Sciroppo di Polygala: Proprietà e Benefici

Esistono oltre cinquecento specie botaniche che fanno capo alla poligala, una pianta erbacea officinale che porta il nome scientifico di Polygala e appartiene alla famiglia delle Polygalaceae.

Questo nome ci porta indietro nel tempo e se si vuole conoscerne le origini è necessario rispolverare una antica leggenda che racconta che questa specie botanica fosse in grado di stimolare la produzione di latte nelle mucche.

Oggi, anche se la leggenda è molto antica e sopravvive, c’è infatti ancora chi crede e racconta che si utilizza la Poligala con le gestanti, con la convinzione che possa stimolare la secrezione di latte in abbondanza.

In Italia è molto facile incontrarla, in qualsiasi regione della nostra penisola ma le sue origini sono tropicali.

La Poligala viene utilizzata quasi sempre per fini ornamentali e in tal caso resta di modeste dimensioni, non supera i due metri di altezza e i tre metri di larghezza.

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Questo arbusto ha un portamento molto dignitoso, presenta tanti rami ma non ha l’aria confusa o arrabattata.

La Myrtifolia è una delle specie della Poligala che risultano essere più adatte per decorare il giardino ed è piuttosto comodo come arbusto ornamentale perché è semplice da coltivare e fiorisce tutto l’anno, essendo oltretutto sempreverde.

Non occupa tantissimo spazio e può essere sistemato in vari punti, un po’ ad incastro. L’importante è stare attenti che possa godere di molta luce e anche di sole, non per forza diretto anche se la Myrtifolia resiste bene anche alle alte temperature del periodo estivo e si adatta anche a periodi di siccità.

Il vero problema sono gli inverni e le loro temperature rigide da cui deve essere protetta, all’interno di una serra oppure del nostro stesso appartamento.

Prendendosi cura di questa pianta non si perde troppo tempo perché non va potata o mantenuta in modo particolare. Ciò che è importante è che venga ben ripulita alla fine della stagione primaverile, eliminando infiorescenze ormai danneggiate.

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Polygala Vulgaris: Proprietà terapeutiche

Abbiamo visto la Myrtifolia, ad uso decorativo, ed ora cambiamo specie. Parliamo della Vulgaris, pianta utilizzata soprattutto ad uso terapeutico grazie alle sue proprietà.

L’uso fitoterapico è dovuto alla presenza di importanti costituenti, come saponine, tanni, flavonoidi, resina e glucidi.

Tra le proprietà che possiamo associare alla Poligala ecco le più note ed importanti: diuretiche, lassative, emollienti, espettoranti, toniche e antireumatiche attribuite alla pianta.

Potrebbe avere anche delle proprietà galattogoghe ma non è ufficiale, al momento se ne parla a livello di credenza popolare e così resta fino a quando non ci saranno delle prove scientifiche che ne proveranno l’efficacia.

Quando la assumiamo dobbiamo fare molta attenzione alle dosi perché se eccessive possono causarci del vomito, legato alle sue proprietà emetiche.

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In alcuni sciroppi per la tosse è possibile trovare l’estratto di questa pianta che, tra le altre, vanta anche delle proprietà espettoranti.

E’ perfetta se usata in combinazione con estratti di altre piante ad azione antinfiammatoria, come la piantaggine.

La nausea, il vomito e la diarrea sono tra gli effetti collaterali più frequenti legati ad un uso della Poligala in dosi eccessive.

Questa pianta viene sconsigliata alle donne in gravidanza o in fase di allattamento, ai pazienti affetti da gastrite e ulcera peptica oppure a chi ha un’ipersensibilità accertata ad uno o più componenti della pianta.

La Commissione E (1990) e l’OMS (2001) hanno pubblicato la monografia della poligala indicandone l’utilizzo tradizionale e attribuendo l’azione alle saponine contenute nell’estratto.

Inoltre, alcuni studi hanno messo in luce le potenziali proprietà antitumorali degli estratti di radice di poligala.

Quando si utilizzano preparazioni a base di poligala, le dosi di prodotto da assumere possono variare in funzione della quantità di sostanze attive contenuta.

Se adeguatamente impiegata, la poligala non dovrebbe provocare effetti collaterali.

La poligala comune (Polygala vulgaris L.), o bozzolina, è una pianta erbacea perenne, della famiglia delle Polygalaceae, con un rizoma più o meno cilindrico e lignificato; i fusti sono semplici o raramente ramificati, la porzione basale è prostrata sul terreno, quella media è ascendente e la parte terminale è eretta; i fusti, lunghi da pochi centimetri fino a 30-40, hanno la superficie pubescente.

Le foglie sono alterne; quelle inferiori, ravvicinate fra loro, sono obovali, ristrette a cuneo alla base e hanno l’apice arrotondato; quelle inserite nella parte superiore del fusto, molto più rade, sono lanceolato-lineari, cuneate alla base e acute all’apice; la superficie è glabra o quasi.

