Pizza per Stomizzati: Ricetta e Consigli Utili

La pizza è un piatto amato in tutto il mondo, noto per la sua versatilità e facilità di preparazione. Ma cosa succede quando si ha una stomia? È possibile gustare una buona pizza senza problemi? Questo articolo esplora come gli stomizzati possono godersi la pizza, offrendo consigli e ricette adatte alle loro esigenze.

Alimentazione e Stomia: Linee Guida Generali

Ricorda che non esiste una dieta per colostomia perfetta che vada bene per tutti; perché ci sono tanti fattori da considerare, come le tue esigenze specifiche, la tua storia clinica e il tipo di colostomia che hai. Esistono alcune norme generali da seguire per ridurre il rischio di sintomi spiacevoli. Dopo l’intervento chirurgico di colostomia - indipendentemente dalla posizione del confezionamento lungo l’addome - si raccomanda di evitare l’assunzione di fibre, frutta e verdura fresca fino ad avvenuta guarigione della ferita cutanea.

Con il passare del tempo, imparerai a monitorare e gestire la consistenza delle tue feci. Tuttavia, lo spessore delle feci non dipende solo dall’assunzione di cibo e bevande. Dipende anche dalla sede di confezionamento della tua stomia. Quando la stomia è posta a destra, verso l’inizio del tratto gastrointestinale, le feci tendono ad essere più liquide. Con questo tipo di colostomia, si verificano feci acquose e un’elevata produzione di aria. La capacità di assorbire liquidi ed elettroliti è ridotta.

La procedura viene fatta nella parte trasversale del colon, situata al centro dell’addome, sopra l’ombelico. La consistenza delle feci oscilla da fluide a pastose o semi-formate. Una porzione dell’intestino crasso, che si trova al centro del lato sinistro dell’addome, viene rimossa o bypassata.

  • Limita le fibre durante le prime 2 settimane dopo l’intervento per evitare qualsiasi reazione allergica o irritativa.
  • Molto probabilmente, sarai in grado di reintrodurre la tua dieta abituale dopo circa 6 settimane.
  • Alcuni latticini e grassi oltre a rendere le feci molto liquide, possono anche causare la produzione di molta aria e cattivi odori.
  • Inoltre, alcune persone sono sensibili all’acido ossalico presente in diversi alimenti.
  • Evita anche tutti i tipi di frutta secca e verdure che potrebbero causarti un’eccessiva flatulenza.

Consigli Pratici per l'Alimentazione Post-Stomia

Ecco alcuni consigli pratici per gestire l'alimentazione dopo un intervento di stomia:

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  1. All’inizio del tuo processo di guarigione, ti consigliamo di mangiare cibi principalmente bolliti. Evita di mangiare cibi molto caldi o molto freddi.
  2. È meglio provare nuovi cibi in casa, evita di farlo nei ristoranti e nei luoghi pubblici, perché non sai ancora come reagirà il tuo intestino.
  3. Lo zucchero può causare la sindrome da dumping (sindrome da svuotamento rapido).
  4. Riposa in posizione seduta anziché sdraiata dopo aver mangiato.

Sopra, abbiamo condiviso una vasta gamma di linee guida per una sana alimentazione, per pazienti con colostomia, che potrebbero aiutarti nel tuo percorso di guarigione e di adattamento. Tuttavia, tieni presente che ciò che ha funzionato per un paziente, non funziona per tutti.

Per risolvere problemi di costipazione, aumenta l’assunzione di liquidi. Ora che hai una stomia, la disidratazione può causarti seri problemi. Perciò, aumenta e controlla l’assunzione di liquidi soprattutto se ti alleni attivamente, hai la diarrea o sudi eccessivamente.

Se hai riscontrato alcuni di questi sintomi, recuperati dalla disidratazione con l’aiuto di bevande isotoniche o soluzioni reidratanti. Per reidratarti, puoi bere bevande isotoniche o soluzioni per la reidratazione orale, e ricordati di evitare gli alimenti sopra elencati.

Concentrati principalmente sulla tua guarigione. Focalizzati sul benessere invece che sulla malattia, sulla ferita e sugli eventuali limiti. Evita situazioni di stress e presta molta attenzione a quello che il tuo corpo ti dice - oltre che ai cibi e alle bevande che assumi - per evitare sgradevoli sorprese.

