Giambattista Vico: Un Pensatore Europeo

In memoria di Dante Alighieri, Giordano Bruno, Galileo Galilei, Giambattista Vico e Jorge Mario Bergoglio - Papa Francesco, questo articolo è un omaggio alla riflessione sul tema antropologico e teologico, ispirato anche dalla sollecitazione del Patriarca Bartolomeo: "Non può esserci pace senza giustizia".

Filosofia e Scienza Galileiana

Ovviamente, prima di tutto, partire da sé, rimembrare la dantesca sollecitazione dell’omerico Ulisse, sintetizzata nel "Considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti,/ ma per seguir virtute e canoscenza" (Inf. Alla "domanda" di Dante, questa la "risposta" di Giambattista Vico: «L’espressione con cui i Latini chiamavano «bruti [bruta]» gli animali privi di ragione è coerente con quanto abbiamo appena discusso; «bruto [brutum]» per loro significava la stessa cosa di «immobile»; e tuttavia vedevano i bruti come in movimento. È quindi necessario che gli antichi filosofi italiani sostenessero che i bruti, che non sono mossi se non dalle cose presenti, sono immobili e sono mossi dagli oggetti presenti, come da una macchina; ma che gli uomini hanno un principio interiore dI moto, cioè la mente, che è liberamente mobile."

Cosa vuol dire "viver come bruti"?

"Seguir virtute e canoscenza": "Conosci te stesso".

Giambattista Vico ed Erwin Schrödinger: Il Gatto è "Vivo o Morto"?

Essere, o non essere: «[...] Il Regno dei Gatti ("Cat Kingdom") è progettato in modo che tutti i sentieri portino al vecchio albero di arancio. Era già qui quando Erwin Schrödinger nascose il suo famoso gatto in una scatola e il piccolo Albert Einstein fu espulso da scuola per "lotta con i numeri".» Questo è il "punto-chiave" della narrazione e il senso stesso della parola "ubuntu" (memoria della tradizione sudafricana del presidente Nelson Mandela), una sublime e "subliminale" sollecitazione a svegliarsi dal millenario tragico "letargo".

Con Galileo Galilei, oltre l’astuzia del "genio maligno" e delle antinomie del "mentitore", oltre la tragica e letargica cosmoteandria del demiurgo (platonismo e paolinismo). "THE TIME IS OUT OF JOINT"("#Hamlet", I.5). Shakespeare, a partire dal proprio "presente storico" (dallo "stato di Danimarca"), non riprende dall’immaginario ereditato il filo del "principio" e non lo riporta in luce, con la sua "trappola del topo" ("The Mousetrap"), e non sollecita a portarsi oltre il proprio tempo, un "tempo fuori dai cardini"?!

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La Fisica Nuova, l’Apologia di Galileo e la Critica della sua Metafisica

Una "#risposta del signor Giambattista Vico" (1711): «Mirò Galileo la fisica con occhio di gran geometra, ma non con tutto il lume della metafisica, e perciò stimò l’indivisibile altro dall’infinito, e parla di più infiniti. Non sono più infiniti, ma uno in tutte le sue finite parti, quanto si voglia inuguali, uguale a sé stesso. Uno è l’indivisibile, perché uno è l’infinito, e l’infinito è indivisibile, perché non ha in che dividersi, non potendo dividerlo il nulla» (cfr. G. Vico, "Opere filosofiche", Sansoni, 1971, p.

Una domanda: "Come sta il gatto di Schrödinger? La povera bestiola è chiusa in una scatola con una sostanza radioattiva e gas velenoso: vivrà o morirà?" (Focus).Galileo Galilei: "E chi vuol por termine agli umani ingegni?

Sapere Aude: In Principio Era la Vita, Non la Morte

«"Papà allora spiegami a che serve la storia". "[...] Prendo allora le mosse dall’antico monito di Giambattista Vico che invitava a individuare e a capire la “natura delle cose” a partire dal loro “nascimento”. Il richiamo al grande filosofo napoletano mi consente, peraltro, anche di sottolineare come il mio particolare modo d’esser filosofo (che spesso s’intreccia con un particolare modo d’essere storico e critico della cultura, dei concetti e delle idee) trova proprio nel diritto una chiave di accesso privilegiata alla comprensione dei processi storici e sociali.

Vico, infatti, geniale scopritore della centralità gnoseologica del nesso verum /factum, quando deve passare dal livello di indagine metafisica e ontologica delle relazioni tra finito e infinito, ideale e reale, unità e molteplicità, a quello della civilizzazione umana, invita proprio a guardare e a indagare il mondo del diritto e della storia. Insomma, è proprio nel campo del diritto, nei processi di costituzione dell’autorità della legge e del potere politico, che quei nessi tra ragione e fatto, vero e certo, diritto naturale e diritto positivo, prima colti soltanto nella fondazione metafisica della mente divina e in quella gnoseologica e scientifica della mente umana, trovano la loro verifica storico-empirica.

