La storia della pasticceria e confetteria Meinero si intreccia con quella di locali storici e prodotti tipici del Piemonte e della Liguria, testimoniando la passione per la tradizione e l'innovazione nel settore agroalimentare.
Il Caffè Bruno di Cuneo: Un Simbolo di Longevità
Il Caffè Bruno di Cuneo celebra 160 anni, un traguardo che lo colloca tra i locali più longevi della città e non solo. La sua presenza nel centro del capoluogo risale al 1864, quando l’antesignano di quello che sarebbe diventato il Caffè Bruno si trovava in via Roma di fronte al Duomo e apparteneva ad «Agata Raiter e figli».
Una fattura del 1910 testimonia l’attuale ubicazione in via Roma 28, nel palazzo del municipio, come «Confetteria e pasticceria Bruno Pietro». Nella ricostruzione di Oriana Liberatore, Bruno Pietro era associato ai Raiter in quanto «stimato liquorista». E ancora oggi la scritta «confettiere liquorista» compare sul frontespizio dell’ingresso.
Le vicende del Caffè Bruno accompagnano la vita del capoluogo per oltre un secolo e mezzo. Non è difficile immaginare che vi siano entrati i notabili del tempo (certamente furono clienti il conte Ferraris di Celle e Gondolo di Chiusa Pesio), e che i suoi tavoli abbiano assistito, muti testimoni dei cambiamenti, dell’avvicendarsi degli avventori e avventrici: dalle crinoline ai leggins.
Nel 1978 lo acquistano i fratelli Maurizio e Michele Meinero che lo tengono fino al 2003, quando diventa proprietà di Giulio Rezzaro e Paolo Bernardi. Nel 2010 lo cedono all’attuale proprietario, Claudio Serale. Oggi il locale ha l’aspetto che gli ha conferito, nel 1980, l’architetto Gianni Arnaudo, invitato con Silvio Bonino a ricostruire il passato.
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Arnaudo ha ideato, più di quarant’anni fa, un «fermo immagine» consapevole che «in una struttura storicizzata la sensibilità culturale del progettista deve portare ad un aumento degli spazi senza intaccare l’anima del locale. Molti arredi, come il bancone, sono stati oggetto di restauro, altri sono stati recuperati mentre, dove ciò non è stato possibile, altri sono stati scelti in modo da essere compatibili con lo stile complessivo.
Sono stati ricavati due salottini interni, angoli raccolti affacciati sui portici prediletti dai giovani, ed una zona di conversazione ad un livello superiore. Questo ampliamento è connotato dal soffitto con l’inserimento di un “cielo” specchiante, il cui disegno è replicato sul pavimento in marmo e sulla specchiera, che moltiplica visivamente la percezione...riproducendo l’essenza dello stile barocco».
La Zucca di Rocchetta: Un Simbolo di Rinascita
Fino a pochi anni fa quando si parlava di Cengio l’immagine che veniva riportata alla mente era purtroppo la drammatica storia dell’azienda chimica che qui aveva sede. Pochi credevano di poter riuscire a scrollarsi di dosso questo pesante fardello ed invece, grazie ad un visionario, proprio in questi giorni il comune di Cengio ha sbaragliato la concorrenza nazionale venendo premiato come “Piccolo Comune Amico” nella catergoria Agroalimentare grazie alla Zucca di Rocchetta.
“Il Premio” organizzato da Codacons insieme a Aci, Anci, Enac, Federazione Italiana Tabaccai, Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, Touring Club Italiano e Uncem è finalizzato a promuovere lo sviluppo e valorizzare le eccellenze dei comuni italiani con meno di 5.000 abitanti.
Fino agli anni ‘50-’70 a Rocchetta di Cengio era assai diffusa la coltivazione di zucche, in particolare quella di una zucca di medio grandi dimensioni utilizzata per minestre e confetture. Fonti orali consegnano testimonianze relative alla probabile origine della coltivazione della zucca a Rocchetta nel primo dopoguerra a seguito dell’arrivo di semi dalla vicina Francia dove in inverno molti contadini e muratori emigravano per lavori edili e rimanendo per le copiose nevicate e gelo senza lavoro in loco.
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In effetti la zucca Rouge Vif d’Estampes che è una varietà di Cucurbita maxima, di colore rosso-arancio, appiattita, con caratteristici solchi sulla buccia, di origine francese ha caratteri abbastanza vicini alla Zucca di Rocchetta, fatta eccezione del peso e del tempo di maturazione, meno pesante per la prima e più corto per la seconda.
