Lievito di Birra: Halal o Haram? Una Guida per i Consumatori Musulmani

Cosa contiene il nostro cibo? Come musulmani, siamo costantemente alla ricerca della perfezione in ogni aspetto della vita. Di conseguenza, cerchiamo costantemente di acquisire conoscenze in modo da compiere ulteriori progressi.

In realtà, mentre miriamo a perfezionare le nostre relazioni sociali, il nostro ruolo nell'ambito lavorativo, le nostre abitudini di studenti, a volte non comprendiamo che esiste un catalizzatore che faciliterà questa ricerca della perfezione, e cioè il cibo. I nostri corpi si nutrono attraverso il cibo che consumiamo e le nostre anime si nutrono dalla purezza e dalla legittimità di quello stesso cibo. Coloro che si sforzano di consumare solo alimenti halal (consentiti) e “Tayyib” (puri) sono benedetti con i loro corpi che mirano a ciò che è consentito e puro.

Halal Italy si pone l'obiettivo di promuovere il concetto di Halal e di informare i musulmani sugli ingredienti “non sicuri”, inclusi quelli presenti negli alimenti e negli integratori alimentari, i farmaci e i cosmetici. Lo scopo di tali presentazioni è quello di creare la consapevolezza della legittimità degli alimenti. I lettori sono inoltre esortati a visitare spesso il sito www.halalitaly.org per aggiornarsi sui prodotti certificati, sulle risorse e sulle notizie riguardanti la certificazione.

Il nostro obiettivo principale è quello di compiacere Allah (Subhanahu wa ta'ala) obbedendo ai suoi comandi riguardanti tutte le questioni comprese le tematiche “halal e haram”, oltre a seguire la Sunna del nostro amato Profeta Maometto (salla Allahu alaihi wa sallam ).

Si è scoperto che alcuni versi del Corano riguardano il cibo. Un rapido sguardo ad alcuni versetti ci permette di notare l'importanza che Egli attribuisce sul consumo degli alimenti:

Leggi anche: Usare il Lievito nella Frolla

  • "O voi che credete, mangiate le buone cose da quello che vi abbiamo procurato, e rendete grazie ad Allah, se Egli è colui che voi adorate.” (2:172)
  • "O uomini, mangiate i prodotti consentiti e sani della Terra, e non seguite le orme del diavolo. Non vietate le cose buone che Allah ha reso 'legale' per voi e non trasgredite. Allah non ama i trasgressori. Mangiate ciò che Allah vi ha donato come cibo 'legittimo' e buono, e mantenete il vostro impegno verso Allah che voi onorate"(5:87-88).

Ci sono molti versi più nel Corano e nella Sunna del Profeta (salla Allahu wa alaihi sallam) che parlano di altri aspetti di halal e haram. Oggi nel mondo ci sono circa 2 miliardi di musulmani, e questa cifra è in continuo aumento soprattutto nelle grandi città metropolitane degli Stati Uniti.

In altre relazioni pubblicate, si dichiara che il mercato globale del commercio degli alimenti certificati come halal si attesta intorno ai 150 miliardi di dollari, con un potere di acquisto dei musulmani di circa 3 mila miliardi di dollari. Solo negli Stati Uniti, il potere d'acquisto dei musulmani è di circa 200 miliardi di dollari, mentre in Europa il consumo è di circa 300 miliardi di euro. Queste cifre sono molto promettenti.

Grazie agli sforzi di alcune organizzazioni, diversi stati hanno introdotto l'Atto per la Certificazione Halal nella loro legislazione. Poiché il numero dei musulmani e dei consumatori halal continua ad aumentare, molte aziende americane stanno estendendo la loro certificazione halal dai prodotti di esportazione a quelli nazionali. Si assiste inoltre all'aumento della commercializzazione dei prodotti importati con certificazione Halal.

Sulle etichette dei prodotti che acquistiamo è possibile trovare diversi tipi di ingredienti. Alcuni di essi sono componenti semplici o singoli, come il sale, lo zucchero e l'acqua. Altri sono complessi o composti, come i coloranti, formaggio grattuggiato, aromi, condimenti, grassi, spezie, ecc. Sulle etichette gli ingredienti sono elencati in base alle loro funzioni, come gli antiossidanti, emulsionanti, conservanti, integratori e addensanti. A volte gli ingredienti discutibili come l'alcol, gli enzimi, i grassi e la gelatina non sono chiaramente indicati, ma sono celati tra i condimenti, i formaggi, gomme da masticare e gelati.