I fiori, raccolti in racemi all’apice dei rami, hanno un piccolo peduncolo che nasce all’ascella di una brattea; il calice è composto da cinque sepali: i tre esterni sono piccoli e verdastri, i due più interni, detti ali, sono ovali, grandi come la corolla e dello stesso colore di questa (il colore varia da rosso porporino a violaceo o, più comunemente, azzurro); i petali sono tre: due superiori oblunghi e uno inferiore munito di un’appendice sfrangiata.

Il frutto è costituito da una capsula oblunga, racchiusa fra i sepali persistenti, divisa internamente in due logge contenenti ciascuna uno o due semi pelosetti.

Il nome generico, che in greco significa “molto latte”, deriva dalla credenza che la pianta aumentasse la produzione di latte nel bestiame; tale credenza venne poi estesa anche alle gestanti; il nome specifico deriva dal latino “vúlgus” (volgo) e significa “comune, diffuso, frequente”.

La droga si estrae dalla radice che si raccoglie sradicando la pianta in settembre; si pulisce dalla terra e si elimina la parte aerea, cioè i fusti con le foglie; la radice si essicca al sole e si conserva in sacchetti di carta o tela.

Il glucoside gaulterina libera salicilato di metile e questo giustifica l’uso della droga come antireumatico.

Inoltre, dalle radici si estrae una droga ad azione espettorante (proprietà comune di alcune piante della famiglia delle Polygalaceae), usata sotto forma di infuso, di sciroppo o di polvere. La sua azione farmacologica è dovuta all’aumento della secrezione di muco bronchiale fluido che può essere eliminato con facilità mediante colpi di tosse.

La poligala è una pianta officinale dall'azione emolliente, espettorante e lassativa, utile per la diuresi, contro problemi intestinali, tosse, asma e bronchite.

La proprietà espettorante della poligala ne fa un ottimo rimedio in caso di tosse, pertosse, raffreddore, asma, bronchite, affezioni respiratorie.

La poligala può essere assunta anche sotto forma di decotto, utile come espettorante contro il catarro, realizzandolo semplicemente con 30 g di radice fatta bollire in un litro di acqua.

La poligala è una pianta dall’azione lassativa, espettornate, emolliente e stomachica, utile per favorire la diuresi, contro i reumatismi e come tonico.

Tali importanti proprietà terapeutiche, sono dovute alla presenza di principi attivi quali: la poligalina, la gaulterina, la poligalamarina, le saponine, i tannini, le mucillagini e l’eteroside gualterina.

La poligala stimola, inoltre, anche la diuresi e la sudorazione e questo aiuta in caso di febbre.

Appartenente alla famiglia delle Polygalaceae, questa pianta è originaria delle zone tropicali ma è presente anche nella zona settentrionale dell’emisfero boreale. Essa tende a svilupparsi ai margini dei boschi o all’interno di prati ben esposti al sole.

Ha un portamento leggero ed elegante con sottili e numerose ramificazioni. I suoi fiori compaiono dalla fine del periodo invernale ad autunno inoltrato. I tipici colori delle graziose infiorescenze sono il viola, il rosa e il bianco.

Tra le varie specie di polygala, quella vulgaris è associata ad un possibile uso terapeutico grazie alle sue proprietà. Si riscontrano proprietà diuretiche, lassative, emollienti, espettoranti, toniche e antireumatiche attribuite alla pianta.

In ambito fitoterapico la pianta viene utilizzata soprattutto come rimedio naturale per alleviare i disturbi a carico delle vie respiratorie. In piccole quantità l’estratto della pianta si può trovare anche all’interno di sciroppi.

Viene in questo modo sfruttata l’azione espettorante tipica della polygala. Spesso si trova in combinazione con estratti di altre piante ad azione antinfiammatoria, come la piantaggine.

Precauzioni e Controindicazioni

Evitare l'uso di poligala in caso di gastrite, ulcera peptica od ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

In caso di assunzione di dosi eccessive della sostanza o per periodi di tempo prolungati si possono riscontrare degli effetti collaterali. Questi possono includere sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.

Deve essere assunta a dosi molto basse poiché potrebbe indurre il vomito a causa delle sue proprietà emetiche.

Prima di auto somministrarsi una terapia a base di polygala è sempre opportuno consultare il proprio medico di fiducia o personale specializzato in rimedi erboristici.

Il consumo è sconsigliato ai pazienti affetti da gastrite e ulcera peptica o se si ha un’ipersensibilità accertata ad uno o più componenti.

Evitare l'uso di poligala in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in pazienti affetti da gastrite e/o ulcera peptica e in gravidanza.

Ad alte dosi possono insorgere nausea e vomito.

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