Pomodoro Piccadilly: Caratteristiche, Coltivazione e Ricette

Il pomodoro Piccadilly è una tipologia di pomodoro a grappolo rosso dalla buccia rosso brillante. La forma dei frutti è leggermente allungata con l'estremità appuntita.

È disponibile tutto l’anno, con maggior frequenza nei mesi primaverili, estivi e invernali. Il Piccadilly è dolce e saporito. Prova la nostra Ricetta. Il Pomodoro Piccadilly è ottimo per preparare salse perchè, durante la cottura, la buccia entra in amalgama con la polpa.

Il Pomodoro Datterino selezionato da Verdurazon.it è coltivato esclusivamente nelle Campagne Pachinesi, nello specifico dalla Contrada Pipitona, Az. Ag. Dalla buccia croccante e dal sapore molto dolce, i pomodori costoluto vi lasceranno un sapore in bocca che non avrà nulla da invidiare al pomodoro ciliegino.

Caratteristiche del Pomodoro Piccadilly

I pomodorini Piccadilly sono di piccole dimensioni, riuniti in grappoli di 8-12 frutti del peso di 30-50 grammi ciascuno. Buccia croccante e polpa intensa, il pomodoro piccadilly Morana è molto versatile in Cucina: dalle salse e sughi, alle insalate e contorni morbidi al palato.

Il Piccadilly è dolce e saporito. Grazie al buon grado zuccherino, questo pomodorino è gustoso. É ottimo per preparare le salse casalinghe perché, durante la cottura, la buccia riesce a entrare in amalgama con la polpa, evitandoci così l'uso del passaverdure.

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Il grappolo può essere conservato appeso per più settimane. È una varietà ben identificata di pomodoro tipico dell’areale campano e lo si riconosce facilmente per la forma allungata dei frutti. È una varietà piuttosto unica.

Storia e Curiosità

Il Pomodoro Piccadilly pare che debba le sue origine all’antico pomodoro “Vesuviano”, largamente coltivato nel sud Italia. In cucina è perfetto sia per gli antipasti, come le semplici bruschette, che per la preparazione di primi e secondi.

Coltivazione del Pomodoro Piccadilly

Condizioni Climatiche e Terreno

Il pomodoro necessita di esposizione in pieno sole. La temperatura ideale di accrescimento è compresa fra 18 e 24 °C, mentre oltre i 35 °C la produzione di fiori si interrompe. Sotto i 5°C la crescita è compromessa. Tra 18-27° sono le migliori condizioni per l’allegagione dei frutti, che è difficoltosa sotto i 10° e sopra 35° (specialmente per le varietà antiche e a bacche grosse). Con meno di 13° in fioritura, i frutti possono risultare deformi e con cicatrici.

Il pomodoro si adatta a qualsiasi tipo di terreno, preferendo quelli di medio impasto, fertili e ben drenati. Gradisce pH preferibilmente tra 6-7. Nella preparazione del suolo è consigliata una lavorazione profonda (30-40 cm).

Trapianto e Distanze

Distanze: il sesto consigliato è di 40-50 cm sulle file e 100 cm tra le file. Epoca: la messa a dimora va da marzo (con nylon) ad agosto.

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Concimazione

Una nutrizione equilibrata e distribuita nel tempo, permette di ottenere la massima produzione dalla coltivazione del pomodoro.

  • la concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica (se non la si è distribuita in autunno): letame maturo (o stallatico) e un fertilizzante NPK.
  • la concimazione di copertura: dopo la concimazione iniziale, si potrà intervenire ogni 3 settimane con fertilizzante minerale NPK (N:P:K 1:3:1 fino alla fioritura, N:P:K 1:1:3 da ingrossamento a maturazione), oppure alternando pollina, borlanda e agrogel.
  • la concimazione di soccorso: è fondamentale qualora la crescita delle piante si arrestasse nelle prime fasi, a causa di stress ambientali o carenze.

Irrigazione

Il pomodoro è in grado di sopravvivere con apporti idrici limitati, ma la carenza di acqua cronica dà luogo a piante stentate, con produzione molto inferiore rispetto al reale potenziale delle varietà.

Di norma il pomodoro in primavera si irriga 2-3 volte a settimana: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del suolo, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico.

Tra un intervento e il successivo si lasci asciugare lo strato superficiale di terreno intorno alle piante, per evitare i ristagni. Nelle prime fasi dopo l’attecchimento, se il clima è fresco, ma non piove, saranno sufficienti 1-2 interventi settimanali.

I quantitativi devono permettere all’acqua di penetrare in profondità, per garantire un’autonomia di alcuni giorni. Si bagnerà nuovamente quando il terreno sarà asciutto in superficie e le piante manifesteranno un leggero stress, assumendo una colorazione opaca.