La Zucca di Rocchetta, dal germoglio del seme alla maturazione idonea al consumo impiega 180 giorni e può raggiungere un peso di 35/50 kg in condizione di coltivazione in purezza con solo stallatico. Le confetture chiamate comunemente “marmellate” si preparavano per crostate e consumo quotidiano per la prima colazione. Diffusa era anche la preparazione di confetture con aggiunta di cacao.
In cucina l’utilizzo più diffuso era relativo alla preparazione di risotti, ripieni di ravioli, nella minestra e per la preparazione di una crema vellutata. Le particolari condizioni climatiche della zona hanno determinato una selezione naturale di una varietà autoctona con caratteristiche non riscontrabili fra le varietà in commercio.
Grazie a Meinero nasce così il progetto “salviamo la Zucca di Rocchetta” della Condotta Slow Food Alta Valle Bormida che da allora organizza ogni anno nella terza domenica di ottobre “Zucca in Piazza”, una rassegna delle migliori zucche e dei prodotti locali. Dalla ormai esigua (40 esemplari) produzione del 2005 sono stati quindi selezionati 850 semi prelevati dalle zucche migliori e distribuiti a 130 soggetti nei comuni di Cengio, Murialdo, Millesimo e Cosseria.
Ogni confezione di semi per la produzione 2006, oltre alla lettera di impegno al rispetto del disciplinare, riporta il numero della zucca di provenienza garantendo il monitoraggio produttivo e selettivo. Un ulteriore passo avanti avviene nel luglio del 2007 quando il Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali pubblica sulla Gazzetta Ufficiale l’accoglimento della richiesta di inserimento della Zucca di Rocchetta nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali.
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Nel 2014 la Zucca di Rocchetta sale sull’Arca del Gusto di Slow Food che viaggia per il mondo e raccoglie i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta. Un patrimonio straordinario di frutti e verdure di qualità assoluta. Sempre nel 2014 viene riconosciuto il marchio De.Co. La Zucca di Rocchetta.
La zucca viene raccolta - come da disciplinare - alla fine di settembre inizio ottobre. Per un uso di qualità in cucina si utilizzano zucche della produzione dell’anno precedente che si conservano anche per 13/18 mesi. Ogni esemplare certificato viene registrato mediante l’apposizione di un adesivo e di un cartellino (con piombino al picciolo) riportante il numero dell’esemplare, il socio produttore e il peso della zucca. Dal 2020 ogni esemplare viene accompagnato anche da una sua carta di identità che ne garantisce la piena tracciabilità.
La produzione censita e certificata ogni anno si aggira su non più di 100/120 esemplari, mentre è di difficile quantificazione la produzione libera. Ma la Zucca di Rocchetta non è solo un progetto agroalimentare. Grazie al suo pigmalione è diventato nel tempo il vero simbolo della rinascita di un territorio grazie anche alle iniziative ad essa collegata.
La manifestazione “Zucca In Piazza” giunge quest’anno alla XIX edizione e nel corso del tempo è cresciuta diventando il luogo dove vengono accolti e valorizzati tutti i prodotti della Valbormida. Gianpietro Meinero ha legato la sua vita alla Zucca di Rocchetta tanto che ha dato alle stampe un volume dal titolo emblematico: Volevo salvare il Mondo… ma ho salvato la “Zucca”.
Noi lo abbiamo conosciuto nel corso degli anni e vi possiamo testimoniare la passione che lo anima e che va ben oltre un eventuale ritorno economico. Il suo passato nella fabbrica che ha gravemente inquinato la Valbormida è forse una delle motivazioni nella sua missione di rinascita della zucca e del territorio.
Produttori e Trasformatori della Zucca di Rocchetta
L’Associazione Produttori e Trasformatori della Zucca di Rocchetta nasce nel 2007 e tra i primi aderenti figura Le Bontà del Belvedere di Altare. Nel laboratorio a conduzione familiare vengono realizzate marmellate e confetture con diversi abbinamenti di frutta, dai più classici ai più audaci, capaci di rendere speciale ogni colazione e di sorprendere con abbinamenti tra dolce e salato.
Per quanto riguarda la zucca, sposando il progetto di Gianpietro Meinero, il titolare Davide Rizzolo, ha così cominciato le sperimentazioni. Dopo la Confettura di Zucca ha quindi elaborato la ricetta in agrodolce per l’abbinamento con la carne di maiale e la Mostarda di Zucca perfetta per essere gustata sui nostri formaggi locali. Inoltre vengono proposte marmellate e confetture per tutti i gusti.
