Alcune piante sono bellissime da vedere, ma nascondono proprietà in grado di aiutarci a restare bene, attivi e in forma. Tra queste, il prugnolo selvatico (Prunus spinosa) è un arbusto spinoso con foglie caduche, appartenente alla famiglia botanica delle Rosaceae.
Il prugnolo selvatico, Prunus spinosa, è un’antica pianta arbustiva diffusa in tutta Europa. Vista la sua lunga tradizione è noto con decine di nomi volgari, quali: pruno selvatico, strangolacane, susino di macchia, sgancio, strozzapreti, susino selvatico ecc. A quest’arbusto sono legate leggende e credenze, oltre che antichi saperi della tradizione popolare.
Il prugnolo è un piccolo arbusto di tipo caducifoglio. Lo sviluppo della pianta è piuttosto lento ma può agevolmente raggiungere i 5 metri in altezza. Si tratta di una pianta latifoglie caratterizzata da un fogliame verde scuro ed ovato.
Il pruno selvatico si riconosce per la presenza di un fitto intreccio di ramificazioni ricoperte da numerose spine. Tale tratto caratteristico rende il prugnolo un’essenza costituente delle siepi interpoderali.
E’ una pianta che cresce allo stato spontaneo in Europa, in Asia e nell’Africa settentrionale prediligendo i margini boschivi, i sentieri e le aree soleggiate.
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Descrizione Botanica del Prugnolo Selvatico
Il portamento del prugnolo selvatico generalmente è arbustivo-cespuglioso, anche se, con adeguati interventi di potatura, gli si può dare la forma ad alberello. E’ un albero longevo, vive oltre i 60 anni, e può raggiungere altezze variabili a seconda dell’ambiente e della forma di crescita.
Allo stato selvatico ha un fusto principale irregolare, a volte contorto, con una forte attività pollonifera alla base, favorita da un imponente apparato radicale stolonifero. L’emissione di polloni basali favorisce la propagazione selvatica del prugnolo, tanto che a volte si possono trovare macchie di vegetazione estesa e impenetrabile. Ha un legno molto forte, adoperato in falegnameria artigianale per produrre piccoli attrezzi. La corteccia è grigio scura, quasi nerastra.
I rami, di colorazione inizialmente più chiara sul rossastro, sono sottili e molto spinosi. Le spine sono pungenti ed acute, e a volte formano un groviglio con le ramificazioni.
Foglie, Fiori e Frutti
Le foglie di colore verde chiaro, sono semplici ed alterne, di forma ellittica. Il loro margine è seghettato e sono provviste di un breve picciolo. In autunno è molto bello osservare le foglie del prugnolo selvatico prima della caduta, quando si colorano di un forte giallo.
Il pruno è uno dei primi alberi a fiorire in primavera. Sono migliaia i fiori bianchi che compaiono già nel mese di marzo, ancor prima delle foglie. La fioritura continua per tutto il mese di maggio.
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I fiori di Prunus spinosa sono di tipo ermafrodito e hanno una dimensione di circa 1-2 cm. Sono riuniti a gruppi di tre sui rametti molto corti. Questi fiori emanano un delicato odore che ricorda il miele, molto graditi anche alle api, in quanto producono nettare in abbondanza.
I frutti, chiamati prugnole, sono delle drupe violacee che giungono a maturazione in autunno. Si ricoprono di una patina denominata pruina contenente un singolo seme duro e giunti a maturazione assumono un particolare sapore acidulo-dolciastro.
Il frutto, che per colore e dimensione ricorda il susino, è una drupa sferica. Il suo diametro massimo è di 15 mm. La buccia è ricoperta da una patina chiara. Il suo colore è bluastro, tendente al nero vicino alla piena maturazione, che avviene in pieno autunno. Se infatti, già dall’estate compaiono i primi frutti, bisogna aspettare il mese di ottobre affinché questi siamo dolci e gradevoli per il consumo fresco. Allo stato selvatico ovviamente, uccelli, volpi e lepri possono fare incetta anche dei frutti un po’ più acerbi, senza andare troppo per il sottile.
Ambiente Preferito
La Prunus spinosa è una specie molto rustica, che non teme né il gelo intenso, né tantomeno il caldo. Preferisce le esposizioni soleggiate, dalla pianura fino ai 1800 metri in montagna. Non ha neanche grosse esigenze di terreno, gradendo i suoli argilloso-calcarei. La ritroviamo ai margini dei boschi, dei campi incolti, in mezzo ai roveti, in luoghi sassosi. Ma non è raro trovarla anche nei terreni aridi o nei vigneti abbandonati.
