Piatti Romani: Un Viaggio nel Gusto e nella Tradizione

Tra le cucine più antiche della nostra penisola c'è indubbiamente la cucina romana, ricca di ricette della tradizione che valorizzano gli ingredienti del territorio e di piatti iconici conosciuti e amati in tutto il mondo.

Una cucina di origine povera, contadina, che ha alla base alimenti dai sapori forti, che abbondano di grassi e proteine e sono dunque molto sostanziosi. Si tratta per lo più di ricette semplici negli ingredienti ma che richiedono maestria e attenzione nella preparazione per un risultato a regola d'arte. Basti pensare ai primi piatti della tradizione romana come carbonara o cacio e pepe, in cui è fondamentale ottenere un condimento cremoso che avvolga gli spaghetti, ma anche ai carciofi alla giudia, che a ben vedere sono molto di più di semplici carciofi fritti.

Per guidarti nelle meraviglie che Roma può offrire dal punto di vista gastronomico abbiamo preparato una lista dei piatti tipici romani da assaggiare almeno una volta: primi, secondi, dolci ma anche street food da non perdere.

Primi Piatti Tipici Romani

I primi piatti romani sono sinonimo di gusto e cultura e rispecchiano i dettami di una cucina povera, la cucina come quella di una volta.

Per i primi piatti della cucina romana vige la regola del “pochi ma buoni”, sia perché non si tratta di moltissimi piatti sia perché la lista degli ingredienti (che non devono mai essere sostituiti) si riduce a poche voci.

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Non solo la cosiddetta "santissima trinità" (cacio e pepe, carbonara, gricia): tra i piatti tipici romani troviamo anche le penne all'arrabbiata con il loro inconfondibile gusto piccante e gli gnocchi di semolino, chiamati appunto alla romana.

Pasta alla Gricia

Popolare e sostanziosa la pasta alla gricia è un grande classico della cucina tipica romana. Si dice che la pasta alla gricia sia stata inventata dai pastori laziali che con pochi ingredienti preparavano un piatto semplice ma altrettanto nutriente e gustoso.

La gricia, chiamata anche "amatriciana bianca", è un primo piatto tipico della cucina laziale che si prepara con pasta, guanciale, pecorino romano e pepe macinato. Per cucinarla occorrono dell'ottimo guanciale, una generosa dose di pecorino romano DOP, il pepe nero e una confezione di pasta corta, meglio se rigatoni.

La pasta alla gricia si prepara in 15 minuti ma il nostro consiglio è di gustarla con calma.

Tonnarelli cacio e pepe e gricia: quali sono le differenze

Oltre al formato di pasta, la differenza sostanziale tra questi due primi piatti della cucina romana consiste nella presenza del guanciale nella pasta alla gricia.

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Gli ingredienti per realizzare i tonnarelli cacio e pepe sono la pasta, il pecorino romano DOP grattugiato, il pepe nero e l'acqua di cottura della pasta (ricca di amido) con la quale si ottiene la caratteristica cremina. Per realizzare la pasta alla gricia è sufficiente sostituire i tonnarelli con i rigatoni e aggiungere il guanciale stagionato.

Bucatini all'amatriciana

L'amatriciana è un primo piatto emblema della cucina romana e italiana. L'amatriciana si fa con i bucatini ai quali devono essere aggiunti gli ingredienti della pasta alla gricia e i pomodori pelati. C'è chi non disdegna un pizzico di peperoncino essiccato che dona al piatto una nota piccante.

Rigatoni con la pajata

I rigatoni con la pajata sono probabilmente il primo piatto più verace della cucina tipica romana. La pajata (o pagliata) è la prima parte dell’intestino tenue dei vitelli da latte che contiene il chimo (latte) e prima di essere impiegata in cucina viene pulita, eviscerata ma non privata del chimo che conferisce al piatto un gusto forte e antico.