Uno dei fiori all’occhiello sono le gelatine di vino rosso e bianco create utilizzando sia vini liguri come Pigato, Vermentino, Rossese sia del vicino piemonte come Brachetto, Moscato e Nebbiolo che forniscono un tocco in più ad ogni piatto. La produzione comprende anche la tradizionale pasticceria secca ligure con Canestrelli e Baci di Dama che vengono realizzati con la farina di castagne essiccate nei tecci della Valbormida e con la nocciola tonda e gentile di Langa.
Dal 2020 entra in azienda la nuova generazione, la figlia Anita. E proprio con questo nome viene battezzato l’ultimo nato: i Succhi Anita. Realizzati in bottigliette di vetro da 200 ml e da 720 ml, il nettare di frutta contiene ottima frutta lavorata con la professionalità e l’amore con cui vengono realizzati tutti i prodotti Bontà del Belvedere. Può essere gustato in diversi gusti: albicocca, pesca, pere, mirtilli e ananas. Anita, nelle sue varie declinazioni, viene realizzato con il 70% di frutta, acqua e zucchero.
I prodotti de le Bontà del Belvedere possono essere acquistati ad Altare presso la caffetteria di Famiglia, il bar Franca al centro del borgo sulla strada principale dove la moglie di Davide, Arianna, saprà consigliarvi al meglio sui migliori abbinamenti con carne e formaggi. Le Bontà del Belvedere le trovate anche nelle migliori botteghe gourmet della liguria e sull’E-shop dell’azienda che assicura le consegne direttamente a casa vostra.
Anche l’Azienda Agricola Biologica S. Anna di Cairo Montenotte certificata BIOAGRICERT fa parte dell’associazione produttori. Nata nel 2016 da un progetto di Alessandra Costa è specializzata nella produzione ortofrutticola e nella trasformazione delle materie prime in conserve. Oltre alla Zucca di Rocchetta vengono coltivate frutta e verdura di stagione, attentamente selezionate come i pomodori Cuore di Bue e San Marzano, zucchine, melanzane, peperoncini tondi e altre verdure.
All’interno dell’azienda si trova il laboratorio di trasformazione e confezionamento dal quale fuoriescono numerosi prodotti dal gusto unico: salse di pomodoro, ketchup, peperoncini ripieni, confetture, composte e marmellate di frutta e verdure, adatte a numerosi abbinamenti, dalle più classiche alle più originali, ricche di sapore e senza conservanti aggiunti.
Per quanto riguarda la Zucca di Rocchetta viene presentata una confettura classica e innovativi accostamenti con zenzero, peperoncino, pompelmo e arance amare. La produzione è molto variegata e vengono utilizzati anche i chinotti di Savona, le arance pernambuco e proposti accostamenti inediti come la composta di pesche, amaretto e cioccolato.
Le zone di coltivazione si trovano a Cairo Montenotte: l’orto è a poche decine di metri dal convento francescano e sulle colline cairesi l’ultima sfida portata avanti è quella di impiantare la coltivazione di piante officinali sperimentando con lavanda, timo, salvia, rosmarino, maggiorana, calendula, erba di S. Giovanni ed altre piante officinali. Recentemente la Sant’Anna è entrata anche nell’Associazione Lavanda Riviera dei Fiori costituita allo scopo di favorire lo sviluppo e la promozione della Lavanda Ligure.
È partita quindi la produzione di olii essenziali completamente naturali e nuove preparazioni culinarie per composte e marmellate che uniscono ai prodotti del territorio i sapori delle erbe liguri. Un altro sito di coltivazione si trova a Ferrania, dove si coltivano Moco, mirtilli, more e piccoli frutti. La filosofia aziendale è riassunta nei pensieri di S. Francesco, più che mai attuali: “L’amore per madre Terra, che ci nutre e si prende cura degli uomini, con i suoi frutti e le sue erbe”.
L’ultima entrata nell’Associazione della Zucca di Rocchetta è AlbengaInTavola…Gourmet che propone una torta salata e risotti alla zucca. Ma questa è solo l’ultima proposta della dinamica azienda di Ceriale nel cui catalogo i prodotti tipici liguri sono i fiori all’occhiello.
Sul sito percheno.it trovate la torta alla Zucchina Trombetta, quella all’Asparago Violetto e al Carciofo Spinoso tutti prodotti nella vicina piana inguana. “La Liguria è una terra ricca di profumi e sapori affascinanti - spiega Mauro Sandri - un territorio unico, ricco di storia e di tradizioni gastronomiche, che alterna grandi città a piccoli borghi. Per raccontare questo territorio abbiamo deciso di puntare sulle piccole produzioni locali, espressioni autentiche di tradizioni centenarie, ma anche di innovazione”.
