Un attacco preciso e coordinato, che ha colpito almeno 80 obiettivi diversi per diverse ore, è stato sferrato senza sparare un colpo. La Mistubishi Heavy Industries (Mhi), ramo militare della multinazionale giapponese e principale fornitore delle forze armate nipponiche, ha rivelato che 80 dei suoi server e computer sono stati infettati con almeno nove tipi diversi di virus.
L'attacco è avvenuto un mese fa, ma solo recentemente la stampa del Sol Levante ne è venuta a conoscenza da fonti interne al colosso industriale. I vertici dell'azienda hanno assicurato che non sono state rubate informazioni segrete, in particolare quelle relative a missili e sottomarini, che sembravano essere l'obiettivo principale degli hacker.
Il governo di Tokyo, tuttavia, non ha gradito la reticenza della Mhi. Un portavoce del ministero della difesa ha dichiarato alla stampa: "Non è compito della Mitsubishi stabilire quali informazioni sono importanti; questo è compito del ministero". Il ministro della difesa Yasuo Ichikawa ha annunciato una completa revisione delle protezioni cibernetiche dei server più importanti dell'industria bellica e dello stesso ministero, aggiungendo che la Mhi dovrà effettuare una verifica molto accurata delle sue protezioni contro gli attacchi informatici.
Sembra che l'attacco non abbia avuto origine dai computer dell'azienda, ma provenga dall'esterno. I server del cantiere navale di Nagasaki, dove vengono costruiti i cacciatorpediniere della marina militare nipponica, e lo stabilimento di Kobe, dove vengono costruite parti dei sottomarini e delle centrali nucleari, sono stati i bersagli principali.
Nonostante le smentite ufficiali, in Giappone, come in altri paesi (inclusi gli Usa), negli ambienti dell'intelligence è diffusa la convinzione che i cinesi siano la "fonte" di molti degli attacchi informatici subiti dai server di diversi governi e aziende del settore militare.
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Secondo un recente rapporto della Chatham House, molti governi non hanno ancora inserito nelle proprie politiche di protezione delle infrastrutture critiche (impianti industriali, reti energetiche, trasporti, reti di comunicazione, ecc.) un'adeguata gestione delle minacce cibernetiche. I governi da soli non sarebbero in grado di proteggere l'intera rete infrastrutturale delle economie evolute e dunque il settore privato dovrebbe essere chiamato a giocare un ruolo più importante nella programmazione e gestione di eventi critici.
Il Ruolo delle Donne nelle Forze Armate
Le donne combattenti sono tornate al centro dei notiziari. Donne soldato come Alla Akimova, 38 anni, si è arruolata nell'esercito ucraino come cuoca per difendere il suo Paese e stare accanto a suo marito durante la guerra. Donne soldato come Giulia Schiff, pilota dell'Aeronautica italiana, oggi unica donna volontaria nella legione straniera in Ucraina, arruolata per combattere insieme ad altri "foreign fighters" provenienti da tutto il mondo.
Le donne ucraine prestano servizio militare dal 1993 e ricoprono anche ruoli di prima linea. Nel 2020, l'esercito ucraino contava 29.760 soldatesse. Durante la Prima guerra mondiale, un battaglione di cosacche travestite da uomini, capitanate dalla russa Marija Bochkareva, il "Battaglione della morte delle donne”, ha combattuto in Bielorussia nel 1917 contro i nemici dello Zar.
Dal 1948, le Forze di difesa israeliane (Idf) prevedono il servizio militare obbligatorio per le donne, con una durata di due anni. Negli ultimi anni, un gran numero di soldatesse mediorientali si è unito alle forze armate a causa dell'inasprirsi dei conflitti interni e dell'avanzata dell'Isis nei loro Paesi. Alle 600 donne peshmerga si sono ispirate altre combattenti curde, come le donne del Rojava, nel nord della Siria, che combattono i battaglioni dell’Isis. In forte crescita anche il numero di donne soldato in Cina, dopo la decisione del governo a gennaio 2020 di aumentare da una a due volte l’anno la coscrizione militare per le donne.
In Italia, il servizio militare femminile è stato avviato nel 2000, registrando in vent’anni la presenza di 18mila unità femminili, equivalente al 6% del personale militare. I dati italiani riportano un aumento della presenza femminile negli ultimi anni, con una crescita sostanziale tra il 2018 e il 2020 e un numero, a fine 2019, di 1.924 ufficiali, 2.663 sottufficiali, 12.694 graduate e militari di truppa e 664 allieve di accademie e scuole militari.
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Secondo un sondaggio di Eumetra, le ragazze in linea teorica sono più interessate dei loro coetanei maschi alla carriera militare (il 52% rispetto al 48% dei ragazzi), ma non trasformano questo interesse nell’arruolamento vero e proprio, perché lo trovano incompatibile con la vita privata.
La Situazione a Okinawa
A Okinawa, emanciparsi dalla presenza delle basi militari americane è una chimera. È difficile conoscere qualcuno che non sappia di crimini commessi da militari statunitensi. Nel 2024, 80 persone legate all'esercito statunitense sono state accusate di crimini a Okinawa. Uno degli episodi più celebri è avvenuto nel 1995, quando tre soldati americani rapirono e stuprarono una dodicenne. Già nel 2012, Washington e Tokyo hanno concordato di spostare 9 mila marines da Okinawa a Guam. Ma da allora, solamente un centinaio se ne sono andati.
Contestualmente alla notizia degli stupri, gli Usa hanno annunciato il dispiegamento di nuovi droni di sorveglianza a lungo raggio a Okinawa. La popolazione locale non riesce a dimenticare il sangue versato durante la Seconda guerra mondiale e l'assimilazione forzata della cultura locale Luchu. Prima che fossero sganciate le bombe atomiche nel 1945, Okinawa ha perso un quarto della sua popolazione civile.
Un punto particolarmente controverso riguarda la base aerea di Futenma, situata nel centro urbano di Ginowan. Considerata «pericolosa» persino dai funzionari statunitensi, si è discusso per decenni della sua chiusura e rilocalizzazione.
Denny Tamaki, governatore di Okinawa, sta provando a rivendicare spazi di autonomia per la popolazione locale. Tamaki sembra intenzionato a coltivare i rapporti con Pechino, provando a usarli come leva negoziale con Tokyo e Washington. Una scommessa difficile da vincere, per Okinawa. L’isola che è stata teatro della più grande invasione anfibia della Seconda guerra mondiale non riesce ancora a dimenticare il passato.
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| Anno | Numero di Donne nell'Esercito Ucraino |
|---|---|
| 2008 | 1.800 |
| 2017 | 23.000 |
| 2018 | 24.487 |
| 2019 | 27.074 |
| 2020 | 29.760 |
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