina-Buitoni, il Museo storico Perugina è oggi la prima e imprescindibile tappa del tour “Casa del Cioccolato Perugina, un percorso unico tra cultura, costume e gusto che dal museo alla fabbrica fino alla scuola del cioccolato, ripercorre una delle storie imprenditoriali più affascinanti e longeve del made in Italy, iniziata a Perugia nel 1907. L’esperienza del visitatore al Museo storico Perugina inizia con un filmato storico e una dettagliata descrizione delle fasi di trasformazione del cacao in cioccolato, mentre gusci di cacao, semi e ingredienti a vista caratterizzano la sezione tecnica.

Di grande fascino la galleria museale ricca di confezioni, incarti e fotografie che ricostruiscono la passione per il cioccolato, ripercorrendo l’evoluzione dei gusti e dei costumi degli italiani. E un capitolo speciale dedicato alla comunicazione, dalle prime inserzioni pubblicitarie alle grafiche innovative, con la straordinaria raccolta di caroselli e spot televisivi dal 1956 ad oggi.

Dopo il Museo si accede al cuore pulsante della Fabbrica: da un percorso sopraelevato, i visitatori hanno l’opportunità di osservare le linee di produzione in azione, inebriati dai profumi avvolgenti del cioccolato. Il viaggio nella storia del cioccolato più celebre nel mondo passa anche per il gusto, e ai visitatori, infatti, è offerta la possibilità di degustare le diverse varietà di cioccolato dei prodotti Perugina. Inoltre, nello Shop Perugina che si incontra al termine del percorso, è possibile acquistare qualche dolce souvenir. Oppure qualche bontà al cioccolato la si può preparare con le proprie mani.

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Chiunque volesse arricchire il tour con un’esperienza inedita e ancora più coinvolgente potrà prenotare (con anticipo rispetto alla visita) un corso presso la Scuola del cioccolato, la prima scuola aperta al pubblico in Italia che si trova all’interno del Museo Perugina. Una tradizione di qualità e ricerca che viene tramandata nella Scuola del Cioccolato Perugina®, un posto unico dove anche i semplici appassionati possono conoscere i segreti e le tecniche di lavorazione più sopraffine del cibo degli dei.

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