Un’azienda nata con una particolare attenzione al rispetto della tradizione, ma anche con una straordinaria capacità di interpretare le nuove esigenze del mercato. In pochi anni è diventata uno dei primi produttori italiani di Hummus di ceci, grazie ad una ricetta originale, 100% vegana, che si è ritagliata uno spazio significativo in un mercato che è sempre più attento alla sostenibilità ambientale e che tende a privilegiare il consumo di proteine di origine vegetale. Per la produzione e commercializzazione di questo prodotto è stato creato il marchio “Perchè No?!”, presente oggi presso le più importanti catene di distribuzione nazionali.
Infine se passate per la Valbormida e volete assaggiare le composte o le chips di zucca essiccata vi consigliamo una tappa presso la Bottega del Sapori di Millesimo. Una vera e propria boutique del gusto dove la titolare, Paola Riolfo, vi accompagnerà alla scoperta dei sapori della vallata a cominciare dalla Zucca di Rocchetta fino al prestigioso Tartufo di cui Millesimo ospiterà la Festa Nazionale ai primi di ottobre.
Paola, figlia del tartufaio Gino, da cui ha ereditato la passione e la conoscenza del prodotto e il suo staff, sono a disposizione per introdurvi nello splendido mondo di questo pregiato fungo ipogeo. In Bottega trovate secondo il calendario di raccolta regionale, i pregiati tartufi bianchi e neri, compatibilmente con l’andamento dell’annata e delle mille varianti che ne influiscono la raccolta. Inoltre è presente una fornitissima enoteca dove hanno un posto di rilievo le bottiglie di Roccavinealis, la cantina della vicina Roccavignale, unica in Valbormida ad avere impiantato, da pochi anni, vitigni di Granaccia.
Il Piemonte regione che ospita l’evento del Salone del Gusto, propone in quest’occasione il meglio della sua offerta gastronomica. Grandi vini, pane, birra, formaggi sono solo alcuni dei prodotti locali e delle preparazioni della tradizione gastronomica che il visitatore può scoprire.
Tabella: Prodotti Tipici del Piemonte
| Prodotto | Zona di Produzione | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Agnello Sambucano | Valle Stura (CN) | Carne compatta, sapida, poco grassa e ricca di proteine. |
| Bella di Garbagna | Garbagna e Val Grue (AL) | Ciliegia dolce e croccante, ideale per conserve e liquori. |
| Cappone di Morozzo | Morozzo (CN) | Carne morbida, tenera e delicata. |
| Cardo gobbo di Nizza Monferrato | Nizza Monferrato (AT) | Buono crudo, ingrediente fondamentale della bagna cauda. |
| Castelmagno d’alpeggio | Castelmagno (CN) | Formaggio di latte vaccino con aggiunte di latte ovino o caprino. |
| Cevrin di Coazze | Coazze e Giaveno (TO) | Formaggio prodotto con latte misto di capra e vacca. |
| Coniglio grigio di Carmagnola | Carmagnola (TO) | Carni fini, tenere, sapide, particolarmente bianche. |
| Fragola di Tortona | Tortona (AL) | Profumo intensissimo e dal sapore dolce e delicato. |
| Gallina bionda Piemontese e gallina bianca di Saluzzo | Cuneo, Asti e Torino | Piumaggio dorato o bianco, carni saporite. |
| Macagn | Prealpi biellesi (BI) e Valsesia (VC) | Formaggio di montagna fatto con latte vaccino intero e crudo. |
| Montèbore | Valli Curone e Borbera (AL) | Forma a torta nuziale, fatto con latte crudo vaccino e ovino. |
| Musterdela delle Valli Valdesi | Val Pellice, Val Chisone e Val Germanasca (TO) | Salume povero fatto con le parti del maiale e sangue. |
| Paste di meliga del Monregalese | Monregalese (CN) | Gialle, croccanti, solubili in bocca, con farina di mais macinata a pietra. |
| Peperone di Capriglio | Capriglio (AT) | Di dimensioni medio piccole, con tre sole costole. |
| Peperone Corno di Bue di Carmagnola | Carmagnola (TO) | Forma conica molto allungata, sapore dolce. |
| Piattella canavesana di Cortereggio | San Giorgio Canavese (TO) | Fagioli bianchi, reniformi e piuttosto piatti. |
| Ramassin del Monviso e Valle Bronda | Valle Bronda e Valle Po (CN) | Polpa morbida e carnosa, buccia sottile. |
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