Calcoli Biliari: Come Affrontarli con la Dieta e Prevenire le Coliche

I calcoli biliari (colelitiasi) sono sedimenti di bile induriti che si formano nella colecisti, o cistifellea, e nei dotti biliari nei pazienti che hanno un eccesso di uno dei componenti principali della bile.

Che Cosa Sono i Calcoli Biliari?

I calcoli della colecisti o calcoli biliari (colelitiasi, impropriamente conosciuta come “calcoli al fegato”) rappresentano una malattia molto comune, presente nel 10-15% della popolazione e più diffusa nelle donne intorno ai quarant’anni. I calcoli si formano all’interno della colecisti (o cistifellea), un organo situato sotto al fegato, sul lato destro dell’addome, adibito alla raccolta della bile, cioè il liquido prodotto dal fegato che permette di digerire i grassi.

Questo liquido è composto da colesterolo, grassi e bilirubina, elementi che possono essere in eccesso e causare la cristallizzazione della bile formando così dei composti solidi simili a dei sassolini, che possono essere grandi solo qualche millimetro fino ad arrivare ad alcuni centimetri. Molte persone che soffrono di colelitiasi rimangono senza sintomi per tanti anni ed è possibile che non ne sviluppino mai alcuno. In altri casi, invece, i calcoli possono causare sintomi o complicanze anche severe (es.

Fattori di Rischio e Prevalenza

Frequentemente colpite di calcoli sono le donne tra i 20 e i 50 anni, hanno tre volte di più la probabilità di svilupparli rispetto agli uomini che ne soffrono soprattutto dopo i 60 anni. In estate, può accadere che chi soffre di calcoli aumenti i suoi disturbi.

Fattori di rischio per lo sviluppo di questa patologia sono: il sesso femminile, l’età avanzata, la familiarità, il numero di gravidanze, un indice di massa corporea >28, l’ipertrigliceridemia, i bassi livelli di colesterolo sierico, una storia di diete ripetute e la sedentarietà. Sono importanti i fattori genetici.

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La prevalenza della malattia in Europa è stimata tra il 9% e il 19%. Lo studio italiano più significativo, chiamato M.I.C.O.L. (Multicenter Italian Study on Cholelithiasis), ha interessato oltre 30.000 persone di dieci regioni diverse, che sono state sottoposte a ecografia e a esami ematici. La prevalenza della malattia è risultata essere del 18,9% nelle donne e del 9,5% negli uomini.

Tipi di Calcoli Biliari

Sulla base della loro composizione, i calcoli possono essere colesterinici o pigmentari (con un elevato contenuto di calcio).

  • Calcoli di colesterolo: Si formano a causa di un alterato rapporto tra i componenti della bile, che sono colesterolo, acidi biliari e fosfolipidi. Il processo di formazione dei calcoli colesterinici parte da una fase caratterizzata dalla secrezione, da parte della cellula epatica, di bile satura di colesterolo, cui segue la formazione di cristalli di colesterolo, i quali si aggregano, con formazione del calcolo.
  • Calcoli pigmentari: Rappresentano circa un quarto dei calcoli biliari e si distinguono in calcoli neri e marroni, che si associano rispettivamente a emolisi cronica e a malattie del fegato.

Tipo di Calcolo Composizione Caratteristiche
Colesterolo Colesterolo, acidi biliari, fosfolipidi Alterato rapporto tra i componenti della bile
Pigmentari Calcio Associati a emolisi cronica e malattie del fegato

Sintomi e Complicazioni

La calcolosi della colecisti è generalmente asintomatica. Se il calcolo si incunea nel dotto cistico, provocando ostruzione, causa la colica, sintomo tipico, caratterizzato da dolore all’ipocondrio destro e/o all’epigastrio, a volte irradiato posteriormente, della durata superiore ai 30 minuti. Si possono associare nausea e vomito.

La presenza di calcoli nella colecisti può determinare un’infiammazione acuta o cronica (colecistite). La prolungata ostruzione del dotto cistico può determinare un accumulo di muco, all’interno della colecisti, con formazione di idrope (mucocele). Se il contenuto della colecisti s’infetta e diventa purulento, si ha il quadro di empiema della colecisti, che è causa di complicanze, come la perforazione e la sepsi da gram negativi.

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La migrazione del calcolo nel coledoco (coledocolitiasi) è un evento frequente (prevalenza nel Paziente anziano fino al 25%). Essa è una frequente causa di ittero ostruttivo ed è associata a un elevato rischio di colangite e pancreatite acuta.