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Dall’inizio della fioritura, le quantità aumenteranno e la massima necessità si raggiungerà quando più palchi saranno in fase di ingrossamento e le temperature elevate. In estate, è richiesta molta più acqua e interventi più frequenti, fino a 2-4 per settimana (fino a 4-6 litri al giorno con piante cariche di frutti, nei periodi più caldi e asciutti).

In questa fase le piante non dovranno andare in carenza idrica, per produrre al meglio e ridurre i rischi di marciume apicale. Quando più le bacche sono nelle fasi finali di maturazione, si ridurranno un po’ i volumi di annaffiatura, ma senza stressare le piante.

Le varietà allungate e quelle più sensibili a marciume apicale, richiedono irrigazioni più frequenti rispetto alle altre, in prossimità della maturazione, quando sono presenti anche bacche in fase di ingrossamento.

Apporti idrici troppo scarsi, possono determinare produzione di bacche di calibro modesto, caduta dei fiori e marciume apicale dei frutti.

Irrigando pomodori in fase di maturazione con quantitativi eccessivi di acqua, dopo periodi di siccità, provoca facilmente spaccature dei frutti.

Anche gli eccessi idrici possono creare problemi, come marciumi radicali, crescita eccessiva della vegetazione a discapito della produzione e maggiore sensibilità ai patogeni.

Irrigare possibilmente al mattino in primavera, senza bagnare la vegetazione.

Pacciamatura

Pacciamatura: la pacciamatura del terreno con nylon “fumè” o verdi, è utile soprattutto nei trapianti precoci e nelle zone collinari, mentre in quelli estivi è meglio il nylon bianco, oppure la paglia.

La pacciamatura permette di prevenire le infestazioni delle malerbe e di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!). Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi.

Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia.

Sostegni

Sostegni nei pomodori 'da palo' (indeterminati): esistono diversi metodi per sostenere i pomodori a sviluppo indeterminato, capaci di crescere anche ben oltre 2 metri: dai sistemi tradizionali, con le classiche canne (o paletti, tondini di metallo, ecc), a quelli più moderni, con corde di nylon.

Quando la pianta supera i 30 cm di altezza, il fusto va fissato a un tutore (canna, paletto ecc.) di 180-220 cm, tramite un legaccio. Le canne vanno piantate nel terreno per almeno 20-30 cm e fissate tra loro in alto con fil di ferro o spago, per rendere più stabile la struttura.

La struttura a 'piramide': costituita da 4 canne incrociate ed unite in alto, è semplice e stabile ed è perfetta se non ci si attende una produzione prolungata (ad esempio se concimazione è povera). Il limite maggiore di questo metodo è la difficoltà di arieggiamento della vegetazione che può favorire attacchi fungini.

La struttura a canne verticali: di oltre 200 cm, è perfetta per sfruttare il potenziale produttivo delle piantine Orto Mio (che possono produrre anche oltre 15 grappoli di pomodori). Le canne andranno fissate, lungo la fila, con un tirante posto a 150-170 cm di altezza. Per dare stabilità, la cima di ogni canna sarà legata a quella delle fila a fianco attraverso una canna più corta (di 80-100 cm). Quando le piante avranno raggiunto l'apice della canna, l’apice vegetativo potrà essere indirizzato lateralmente. Tra i vantaggi di questo sistema: l’arieggiamento della vegetazione, anche quando le piante sono già alte.

La struttura 'a capanna o cavalletto': è una sistemazione intermedia tra le due sopra descritte: più sicura di quella a "piramide", di più rapido allestimento rispetto alle canne verticali.

Appendere i pomodori a corde: è il sistema utilizzato dai professionisti della coltivazione del pomodoro. É anche un metodo economico, perché il filo di nylon costa poco ed il supporto (sopra la coltivazione), a cui vanno fissati i fili, si può fabbricare facilmente anche con materiali a basso costo.

Questa tecnica favorisce l'arieggiamento della vegetazione, e quindi la sanità della pianta. Anche l'esposizione alla luce dei frutti è eccellente e rapida l'individuazione delle femminelle da eliminare. Non occorrendo effettuare continue legature, si velocizzano le operazioni: è sufficiente avvolgere settimanalmente il filo attorno al fusto della pianta, per mantenerla in ordine.

L'avvolgimento del filo attorno al fusto va effettuato senza fretta.

Potatura e Cimatura

Potatura delle femminelle: mentre i pomodori nani non richiedono potature, in quelli “da palo”, bisogna togliere continuamente i germogli ascellari o “femminelle”, iniziando 2.-3 settimane dopo il trapianto. Si tratta dei germogli che crescono nel punto di inserzione delle foglie sul fusto della pianta.

