Pizza e Fichi: Origine e Significato di un Detto Romano

Il dialetto romano è ricco di espressioni e modi di dire, alcuni dei quali sono conosciuti in tutta Italia come "Mica pizza e fichi". Tale frase viene ripresa in diversi paesi italiani ed ha un significato curioso e particolare che rimanda ad un tesoro della cucina.

L'Etimo del Detto "Mica Pizza e Fichi"

Ma conoscete l’etimologia del detto “mica pizza e fichi”? Ve la spieghiamo noi. Innanzitutto, quando si dice “mica pizza e fichi” ci si sta riferendo a un oggetto, una qualità o una situazione che possiede un determinato valore o al quale si vuole attribuire una certa importanza. Il detto di origine romana vuole accostare due pietanze tipiche della cucina italiana che non hanno un costo eccessivo, la pizza, da sempre considerata come un alimento economico e i fichi, a costo zero se raccolti direttamente dall’albero. Quindi, i due alimenti, la pizza e i fichi, nel detto popolare rappresentano il "cibo dei poveri” e, con l’espressione “mica pizza e fichi” si vuole proprio dire “non è una cosa qualsiasi”!

In genere si usa l'espressione mica pizza e fichi per intendere all'interlocutore che l'argomento della discussione ha un certo valore e non va sottovalutato. Non è una cosa di poco conto quindi dobbiamo prestare attenzione. Il punto però è un altro forse: perché pensiamo che sia di scarso valore? La pizza con i fichi è buonissima.

La Storia Dietro il Piatto Povero

L'espressione è tipica romana ed è nata, probabilmente, ai tempi dell'Impero. Con il passare degli anni si è diffusa in tutta Italia e oggi è espressione comune che però racconta di un'epoca che non esiste più. La storia di questo detto risale all'antica Roma e fa riferimento a una pietanza povera: una schiacciata di pane arricchita con i fichi raccolti passeggiando. La Roma imperiale era ricca di piante di fichi e si trovavano comunemente in strada, quindi erano il cibo povero per eccellenza.

Si tratta di un'espressione nata nell'antica Roma, e riferita ad una pietanza povera, ossia la pizza abbinata ai fichi. Questa schiacciata di pane, molto diffusa, veniva arricchita dai fichi raccolti passeggiando, disponibili in grande abbondanza all'epoca, e conosciuti anche come "pane dei poveri". Anche chi non aveva nulla poteva mangiare questo frutto, prodotto molto nutriente. Pur nella sua semplicità, questo pasto molto nutriente risultava estremamente piacevole al palato, anche se difficilmente veniva consumato da chi poteva permettersi qualcosa di più pregiato. Puro snobismo, non c'era nulla di strano nei fichi romani: l'aristocrazia imperiale non saprà mai cosa si è persa.

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Proprio da qui nasce il significato dell’espressione che, appunto, indica qualcosa di valore in opposizione ad un piatto che ne è ritenuto (o, meglio, lo era un tempo) di poco valore.

La Pizza e Fichi Oggi

Con il passare dei secoli, in realtà, la pizza con l'aggiunta di fichi si è trasformato in uno spuntino caratteristico della città di Roma, riuscendo a diffondersi in diverse parti della penisola. La tradizione però è sopravvissuta a tutte le peripezie e l'abbinamento è ancora oggi comune nella nostra Capitale ed è stato uno dei principali sostentamenti dei laziali anche durante le guerre mondiali. Oggi le cose sono un po' cambiate: alcune delle migliori pizzerie d'Italia hanno la pizza coi fichi in menu ed è tra le più richieste. Una ricetta deliziosa, arricchita dall'inventiva dei maestri pizzaioli e dalla grande materia prima che il Bel Paese fornisce alla cucina.

Nonostante "Mica pizza e fichi" sia ancora un'espressione usata, il piatto non è poi più così tanto povero. Infatti, soprattutto a Roma viene scelto anche per banchetti di un certo livello, degustazioni. Gli abbinamenti più gustosi e saporiti sono proprio quelli fatti con formaggi di capra, gorgonzola o mascarpone, oppure quelli con i salumi.

