Il mondo del sushi in Italia è in continua evoluzione, con un'attenzione crescente alla sicurezza alimentare e alla qualità dei prodotti. Questo articolo esplora il panorama del mercato ittico a Milano, le preoccupazioni relative alla sicurezza del sushi e le iniziative intraprese, tra cui il ruolo della Croce Rossa Italiana nel contrasto all'insicurezza alimentare.
Il Mercato del Pesce a Milano: Un Centro Nevralgico
Al Mercato del Pesce a Milano, un grande cartello sopra alla porta di ingresso recita: “Chi dorme non piglia pesci”. È alle 4 del mattino che il mercato apre le porte agli acquirenti, e prima ancora si è lavorato per ricevere e allestire la merce: 300 specie di pesce, vendute da una ventina di grossisti. I Mercati Generali sono infatti una città nella città, che vive all’incontrario. Di notte è tutto un viavai di camion e furgoncini, i bar sono aperti e luci illuminano a giorno i padiglioni, mentre fuori la città dorme ancora. Da qui, ogni giorno arrivano e ripartono entro le prime ore dell’alba oltre 25mila quintali di prodotti freschi, sei giorni alla settimana, tutte le settimane dell’anno.
C’è il Mercato Ortofrutticolo, il più grande d'Italia per dimensioni e quantità di prodotti venduti, quello delle carni, dei fiori e il fiore all’occhiello: una pescheria da 10.000 metri quadri che regala a Milano il suo ennesimo primato. Capitale della moda, del design, della finanza, Milano ha il Mercato Ittico più importante del Paese. Lo è diventato. Fino all’inizio del nuovo millennio, il mercato ittico era vicino alla Stazione Centrale, poi gli spazi non bastavano più per soddisfare la richiesta crescente dei milanesi.
A Milano, negli anni Ottanta il pesce fresco era un lusso, poi negli anni Novanta infatti il consumo di pesce ha iniziato a crescere, prima grazie al surgelato, poi al pesce allevato, e grazie alla diffusione di ristoranti specializzati e di reparti pescheria nei supermercati. Oggi, gli italiani hanno un consumo pro capite di circa 29 kg di pesce all’anno, con un incremento di quasi il 40% negli ultimi 15 anni. Complice anche l’avvento del sushi, oggi “andare a mangiare il pesce” non è più un’uscita solo per le grande occasione, e a casa si cucina molto di più.
Cosa si vende, cosa si compra
Il 65%-70% del pesce venduto al mercato del pesce a Milano arriva dall’estero mentre il restante 35%-30% è prodotto nazionale. Ecco perché la vicinanza dell’aeroporto è più importante che quella dal mare: la merce arriva via gomma dalla tangenziale o atterra e in pochi minuti è in via Lombroso dove viene controllato e rivenduto a ristoranti e pescherie. Pesci spada troneggiano sui banchi, le cassette di pesce sono impilate in bella vista. Cozze, branzini, orate e salmone le specie più vendute, c’è poi chi vende ostriche e mitili, chi baccalà e stoccafisso, pesce fresco, surgelato, decongelato, pregiato pesce pescato all’amo e quello di allevamento, dal pesce azzurro da pochi euro al tonno rosso. «Dove non arriva il mare, arrivano i pesci», spiegano i veterinari e i grossisti del mercato: in città ci sono clienti disposti a pagare a peso d’oro le migliori materie prime.
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Locali fine dining e chef cercando gamberi rossi, scampi, tonno, spigole e dentici freschissimi, che quindi vengono accaparrati alle aste nei porti proprio dai grossisti e portati in città.
Controlli e Sicurezza Alimentare: Rassicurazioni per i Consumatori
L’Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi (Airg) ha lanciato un messaggio forte: non c’è alcuna ragione per avere preoccupazioni; qualità e sicurezza sono quelle di sempre (anzi, semmai sono rafforzate da controlli ancora più intensi ). È il Giappone che importa pesce (soprattutto il prelibato tonno rosso) dal Mediterraneo, e non viceversa. Quanto al riso, o viene dagli Usa oppure si tratta di qualità japonica coltivata nel vercellese: importarlo dal Sol Levante costerebbe troppo.
Conferma Stefano Zani, direttore generale dei mercati Sogemi di Milano: «I ristoratori giapponesi si approvvigionano ai mercati generali. In ogni caso noi abbiamo effettuato ulteriori controlli: non è mai emerso alcun problema». Il responsabile dei mercati ittici Sogemi, Gianluca Cornelio Meglio, aggiunge: «Il pesce arriva da noi da molte parti del mondo, ad eccezione del Giappone. Nessun problema è emerso in proposito anche secondo Giovanni Pietro Pirola, direttore del servizio di igiene veterinaria della Asl Milano , che controlla i prodotti di origine animale (compreso il pesce importato dal sudest asiatico e dall’Oceano Indiano).
Indicazione analoga da parte di Edgardo Valerio, direttore servizio alimenti e nutrizione della Asl: «Abbiamo controllato la nostra frutta e verdura senza riscontrare alcun caso anomalo.
In questo contesto di attenzione alla sicurezza alimentare, i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, insieme al Nucleo Carabinieri Antisofisticazione e Sanità e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Caserta, hanno eseguito controlli mirati. Nel corso degli approfonditi controlli, i militari hanno scoperto lo stoccaggio di oltre 200 kg di prodotti ittici privi di qualsiasi tracciabilità e rilevato che era stata omessa sia la prescritta visita medica per il personale del ristorante che la redazione del documento di valutazione dei rischi.
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Contestualmente, a seguito delle gravi irregolarità riscontrate, hanno denunciato in stato di libertà il titolare del ristorante e elevato sanzioni pecuniarie per 30.000 euro, rispettivamente connesse alla violazione dei requisiti generali in materia di igiene, alla violazione degli obblighi in materia di tracciabilità, violazioni in materia di informazioni sulla catena alimentare, all’omessa visita medica dei lavoratori e alla mancata redazione del documento di valutazione dei rischi.
Il Ruolo della Croce Rossa Italiana e le Iniziative Contro l'Insicurezza Alimentare
La Croce Rossa Italiana (Comitato di Milano) è attivamente coinvolta nella lotta contro l'insicurezza alimentare, collaborando con diverse organizzazioni, tra cui Azione Contro la Fame e Terre des Hommes Italia. Queste collaborazioni mirano a supportare le famiglie vulnerabili e a contrastare la povertà assoluta. Un esempio concreto è il programma “Dall’emergenza all’autonomia”, che coinvolge 50 famiglie vulnerabili (250 persone in totale) della periferia di Milano, offrendo accesso a un market solidale e a una serie di servizi a beneficio delle famiglie.
Inoltre, la Croce Rossa Italiana partecipa attivamente al sistema degli hub di Quartiere contro lo spreco alimentare, un'iniziativa che ha permesso a Milano di vincere il prestigioso premio internazionale Earthshot Prize nella categoria #ZeroWaste.
Iniziative come la "Cena di Natale più grande del mondo" promossa dalla Croce Rossa Italiana, dimostrano come sia possibile unire la convivialità alla solidarietà, offrendo a tutti la possibilità di contribuire a dare cibo a chi non ce l’ha e a supportare le famiglie più vulnerabili del nostro Paese.
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