Come musulmani dobbiamo sapere se gli ingredienti scritti sull'etichetta sono halal, in quanto potrebbero essere ottenuti da animali, vegetali, microbi, o fonti sintetiche. dell’uomo.

Leggi anche: Segreti Lievito Madre

Tra le numerose possibili classificazioni degli alimenti, riportiamo la suddivisione in sette gruppi proposta, dell’Istituto Nazionale della Nutrizione:

  • 1° gamma - Prodotti freschi (es.)
  • 2° gamma - Alimenti conservati attraverso trattamento termico (es.)
  • 3 gamma - Alimenti congelati e surgelati (es.)
  • 4° gamma - Alimenti freschi, puliti e pronti per essere consumati (es.)
  • 5° gamma - Alimenti già cotti e conservati sottovuoto (es.)

Halal - tutti noi sappiamo molto bene il significato dei termini halal e haram e abbiamo una chiara idea del cibo che consumiamo.

Mashbooh - per tutti i musulmani, questo gruppo di beni di consumo è costituito da ingredienti che sono dubbi o discutibili e ci porta a fermarci e riflettere se possiamo usarli o meno. Quando un consumatore vede un ingrediente elencato nelle tabelle qui di seguito denominato "Prodotti alimentari Mashbooh (discutibili)", "Ingredienti nascosti", "Ingredienti elencati per funzioni", e "Guida Halal per i consumatori", ad esempio, grassi animali e proteine; antiossidanti, prodotti caseari, Emulsionanti; Enzimi; Aromi, Gelatina, Glicerina e Vitamine, lui o lei dovrebbe immediatamente pensare alla sua probabile fonte e fare una verifica contattando il produttore. Tutti questi prodotti derivano o da animali, vegetali, microbi o da fonti sintetiche. Se essi derivano da una fonte di origine animale, abbiamo bisogno di sapere se l'animale è stato halal e in caso affermativo, se esso è stato macellato correttamente o meno. Se sì o se la fonte è una pianta o un microbo certificato, quindi alhamdulillah, allora possiamo mangiarlo.

Ogni consumatore musulmano ha la responsabilità di essere consapevole di ciò che fa, sia che si tratti del consumo di alimenti, di integratori alimentari, di prodotti farmaceutici o di cosmetici, sia per compiacere Allah (Subhanahu wa ta'ala), seguendo i suoi comandamenti. Il difetto di informazione in etichetta può quindi integrare un vizio di sicurezza alimentare.

Etanolo e Lievito di Birra: Cosa Sapere

Il lievito di birra è composto da microorganismi unicellulari chiamati lieviti, appartenenti al regno dei funghi. Il lievito di birra è più esattamente il lievito più comunemente usato per la produzione di vino, pane e birra, ed è precisamente il Saccharomyces cerevisiae. Questo lievito, in assenza di ossigeno, produce energia tramite la fermentazione degli zuccheri, processo che produce anidride carbonica e etanolo.

Leggi anche: Come Preparare un Plumcake Perfetto

Il lievito industriale è detto anche lievito di birra, poiché una volta veniva prodotto dagli scarti di lavorazione della birra. La panificazione al lievito di birra fece la sua apparizione solo verso la metà del secolo XIX. Oggi è prodotto a partire dalla melassa, un sottoprodotto della produzione dello zucchero dalla barbabietola, è venduto in pani e conservato in ambiente fresco (può anche essere congelato), è attivo anche con farine deboli, consente tempi di lavorazione rapidi e la produzione di pane di piccola pezzatura.

Il lievito di birra viene prodotto in appositi fermentatori, che vengono successivamente separati dal substrato energetico (la melassa) formando una massa cremosa, che viene in seguito compressa e si presenta sottoforma di panetti di colore grigio scuro. Il secondo, detto anche lievito madre è costituito da acqua e farina, esposti per qualche tempo all'aria in modo da arricchirsi di microorganismi, tra cui i saccaromiceti, o da parte di un impasto precedente.

Etanolo in Alimenti e Bevande Non Alcoliche

Le popolazioni di lieviti sono naturalmente presenti negli alimenti vegetali e vengono utilizzate, in alcune produzioni, per la fermentazione alcolica. Le contaminazioni di alimenti che contengono naturalmente zuccheri (es. succhi di frutta) possono così comportare la produzione indesiderata di etanolo, con conseguente alterazione degli alimenti stessi, in termini di qualità e genuinità dei prodotti.