Spesso, infatti, uno dei piatti migliori e più gettonato dei menù è proprio formato da pizza, fichi e affettati. Una ricetta semplice e genuina che si prepara in modo veloce e con pochi ingredienti: una base di pizza bianca e mozzarella filante, condita poi, una volta fuori dal forno, con fettine di prosciutto crudo e fichi freschi di stagione. Per renderla ancora più gustosa è possibile usare la provola in alternativa alla mozzarella e cospargere con le noci tritate, mandorle o un cucchiaio di miele la superficie fumosa della pizza.

Pizza e Fichi: la Ricetta

Ed ecco che tra le mie ricette di pizza non poteva mancare la mia pizza ai fichi : Un impasto integrale a lunga lievitazione, la freschezza dello Squacquerone, che puoi sostituire con la più comune crescenza, la dolcezza dei fichi maturi e il tocco particolare dell’Aceto Balsamico di Modena IGP invecchiato, perfetto per essere utilizzato a fine cottura, rendono questa pizza ai fichi davvero irresistibile. Ti ho fatto venire l’acquolina in bocca?

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Ingredienti

  • 300 g. farina integrale di grano tenero Tipo 2
  • 230 g acqua
  • 90 g lievito madre (rinfrescato) o lievito di birra (*)
  • 20 g olio extravergine di oliva
  • 5 g sale (1 cucchiaino raso)
  • 1 cucchiaino malto d’orzo o miele (facoltativo)
  • 300 g formaggio fresco (squacquerone o crescenza)
  • 100 g pancetta arrotolata a fette sottili
  • Aceto Balsamico di Modena IGP invecchiato
  • semola di grano duro q.b.

(*) Per la preparazione con lievito di birra disidratato procedete preparando una biga con 2 g. di lievito secco o 4 g. lievito fresco con 50 gr di farina 0 e 40 gr.

Preparazione

  1. Con l’aiuto di una planetaria sciogliere il lievito madre nell’acqua con il malto o il miele, unire la farina, l’olio ed in ultimo il sale.
  2. Continuare ad impastare il tutto fino all’incordatura. Trasferire la massa sulla spianatoia lavorare ancora un poco e trasferire il tutto in una ciotola precedentemente unta d’olio abbastanza grande da ospitarla anche a fine lievitazione, crescerà di 3 volte il volume iniziale.
  3. cioè prendere un lembo di pasta dal bordo con le mani umide ed allungare verso l’alto, portandolo poi al centro dell’impasto. Riporre in frigorifero, nella parte più bassa, appena sopra ai cassetti di frutta e verdura, e lasciar riposare dalle 12 alle 24 ore.
  4. Al momento dell’utilizzo, stendere ogni panetto con i polpastrelli delle dita partendo dal centro. Lasciare un bordo un po’ più gonfio di circa 1 cm, quello è il famoso “cornicione” come vuole la pizza napoletana, che in cottura si gonfierà. Se volete realizzare la pizza romana sottile, basterà schiacciare anche i bordi.
  5. Una volta stesa la pizza spalmare di formaggio Squacquerone tralasciando il bordo. Posizionare la pizza in un fornetto a pietra già caldo (400ºC gradi) e controllare la cottura. La pizza cuoce in circa 4/5 minuti.
  6. Utilizzando la pietra refrattaria (da utilizzare nei comuni forni casalinghi) posizionare la pietra sul ripiano medio e accendere il forno a 250°C gradi.
  7. La pizza può anche essere trasferita e cotta su una teglia da forno con lo stesso procedimento variando il tempo di cottura (circa 10′ minuti) perché la temperatura massima del forno è molto inferiore.
  8. Sfornare la pizza e posizionare sulla superficie le sottili fette di pancetta, gli spicchi di fichi, qualche fogliolina di rucola e terminare la preparazione con l’Aceto Balsamico di Modena IGP.

Per preparare questa ricetta ho utilizzato l’Aceto Balsamico di Modena IGP Invecchiato, cioè sottoposto a invecchiamento per più di tre anni. un prodotto intenso e delicato, con note legnose e un gradevole sentore acetico. L’ Aceto Balsamico di Modena è un ingrediente dalla storia antica che ha saputo adattarsi con successo ai sapori della cucina moderna come in queste altre mie ricette.

Il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, fondato nel 1993, è il custode del disciplinare ed è un interlocutore privilegiato in tutte le questioni che riguardano il prodotto a livello normativo.

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