Per realizzare i rigatoni con la pajata si parte da un soffritto di sedano, cipolla, olio extra vergine di oliva e lardo al quale si aggiunge la pajata a pezzi. Dopo averla fatta rosolare si sfuma con il vino bianco secco e si lascia evaporare. Si aggiunge quindi la passata di pomodoro, il sale e il peperoncino e si fa cuocere il sugo su fiamma dolce per circa 2 ore.

Questo sugo servirà per condire i rigatoni che dovranno essere serviti con una generosa spolverizzata di pecorino romano DOP grattugiato.

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Spaghetti alla carbonara

La carbonara è un primo piatto tipico della cucina romana e laziale, preparato con tre ingredienti fondamentali: guanciale, tuorli e pecorino. La carbonara si può anche definire come una pasta alla gricia con l'aggiunta del tuorlo d'uovo.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di spaghetti di calibro medio trafilati al bronzo
  • 300 g di guanciale stagionato (peso al netto della cotenna)
  • 50 g di pecorino romano DOP grattugiato
  • 5 tuorli
  • sale
  • pepe nero macinato al momento

Procedimento:

  1. Tagliate il guanciale a dadini e fatelo rosolare in un’ampia padella su fiamma media senza aggiunta di grassi. Quando il guanciale avrà preso colore spegnete la fiamma.
  2. In una ciotola di acciaio sbattete i tuorli con il pecorino e il pepe. Portate a bollore una pentola con acqua. Al bollore salate e fate cuocere gli spaghetti seguendo le istruzioni riportate sulla confezione.
  3. Scolate la pasta al dente e versatela nella padella con il guanciale facendola amalgamare per un paio di minuti. Trasferitela nella ciotola con le uova e il pecorino, aggiustate di pepe, dividete in piatti individuali e servite subito i vostri spaghetti alla carbonara.

Penne all’arrabbiata

Le penne all'arrabbiata sono un primo piatto tipico della cucina romana, diffuso in tutto il territorio laziale, a base di pochi e semplici ingredienti: polpa di pomodoro, peperoncino, olio extravergine di oliva, aglio e prezzemolo tritato.

Pasta alla zozzona

Meno nota della carbonara o della amatriciana ma assolutamente tradizionale, la pasta alla zozzona è forse il primo piatto della cucina romana più goloso. La pasta alla zozzona è un primo piatto tipico della tradizione culinaria romana realizzato con pomodoro, guanciale, salsiccia, uova e pecorino, ingredienti semplici e saporiti che rendono questa pietanza ricca e saporita.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di polpa di pomodoro a pezzi
  • 360 g di rigatoni
  • 250 g di salsiccia fresca
  • 200 g di guanciale stagionato (peso al netto della cotenna)
  • 30 g di pecorino romano DOP grattugiato
  • 3 tuorli
  • pepe nero
  • sale

Procedimento:

  1. Tagliate a listarelle il guanciale, eliminate la pelle e sbriciolate la salsiccia, metteteli all'interno di una padella antiaderente e fateli rosolare su fiamma media.
  2. Unite la polpa di pomodoro, aggiustate di sale e pepe e portate a cottura fino ad ottenere un condimento ben amalgamato.
  3. Nel frattempo a parte sbattete i tuorli con il pecorino grattugiato e il pepe. Portate a bollore una pentola con acqua, al bollore salate e cuocete la pasta al dente seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Scolate la pasta e saltatela in padella con il condimento.
  4. Allontanate la padella dal fuoco, unite alla pasta la crema di tuorli e poca acqua di cottura dei rigatoni. Mescolate bene e trasferite la pasta alla zozzona nei piatti da portata.

Pasta alla checca

La pasta alla checca è un primo piatto tipico della cucina romana. La pasta corta, in questo caso rigatoni, viene condita con pomodorini dolci e succosi, caciotta, mozzarella, basilico, olio, sale e pepe: facile e veloce, piacerà a tutti.