In condizioni ottimale il prugnolo selvatico può formare, nel giro di qualche anno, un intreccio a forma di siepe molto fitto, impenetrabile per un uomo o un grosso animale. Per questo, anticamente, quest’arbusto veniva utilizzato dai contadini per proteggere i confini dei terreni. Un’idea da rivalutare anche oggi, visti i continui attacchi di cinghiali, che in molte zone d’Italia mettono a rischio le coltivazioni.
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Proprietà e Benefici del Prugnolo
Le varie parti del prugnolo, dai frutti ai fiori, vengono usate in campo erboristico, fitoterapico e alimentare. Le varie parti del prugnolo da siepe contengono varie sostanze e principi attivi in grado di apportare effetti benefici al corpo.
Le principali componenti attive del prugnolo sono rappresentate da: flavonoidi e acidi grassi. Se ti interessa l’argomento, scopri il nostro approfondimento sui flavonoidi.
I frutti costituiscono una ricca fonte di vitamina C, tannini e acidi organici.
- Vie urinarie - I fiori di prugnolo contengono principi attivi capaci di stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso, aiutando a gestire i disturbi alle vie urinarie (es.
- Problemi della pelle - Gli acidi organici, le vitamine e gli altri composti contenuti nelle bacche di prugnolo combattono le infezioni batteriche mentre le sostanze antiossidanti agiscono sulle imperfezioni della pelle (es.
Nota è l’azione depurativa del pruno selvatico. Tale proprietà terapeutica è ascrivibile alla rutina: un bioflavonoide dall’azione disintossicante presente in concentrazioni importanti tra le componenti attive della pianta.
Grazie alle proprietà diuretiche riconosciute ai fiori del prugnolo si può agire sulla ritenzione dei liquidi. Inoltre la pianta riesce a lenire significativamente i crampi alla vescica. Se ti interessa l’argomento, scopri il nostro approfondimento sulla menopausa.
Il prugnolo può aiutare a trattare lievi infiammazioni che colpiscono la mucosa della bocca e della faringe. In caso di mal di gola si possono fare dei gargarismi utilizzando il succo fresco estratto dai prugnoli maturi. Inoltre avendo proprietà antinfiammatorie, astringenti e lassative, il succo del prugnolo si può impiegare come collutorio antibatterico. Per rimuovere gli agenti patogeni responsabili del mal di gola, della tosse e di altre infezioni del cavo orale.
La polpa dei frutti di prugnolo è spesso presente tra gli ingredienti delle maschere di bellezza dall’azione astringente.
Il prunus spinosa promuove la digestione e agisce sui disturbi intestinali intervenendo sul gonfiore, la dispepsia e la diarrea.
Con l’assunzione di tisane, preparate mettendo in infusione due cucchiaini di fiori essiccati di prugnolo, si può ottenere un’efficace stimolazione dell’appetito.
Un preparato erboristico realizzato con le infiorescenze del pruno selvatico risulta particolarmente utile nel lenire i malesseri che colpiscono le vie respiratorie. In particolare gli infusi riescono a tenere alla larga il raffreddore e la tosse.
Il liquido di cottura delle prugnole si può impiegare per realizzare dei tamponi nasali efficaci per fermare l’epistassi (emorragia nasale).
Utilizzo del Prugnolo in Cucina
Sì, il prugnolo selvatico è commestibile. Da un lato i frutti possono essere usati come ingredienti nelle ricette (es. Oltre ad essere adatti ad insaporire arrosti di cacciagione e ad essere presenti nel ripieno di torte dolci e salate. Dalle foglie essiccate si può ottenere un ottimo tè, dal sapore aromatico, indicato per lenire il mal di gola.
I frutti del prugnolo, tolti dall’alcool, si possono riutilizzare per realizzare un gustoso vino aromatizzato. Il legno è considerato un valido combustibile resistente.
In cucina il prugnolo selvatico ci fa riscoprire le tradizioni popolari. Anche il fiore è commestibile, bagnato in acqua e zucchero è un delizioso break primaverile. Quando invece il fiore è secco, lo si può utilizzare come spezia, nella preparazioni di dolci di ogni tipo. Inoltre con le bacche essiccate si possono preparare ottimi liquori o sciroppi dolci. Con il frutto fresco, infine, ci si può cimentare nella preparazione di marmellate e confetture.
Ricette a base di Prugnolo
- Marmellata di prugnolo: si prepara facendo cuocere 1 kg di frutti con 250 gr di vino bianco, 250 gr di acqua, un po' di scorza di limone grattugiata, un pizzico di cannella, un chiodo di garofano e 250 gr di zucchero. Quando si è asciugata e ha raggiunto la giusta consistenza, passare al setaccio per eliminare i noccioli; conservare in vasi sterilizzati.