La Pizza: Un Piatto Amato da Tutti

La pizza è un disco di pasta conosciuto da secoli in Italia e all’estero. Per via della sua facile replicabilità, oltre a poterla assaggiare in pizzeria, al ristorante e in panetteria, si può anche preparare a casa, con le dovute accortezze. Intorno alla sua ricetta, composta da pochi ingredienti, vi sono tantissimi consigli da seguire per ottenere un risultato ottimale.

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Breve Storia della Pizza

Non si hanno dati precisi rispetto a chi ha inventato la pizza. La prima testimonianza della parola pizza risale al 997 ed è stata utilizzata a Gaeta, nel Lazio, in provincia di Latina, per indicare il compenso del contratto di affitto di un mulino.

La pizza indicata al tempo non era quella che attualmente conosciamo come pizza: con il termine, si indicavano ricette dolce e salate preparate da cuochi, perché i pizzaioli al tempo non esistevano ancora. Ciò che esisteva, però, tra le civiltà mediterranee, erano pani piatti, antenati della pizza, così come la focaccia di farro preparata tra i romani.

Le prime pizze sono quelle che si prepararono nel XVI secolo, tra le fine del Cinquecento e l’inizio del secolo successivo. In particolare, si ricorda la pizza alla mastunicola, con strutto, basilico, formaggio e pepe, e le pizze con aglio, strutto e sale grosso e quella arricchita, con l’aggiunta di basilico e caciocavallo. Poco più tardi, venne importato il pomodoro dal Sudamerica e quindi utilizzato in salsa sulla pizza, un centinaio di anni dopo, dal 1750 al 1800 nel Regno di Napoli.

Si narra invece che la marinara e la margherita nacquero rispettivamente nel 1734 e 1889.

Domande Frequenti sulla Pizza

Ecco alcune risposte a domande comuni sulla pizza:

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  • Quanto pesa un panetto di pizza? Per quella napoletana o al piatto si tratta di un un impasto che pesa 250 grammi circa.
  • Quanto pesa una pizza? Solitamente una pizza al piatto pesa 350 grammi circa, ma il peso varia in base ai condimenti.
  • Quanto pesa una pizza margherita? Una classica pizza tonda margherita pesa 300 grammi circa.
  • Quanto deve lievitare la pizza? La pizza può lievitare un minimo di due ore fino a un massimo di 24-48 ore. Il tempo di lievitazione dipende dalla quantità di lievito utilizzato nell’impasto e dal risultato che si vuole ottenere. Non mancano però pizze che lievitano fino a 96 ore.
  • Quanto deve lievitare la pizza per essere digeribile? In linea di massima più cresce il tempo di lievitazione dell’impasto, più aumenta la sua digeribilità. Potremmo quindi rispondere 24-48 ore.
  • Quanto sale per 1 kg di farina per pizza? Solitamente si impiegano 25 grammi.
  • Quanta farina per una pizza? Solitamente si calcola un peso di circa 150 grammi.
  • Che farina usare per la pizza? Molti pizzaioli consigliano una farina ad alto contenuto proteico, con forza da 270 a 350W, di tipo 0 di grano tenero. Un’ottima farina per la pizza risulta essere la Manitoba.
  • Quali sono gli ingredienti principali della pizza? Farina, acqua, sale e lievito e per il condimento i più utilizzati sono mozzarella, pomodoro e basilico.
  • Quale formaggio va bene per la pizza? La mozzarella fiordilatte o la mozzarella di bufala.
  • Quanta mozzarella ci vuole per una pizza? 80-100 g, in base al diametro della pizza, che può essere di 22-35 cm.
  • Come distribuire la mozzarella sulla pizza? A fettine o a losanghe, o spezzata con le mani, su tutta la pizza.
  • Come evitare l’acqua della mozzarella sulla pizza? Non tagliando la mozzarella in piccoli pezzi.
  • Quando mettere la mozzarella sulla pizza fatta in casa? Quasi al termine della cottura.
  • Quanta passata di pomodoro per una pizza? Occorrono 80 grammi di pomodoro per una pizza di 22 cm di diametro.
  • Quando si mette il pomodoro sulla pizza? Per la pizza cotta in forno prima della cottura, per la pizza cotta in forno elettrico, a casa, 8-10 minuti prima del termine della cottura, condito con sale e olio.
  • Qual è la pizza più mangiata? La Margherita.
  • Come si capisce se una pizza è buona? Secondo l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN), “la pizza deve essere facilmente ripiegabile su sé stessa (a libretto) con il cornicione di 1-2 cm, gonfio, di colore dorato e privo o con pochissime bolle e bruciature”.
  • Come si cuoce la pizza in forno statico o ventilato? Per le lunghe cotture a casa, come quella della pizza, è bene preferire il forno statico.
  • Quanto deve cuocere la pizza in forno? 1 minuto-1 minuto e mezzo in forno a legna e 15-25 minuti in un forno elettrico.
  • A quanti gradi si cuoce la pizza? 380-480°C per il forno a legna e 250-300°C per il forno elettrico.
  • Come evitare di bruciare la pizza sotto? Mettendo della sabbia sotto il piano del forno a legna, e, nel forno elettrico, cuocendola prima sotto e poi a metà forno.
  • Che cos’è la pizza gourmet? Una pizza di ricerca, che ha tempi di lievitazione e un’idratazione più alti dello standard.

