Sciroppo Proteico per Api: Ricetta e Guida Dettagliata

L'alimentazione proteica è fondamentale per le api, essenziale per lo sviluppo e la corretta funzionalità delle ghiandole ipofaringee, per l’allevamento della giovane covata e per la formazione del cosiddetto corpo grasso. Questo tessuto di riserva permette di immagazzinare sostanze alimentari elaborate, rendendo disponibili i nutrimenti nei momenti di difficoltà, come avversità climatiche e inverno, garantendo così una maggiore sanità e longevità delle api.

Quando e Perché Integrare l'Alimentazione delle Api

In condizioni normali, l’ambiente circostante dovrebbe garantire tutto l’apporto nutritivo necessario alle api. Tuttavia, in determinate situazioni, può essere necessario integrare l'alimentazione:

  • Scarse scorte di miele alla fine della stagione produttiva.
  • Eventi climatici avversi che esauriscono le scorte durante la stagione.
  • Necessità di stimolare la covata prima della fioritura principale.

Una soluzione di acqua e zucchero non rappresenta un alimento ideale per le api dato che non contiene le proteine, le vitamine o i lipidi necessari per una corretta alimentazione. L'assenza di questi elementi può minacciare la salute della famiglia e può alterarne il comportamento.

Ricette per Sciroppo Proteico

Esistono diverse ricette per preparare uno sciroppo proteico adatto alle api. Ecco alcune opzioni:

Sciroppo di Saccarosio Invertito

Con l’aggiunta dell’acido citrico si ottiene la scissione della molecola di saccarosio in fruttosio e glucosio, ottenendo uno sciroppo al 50 % di zucchero invertito, facilmente digeribile dalle api. La scomposizione del saccarosio in glucosio e fruttosio può avvenire anche in presenza di un acido.

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Preparazione:

  1. Bollire per mezz'ora in un litro d'acqua 1 o 2 Kg di zucchero.
  2. Aggiungere acido citrico per favorire l'inversione degli zuccheri.

L’inversione è tanto più veloce quanto più è basso il pH (quindi la soluzione deve essere molto acida) e tanto più è alta la temperatura.

Candito Proteico Fatto in Casa

Per realizzare il candito, utilizzare i seguenti ingredienti:

  • 600 grammi di zucchero a velo
  • 250 grammi di miele o glucosio liquido
  • 100 grammi di latte in polvere
  • 100 grammi di lievito di birra

Il lievito di birra va inserito al 10% nel candito o al 5-6% nello sciroppo.Sia il candito che lo sciroppo vanno posizionati sopra il coprifavo e reso accessibile dall’apertura del disco.

È importante che la quantità di proteine rappresenti nel complesso il 10-15% della miscela in peso, mentre concentrazioni maggiori potrebbero essere addirittura nocivi per le api. L’aggiunta di zucchero risulta quindi necessaria per adeguare le proporzioni: ottimo lo zucchero a velo, che può rappresentare oltre il 50% della sostanza secca, ma anche lo sciroppo zuccherino può essere impiegato, purché a concentrazione almeno del 70%, per ridurre le possibilità di fermentazione del prodotto.

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Dal punto di vista operativo, l’impasto finale potrà essere ripartito in masserelle da 200 a 500 grammi, confezionate in sacchettini o vaschette di plastica e potranno essere utilizzate immediatamente o riposte in congelatore per la conservazione fino al momento della distribuzione. Alle api va somministrata una tortina ogni 7-10 giorni. In alveari piccoli la dose può ridursi a 100 grammi ogni due settimane.

Integrazione con Lievito di Birra

Grazie ad un processo alimentare e tecnologico il lievito di birra è asciutto e inattivo. Il lievito di birra va inserito al 10% nel candito o al 5-6% nello sciroppo. Sia il candito che lo sciroppo vanno posizionati sopra il coprifavo e reso accessibile dall’apertura del disco.