Per valorizzare al meglio tutte le specialità che la cucina romana offre, abbiamo pensato di arricchire il nostro menù con delle proposte diverse per ogni giorno della settimana.

Specialità classiche della cucina nostrana, ma che rivisitiamo in chiave moderna per coniugare sapientemente tradizione e avanguardia.

  • La ricetta della cucina romana del lunedì è il brodo di carne di manzo con quadrucci o tortellini. Per arricchire la minestra si possono integrare una serie di ingredienti, come carote, sedano, cipolla e pomodoro.
  • Il piatto del mercoledì è la minestra di fagioli. Questo piatto ha origini incerte, poiché diffuso essenzialmente in tutte le regioni del Nord e del Centro Italia. La nostra ricetta della minestra di fagioli prevede una cottura lenta e delicata, così da preservare al meglio tutti i profumi del piatto.
  • Come dice un noto proverbio popolare romano, “giovedì gnocchi”! Gli gnocchi hanno origini antichissime.
  • Il piatto forte del venerdì è la minestra di broccoli e arzilla. Ricetta tipica della tradizione casalinga, la minestra di broccoli e arzilla impiega ingredienti molto poveri e diffusi tra le classi sociali meno agiate.
  • Il sabato lo dedichiamo alla minestra di pasta e lenticchie, un primo piatto completo e gustoso.
  • Il giorno di festa merita un piatto ricco: la ricetta regina della domenica è sicuramente la lasagna. La lasagna è una specialità tipica delle regioni centro-meridionali. A seconda dei territori, la ricetta può subire diverse varianti agli ingredienti originali di base.

La cucina tipica romana è ricca di primi piatti semplici e gustosi.

Oggi vogliamo raccontarti la storia e le ricette di tre famosi primi piatti tipici romani di mare capaci di conquistare il tuo palato. Sei pronto?

La minestra di fagioli è un piatto molto diffuso nella cucina nazionale. La regione d’origine è incerta, in quanto è tipicamente preparata in tutto il Nord e il Centro Italia.

Il risotto alla crema di scampi è un primo piatto tipico della tradizione culinaria mediterranea. Metti la polpa da parte e il resto in una casseruola.

Tra la pasta tipica romana, gli spaghetti alle vongole sono un primo piatto tra i più gettonati e richiesti. Per pulirle, disponile in una ciotola con sufficiente acqua per coprirle e aggiungi un po’ di sale. Prendi un tegame, mettilo sul fuoco e aggiungi le vongole in modo da farle aprire.

Com'è la pasta alla romana?

Buonissima! Un piatto goloso, rustico e saporito che di certo vi piacerà.

Alla base di questa ricetta ci sono ingredienti semplici e che magari avrete già in casa: pomodori pelati, origano, mozzarella, acciughe e capperi. Insomma, già da questo si può capire quanto questo primo piatto abbia un aroma molto mediterraneo e un gusto particolare.

Con il sughetto che si crea io ho condito le mezze maniche, ma ovviamente voi potete utilizzare o il formato di pasta che vi piace di più, ad esempio dei buonissimi gnocchi alla romana.

Seguite il mio passo passo per sapere come si fa la pasta alla romana.

Una ricetta semplicissima, veloce e gustosa, di quelle perfette da realizzare anche all'ultimo minuto! Una volta pronta scolate la pasta al dente in padella con il sugo, eliminate lo spicchio di aglio e aggiungete le acciughe preparate in precedenza, amalgamate e lasciate insaporire per qualche minuto.

Secondi Piatti della Cucina Romana

La cucina romana è nota per il sapiente uso delle frattaglie, parti dell'animale che spesso vengono considerate scarti: ne è un esempio la celebre trippa alla romana, ma anche, seppur in maniera diversa, la coda alla vaccinara.

Ci sono poi i saltimbocca alla romana e l'abbacchio, che non può mancare durante le festività e soprattutto a Pasqua.