Ricetta Adattata per Stomizzati

Considerando le linee guida alimentari per chi ha una stomia, ecco una ricetta di pizza adattata:

  1. Impasto: Utilizzare una farina a basso contenuto di fibre e far lievitare l'impasto per almeno 24 ore per una maggiore digeribilità.
  2. Salsa: Preferire una passata di pomodoro senza semi e bucce, condita con poco sale e olio extravergine d'oliva.
  3. Formaggio: Optare per mozzarella fiordilatte a basso contenuto di grassi, tagliata a fette spesse per evitare che rilasci troppa acqua.
  4. Condimenti: Evitare verdure che possono causare gonfiore come broccoli, cavoli e cipolle. Scegliere condimenti leggeri come prosciutto cotto magro o funghi cotti.
  5. Cottura: Cuocere la pizza in forno statico a temperatura moderata per garantire una cottura uniforme.

Vivere Attivamente con una Stomia

Riprendere appena possibile la propria attività quotidiana, ritornare al proprio lavoro, ricominciare a coltivare interessi e hobby, viaggiare, fare sport: non c’è ricetta migliore per sentirsi di nuovo in armonia con se stessi. Il nostro consiglio è di non avere fretta e di prendersi tutto il tempo necessario per una completa riabilitazione, senza sentirsi obbligati a riprendere da subito i ritmi di vita abituali.

Il primo obiettivo è quello di ritrovare la forma fisica, la sicurezza e la serenità necessarie ad una normale vita di relazione. In questo senso è molto importante essere in grado di gestire autonomamente la cura dello stoma: giorno dopo giorno diventerà una routine e ogni stomizzato imparerà a utilizzare i prodotti e le tecniche adeguate al proprio caso, a scegliere i sistemi di raccolta e gli adesivi più adatti ad ogni situazione.

Raggiunto questo obiettivo, sarete pronti a riprendere il vostro posto nella società: la stomia, infatti, non è sinonimo di invalidità e questo è il modo migliore di dimostrarlo a voi stessi e agli altri.

Consigli per la Cura dello Stoma

I giorni successivi all'intervento di stomia possono essere impegnativi. Quando ti sveglierai dopo l'intervento, indosserai la tua prima sacca. La sacca sarà probabilmente trasparente per permettere agli infermieri di controllare facilmente il nuovo stoma. È possibile che tu abbia anche fleboclisi e drenaggi attaccati al corpo.

Lo stoma apparirà umido e di colore rosato-rosso e fuoriuscirà leggermente dall’addome. All’inizio sarà abbastanza gonfio ma si ridurrà con il tempo, di solito dopo 6-8 settimane. Lo stoma è di colore rosso in quanto si tratta di una membrana mucosa, proprio come la mucosa all'interno della bocca. Lo stoma è privo di sensibilità, quindi non c'è rischio di provare alcun dolore toccandolo. Lo stoma può sanguinare leggermente durante la pulizia, soprattutto all'inizio, ma si tratta di un fenomeno abbastanza normale e dovrebbe arrestarsi poco dopo.

Lo stoma inizierà a funzionare subito dopo l'intervento, di solito nel giro di pochi giorni. In un primo momento, il materiale in uscita sarà un liquido acquoso e potrebbe emanare un odore intenso, dal momento che l'intestino non ha funzionato per un pò. Non preoccuparti però, la consistenza diventerà leggermente densa e il cattivo odore diminuirà non appena inizierai a seguire una dieta più equilibrata. Il medico ti informerà quando sarai in grado di mangiare e bere come al solito.