- Liquore di prugnolo: utile contro i disturbi intestinali si ottiene lasciando macerare per 2 mesi 500 gr di frutti per far fuoriuscire tutto il liquido. Aggiungere quindi un sciroppo ottenuto con 300 gr di zucchero e 180 gr di acqua: miscelare e lasciare stagionare ancora per un po' di tempo.
- Sciroppo di prugnole: Si lavano e si asciugano gr 500 di prugnole e si pongono in un vaso a chiusura ermetica con pari quantità di zucchero e si espongono in luogo caldo per 90 giorni, avendo cura di agitare il contenuto di tanto in tanto. Al termine si filtra il contenuto e si imbottiglia, conservando in luogo fresco.
- Sciroppo antidiarroico: Si lavano 500 gr di prugnole e si asciugano; si aggiungono 500 grammi di zucchero e un bicchiere d’acqua e si fanno bollire per 15 minuti. Filtrare con un panno e conservare in frigo.
- Liquore di prugnole: Lavare ed asciugare 500 gr di prugnole e porle in vaso a chiusura ermetica cospargendo i frutti con 3 cucchiai di zucchero; esporre il vaso al sole per 3 giorni; versare mezzo litro di alcool a 90° con alcuni chiodi di garofano oppure con una bacchetta di cannella e lasciare ancora in luogo caldo per 15 giorni, avendo cura di agitare ogni tanto. Prendere il vaso e spostarlo in un luogo fresco (cantina possibilmente) e lasciarlo ancora per 45 giorni. Se si desidera un liquore più dolce, si può aggiungere qualche cucchiaio di zucchero sciroppato nell’acqua sterilizzata.
Quando Raccogliere il Prugnolo
Si raccolgono le infiorescenze aperte di prugnolo tra le 9 e le 11 del mattino durante le giornate soleggiate e non ventilate.
I frutti, chiamati prugnole, sono delle drupe violacee che giungono a maturazione in autunno.
Come Utilizzare il Prugnolo
Si impiegano, principalmente, nella preparazione di confetture, marmellate, salse, sciroppi, gelatine e bevande alcoliche.
Lavare ed asciugare 500 grammi di prugnole, raccolte in autunno (preferibilmente dopo le prime brinate), e lasciarle macerare per 24 ore. Per procedere con la bollitura insieme a 500 grammi zucchero di canna e ad una stecca di vaniglia.
Ideale a colazione aggiunto al muesli per iniziare la giornata con il pieno di energia. Diluendolo in acqua fredda o calda, insieme a del succo di limone, diventa una gustosa bevanda da bere sia in estate che in inverno. Dal punto di vista terapeutico, lo sciroppo di prugnolo svolge un’efficace azione tonica, stimolante e ricostituente.
Lavare con cura le prugnole asciugandole poi con un canovaccio o della carta da cucina. Chiudere il recipiente e mettere a macerare per un mese lontano da fonti di luce e di calore agitando il contenitore una volta al giorno. Decorso il periodo di macerazione, preparare uno sciroppo con acqua e zucchero e procedere con la bollitura a fuoco lento sino al completo scioglimento dell’edulcorante. Si può decidere di consumarlo subito o farlo insaporire per un mese in un luogo buio.
Preparazioni Erboristiche
- Aggiungere 60 grammi di fiori essiccati di prugnolo in un litro d’acqua bollente. Lasciar riposare per dieci minuti.
- Bollire 7 drupe in 250 ml di acqua per 5 minuti. Attendere 7 minuti di infusione e filtrare.
- Aggiungere 10 grammi di foglie essiccate di prugnolo in un litro di acqua bollente. Attendere 15 minuti di riposo.
- Versare 20 grammi di frutti di prugnolo in un litro di acqua bollente.
Integratori di Prugnolo: Cosa Considerare
L’unico modo per essere sicuri di scegliere il prodotto giusto è valutare alcuni elementi in base alle esigenze personali:
- Tipologia - I prodotti si presentano in forme diverse, ma non c’è una scelta giusta o sbagliata.
- Composizione - È possibile scegliere tra integratori contenenti esclusivamente Prunus spinosa e prodotti a base di prugnolo e altri ingredienti (es. glicerina, zenzero o vitamina B12).
- Allergeni - Questi prodotti non sono indicati per chi soffre di allergie alle Rosaceae ma, considerando la produzione demandata a stabilimenti in cui vengono preparati altri prodotti, potrebbero contenere alcuni allergeni comuni (es. lattosio e glutine).
Controindicazioni
In caso di sovra dosaggio si rischia l’intossicazione di sostanze tossiche (glicosidi cianogeni) e conseguenze gravi.
ATTENZIONE!!!
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