Fonti Proteiche Alternative

Oltre alle ricette, è possibile utilizzare diverse fonti proteiche per integrare l'alimentazione delle api:

  • Polline: È la soluzione più logica e naturale per le api, ma richiede un notevole impegno per la raccolta e rappresenta un costo per l’azienda. Il polline somministrato deve essere valido dal punto di vista proteico (ottimi i pollini primaverili), raccolto con tempestività e esente da sostanze tossiche.
  • Farina di Soia: Essa contiene circa il 50% di proteine ed è scarsa dell’amminoacido triptofano. Non è molto appetita dalle api, ma è poco costosa. La farina deve essere stata sottoposta a processi per la riduzione della frazione oleosa a livelli inferiori al 7% (livelli superiori risultano nocivi per l’ape).
  • Lievito di Birra: Sono in generale molto appetiti dalle api. Il livello di proteine è di circa il 50% e il contenuto di grassi si attesta intorno al 7%. Sono i più completi dal punto di vista amminoacidico.
  • Latte in Polvere: Il valore biologico delle sue proteine è secondo solo all’uovo intero, sebbene la quantità di glucidi sia piuttosto elevata. Il contenuto vitaminico del latte è completo, tuttavia i processi di liofilizzazione tendono ad abbatterne considerevolmente la quantità e la qualità. E’ un alimento molto ricco in sali minerali e non presenta particolari problemi di conservazione.

Considerazioni Importanti

Prima di integrare l'alimentazione delle api, è fondamentale considerare alcuni aspetti:

  • Attrattività: L'alimento deve essere appetibile per le api.
  • Valore Nutrizionale: L'alimento proteico deve avere caratteristiche simili a quelle del polline.
  • Assenza di Sostanze Tossiche: Evitare alimenti che possono contenere sostanze nocive.

Come e Quando Alimentare le Api

Per la nutrizione delle api, si utilizzano strumenti chiamati nutritori, contenitori in cui viene posizionato il nutrimento. Esistono due categorie principali:

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  • Nutritori a Tasca: Possono essere utilizzati anche come diaframma e permettono alle api di ingerire lo sciroppo a una temperatura più consona.
  • Nutritori a Coprifavo: Vanno posizionati sopra il coprifavo e resi accessibili alle api.

La nutrizione delle api in primavera è molto diversa da quella invernale. In primavera si effettua prevalentemente una nutrizione detta stimolante, che ha lo scopo di rafforzare le famiglie e favorire l’ovodeposizione per aumentarne la numerosità con l’obiettivo finale di raccogliere più miele. In questo caso a differenza dell’alimentazione invernale, andranno preferiti i classici sciroppi (composti da glucosio, fruttosio e saccarosio) da diluire in acqua.

Di norma una diluizione ottimale prevede un composto finale con il 50% di acqua ed il 50% di sciroppo - tuttavia questo dipende anche molto dal periodo della stagione, dalle condizioni metereologiche e dalla zona climatica in cui si trova il nostro apiario. Di norma una buona pratica è quella di iniziare circa 40 giorni prima del raccolto. Si consiglia di stimolare tramite sciroppo per massimo 15-20 giorni.

Tabella Comparativa Fonti Proteiche

Fonte Proteica Contenuto Proteico (%) Appetibilità Costo Note
Polline Varia Alta Alto Migliore, ma costoso e richiede raccolta
Farina di Soia Circa 50 Bassa Basso Poco appetibile, ridurre la frazione oleosa
Lievito di Birra Circa 50 Alta Medio Completo dal punto di vista amminoacidico
Latte in Polvere Varia Media Medio Ricco di sali minerali, liofilizzazione riduce le vitamine

Errori Comuni da Evitare

È pratica comune procedere all’alimentazione delle api verso la fine dell’inverno senza alcuna valutazione delle scorte, oppure provare a stimolare la ripresa primaverile sempre attraverso un’alimentazione forzata con sciroppo di acqua e zucchero a prescindere dalle reali necessità degli alveari. Risultato: i costi lievitano e gli alveari si trovano spesso troppo presto nella condizione di voler sciamare.

Se durante la stagione ti trovi nella situazione per la quale gli alveari rischiano di morire di fame è perché hai fatto qualche errore: puoi aver esagerato sull'industrializzazione della tua azienda apistica e collocato una quantità di alveari per apiario eccessiva; oppure puoi aver raccolto troppo miele e lasciato poche scorte; puoi aver esasperato la selezione genetica utilizzando ibridi o sottospecie non autoctone e quindi non in equilibrio con l'ambiente circostante; puoi aver collocato gli apiari in zone dove regna la monocoltura; puoi aver preparato dei nuovi nuclei poco equilibrati; oppure puoi aver eseguito in ritardo il trattamento di contenimento della varroa per cui le colonie, debilitate, non sono riuscite a fare le scorte malgrado avessero tutto intorno delle abbondanti fioriture.

La migliore nutrizione degli alveari è sempre attraverso la somministrazione di candito. Il candito non stimola le api, non stimola neppure le loro malattie e le api lo consumano solo in caso di necessità impellente. Quindi la somministrazione di sciroppo non è una pratica che utilizziamo di frequente.

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