Inizialmente, è anche probabile che dallo stoma fuoriesca una certa quantità di aria rumorosa; ancora una volta, si tratta di un fenomeno perfettamente normale. Non è raro che tu possa avvertire il bisogno di andare in bagno, come accadeva in precedenza. Questa sensazione è normale e dovrebbe ridursi con il tempo.

Mantenere la cute sana è importante. Il contatto tra gli effluenti dello stoma e la cute provoca irritazione cutanea, compromettendo la perfetta adesione al corpo dell'adesivo posto sul dispositivo. Sono disponibili molti tipi diversi di dispositivi per stomia, pertanto accertati di scegliere quello che si adatta meglio alle esigenze del tuo corpo.

È possibile scegliere tra diverse dimensioni di sacche, sistemi di applicazione, colori, tipi di adesivo e molte altre caratteristiche per rispondere alle esigenze del tuo stile di vita. Coloplast offre inoltre un'ampia gamma di accessori per poter indossare la sacca per stomia in modo ancora più confortevole. Gli accessori possono contribuire a migliorare la tenuta, prevenire problemi cutanei e ridurre il cattivo odore.

Mentre sei ancora in ospedale, lo stomaterapista ti spiegherà come dovrai prenderti cura dello stoma. Dopo l'intervento, lo stomaterapista si occuperà di aiutarti ad acquisire dimestichezza nel prenderti cura dello stoma. Ci saranno tante nuove informazioni da apprendere in un'unica volta e questo potrebbe essere un pò scoraggiante. Prenditi tutto il tempo necessario e rivolgi tutte le domande di cui hai bisogno, ogniqualvolta sarà necessario.

Testimonianze di Chi Vive con la Stomia

Ci sono migliaia di persone in tutto il mondo che vivono con una stomia. Ecco alcune delle loro esperienze:

  • Ann: "La mia prima uscita è stata al bar dell'ospedale con delle persone che mi avevano fatto visita e mia figlia di 14 anni. Sono andata in Turchia quattro mesi dopo l'intervento chirurgico. Ho indossato un costume intero con un pareo. Il problema più grande è stato sempre dover riattaccare l'adesivo della sacca per stomia dopo la doccia, quando faceva molto caldo e c'era molta umidità".
  • Ann: "Undici mesi dopo il mio intervento, sono andata in Australia per far visita alla nostra famiglia. Durante il volo non ho avuto alcun problema e il personale di volo ci ha assistiti bene. Sono tornata al lavoro dopo tre mesi. Mi ricordo che ho portato dei vestiti di ricambio in ufficio. Il mio problema più grande erano i rumori imbarazzanti provenienti dalla sacca durante le riunioni".
  • Fiona: "Sono stata in congedo per i primi tre mesi dopo il mio intervento chirurgico per riacquistare le forze. In seguito, ho previsto un ritorno graduale al lavoro e poco a poco ho aumentato l'orario di lavoro, per riprendere l'abitudine. Inizialmente ero molto stanca, quindi è stato un buon modo di tornare al lavoro. Sono andata in pensione dal mio lavoro di conducente del servizio ambulanza e ora lavoro come volontaria in un servizio di supporto ai malati di cancro, istituito da un mio amico. Con il tempo, ho capito che la gente non poteva vedere che indossavo una sacca e ho potuto fare tutte le cose che facevo prima dell'intervento chirurgico. Non c'è nessun hobby o attività che non facessi prima che non possa fare ora".
  • Rosemarie: "All'inizio è stato molto difficile. Ma con l'aiuto di mio marito e degli amici, me la sono cavata. Ora so sostituire la sacca da sola e fare tutte le cose normali che facevo prima dell'intervento. Qualche volta mi sono persino dimenticata che indossavo una sacca".

Il Ruolo del Sostegno Familiare e Sociale

Non è insolito che lo stomizzato viva la sensazione, particolarmente intensa, di una perdita di controllo sulla propria esistenza. Il marito può avere la tentazione di ritirarsi di fronte al problema vissuto dalla sua compagna come davanti a qualcosa per il quale si sente, a torto, impreparato. E' necessario che tutti in famiglia siano consapevoli del ruolo positivo che possono avere in questo periodo, ciascuno nelle forme e nei modi che più sono consoni alla sua sensibilità.