Diagnosi

Per diagnosticare la colelitiasi è necessario sottoporsi a un’ecografia addominale. La diagnosi di colelitiasi asintomatica è ecografica e si basa sulla visualizzazione di formazioni iperecogene nella colecisti e/o nelle vie biliari. In corso di colica biliare, vi possono essere transitorie alterazioni degli indici di citolisi epatica e colestasi. La colecistite acuta, così come la colangite, si accompagnano ad alterazione degli indici bio-umorali di flogosi e d’infezione. In caso di coinvolgimento del pancreas, si osserva un aumento di lipasi e amilasi.

Trattamento

Il trattamento è doveroso se si hanno sintomi cronici o se vi è un rischio, attuale o probabile, di complicazioni e può essere farmacologico (farmaci che sono in grado di sciogliere i calcoli) o, nei casi più gravi, chirurgico (asportazione della colecisti).

Alimentazione e Calcoli Biliari

Tra i fattori che possono ridurre la formazione di calcoli biliari: diminuire il livello di colesterolo nella dieta, evitare il sovrappeso ma anche un dimagrimento repentino che ne può favorire lo sviluppo. In estate, può accadere che chi soffre di calcoli aumenti i suoi disturbi.

Osservare una corretta ed equilibrata alimentazione aiuta a prevenire la formazione dei calcoli o, se già presenti e sintomatici, a ridurre gli episodi di coliche biliari e a migliorare l’efficacia dei farmaci per il trattamento della patologia.

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Cibi da Evitare

  • Salse con panna, sughi molto cotti con abbondanti quantità di olio (es.
  • Pesci grassi (es. anguilla, aringa, salmone, capitone, etc.), molluschi e crostacei (es.
  • Carni grasse, affumicate, marinate e salate.
  • Cibi tipici da fast food o junk food (es: bacon e patatine fritte, crocchette di pollo fritte, crocchette di formaggio fuso fritte, patatine e merendine preconfezionate, etc.) poiché in questi alimenti vi possono essere elevate concentrazioni di grassi trans formatisi durante la cottura (croccante o frittura con superamento del punto di fumo, irrancidimento, etc.) che, se assunti in eccesso, sono dannosi per la salute.

Alimenti Consentiti con Moderazione

  • Sale: È buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità (alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia).
  • Olii vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l’olio extravergine d’oliva, l’olio di riso o gli oli monoseme: soia, girasole, mais, arachidi (per il loro potere calorico controllare il consumo, dosandoli con il cucchiaio).
  • Uova.
  • Frutta secca.

Alimenti Consentiti e Consigliati

  • Pane, fette biscottate, cereali per la prima colazione, biscotti secchi, pasta, riso, polenta, orzo, farro possibilmente integrali.
  • Frutta matura e verdura di stagione (variando i colori per favorire un idoneo introito di vitamine e sali minerali).
  • Carni sia rosse che bianche, magre e private dal grasso visibile.
  • Affettati, prosciutto crudo, cotto, speck, bresaola, affettato di tacchino/pollo, privati del grasso visibile (1-2 volta a settimana).
  • Pesce, fresco e surgelato.
  • Latte e yogurt parzialmente scremati.
  • Formaggi freschi e stagionati un paio di volte a settimana in sostituzione di un secondo piatto di carne o uova, come 50 grammi di parmigiano o grana padano, consigliabile anche come sostituto del sale per insaporire i primi (un cucchiaio 10 grammi). Grana padano è parzialmente scremato durante la lavorazione, il suo consumo incrementa l’apporto proteico ai pasti e favorisce il raggiungimento del fabbisogno giornaliero di calcio e vitamine come la B12 e la A.
  • Acqua, almeno 1,5 litri al giorno, da distribuire durante l’arco della giornata.

Consigli Comportamentali

  • In caso di sovrappeso o obesità si raccomanda la riduzione del peso e del “giro vita” ossia la circonferenza addominale, indicatore della quantità di grasso depositata a livello viscerale. Valori di circonferenza vita superiori a 94 cm nell’uomo e ad 80 cm nella donna si associano ad un rischio cardiovascolare “moderato”, valori superiori a 102 cm nell’uomo e ad 88 cm nella donna sono associati ad un “rischio elevato”.
  • Evitare un calo di peso troppo veloce che può determinare la comparsa di calcoli biliari e inoltre un regime dietetico troppo ristretto impedisce una buona compliance ed aumenta il rischio di recuperare rapidamente il peso perso.
  • Rendere lo stile di vita più attivo. Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana. La scelta va sempre effettuata nell’ambito degli sport con caratteristiche aerobiche, moderata intensità e lunga durata, come, ciclismo, ginnastica aerobica, cammino a 4 km ora, nuoto, più efficaci per eliminare il grasso in eccesso e prevenire la colelitiasi.
  • Non fumare.

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