Nelle varietà da impalare (indeterminate), vanno asportarti settimanalmente, lasciando sviluppare solo l'apice della pianta, che così prenderà più forza. Questa operazione favorisce una produzione più equilibrata ed una migliore sanità di piante e bacche.

L'operazione, detta di “castratura” (o scacchiatura) è molto semplice e si esegue strappando con le dita (o tagliando con le forbici) i germogli emessi dal fusto, alla lunghezza di 5-10 cm. Le femminelle torneranno a crescere, e andranno eliminate continuamente. Nei periodi di rapido accrescimento delle piante, si interverrà più volte alla settimana.

Al momento del trapianto, è consigliabile lasciare crescere una o due femminelle, per un paio di settimane: la più forte, fungerà da cima "di scorta", qualora si arrestasse l’accrescimento dell'apice principale della pianta.

Diradamento delle foglie: è bene sfoltire le foglie che coprono i grappoli in zone costantemente in ombra. Lasciare invece le foglie che riparano le bacche dal sole del pomeriggio, per evitare le scottature. Dopo la raccolta dei primi grappoli di pomodori, eliminare progressivamente le foglie basali della pianta, fino a 50 cm di altezza.

Cimatura delle piante: Nelle varietà da palo, quando la cima della pianta supera l’altezza dei tutori (170-200 cm), si può tagliare, se non si desidera proseguire con la raccolta (o se la pianta è visibilmente indebolita e “a fine corsa”). Ciò favorirà un maggior ingrossamento delle bacche presenti.

Diradamento dei Frutti e Ombreggiamento

Diradamento dei frutti: per i pomodori da palo a bacche di dimensioni medie e grandi, qualora fossero presenti troppi frutti per ogni grappolo (es. 7-10 in varietà tonde, cuor di bue e costoluti), ridurne il numero offre il vantaggio di ottenere calibro maggiore, più uniforme e maggiore qualità. Tra i frutti presenti verranno sacrificati i più piccoli e quelli deformi o con cicatrici, tagliandoli con le forbici e lasciando gli altri.

Ombreggiamento: le piante con frutti in maturazione, gradiscono un leggero ombreggiamento nelle ore centrali della giornata, a partire dalla fine del mese di giugno. Una rete ombreggiante al 30-40% (o anti grandine) favorirà una maturazione più uniforme dei pomodori, senza scottature, riparando anche dai rischi della grandine.

Trattamenti

Trattamenti: per prevenire la Peronospora, nebulizzare prodotti a base di rame, ogni 15 giorni. (Poltiglia bordolese, idrossido, ecc.). Con temperature inferiori agli 8°, sostituire il rame con la Propoli. Nei periodi piovosi, utilizzare chitosano e farina di roccia (oppure prodotti sistemici preventivi per la Peronospora).

Raccolta

Il momento migliore per la raccolta, si può decidere considerando le varietà coltivate e i propri gusti personali, perché i frutti hanno caratteristiche diverse nei differenti stadi di maturazione.

Le bacche, a inizio maturazione (quando sul fondo appaiono le prime tracce rosso-arancio), sono più sode e acidule e in pochi giorni raggiungono il sapore tipico della varietà matura. La polpa, può ammorbidirsi molto rapidamente, come nelle varietà antiche, o restare soda, anche a lungo.

Le varietà a bacche morbide e poco conservabili, si raccolgono prima della completa maturità; nei periodi più caldi, converrà anticipare la raccolta appena i frutti iniziano a virare il colore al rosso, anticipando il decadimento della qualità.

Come raccogliere: nelle varietà con frutti dal debole attacco al peduncolo, la raccolta si opera staccandoli delicatamente con le mani.

Coltivazione in vaso

Nella coltivazione in vaso, questi devono avere un diametro minimo di 25 cm e l’altezza deve essere relativamente abbondante : Altezza vaso = Diametro x 1,60 .

Varietà Siccagno

Preparare il terreno vangandolo a una profondità adeguata (30-40 cm) e interrare una generosa quantità di sostanza organica (letame maturo, compost, terriccio di buona qualità, ecc.).

Distribuire sul terreno intorno alle piante del pacciame organico (come paglia o fieno, cippato, ecc.) in modo uniforme, creando uno strato alto 5-15 cm (più lo strato è spesso e maggiore sarà la capacità di trattenere l’umidità).

Le varietà “siccagno” Orto Mio sono tolleranti allo stress idrico ma in caso di siccità prolungata è consigliabile effettuare qualche intervento irriguo, così da sostenere le piante negli stadi più critici.

Nelle prime settimane dopo il trapianto, effettuare bagnature diradate solo quando le piante si mostreranno sofferenti, per stimolare l’apparato radicale a esplorare il terreno in profondità.

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