Alla ripresa della vita normale non contribuisce però solo la famiglia nel suo insieme, ma anche quella che viene definita la rete del sostegno sociale. L’irrompere della malattia oncologica sulla scena familiare provoca inevitabili ed improvvisi cambiamenti nella vita di tutti. Spesso gli stomizzati esprimono il desiderio di riorganizzare la propria vita, cercano spazi personali, manifestano la necessità di momenti di solitudine e riflessione.

Avere una stomia non ti impedisce di viaggiare. Tuttavia, potrebbe essere necessario un pò di tempo per adattarsi ad avere una stomia e sentirsi pronti a viaggiare. Che si viaggi in auto, nave, treno o aereo, è importante essere ben preparati. Se viaggi in aereo, assicurati di avere con te una fornitura sufficiente a disposizione durante il volo e per tutta la durata del viaggio, oltre a scorte aggiuntive per ogni evenienza. Non dimenticare che le forbici non sono ammesse nel bagaglio a mano, quindi taglia tutte le placche a misura prima di viaggiare in aereo.

Consigli Generali per la Dieta e lo Stile di Vita

  • Non è necessario seguire una dieta speciale, ma come per chiunque altro, alcuni alimenti possono causare la formazione di aria o semplicemente non essere adatti a te.
  • Masticare il cibo molto bene prima di deglutire aiuta la digestione.
  • Le compresse di carbone acquistabili in farmacia possono contribuire a evitare la formazione di aria, come anche il tè alla menta e al finocchio. Anche lo yogurt e le bevande allo yogurt possono essere un aiuto per alcune persone.
  • Come prima dell'intervento, la quantità di liquidi ingerita influenzerà la consistenza del materiale in uscita.
  • È molto soggettivo, ma molte persone trovano che le bevande gassate e la birra tendano a causare la formazione di aria. Acqua, spremute e succhi di frutta sono migliori di tè e caffè, che possono essere causa di disidratazione.
  • Se si soffre di stitichezza, adattare la propria dieta costituirà un aiuto. Aumentare l'assunzione di liquidi ti aiuterà a superare la stitichezza.
  • Una volta che avrai un quadro più preciso dei tipi di alimenti più adatti a te, non c'è alcun motivo per non mangiare fuori. Inizia con un ristorante familiare e consuma piatti semplici, come ad esempio una pizza.

A tal proposito vorrei sottolineare che proprio la categoria degli stomizzati rappresenta un importante esempio da additare. E’ molto bello toccare con mano che i più provati dalla sofferenza si prodigano per aiutare gli altri, partecipando attivamente alla vita associativa, confortando ed incoraggiando con il proprio esempio i più fragili, incontrando ed aiutando coloro che devono affrontare l'incognita "stomia".

Bisogna usare del buon senso e tutto sarà facile. Molte volte i problemi derivano dal fatto che si mangia troppo ed in fretta. Siate rilassati dinanzi al cibo e cercate di osservare alcune piccole regole che vi permettono di godervi al meglio il Natale. Per prima cosa vi consiglio di masticare bene e mangiare lentamente per non ingurgitare dell'aria. Evitate le bevande gassate, ma non negatevi lo spumante per brindare all'Anno Nuovo!

La maggior parte di voi dopo l'intervento, con il passare del tempo e con la personale esperienza, avrà ritrovato il proprio equilibrio alimentare per garantire un adeguato apporto calorico ed una giusta consistenza delle feci. Si inizia con una dieta povera di frutta e verdura e si aggiunge di volta in volta un alimento nuovo valutando gli effetti sulla propria persona. Al giorno d'oggi nei supermercati troviamo una notevole quantità di frutta e verdure esotiche. Per non rovinarvi le Feste, vi sconsiglio di fare nuovi esperimenti proprio in questo periodo. E’ bene mantenersi all'esperienza già consolidata!

Vi ricordo che aglio, asparagi, brodo, broccoli, cavoli, cavolfiori, cipolle, frutta secca, funghi, latte, legumi in genere, pesce, prugne, uova, uva, non sempre sono bene tollerati. Vi consiglio però di non preoccuparvi eccessivamente del tipo di alimenti. Pensate piuttosto alla quantità, che dovrà essere sempre controllata.

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