Abbacchio a scottadito

L'abbacchio a scottadito è un secondo veloce e molto gustoso tipico della cucina romana. Si prepara con le costolette dell'agnello da latte, marinate con olio, aglio e rosmarino, e cotte rapidamente su una piastra rovente.

Tra questi vi è sicuramente la carbonara, una portata molto gustosa, che può essere realizzata con successo sia con la pasta corta come i rigatoni, sia con la pasta lunga come i bucatini. Per condirli alla perfezione, anche se alcuni scelgono di utilizzare la pancetta, bisognerebbe usare il guanciale e il pecorino, mentre altri decidono di abbinarlo o sostituirlo con il parmigiano.

Se volete essere creativi, potete divertirvi a preparare i saltimbocca alla romana, ossia delle fettine a base di carne di vitello, prosciutto e salvia, perfette per essere accompagnate con un contorno a base di verdure: per esempio, i tipici carciofi alla romana da fare alla diavola o meglio ancora fritti, come vuole la tradizione giudaico-romanesca.

Altro che ‘triade’. Ben più ampia dell’onnipresente repertorio di carbonara, amatriciana e cacio&pepe - al quale occorre aggiungere la gricia - la cucina di Roma merita una riscoperta nei suoi risvolti meno inflazionati.

Una città unica, la Capitale d’Italia, non solo per le sue bellezze monumentali, ma anche per una sorta di ‘sincretismo’ gastronomico che qui ha visto convivere e contaminarsi la crema della società e il popolo minuto, i cardinali e gli operai.

I segni del suo passato intrecciato si trovano ancora in alcune pietanze che abbiamo ripercorso e approfondito insieme ad Arcangelo Dandini, oste di quinta generazione con il pallino per la storia della gastronomia, che al suo ristorante L’Arcangelo trova ancora il modo di far esistere e resistere; poi Flavio De Maio, mitico ristoratore che ora porta la cucina romana anche fuori città, e infine Claudio Gargioli, una colonna della cucina romana dalla trattoria di famiglia accanto al Pantheon.

“Roma non è fatta solo di pastasciutta”, sintetizzano gli osti a proposito dell’importanza delle minestre e delle zuppe in città.

In osteria, fino a pochi decenni fa, era infatti più frequente ordinare qualcosa da mangiare al cucchiaio invece che un piatto di rigatoni.

Un esempio è la minestra di pasta e piselli, che si prepara con pasta corta - come i cannolicchi, la pasta mista o magari i rimasugli di pasta rotta - e si tiene non troppo brodosa, “perché i piatti di questo tipo, da noi, sono sempre stati piuttosto ristretti”, fa Dandini.

Si usano piselli freschi, quando stagione, “che un tempo arrivavano dai Castelli Romani”: i giacimenti gastronomici di Roma, per dirla con Veronelli, che rifornivano un’Urbe “in cui non si produceva quasi nulla, e bisognava comprare dall’agro intorno”.

Si trova sui ricettari di famiglia ai Castelli, “e la prepara tuttora mia madre a Rocca Priora”, fa Dandini, una pietanza che si può tratteggiare anche come ‘amatriciana senza guanciale’.

La particolarità però è che, anche qui, serve il cucchiaio.

La soldatina consiste infatti in un sugo denso di pomodoro, aglio e peperoncino, da tirare bene “e poi buttarci dentro i cannolicchi, a fine cottura”.

Una via di mezzo tra una zuppa e un primo di pasta, che si finisce col pecorino e che della più nota ‘cugina’ esclude solo il guanciale.

“È il piatto conviviale per eccellenza, quello che nelle famiglie numerose si preparava in grandi pentoloni da mettere in mezzo alla tavola.

Gargioli, d’altro canto, li chiama ‘alla militare’.

Perché questo nome?

“Probabilmente perché, essendo una pasta facile da lavorare, tiene magnificamente la cottura e si sporziona facilmente.

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