A livello UE, l’informazione al consumatore sulla presenza di alcol e le relative tolleranze sono prescritte solo per le bevande alcoliche e le ‘bevande contenenti frutta o parte di piante in macerazione’. Le normative nazionali su materie non armonizzate (es. birra) talora prevedono apposite tolleranze e rari obblighi di avvertenze specifiche. Questa lacuna normativa espone quindi la popolazione generale al consumo inconsapevole di alcol attraverso cibi ‘al di sopra di ogni sospetto’.

Uno studio (Gorgus et al., 2016) sui livelli di etanolo in una varietà di alimenti disponibili sul mercato tedesco ha rilevato tenori medi di etanolo fino a 0.77 g/l in arance, mele, banane, succhi di mele e d’uva. Oltre 1,2 g di etanolo su 100 g in alcuni prodotti da forno confezionati, in primis panini al latte e da burger.

I ricercatori - sulla base dei dati di consumo (Germania, USA) su banane, pane e prodotti da forno, succo di mele - hanno stimato una possibile esposizione media di 10,3 mg di etanolo per kg di peso corporeo (body weight, b.w.), fino a 23,3 mg.

Un recente studio (Gürler et al., 2022) ha effettuato lo stesso tipo di ricerca, estesa al metanolo, sui mercati di Germania e Turchia, stimando altresì - sulla base dei dati di consumo a disposizione di EFSA - l’esposizione acuta derivata dagli alimenti e la concentrazione di etanolo nel sangue.

Le concentrazioni di etanolo e metanolo sono oscillate rispettivamente tra 0,02 e 1,09 g/kg o litro di alimento, più elevate in alimenti in scatola, frutta fresca, confetture e succhi. Esposizioni anche minime delle donne in gravidanza e allattamento possono causare problemi di tipo psico-motorio (es. sindrome del feto alcolico) e anomalie neurologiche, legate a motilità, depressione, ansia e difficoltà di sviluppo.

I musulmani praticanti (1,8 miliardi di persone circa) non possono consumare alimenti contenenti etanolo (definito haram). Alcune interpretazioni ammettono peraltro la presenza di alcol in determinati alimenti (es. succhi di frutta, ove esso può formarsi involontariamente), entro le soglie stabilite, purché essi vengano prodotti nel rispetto degli standard halal (es. GSO 2538). La straordinaria rilevanza del mercato halal, che interessa circa 1/4 della popolazione globale, ha indotto il Codex Alimentarius a definire un apposito standard internazionale per il legittimo impiego del relativo termine.

Metodi per l'Individuazione dell'Etanolo

  • Radiazioni elettromagnetiche e tecniche dielettriche: Senza bisogno di calore e solventi, questi metodi consentono di individuare l’etanolo attraverso la misura di interazione tra le diverse componenti nella matrice alimentare.
  • Biosensori: Attraverso reazioni chimiche che avvengono solo in presenza di alcol, i biosensori cambiano colore. Presentano un’elevata selettività e specificità, a raffronto con altri metodi strumentali più complessi e costosi.
  • Naso elettronico: Il c.d. e-nose individua con facilità la presenza di sostanze volatili (alcol etilico e di altri tipi) e rappresenta visualmente i dati, ove abbinato alla chemometria. Con il limite di perdere sensibilità quando se le sostanze da individuare siano molteplici.

Un metodo validato (in base a ISO/IEC 17025) e considerato più sensibile del metodo AOAC 2016.12 utilizza invece la gascromatografia accoppiata a un rivelatore a ionizzazione di fiamma, per individuare l’etanolo in estratti acquosi ottenuti da miscelazione assistita magnetica.

Appare necessario condurre ulteriori studi sulla presenza di alcol in alimenti e bevande non alcoliche che non ne dovrebbero contenere. La grave lacuna nelle regole UE va in ogni caso colmata al più presto e senza ulteriori ritardi, come quelli denunciati nella disciplina - ancora affidata a inutili ‘raccomandazioni’ - di un’ampia serie di contaminanti alimentari.

Tabella riassuntiva dei livelli di etanolo riscontrati in alcuni alimenti:

Alimento Tenore medio di etanolo (g/l o g/100g)
Arance Fino a 0.77 g/l
Mele Fino a 0.77 g/l
Banane Fino a 0.77 g/l
Succhi di mele Fino a 0.77 g/l
Succhi d'uva Fino a 0.77 g/l
Panini al latte Oltre 1,2 g/100g
Panini da burger Oltre 1,2 g/100g

tags: #lievito #di #birra #halal #o #haram

Post popolari: