Sciroppo di Ipecacuana: Usi e Controindicazioni

Lo sciroppo di ipecacuana è un liquido prodotto utilizzando la pianta di ipecacuana (Carapichea ipecacuanha), una pianta arbustiva originaria del Brasile e appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, in grado di agire come emetico ed espettorante. Tradotto: la sua assunzione può provocare il vomito.

Usi dello Sciroppo di Ipecacuana

L’ipecacuana è nota per la sua capacità di irritare l’apparato digerente e di scatenare, così, il vomito. Per questo motivo viene assunta per via orale come emetico in caso di un sospetto avvelenamento. Viene altresì consigliata come espettorante ed il suo impiego viene ad esempio proposto in caso sia di bronchite che di tosse grassa.

Esso, solitamente, viene utilizzato in tutti quei casi in cui si abbia il dubbio che una persona possa essere stata avvelenata o possa aver assunto un quantitativo smodato (e quindi pericoloso) di farmaci. Lo sciroppo di ipecacuana riesce, infatti, a irritare l’apparato digerente di chi lo beve, portando così il soggetto in questione a vomitare. Un’azione potenzialmente salva vita nei casi di intossicazione sopra citati.

Lo sciroppo di ipecacuana può essere assunto anche come espettorante nel caso in cui si soffra di tosse grassa o di bronchite, sebbene questa sua funzionalità oggigiorno sembri ormai essere stata sorpassata definitivamente dall’utilizzo di farmaci specifici e più efficaci. Altro utilizzo ancora è quello che prevede il suo uso (in piccole dosi) al fine di migliorare l’appetito, così come quello che vede il suo impiego in alcuni soggetti colpiti da forme molto gravi di dissenteria o dal cancro.

A dosi inferiori, l'effetto di questi alcaloidi li rende di potenziale utilizzo come fluidificanti delle secrezioni bronchiali, data la loro dimostrata capacità di aumentare la quota di muco e la sua fluidità, esercitando nel contempo un effetto spasmolitico a livello bronchiale. In tal senso le indicazioni dell'Ipecacuana vanno dalla pertosse, alle tossi spasmodiche e a varie forme di bronchite.

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Gli estratti di Ipecacuana, e in particolare l'emetina, si sono dimostrati efficaci anche nel debellare l'infestazione da Entamoeba histolytica, un parassita che causa violenti attacchi di dissenteria. A piccole dosi, la tintura di Ipecacuana ha un effetto stimolante sulla secrezione gastrica, sull'appetito e sui processi digestivi.

L'effetto dei medicinali emetici a base di sciroppo di Ipecacuana si manifesta entro 15-30 minuti dall'ingestione, e risulta particolarmente utile in caso di avvelenamento da tossici. Registrato anche come specialità medicinale, lo sciroppo di Ipecacuana si utilizza per ridurre l'assorbimento delle sostanze tossiche ingerite; tale azione è ovviamente tanto maggiore quanto più rapidamente viene somministrato dopo l'ingestione del tossico.

Efficacia e Tempi di Assunzione

Per essere efficace, soprattutto in caso di avvelenamento, gli studiosi considerano che l’assunzione di sciroppo di ipecacuana debba avvenire immediatamente dopo aver ingerito il veleno. Stando ad alcune analisi compiute in passato, sembra infatti che questo sciroppo permetta di eliminare soltanto il 54% del veleno se assunto dopo dieci minuti dall’avvelenamento stesso. Un dato che con il passare dei minuti si abbassa poi ulteriormente.

Ciò non significa, però, che non possa essere d’aiuto in caso di intossicazione. Anzi, la sua azione di agente irritante dello stomaco è riconosciuta come efficace, motivo per cui il principale utilizzo dello sciroppo di ipecacuana si riscontra proprio nei casi in cui si siano ingerite sostanze tossiche.

Controindicazioni e Rischi

Non si deve assumere l’ipecacuana, e in particolare lo sciroppo di ipecac, in combinazione con il carbone attivo. Se prolungata nel tempo o in dosi elevate, l’assunzione per via orale di ipecacuana può invece essere pericolosa e provocare gravi avvelenamenti, danneggiamento del cuore e, nei casi più gravi, decesso. Se assunta nel corso della gravidanza, l’ipecacuana può provocare un aborto. Le informazioni riportate sono indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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Se assunto in grandi quantità o per molto tempo, lo sciroppo di ipecacuana potrebbe diventare lui stesso motivo di avvelenamento, comportando come risultato il danneggiamento dell’organo cardiaco e, nei casi più gravi, addirittura la morte. Nel caso in cui ad assumere lo sciroppo sia una donna in stato di gravidanza, l’ipecacuana potrebbe provocare anche un aborto, mentre ancora da stabilire sono i suoi possibili effetti collaterali in fase di allattamento.

Ciò che, invece, è già noto è come esso sia assolutamente da evitare nei casi in cui si soffra di problemi gastrointestinali o di malattie cardiache. Una serie di motivi per cui è sempre opportuno non superare mai i dosaggi indicati sul foglio illustrativo che accompagna il prodotto in fase di vendita e acquisto.

Il ricorso allo sciroppo di ipecacuana avviene soprattutto nei Paesi ancora in via di sviluppo, mentre nelle parti del Mondo ormai più industrializzate il suo uso erboristico è oggigiorno molto limitato, soprattutto a causa dei possibili effetti collaterali appena descritti.

Per quanto detto il medicinale non dev'essere somministrato dopo ingestione di acidi forti, alcali, stricnina, petrolio distillato o sostanze corrosive. Il suo impiego è altresì controindicato nelle persone semicoscienti o incoscienti (per evitare il passaggio del materiale vomitato nelle vie aeree).

Effetti Collaterali

Se assunta per via orale e per un non lungo periodo, l’ipecacuana è considerata un rimedio sicuro. Tuttavia possibili effetti collaterali non mancano, in particolare nausea e vomito, irritazioni gastriche, capogiri, pressione bassa, fiato corto e battito cardiaco accelerato.

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Da utilizzare con cautela perché ci sono dati troppo limitati in letteratura riguardo l’utilizzo in gravidanza. Possibile vomito protratto anche fino a 24 ore e sonnolenza. Raramente sono stati segnalati pneumomediastino, lacerazione gastrica, erniazione gastrica e rottura esofagea.

Dosaggio

1 ml di sciroppo contiene: Principio attivo: Estratto Fluido Ipecacuana 70 mg (contenuto in etanolo compreso tra il 55 e il 61 per cento V/V).

  • Adulti: 15-30 ml di sciroppo corrispondenti a 1.5 - 3 cucchiai;
  • Bambini di età superiore ad un anno: 15 ml di sciroppo corrispondenti a 1.5 cucchiai;
  • Bambini di età compresa tra 6 mesi ed una anno: 5-10 ml di sciroppo corrispondenti a 0.5 1 cucchiaio;
  • Bambini di età inferiore ai sei mesi la somministrazione dello sciroppo deve essere effettuata sotto stretto controllo del medico.

All’assunzione di una dose di sciroppo far seguire un bicchiere d’acqua. Se non si ha risposta entro 20-30 minuti, assumere un’altra dose, seguita da un bicchiere d’acqua.

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Non somministrare il prodotto a pazienti le cui condizioni possono favorire il passaggio del materiale vomitato nelle vie aeree o a pazienti che abbiano assunto prodotti corrosivi che potrebbero essere pericolosi se aspirati.
  • Non somministrare nei pazienti in stato di shock o a rischio di collasso come risultato delle loro condizioni o per aver ingerito stricnina.
  • Non somministrare ai pazienti con disturbi cardiovascolari.
  • L’ipecacuana non può essere usata dopo ingestione di acidi forti, alcali, stricnina o sostanze corrosive.
  • Non può essere usata nelle persone semicoscienti o incoscienti ed in pazienti che hanno ingerito petrolio distillato come il kerosene, gasolio, olio di carbone, pittura o detergenti.

Il medicinale contiene saccarosio: 1 ml di sciroppo contiene 0,5 g di zucchero. Usare solo in caso di emergenza e necessità (avvelenamenti). Tenere fuori dalla portata dei bambini. L’assorbimento dell’emetina che può avere luogo se non si manifesta l’effetto emetico del prodotto può aumentare il rischio di disturbi cardiaci come irregolarità della conducibilità ed infarto del miocardio.

All’assunzione di una dose eccessiva di prodotto, far seguire la somministrazione di una dose di carbone attivo ed eventualmente lavanda gastrica. Il vomito prolungato può essere controllato con iniezioni intramuscolo di antiemetici e la perdita di liquidi ed elettroliti deve essere adeguatamente integrata. Devono essere disponibili le attrezzature necessarie a correggere eventuali effetti cardiaci e lo shock che ne può conseguire.

L’effetto emetico può presentarsi nell’arco di 30 minuti e la sua durata può variare dai 20 ai 25 minuti. I principi attivi si concentrano principalmente nel fegato, nei reni, nei polmoni e nella milza.

Non conservare al di sopra di 25° C. Tenere il contenitore ben chiuso.

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