Abbiamo raggiunto Ortona e la Costa dei Trabocchi in provincia di Chieti, pensando alle parole di Dacia Maraini, legata sentimentalmente all’Abruzzo, che descrive queste strane macchine da pesca sospese tra cielo e terra, quasi come fossero dei “ragni colossali”, costituiti da pochi elementi lignei su pali infissi nel fondale marino o negli scogli.
L’origine del nome Trabocchi potrebbe essere di natura latina o provenzale, o addirittura alludere al trabocchetto che le reti calate dalle lunghe braccia di legno rivolte verso il cielo, tendono ai pesci ignari della loro imminente sorte.
I Trabocchi, oggi candidati a patrimonio dell’umanità Unesco, hanno avuto fino a pochi anni fa un ruolo importante per l’economia delle comunità dei traboccanti, che per vivere barattavano il loro pescato con prodotti della terra.
È il caso del Trabocco Mucchiola, uno dei più belli e caratteristici della costa e l’unico a far capo alla città di Ortona, che ospita al suo interno Gli Ostinati Restaurant, capitanato dallo chef Gianluca Di Bucchianico.
Per raggiungerlo bisogna abbandonare la statale e prendere una piccola strada secondaria che si interrompe dopo pochi metri, da lì si continua a piedi sulla Via Verde, l’arteria ciclopedonale lunga 42 chilometri e che collega Ortona a Vasto, facendo registrare ogni anno la presenza di migliaia di amanti del turismo lento.
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Lo chef Di Bucchianico racconta: “Tutto ciò che utilizziamo in cucina viene da questa zona - i legumi che utilizziamo fuori stagione sono tutti secchi e li prendiamo da contadini limitrofi, come del resto le verdure e gli ortaggi che scelgo ogni giorno. Il pesce nemmeno a dirlo, arriva qui praticamente vivo; credo nell’idea che se l’universo ci ha dato la differenziazione stagionale, noi dobbiamo essere bravi nell'interpretarla, sfruttando ogni cosa ci venga concessa in quel periodo. Faccio un esempio, se adesso ci sono gli agnelli e gli scampi e gli asparagi, chi dice che non possano essere utilizzati nello stesso piatto?
Tra i piatti proposti troviamo:
- Torcinello di trippa e scampo, riduzione al Montepulciano e corallo.
- Pancotto ai frutti di mare, la rielaborazione di un ricordo personale dello chef, di quando nel doposcuola trovava sempre ad attenderlo una fetta di pane con olio e pomodoro; in questo caso ripassata in forno ed arricchita con scampi, gamberi, plancton e frutti di mare.
- Spaghetto aglio, olio, peperoncino e peperone dolce di Altino, il piatto che forse meglio esprime la cucina terracquea dello chef, che unisce anche qui il sapore dolce dell’aglio cotto a bassa temperatura in olio extra vergine di oliva e del peperone rosso di Altino, essiccato, tostato e ridotto in polvere.
Ma se tutto funziona a pieno regime è per merito anche di Cristian Bomba, l’architetto che ha carpito il potenziale di questo particolare stazzo costiero: “Il mio lavoro in questa zona è iniziato molto prima del progetto della pista ciclabile - racconta - perché sono stato sempre convinto che qui si potesse fare del buon turismo.
Per questo ho iniziato a studiare e progettare idee che potessero portare gente qui, anche attraverso la partecipazione a bandi regionali. Così sono stato coinvolto nel progetto della Via Verde, ma in cuor mio c’era già il sogno di aprire un ristorante su di un trabocco.
Ci son voluti 12 anni per trovarne uno e per dare vita a tutto questo, nel frattempo con Gianluca abbiamo messo in piedi il format degli Ostinati, che ci calza a pennello, perché un po’ testardi e visionari lo siamo stati.
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Continuerò a buttar giù progetti che possano arricchire questa zona senza essere impattanti su questo magnifico ambiente. La ciclovia, i trabocchi, il mare, ci porteranno nei prossimi anni un maggior flusso di turisti e noi dobbiamo essere pronti ad ospitarli; penso che accoglienza e ricettività debbano passare attraverso un sistema innovativo di cui il turista va alla ricerca, così come deve essere cercato questo trabocco, che non ho voluto segnalare nemmeno lungo la statale.
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