Aveva indubbiamente ragione uno dei miei maestri (non a caso tra i maggiori filosofi italiani del diritto del secolo scorso), Pietro Piovani, quando con acume osservava che «se filosofare è nient’altro che capire la vita, andare a lezione dalla vita, bisogna leggere questa lezione là dove è scritta: e la storia degli individui e dei popoli, cioè la storia della vita, non è forse scritta nel diritto e dal diritto? Niente è meglio e più in grado di insegnarci che cosa la vita conosca di sé».

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Archeologia, Antropologia e Diritto: Con Antigone, alla Ricerca della "Donna Perduta"

Con “GrAZiA” (“CHARIS”), con “AMORE (“CHARITAS”) E REPONSABILITÀ”, un omaggio alla memoria di Karol J. Nell’isola dei Feaci, ad Alcìnoo e alla sua intera comunità, Ulisse così ridice del consiglio e delle raccomandazioni della cosiddetta “maga” Circe, per “seguire virtute e canoscenza” (Dante, Inf. XXVI) :“Alle Sirene prima verrai, che gli uomini / stregano tutti, chi le avvicina. / Chi ignaro approda e ascolta la voce / delle Sirene, mai più la sposa e piccoli figli, / tornato a casa, festosi l’attorniano, / ma le Sirene col canto armonioso lo stregano, / sedute sul prato: pullula in giro la riva di scheletri / umani marcenti; sull’ossa le carni si disfano.” (“Odissea, XII, vv.

Se è vero, come riconosce Sigmund Freud nel 1909 (nell’affrontare il caso dell’«uomo dei topi»), che “un gran progresso della civiltà si compì il giorno in cui l’uomo decise di avvalersi, accanto alla testimonianza dei sensi, della deduzione logica e di passare dal matriarcato al patriarcato”, è altrettanto vero, come aveva già pensato e anticipato Bachofen nel 1861 (nell’anno stesso della Proclamazione del Regno d’Italia e del primo anniversario dell’Unità d’Italia, come da sottolineatura di Eva Cantarella), che, “[...] svincolandosi da ogni zavorra o mistura materiale, il diritto diventa amore. Proprio l’amore è il diritto supremo, la legge più alta” (J. J. Bachofen, “Il matriarcato. Ricerca sulla ginecocrazia nel mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici”). Come già quella di Dante, ritrovata la “diritta via” con l’aiuto della figura materna (“Beatrice”) e della figura paterna (“Virgilio”), la base e la sorgente dello stesso viver civile (“non viver come bruti” e “seguire virtute e canoscenza”): è “l’amor che move il sole e le altre stelle” (Par.

Memoria di Olympe de Gouges

Olympe de Gouges, pseudonimo di Marie Gouze (Montauban, 7 maggio 1748 - Parigi, 3 novembre 1793), è stata una drammaturga e attivista francese che visse durante la rivoluzione francese. I suoi scritti femministi e abolizionisti ebbero grande risonanza. Condotta in tribunale il mattino del 2 novembre, appena 48 ore dopo l’esecuzione dei suoi amici girondini, viene condannata a morte sulla ghigliottina. Nella sua Dichiarazione dei Diritti della Donna, ribadisce un’ultima volta: “Come la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere altresì il diritto di salire alle più alte cariche”.

Memoria di Maria Maddalena nella Chiesa Cattolica

SANTA MARIA MADDALENA: La festa liturgica di Maria Maddalena è stata stabilita il 3 giugno 2016 da papa Francesco, durante il Giubileo della Misericordia. Il Santo Padre Francesco ha preso questa decisione proprio nel contesto del Giubileo della Misericordia per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata...E’ certo che la tradizione ecclesiale in Occidente, soprattutto dopo San Gregorio Magno, identifica nella stessa persona Maria di Magdala, la donna che versò profumo nella casa di Simone, il fariseo, e la sorella di Lazzaro e Marta.

Un "New Ton" Napoletano: Filologia e Cucina Reale

Filologia e cucina reale nella pizzeria "A ’CANT": non solo brioches, ma anche pizze per una rivoluzione "G-Astronomica" mondiale. Una nota a margine sul testo della «“P’ ‘a riggina”: la pizza napoletana che non viene da Parigi».

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Dare ali ai piedi della virtù delle nuove generazioni: riprendere a camminare sulla strada di Talete, come di Parmenide e Telesio, e, di Orazio come di Kant ("SÀPERE AUDE")! Per una educazione a una cittadinanza critica di ogni cittadino-re e di ogni cittadina-regina, una buona risposta della prof.ssa Valeria Verrastro: «Assolutamente sì. Lo sport Aiuta a sviluppare un senso di identità basato sull’esperienza reale e sul corpo vissuto, contrastando la logica della performance estetica virtuale».

La Provvidenza, il Passero e la Critica della Ragione Metafisica ("Pura")

VITAEFILOSOFIA. "HAMLET Not a whit, we defy augury: there’s a special providence in the fall of a sparrow. If it be now, ’tis not to come; if it be not to come, it will be now; if it be not ...

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