Il Panino Cegliese: Storia e Ingredienti di un'Icona Gastronomica Pugliese

Ci sono luoghi dal fascino senza tempo che riconosci immediatamente essere un patrimonio inestimabile per le nostre città, come la salumeria di Lucietta Zito.

Erano gli anni ’50 quando nel cuore della Puglia, il salumiere Vincenzo Zucari volle viziare i propri clienti, proponendo una ricetta, ancora oggi, giudicata azzardata.

La salumeria si chiamava ancora putèj “bottega“, erano gli anni ’50, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’Italia stava provando a ricostruire non solo le città devastate e ridotte in macerie, ma anche la sua identità. Si chiamava Vincenzo Zito e fu lui insieme alla moglie Margherita a proporre il panino misto.

Pensò bene di unire quattro ingredienti, dalla diversa tradizione e provenienza. Gli bastò qualche decennio e conquistò tutti, anche i più scettici. Divenne gloria cittadina e ben presto superò i confini urbani.

Oggi, chi capita da queste parti non va via senza aver provato il famoso panino cegliese. Ci si ferma da Giuseppina, proprio davanti al campanile di Piazza Plebiscito, oppure dalla signora Lucetta Zito, che ha un negozio di alimentari proprio in centro.

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La salumeria Zito in via Giuseppe Elia, nel cuore della zona storica di Ceglie Messapica, è ormai chiusa, Lucietta è andata in pensione ma il panino misto inventato dal padre e dalla madre è rimasto una specie di simbolo della città tanto che ci sono diversi altri che hanno raccolto il testimone.

Gli Ingredienti del Panino Cegliese

Il panino cegliese è noto soprattutto in Puglia e soprattutto a Ceglie Messapica dove è nato, la sua fama non sembra avere travalicato i confini regionali. La sua particolarità risiede nell’accostamento di gusti che si potrebbero definire quantomeno inusuali.

E poi si farcisce con ingredienti che possono sembrare strani, ma che insieme danno un gusto straordinario al panino, cioè tonno sott’olio, mortadella, capperi e provolone. Gli strati sono rigorosamente da ordinare così: prima il tonno, che inumidisce il pane, poi il cappero quindi la mortadella e a completare il tutto il provolone.

Fu quest’ultimo, infatti, a mettere insieme gli ingredienti e a creare una piccola opera d’arte del gusto composta da pagnotta fragrante, farcita con mortadella, provolone stagionato e piccante, tonno e capperi dissalati. Un piccolo trionfo di sapori, arricchito nel tempo da alcune varianti ben gradite come ad esempio la puccia al forno o fritta, la “cazzatedda”, che per tradizione va accompagnato da una bottiglia da 33 cl di birra Raffo o Dreher per celebrare un sacrosanto rito di felicità che per i cegliesi va bene a tutte le ore e a tutti i pasti, merenda, pranzo o cena.

Varianti e Riconoscimenti

Dopo l’ormai famoso biscotto, quindi, anche lo storico panino di Ceglie Messapica sta facendo parlare di sé e della sua bontà. E questo dopo la ribalta nazionale conquistata anni fa nel corso della trasmissione radiofonica “Il volo del mattino”.

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In quell’occasione, lo speaker, scrittore, attore, Fabio Volo - letteralmente innamorato della leccornia scoperta e assaggiata in terra messapica durante le riprese di una delle puntate della serie televisiva “Untraditional” diretto dal regista cegliese Gianluca Leuzzi -, decise di parlarne nel corso del suo spazio mattutino a Radio Deejay e di condividere la ricetta nata nella bottega di Vincenzo Zito, nel centro storico di Ceglie.

Tornando al presente, questa volta è stato il salumiere Gaetano Suma, titolare di “Suma Negozi di Quartiere” a mettere in mostra e far apprezzare il panino cegliese in una manifestazione di ambito nazionale come il Festival del cinema di Roma, nella “vetrina” esclusiva dell’area food dedicata alla Puglia e ai suoi prodotti tipici come le orecchiette, i panzerotti, le bombette.

Gaetano, come tutti lo conoscono nella cittadina messapica, ha preparato la versione in puccia con mortadella artigianale, provolone, tonno e capperi, attirando l’attenzione del pubblico e della giornalista inviata del Tg2 per la trasmissione “Costume e Società”, che ha voluto dedicare uno spazio del suo servizio alla prelibatezza made in Ceglie, dedicata per l’occasione all’attrice Sofia Loren, diva italiana per eccellenza.

«Il nostro stand si trovava nell’area Food dedicata alla Puglia. C’erano orecchiette, panzerotti, bombette, panini con la porchetta. Il panino cegliese è stato molto, molto apprezzato in generale da chi ha fatto tappa presso la nostra postazione ed è stato notato, tra gli altri, dalla giornalista della trasmissione “Costume e società” del Tg2 che ha voluto dedicarci uno spazio del suo servizio andato in onda su Rai 2», ha spiegato Suma nel raccontare la sua esperienza al Festival organizzato nella Capitale.

A stupire un po’ tutti coloro che si accostavano con curiosità allo stand è stato, in particolare, l’accostamento degli ingredienti che è capace di generare un’esplosione di sapori unica ed indimenticabile ad ogni boccone.

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Ah, quasi dimenticavo: il panino cegliese trova l’abbinamento ideale in una birra Raffo, 100% made in Puglia, o meglio… 100% made in Taranto.

La Mappa Antropologica del Panino Trash e delle Sue Varianti

  • Cegliese (di Ceglie Messapica) con mortadella, tonno, capperi, provola piccante (variante: con giardiniera);
  • Cegliese con cazzatedda, panino di pasta fritta con farcitura uguale alla Cegliese;
  • Pasqualino di Alberobello: variante del cegliese con salame al posto della mortadella;
  • Crotone: mortadella, provola, sardella e olive verdi schiacciate;
  • Mafalda siciliana: mortadella limone e pepe;
  • Sicilia: sgombro, una fettina di limone sottilissima, mortadella.

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